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22/04/2010
 

  

Siamo al verde? No, peggio.

Il sindaco Moratti dice di no agli alberi a Milano.

Teme imboscate.

 

Postato da: penzogi a 13:17 | link | commenti (4) |

21/04/2010
 

  

Luoghi comuni sugli Ogm

Le cipolle geneticamente modificate quando le triti

ti fanno lacrimare gli occhi dal ridere.

 

Postato da: penzogi a 14:07 | link | commenti (3) |

 

  

Luoghi comuni sugli Ogm

Non digerisco la peperonata geneticamente modificata,

soprattutto quando mi contraddice.

 

Postato da: penzogi a 13:10 | link | commenti (1) |

 

  

A chi sono debitore mi può inseguire anche su twitter

I Garanti scrivono a Google: “Più privacy”.

Intanto Google si domanda chi gli ha dato il suo indirizzo?

 

Postato da: penzogi a 13:06 | link | commenti |

 

  

Luoghi comuni sugli Ogm

Non è assolutamente vero che la verdura geneticamente modificata può parlare.

Al massimo può comunicare a gesti.

 

Postato da: penzogi a 10:48 | link | commenti (5) |

19/04/2010
Satiritera.

  

Nell’ufficio di Ignazio La Russa 18 ex parlamentari di AN hanno firmato per restare all’interno del Pdl, prima che il gallo canti .

(“In media stat Berlusconi” Guido Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 16:37 | link | commenti |

16/04/2010
 

  

GUIDO C’E’

Pranzo sulle riforme: a tavola Berlusconi, Fini e l’assaggiatore di Fini. [ioguido, asc]

 

Postato da: penzogi a 13:20 | link | commenti (3) |

Un po poeta.

  

Non so se mi piacciono di più i poeti, le poete o le poesie…

ma adoro le licenze poetiche.

C’è della poesia nella poesia. Anche in quella scritta. Un po’ meno in quella da dover imparare a memoria. Tutti, molti…chissà chi lo sà quanti sanno come iniziano alcune poesie. Statisticamente le più conosciute sono quelle che molti conoscono e viceversa. Anche come finiscono le poesie, quelle che non fanno una brutta fine, molti lo sanno. E’ nel mezzo che la poesia si perde, si scorda come uno strumento musicale a corde, si perde…svanisce (è più poetico). Io non ricordo molte poesie ma è poi un obbligo ricordarsele? C’è una poesia dove è scritto che va imparata e ricordata a memoria? Sono sadici i poeti che scrivono poesie lunghe lunghe lunghe pensando a chi dovrà impararle, a memoria? E la poesia contemporanea, perchè non s’impara a memoria? Sapete dirmi una poesia di Guido Catalano a memoria? O di un altro poeta vivente, anche se malaticcio (è più poetico)?

 

 

Il vuoto lasciato non è casuale, è solo un tempo a me necessario per capire cosa avevo scritto e se coincideva con quello che volevo dire. Cosa volevo dire…che uscirà un libro di Guido Catalano, un libro di poesie, che potrebbe piacere a chi ama un certo tipo di poesia, quella leggera, divertente, ironica…che non deve essere imparata a memoria (nè in memoria di Catalano).

 

Postato da: penzogi a 09:47 | link | commenti (6) |

14/04/2010
 

  

Nella mia vita

Uscendo dalla porta di casa giro a destra e scendo le scale. pianerottolo a sinistra, sinistra, sinistra, sinistra, oltrepasso l’androne del palazzo (il mio è un palazzo che ha ancora l’androne. Nei palazzi nuovi, secondo me, non c’è più. Se chiedi ad un bambino cos’è un androne: Cos’è un androne? Secondo me non lo sa) ed esco fuori (una volta sono anche uscito dentro, all’indietro). Giro a destra fino in fondo alla via, incrocio. Se non ci sono automobili (macchine, direbbero i giovani d’oggi) passo, altrimenti (invece) no. Così per un po’. Un po’ a destra, ancora a destra, poi a sinistra. Nella mia vita ho sempre girato un po’ e un po’. Raramente sono andato diritto per la mia strada. A me piacciono le curve. A dire il vero non ho mai tenuto il conto se più a destra o a sinistra. A dir una bugia, tornando sempre al punto di partenza, direi che sono pari. Direi ma non lo dico. Ho girato e rigirato più a sinistra, in circolo. Un giro giro tondo che dura da più anni, senza tenerne conto. Sono uno che non conta. Nella mia vita non ho mai contato (in senso lato). Ho imparato a contare, era dovuto saper fare i conti con se stessi e con gli altri, ma quando facevano da conta (al tempo dei bambini) io ero uno che non contava. Oggi è diverso. Per il mio lavoro ho dovuto imparare a contare alla roverscia: 3…2…uno non lo dico perchè la mia voce non si deve sentire…Sono uno che non si fa sentire. Nella mia vita mi piacciono le comodità. Quando devo prendere una posizione io mi siedo e aspetto. Mi piace osservare (guardare, direbbero i giovani). Nella mia vita ho fatto tanti errori, soprattutto di grammatica. Nella mia vita non torno mai sui miei passi. Se apro una parentesi la chiudo sempre alle mie spalle. Una volta me ne sono dimenticato una aperta…per rimediare ho dovuto scrivere…continua.

