Augh! 12 maggio

Augh, capo della potente tribù Comanche “mangiatori di antilopi”, Casacca-di-ferro. Augh, figlio dei Kotsoteka e padre di Viaggiatore solitario, nonno di Penna Nera Stilografica, zio di Corvo Occhialuto, cugino di Grande Aquila e compare di nozze di Piccola Montagna.

E’ l’alba del 12 maggio 1858 quando una compagnia di Texas Rangers al comando di John “Rip” Ford attacca un piccolo villaggio di indiani sulla riva del Little Robe Creek. Il rumore dei colpi di fucile e la musica di “O mia bella gigogin” suonata dal ranger trombettista mise in allarme il villaggio vicino, posto sulla riva del Canadian River e abitato dalla banda Comanche di Casacca-di-Ferro. La battaglia è cruenta e questa volta la protezione della cotta di maglia, la casacca di ferro che indossava, non fu sufficiente a proteggerlo contro la potenza del fucile da bisonti utilizzato per colpirlo. Era nato a cavallo, per modo di dire, tra la fine del 1780 e l’inizio del 1790, giorno più giorno meno. Poche testimonianze sussistono in merito alla gioventù di Casacca-di-Ferro poiché fin da piccoli gli indiani facevano gli indiani. Era però divenuto famoso nel suo gruppo di Comanche per le scorrerie nei peggiori bar del Texas e per le litigate nei parcheggi per cavalli fuori dai ristoranti messicani. Spesso faceva a spintoni anche con Navaho e Apache dei quartieri di periferia quando era in coda, in fila indiana, alle casse del supermercato. Il suo ruolo di comandante dei Comanche fu decisivo battaglia di Wolf Creek contro gli Cheyenne di Cavallo Pazzo e gli Arrapaho guidati da Daniele Pace detto Gobba-di-bisonte e Giancarlo “Testa rasata” Bigazzi paroliere degli Squallor. La fama di Casacca-di-ferro fu legata alla leggenda della sua invulnerabilità dovuta alla cotta di maglia della salute che aveva promesso alla nonna di indossare sempre, anche d’estate. L’arrivo di coloni clandestini che avevano attraversato la frontiera messicana provocò i primi scontri con i militanti della Lega “Prima gli Indiani”. Pony Selvaggia e Piccolo “Diciamo” Bisonte dei Fratelli di Little Italy, soffiarono sul fuoco che cominciava ad accendersi tra i pellerossa che temevano per il loro posto di lavoro nei campi di patate americane. “Vengono qui e ci rubano le squaw” disse Matteo Lupo-che-ulula-al-dito-che-indica-la-Luna dissotterrando l’ampolla di guerra con l’acqua del Po. Nonostante i sondaggi che davano i Comanche di Casacca-di-ferro in vantaggio di tre punti, il capo indiano fu sconfitto e dovette ritirarsi, fino a quel tragico 12 maggio del 1858. Augh!

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