Ognuno ha la Bancarella che si merita.

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    IN CUCINA NON E’ TUTTO ORO CIO’ CHE LUCCICA. E’ UNTO.

A tutta birra. Bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, trova la differenza. Acqua in bocca. Rosso di sera ma bianco col pesce. Chi ha i denti non ha pane e chi ha pane può fare la scarpetta. Il riso abbonda sulla bocca di chi ama i risotti. Fare di tutta l’erba un minestrone. La donna è come la castagna, bella di fuori e con i capelli ricci. Se non è zuppa, cameriereeeee! Nella botte piccola c’è poco vino. Telefonare ore pasti ma non parlate a bocca piena. Chi rompe le uova nel paniere sempre si domanda: chi ce le ha messe al posto del pane?
Sono tanti i modi di dire sulla cucina ma quanti sono i modi di fare una ricetta coi fiocchi? E se non avete i fiocchi quali altri ingredienti potete utilizzare perché rimanga un piatto del buon ricordo per chi l’avrà, come dice il saggio, assaggiato?
E’ sufficiente mescolare assieme spaghetti, pollo, insalatina ed una tazzina di caffè come se la suonava e se la cantava quel bongustaio di Fred?
Bando alle chiacchiere, fritte o al forno, toglietevi le fette di salame dagli occhi, tirate fuori le mani dalla tasca del pasticcere, rimboccatevi le mezze maniche, lasciate i rispettivi maritozzi davanti a Mister Chef e mettete dell’acqua a bollire. Potrebbe non servire ma darà l’idea che qualcosa bolle in pentola.
Per preparare cosa? Un pan egirico o idem con patate? Un riso amaro o una torta salata per dolce? Preparare un buio al pesto o fare orecchiette da mercante? Linguine biforcute alla puttanesca o una ricetta segreta alla carbonara? Una crostata di frutti di mare o una ciambella riuscita senza buco che c’e’ più torta? Un tiramisù che non so nuotare o un affogato al caffè? Sicuramente un gran pasticcio.
Per rompere il ghiaccio prendete tutta la farina del vostro sacco. Versatela senza una forma precisa, a mucchio selvaggio, sulla tavola calda.
In precedenza avrete munto delle mandorle ottenendo il loro latte che andrete a versare, piangendo, sulla farina.
Rompete poi le uova del paniere separando l’albume dal tuorlo, prima che vengano alle mani. A parte montate la panna fecendole credere d’essere la migliore. Togliete la camicia ad uno spicchio d’aglio cantando “e levt’à cammesella….. à cammesella ‘gnor no ‘gnor no!”. Fatelo poi a pezzi e mettetelo a soffriggere nell’olio in attesa di una risposta.
Spremete quindi un’arancia originale, che non sia tarocco.
Se vi serve del buon brodo fatevi aiutare da una gallina vecchia. L’arrosto magari non le riesce ma gallina vecchia fa buon brodo. Per la pancetta, invece, fate jogging. Per la coppa dovete allenarvi di più.
A parte preparate in un tegame che non vuole capire, praticamente di coccio, un ragù alla bolognese. Se doveste avere ospiti a pranzo ricordate che alla bolognese piace il ragù. Se avete come ospite una romana consiglio gli gnocchi, gli gnocchi alla romana. Il baccalà alla vicentina e le melanzane alla parmigiana. Il pesto potete prepararlo sia alla genovese che alla siciliana. Con le sarde? La pasta. Mai preparare gli gnocchi alla vicentina o il ragù alla parmigiana altrimenti potreste ricevere una pizza che vi lascerebbe l’amaro in bocca.
Se volete della musica nuova in cucina, magari per un timballo di coppia, mettete un disco di Zucchero.
Unite infine tutto quello che vi circonda in una ciotola, compreso gli ingredienti indispensabili che avrete preso dalla dispensa, e mescolate con un mescolo di legno se non volete avere le mani in pasta. Sale in zucca q.b.
Versate il pasticcio ottenuto in una teglia che avrete unto sottobanco e informate per 25 minuti a 200 gradi.
Sfornate lo sformato e dopo aver cosparso del pepe nero della Tanzania, che è afro-disiaco, aspettate che sia semifreddo prima di servire.
In cucina non utilizzate prodotti OGM. Come riconosce un prodotto geneticamente modificato da uno proveniente da agricoltura biologica? L’OGM è quello che applaude quando fate una battuta.
Il cuoco consiglia: Non accettate crème caramel dagli sconosciuti.
Bon appétit.

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