Senza titolo.

Francisco Franco non era franco nè San, no, ti stai sbagliando, chi hai visto non è Francisco. Non abbaiava alla luna, non indicava Marte e non era di parte. A volte in disparte, seduto sulla valigia sul letto, aspettava. La quiete prima che il gallo canti, il silenzio in attesa dei saldi, la siesta prima della settima, l’aiutino che non arriva. Il motore era partito, il ciak  battuto ma l’azione non arrivava. Attendente, di natura e di fatto, osservava il passare dei passanti sulla via sotto/anti/stante. Immaginava la vita celata in quei corpi via’ndanti, storie deambulanti scritte sulla pelle, a volte prepotenti in grassetto, a volte dismesse e perennemente a dieta, a volte prepotentemente straripanti, a volte ferite e nascoste da un apparente apparenza. Un giro di vite che s’incrociavano, a volte verticali, alla ricerca di de-finzioni risolutive. Essere o aver voce in capitolato? Esserci o farci? Finzioni borghes/i nella speranza di una vita prima della mor…

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