Qui casca l’uomo, come dice l’asino.

Storia promessa iniziata da Bergonzoni e fatta finita da me.

Forse uno dei giochi più grandi che siano mai esistiti. E’ obbligatorio giocare in due ma si può essere anche in dieci. Si danno novanta carte ciascuno poi ci si lamenta perché non si riescono a tenere in mano, cadono… Allora alcuni se ne vanno, otto per la precisione, così si resta in due e si può cominciare a giocare; se se ne vanno in sette si può stare lì anche degli anni. Il primo che fa scopa spazza il piatto ma il piatto piange perché gli è arrivata della saggina negli occhi e questo è regolare; l’altro dice cip e gli uccellini bussano. Chi apre per primo vede, chi chiude gioca al buio, allora l’altro torna a bussare incattivito soprattutto se ha il cavallo di bastoni perché non sa dove metterlo! Mai avrebbe pensato che per una partita a carte ci volesse una stalla! Allora la prima mano finisce in mezzo alla porta di chi ha chiuso per primo, regolare, finché un giocatore, di nascosto, si butta sotto al tavolo e comincia a fare: blef, blef, blef, blef, blef, blef. L’altro si accorge che sta bluffando e si accorge che è rimasto con una carta solo in mano: infatti vince chi resta con la carta in mano. E, secondo me, chi resta con la carta in mano vuol dire sì che è andato in bagno, ma non ha concluso. Ma c’è un ma… un però e una nota a piè pagina dove c’è scritto: vince chi ha l’asso tra Dover e Calais. E qui casca l’uomo, come dice l’asino, mentre il coniglio estrae il mago dal cilindro. Intanto la partita è ritornata con le carte comprate in cartoleria. Scartate le carte nuove, tolte le cartine e le mezze cartucce contate fino a cinque e distribuite tre carte a testa e cinque a croce. Ogni giocatore ne sceglie una senza farla vedere al vicino che poi la dice alla portinaia. L’Asso vale undici mentre J, Q, K, L, W, P e 10 hanno valore dieci. Due di picche non vale niente, Sette bello è vanitoso, Re di denari è ricco se unito alla carta di credito. Attenzione: si possono cambiare fino a tre carte, basta conservare lo scontrino, ma non vale andare al lago a pescare la carta più alta. Vince sempre il Jolly che è diventato talmente ricco da dare il proprio nome ad una catena di hotel. Non siate però egoisti, se al poker vincete molte mani, qualcuna restituitela.

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