1890 e non sentirli, 17 maggio

Di 1890 ce n’è uno. 1890 è l’anno in cui nasce la prima Colonia estiva in Eritrea per i figli dei dipendenti statali. L’anno in cui viene introdotta la festa del 1 maggio, festa dei lavoratori tranne quelli che si occuperanno del Concertone negli anni successivi. E’ l’anno della Rivoluzione liberale nel Canton Ticino, il cantone più meridionale della Svizzera, famoso per i panni stesi da un palazzo all’altro e per il suono dei clacson quando il semaforo sta per diventare verde, in particolare a Chiasso. E’ l’anno in cui viene isolato per la prima volta l’acido azotidrico da Theodor “Totò” de Curtius. Un acido particolarmente volatile che si sposta durante le migrazioni a causa dei cambiamenti climatici e che diventa esplosivo se messo in gabbia. E’ l’anno in cui nasce il verismo musicale italiano con il fiocco azzurro sulla porta del teatro Costanzi- De Filippo di Roma. Il 17 maggio di quell’anno viene eseguita, per la prima volta, la Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni che ne certifica la nascita da Gemma Bellincioni, soprano, e Roberto Stagno, tenore. Vero? Verismo!

La Cavalleria rusticana è un’opera in un atto unico tratto dalla novella di Giovanni Verga ambientata a Pizzini, in Sicilia. E’ la domenica di Pasqua, nell’aria si percepisce l’odore inconfondibile dei pupi con l’ovo, anche se può sembrare una cassata. Lucia sta preparando un carpaccio di orata scottata con porcini su acqua di provola nella sua osteria, è la madre di Turiddu, “il bersagliere”. A rompere le uova pasquali nel paniere arriva Santa, Santuzza per gli amici, fidanzata del figlio. Ha scoperto che Turiddu frequenta Lola, quella che non si sa cosa impara a scuola e manco una parola sa di Charleston, la sua ex che ha sposato Alfio. Poco dopo compare Turiddu a cui Santuzza rinfaccia i tradimenti, le uscite serali con la scusa di comperare le sigarette, i viaggi per lavoro nel Continente, le convention per programmatori ad Agrigento, le trasferte con gli ultras del Palermo, i selfie con Lola su instagram. Turiddu dapprima nega poi promette che smetterà di fumare, che questa è la volta buona che il Palermo salirà in serie A, Lola chi? Quando sembra che Santuzza si stia convincendo arriva Lola che saluta il bersagliere con una ola e convince Turiddu a seguirla per una convention. Appena i due escono di scena arriva Alfio, il marito di Lola e capo degli ultras del Catania, che, pur avendo a disposizione tutti gli abitanti del paese riunitisi nella piazza principale per scambiarsi i pizzini di Buona Pasqua, chiede proprio a Santuzza se ha visto sua moglie. Santa, con quel nome, non si tiene un sassolino nella scarpa e racconta tutto ad Alfio. In quel momento Alfio realizza che i corsi serali di programmatore MS-DOS della moglie non erano solo una scusa per non cucinare. Il guaio è fatto e questa volta non sarà un semplice pari o dispari? O un “carta più alta vince” ma un vero duello tra Alfio e Turiddù. Il giorno dopo Turiddu saluta la madre e, rivolgendosi a Santuzza: Cielo a pecorelle, acqua a catinelle. La stessa frase viene detta a Santa anche da Alfio, incontrato per strada dopo aver salutato Lola. Poco dopo una popolana urla che Turiddu è stato ammazzato, gettando tutti nella disperazione. Il giorno dopo piovve.

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