Larga la sfoglia, street la via, raccontatemi la vostra che io vi ho contato la mia.

Prossimamente in tutte le migliori, le peggiori, le così così cartolerie d’Italia.

Puntuale, come ogni giugno che si rispetti, anche quest’anno e per un anno o per 16 mesi, sono dentro la Comix. Non so se c’era da aspettarselo. Se c’era non lo so, io non l’ho visto. La prima volta che è successo è stata la finale del mondiale (da non confondersi con la fine del mondo). Quella sera avevo scoperto d’esserci ed io, come milioni d’italiani, in strada a festeggiare. Acqua ne è passata sotto e sopra i ponti festivi. L’Italia è tornata nel suo tran tran di calcio scommesse, alla vigilia dell’europeo, con la paura d’uscirne subito, dall’Europa. Per questo mi fisso sui punti fissi. Ci sono e non è una battuta ma molte. Per un anno mi sentiro stretto nello zaino di molti studenti, farò loro compagnia sul banco del compagno di banco e mi sentiro complice quando diranno: “Questa l’ho detta anch’io”. Son cose.

Per inciso, con lo scalpello, sono anche nell’ultimo Spinoza. Ma questo è un altro post.

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