Se la vita ha un senso, dev’essere il senso dell’umorismo.” Leo Ortolani (via Mitì)

 

Postato da: penzogi a 13:16 | link | commenti (4) |

Mo dididi re

  

E’ PRIMA VERA.

Son tornate a fiorire le fioriere.

 

Postato da: penzogi a 10:58 | link | commenti |

08/04/2010
 

  

Luoghi comuni sugli Ogm

Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio per le pere.

 

Postato da: penzogi a 14:42 | link | commenti (2) |

07/04/2010
Frasi sul da farsi.

  

“Se non esistessi avrebbero dovuto inventarmi” (Batman)

 

Postato da: penzogi a 16:16 | link | commenti |

 

  

Sono ingrassato a furia di mangiare biscotti della fortuna, ma vorrei vedere voi al posto mio  (a tavola):

Un biscotto della fortuna è un biscotto croccante di origine asiatica, solitamente preparato con farina, zucchero, vanillina, e olio. All’interno dei dolci sono nascoste le “fortune”, ovvero un piccoli pezzi di carta che riportano motti e frasi profetiche o divinatorie…divinatorie?

Ne ho mangiati 47 ma in tutti i bigliettini c’era scritto:

RITENTA, SARAI PIU’ FORTUNATO!

 

Postato da: penzogi a 13:39 | link | commenti (2) |

02/04/2010
 

  

IO SONO PIGRO

A volte mi domando dove riesco a trovare la forza di scrivere IO quando sarebbe sufficiente scrivere SONO PIGRO. Tant’è, quant’è? Sarà per questo che amo gli aforismi, per pigrizia. Per questo odio le doppie, se sono uguali ne basterebbe una (lo so che non è la stessa cosa la stessa senza una esse, stesa ese). Per questo amo le battute fulminanti, tipo: . Per questo odio i preamboli e le sale d’attesa. Per questo scrivo poco e quando scrivo mi meraviglio. Per questo c’è un per questo di troppo. Allora per saper scrivere poco e leggere così (idem) mi ricopio un commento ad un post (non il solito post):

A me piace a venire qui a far due parole, a passar del tempo, del più e del meno e magari chiedere dello zucchero anche se poi mastico amaro. A me piace anche col mi, a far gli auguri quando c’è l’occasione ad oc. Però sono di più le volte che mi metto a metà parete (non mi piacciono gli angoli, sono stretti) e ascolto, e sorrido senza far rumore. Se ti ricapita di scrivere a Fabrizio (anche se basta il pensiero) fagli gli auguri da parte mia, lui sa per cosa (spero). Auguri.

Va bene come anche come post (l’avessi scritto a Washington…). Spremendo: Auguri, a Vostra discrezione (sono tanto discreto quanto pigro) nella sostanza…

Luca Giordano, Resurrezione, Museo del Prado, Madrid

 

Postato da: penzogi a 13:45 | link | commenti (1) |

01/04/2010
 

  

COSE COSI’

“Ci sono cose che non cambieranno mai e cose che possono cambiare.

E’ nostra responsabilità non far diventare le cose che possono cambiare in cose che non sono mai cambiate.”

 

Postato da: penzogi a 10:41 | link | commenti (2) |

29/03/2010
Breaking news.

  

Legano il gestore di un punto Snai e scappano con 20mila euro…per scommessa.

 

Postato da: penzogi a 14:11 | link | commenti |

26/03/2010
DìRai un giorno.

