Par si fall.

Apprendo l’abito dove abito / sorprendendo mi ad attacar briga col vicino / da lontano / forte della virtù dei forti / perchè non c’è più sordo / da quando se n’è andato / ito / par Tito / sparito con lo spartito sotto braccio. A spanne spalmo la panna con la penna dell’Ambasciator di Costantinopoli / costi quel che costi / senza pena nè panno per i vetri / ove arrampicarmi m’è arduo / ardo. Scocca l’ora allo scoccar del dardo / scrocco un arancio tarocco / diseguale all’origine originale / interinale / intestinale / pigro ma sognatore pigio / sul dolente tasto / tastando / testardo / me. Dove non c’è pericolo di caduta masse / uniformemetis / si muovono al calar della rete / inquadrati / con vinti d’esser vincitori / senza arte nè carte / infinitamente mente loro / ma non è oro ciò che luccica ma una lucciola / in una sera di prima estate / ex tantempo fa. Perchè se non è ci / ci fal / Par si fall.

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