Le 4 C: Coca, Cola, Casa e Chiesa. 29 maggio

E’ il 29 maggio 1886 quando il farmacista John Pemberton inizia a pubblicizzare la Coca Cola indossando una tuta rossa da pilota della Ferrari ed una finta barba bianca. Costume che sarà copiato da Babbo Natale quando vedrà la pubblicità della bibita su una pagina del Entertainment Weekly a cui era abbonato. La bevanda era stata inventata qualche giorno prima, inizialmente come rimedio per digerire la peperonata, risultando poi efficace anche per il mal di testa, il gomito della lavandaia, la miopia, l’alluce valgo e per la stanchezza al termine di una maratona. Inizialmente fu chiamata “Pemberton’s French Wine Coca”, nome che fu accorciato perché troppo lungo per l’etichetta che circondava la bottiglietta che la conteneva. Dopo vari tentativi di accorciare il nome togliendo prima tutte le vocali: “Pmbrtn’s Frnch Wn Cc”, poi lasciandole da sole: “Eeo e ie oa”, si decise di abbreviare in “Coca Cola”. Nonostante il nuovo e più breve nome, Pemberton accumulò molti debiti, non tanto per le necessità di produzione o di distribuzione della bevanda ma quanto perché era un pessimo giocatore di poker. Al termine dell’ennesima partita dove andò in All-in con una coppia di 7, dovette vendere la formula ed i diritti ad Asa Candler, che aveva un colore a quadri. Quotata in borsa nel 1919, la Coca-Cola Company iniziò una capillare distribuzione della bibita davanti alle scuole di ogni ordine e grado. Nel 1927 viene importata in Italia prima come liquido appiccicoso per le ballerine di danza classica che la usavano al posto della pece greca per non scivolare sulla scena, poi come sistema per lucidare le monete antiche. Il logo della Coca Cola è il risultato di un errore di stampa e del foglio che era rimasto incastrato ed è stato “tirato” mentre veniva stampava la scritta di prova. Anche se la scritta capovolta e letta allo specchio potrebbe essere interpretata come un proverbio in lingua inuit: Chi conserva il ghiaccio in tasca cola acqua. La ricetta completa della Coca-Cola non è mai stata resa nota neanche ai produttori della bibita nei diversi paesi esteri. Il sapore risulta per questo essere diverso da una nazione all’altra, anche se tutti pensano di bere la Coca Cola originale. Inoltre la formula viene modificata anche in base alla ricchezza o meno di ogni paese, ottenendo anche tagli dei costi di produzione con l’aggiunta di più acqua gassata allo sciroppo di partenza. Pur essendo segreto il dosaggio, la Coca Cola contiene: Anidride carbonica, sciroppo di glucosio, colorante caramello, acido fosforico, aromi naturali, estratto di foglie di coca, essenza di coriandolo, caffeina ed un aroma 7X che, pare, sia stato scritto su un campo di grano a Tegucigalpa in Honduras, da un’astronave extraterrestre chiamata da Eugenio Finardi, e successivamente cancellato con il raccolto di fine estate. Tra gli slogan più famosi in Italia si ricorda: Coca Cola e non sai cosa bevi, bevi la coca cola che ti fa bene / bevi la coca cola che ti fa digerire / con tutte quelle, tutte quelle bollicine, Coca Cola per l’uomo che non deve chiedere mai…se ne bevo tanta, gonfia?

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