  

LA TRASMISSIONE: Parte 1 / 2 / 3 / 4 / 5 / 6 / 7

 

ypsylon dixit.

  

Luoghi comuni sugli Ogm

Patata che abbaia non morde

 

Postato da: penzogi a 17:17 | link | commenti |

24/03/2010
Pro mia memoria

  

Libri che potete regalarmi

La più folle e divertente riscrittura del mito greco nel primo racconto demenzial-epico della storia.   Achei, il prezzo è giusto! di  Maurizio De Angelis

Quando la regina lo vide trasalì: “Udisse! Ma dov’eri? Ho chiamato la Polizia!”.
“Lo so: ho sentito le sirene”. Ella gli rivelò le sue ansie: “La Polizia ha ritrovato anche la tua carta d’identità. Ma non ci ha capito niente!”.  “E perché mai?”. “Per quello che c’era scritto! “Nome: Nessuno. Cognome: Nessuno. Segni particolari: Nessuno”. Non sapevano come risalire a te!”. “Eppure, avevo lasciato la Tracia”. Perseo era un servizio di piatti? E Parmenide era il filosofo del prosciutto? Il mostro a sette teste, quanta novalgina consumava? E Zeus era un mito? E il dio delle previsioni del tempo, era Prometeo?

Tutto il mondo del lavoro in 113 divertentissimi decaloghi, dall’acrobata al vu cumpra’, dalla casalinga all’ingegnere, fino a Dio, il più grande lavoratore di tutti i tempi.   TUTTI A POSTO E NIENTE IN ORDINE  di  Pino Imperatore  

Prendi il Foro per le corna (Avvocato) Non avrai altro Freud nemmeno per sogno (Psicologo)
Ara et labora (Agricoltore) Auguri e figli muschi! (Fioraio) Gli alunni non ti capiscono? Cambia registro (Insegnante) Ama ardentemente (Vigile del fuoco) La prudenza non è mai trippa (Macellaio) A qualcuno piace in saldo (Vu cumpra’) Sotto a chi gnocca! (Escort) Gli esanimi non finiscono mai (Becchino)

Enciclopedia degli scrittori inesistenti di  Homo Scrivens 

Quanti scrittori vi siete persi per il solo fatto che non esistevano! Una gigantesca opera d’immaginazione collettiva: oltre 250 schede di scrittori che non sono mai esistiti e opere che nessuno può aver letto. Una teoria di personaggi più o meno verosimili, che attraversano epoche e culture, da Adamo ai robot scrittori del futuro, dai popoli dell’antichità al medioevo cristiano, dal romanticismo alle avanguardie: racconti essenziali, vite difficili o divertenti, solenni o grottesche, accompagnate da improbabili movimenti letterari, riviste mai date alla stampa, opere d’incerta origine o classificazione, premi e riconoscimenti letterari. Perché tutto quel è stato scritto è certamente importante, ma anche quel che non è stato scritto ha un valore, per il contributo di conoscenza e originalità che avrebbe potuto apportare, per renderci manifesto tutto quel che manca e darci l’opportunità di rimediare.

Nudge. La spinta gentile. La nuova strategia per migliorare le nostre decisioni su denaro, salute, felicità

Nudge. La spinta gentile. Thaler Richard H.; Sunstein Cass R.. Feltrinelli

Ogni giorno prendiamo decisioni sui temi più disparati: come investire i nostri soldi, cosa mangiare per cena, dove mandare i figli a scuola, con che mezzo di trasporto raggiungere il centro della città. Purtroppo facciamo spesso scelte sbagliate. Mangiamo troppo, usiamo la macchina quando potremmo andare a piedi, scegliamo il piano tariffario peggiore per il nostro telefonino o il mutuo meno conveniente per comprare una casa. Siamo esseri umani, non calcolatori perfettamente razionali, e siamo condizionati da troppe informazioni contrastanti, dalla complessità della vita quotidiana, dall’inerzia e dalla limitata forza di volontà. È per questo che abbiamo bisogno di un “pungolo”, di una spinta gentile che ci indirizzi verso la scelta giusta: di un nudge, come l’hanno battezzato l’economista Richard Thaler e il giurista Cass Sunstein in questo libro. L’idea di Thaler e Sunstein è semplice ma geniale: per introdurre pratiche di buona cittadinanza, per aiutare le persone a scegliere il meglio per sé e per la società, occorre imparare a usare a fin di bene l’irrazionalità umana. I campi d’applicazione sono potenzialmente illimitati: dal sistema pensionistico allo smaltimento dei rifiuti, dalla lotta all’obesità al traffico, dalla donazione di organi ai mercati finanziari, non c’è praticamente settore della vita pubblica o privata che non possa trarre giovamento dal “paternalismo libertario”.

