FRATTALI E QUALI.

All’inizio c’era la scritta “All’inizio”. Meglio “all’inizio” che il nulla. All’inizio c’era il nulla? Nulla all’inizio. Insomma, questo è un racconto democratico quindi decidete voi se preferite leggere all’inizio nulla o all’inizio. E’ anche un racconto di fantascienza. Forse dovevo scrivere che era di fantascienza all’inizio? Fate voi. La sostanza non cambia. Per la forma non metto limiti, ma non cadetemi negli stereotipi di marziani con quattro braccia, saturnini con tre occhi, venusiane con le gonne corte, plotoni di plutoniani verdi, rossi o cinque stelle. Immaginatevi i protagonisti di questa storia come meglio vi aggrada o come meglio vi disgusta, trattandosi di extraterrestri. Immaginatevi anche un pianeta lontano lontano, così lontano che non riuscite neanche ad immaginarvelo. Ve lo siete immaginato? Più lontano. Purtroppo questo lontano pianeta sta per morire (non ho molto tempo per scrivere e voi preferite storie brevi, lo so). Perché? Così. Per guerre intestine se avete mangiato pesante, per via di gas tossici con la stessa causa, per colpa di un’invasione aliena (c’è sempre un alieno più a sud di un altro alieno), perché si sono esaurite le riserve vitali e quali. Non è importante, per noi, per loro è fondamentale. Stanno per morire tutti e non c’è ferro da toccare, in quel pianeta. Cosa li può salvare? Trovare un altro pianeta gemello, separato alla nascita, in un’altra galassia, magari solare, con le stesse caratteristiche fisiche di vivibilità. A tal fine gli scienziati di quel pianeta già da mo’ avevano iniziato questa ricerca. Tanto ma tanto tempo prima avevano inviato una sonda esplorativa in giro per il mondo conosciuto o sconosciuto alla ricerca di questo pianeta gemello. Caratteristica di questa sonda era, una volta atterrata su un possibile pianeta, fare dei cerchi nel grano. Se c’era il grano, c’era la birra e se c’era la birra c’era vita al sabato sera.  Ma niente. Il tempo era trascorso, decidete voi quanto, senza che il rumore di una discoteca tornasse a questo lontanissimo pianeta. Fino a quando la sonda inviò l’immagine geometrica di alcuni cerchi nel grano sulla Terra. “La Terra?” i due scienziati alieni si guardarono nei quattro occhi e due stanghette. “La Terra?” si ripeterono con quelle grandi bocche. Analizzarono subito tutte le informazioni che la sonda sondava e rimandava a loro: Uomo, macchine, partiti, terzo mondo, Berlusconi, spread…I due scienziati pensarono “La Terra?” e poi diedero il successivo comando alla sonda: continuare la ricerca.

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