Maurizio De Angelis ” Il padrino parte prima così non trova traffico. Edizioni Cento Autori ISBN 978-88-95241-62-3

In un rapporto Cia, gli agenti segreti fingono o godono davvero? A Dallas, Oswald era Lee? E qualcuno vuole uccidere il candidato nero? C’è un filo che unisce chi complottò a Dallas e la sua canna da pesca? «Yes, we Kennedy», risponde l’autore, che non ci ha capito niente nemmeno lui.
Ci sono due incognite in questa spy story, due ypsilon. Un ispettore improbabile e una spogliarellista pentita girano gli Usa e l’Italia alla ricerca di un assassino e si ritrovano coinvolti in un gioco più grande di loro, perché la misura più piccola è finita. Lui americano purosangue, lei napoletana verace, si muovono contro il crimine sempre con perfetta asincronia.
Resterete fino all’ultimo col fiato sospeso, col timore che qualcuno possa entrare nella stanza e scoprirvi a leggere questo libro divertentissimo.

 

 

 

 

Postato da: penzogi a 13:23 | link | commenti |

23/03/2010
Breaking news

  

In Cina se vai su Google e cerchi Google, non lo trovi.

[TOMAS_158c.jpg]

(vignetta di Tomas)

 

Postato da: penzogi a 14:00 | link | commenti (1) |

In Spagna i Borboni sanno lo spagnolo.

  

“Per quanto riguarda l’istruzione in Inghilterra sono molto più avanti dell’Italia.

A Londra anche i barboni sanno l’inglese!”

 

Postato da: penzogi a 11:24 | link | commenti |

18/03/2010
satiritera

  

SVISTO IN TV

Dopo gli attacchi a Minzolini, questa sera su Rai 1, il Telegiornale delle 20 trasmetterà un editoriale di Berlusconi.

 

Postato da: penzogi a 11:26 | link | commenti (3) |

17/03/2010
Fare cinema

  

Da grande non volevo fare il clapper

Inglourious Basterds - Quentin Tarantino's Camera Angel

C’era già Geraldine Brezca

 

Postato da: penzogi a 10:08 | link | commenti |

16/03/2010
 

  

Niente talk show in Rai

Trani, scontro sugli ispettori Al Csm verifica su interferenze

L’unico modo per ascoltare Santoro è convocarlo in procura.

 

Postato da: penzogi a 18:17 | link | commenti |

15/03/2010
Lentamente

  

“Il tempo ha i minuti contati” (Guido Penzo©)

 

Non ho tempo. Per questo lo guardo passare, è il mio passatempo. L’aspetto da solo nella sala di bell’aspetto che ripassi, che torni indietro sui suoi passi. Ma il tempo è ormai passato, a volte remoto, lontano nel tempo. Il tempo è infinitesimale, piccolo, minuto, secondo a nessuno. Il tempo c’era prima della notte dei tempi, quando nessuno ancora si chiedeva: che tempo che fa, a che ora? Ti accorgi della sua presenza solo quando è già trascorso, trapassato, remoto e non puoi fermarlo. Per quanto corri non riesci mai a precorrerlo. Ogni cosa ha il suo tempo e tu il tuo: nasci, cresi, muori, tocchi ferro. Il tempo è così. Quando va bene è e sei sereno, quando va male è temporale, come il potere. Ma il mio tempo è scaduto e in frigorifero non ce n’è dell’altro. Solo il tempo di un consiglio d’Egitto: se un giorno viaggerete nel tempo portatevi una ventiquattrore.

 

Postato da: penzogi a 16:57 | link | commenti (3) |

12/03/2010
 

  

L’Italia? Questione di punti di vista.

“Visti da dentro è una tragedia, visti da fuori una commedia”

 

Postato da: penzogi a 16:26 | link | commenti (1) |

Sparo!

  

 

Postato da: penzogi a 14:29 | link | commenti |

11/03/2010
 

  

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nebbiasolenebbia.jpg chifadase.jpg c-arte.jpg

a Milano

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