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20/03/2011
Yuriko Mikami e Cesare Picco

HOPE AT SUNRISE

 Miniatura

Postato da: penzogi a 17:21 | link | commenti |

11/03/2011
Un bel titolo è metà dell’opera?

L’ALBERO CHE NON AVEVA MAI VISTO IL MARE
 

Troppo legato alle sue radici, dopo essere stato piantato, rimane immobile davanti ad una piantina indeciso sul da farsi. Solo uno tsunami può cambiare il suo destino. Finale tronco.

Postato da: penzogi a 08:58 | link | commenti (4) |

10/03/2011
C’è chi sa e chissà chi lo sa.

IO NON SO SCRIVERE

e altre cose che non so.

Io non so scrivere, questo lo so. Di norma la cosa finisce qui. Se uno non sa scrivere non scrive. Dire che non sa scrivere e poi continua a scrivere, secondo me, non è vero che non sa scrivere, ma lo scrive per essere letto apposta. Scritto questo, volevo dire che non dovete mica leggere per forza, perchè ho scritto che non so scrivere, e volete vedere fino a che punto arrivo prima di smettere. Per metterci il cuore in pace, reciprocamente, diciamo che una cosa è la forma ed un’altra la sostanza. Non so scrivere è la forma, cosa non so scrivere è la sostanza. Ma quello che non so scrivere lo posso scrivere senza saper scrivere? Odio quando mi faccio delle domande a cui non so rispondere. Diciamo che non me lo domando. Quindi? Odio, odio, odio quando mi faccio una domanda ad una domanda a cui non ho risposto, per andare avanti. Facciamo così: io smetto di scrivere come, di norma, dovrebbe fare chi dice di non saper scrivere. Per le altre cose che non so, le scriverò appena saprò scrivere.

Postato da: penzogi a 15:02 | link | commenti (2) |

08/03/2011
8 marzo, ma ne dimostra 10.

“Non si chiede mai l’età ad una donna,

prima d’averci scommesso sopra”(Guido Penzo©)

Postato da: penzogi a 20:15 | link | commenti |

07/03/2011
Parlare chiaro, chiaro!

HO DETTO PANE AL PANE E VINO AL VINO

MICA PIZZA E FICHI
 

Non so gli altri, ma io ho sempre detto pane al pane e vino al vino. Sono fatto così, fin da piccolo. Pane al pane e vino al vino. Sarà questione di carattere, sarà che odio i compromessi, sarà che non so mentire. Sempre e solo pane al pane. Mai una volta pan per focaccia o zuppa per pan bagnato. Pane al pane e vino al vino. Piuttosto tost al tost e novello al vinello ma mai preso briciole per braciole o viceversa. Pane al pane punto e basta. Che poi, siamo sinceri, che senso ha dire mattina ad una piccola matta o cavallo se non lo siete. Provate voi a dire ferro da stiro ad un pantalone di cotone… Mica dovete provare per davvero, fidatevi. Non farà una piega fingendo di non avervi sentito. Non c’è niente di più permaloso al mondo di un pantalone di cotone!

Postato da: penzogi a 18:59 | link | commenti |

Oirartnoc al contrario.

MI DISSOCIO

Ho visto contadini fare la conta per decidere chi dovesse seminare e chi inseguire. 

Ho visto la Luna fare una marea di cose, alte e basse. L’ho vista splendere di luce riflessa in un pozzo di scienza.

Ho visto due braccia rubate all’agricoltura, abbandonate al bordo di un campo dopo la fuga di un cervello all’estero. 

Ho visto un calciatore lavorare con i piedi.

Ho visto un nano tirare colpi bassi.

Ho visto un evaso tagliare la corda e precipitare da dodici metri. 

Ho visto un pesce sottotitolato a pagina 777 di televideo. 

Ho visto un altoatesino basso un metro e venti. 

Ho visto un canguru dispensare consigli ad altri cani.

 

 

Postato da: penzogi a 16:23 | link | commenti |

Tempo al tempo.

IO NON CREDO A TUTTO QUELLO CHE MI DICONO

TRANNE LE COSE VERE.
 

Io non credo a tutto quello che mi dicono. L’ho detto tante volte. L’ho detto così tante volte che, alla fine, mi dicono solo quello che è vero. Almeno credo. Una volta era diverso. C’era fiducia in chi ti raccontava che tu ci credevi a tutto quello che ti diceva. Una volta era diverso, non c’era la televisione. Adesso tu guardi la televisione, l’ascolti e ti rispondi che sarà vero. La guardi e pensi che se lo dicono in televisione e, bada bene, mica lo dicono solo a te ma lo dicono a tutti, allora sarà sicuramente vero. Io ci credo a quello che dicono in televisione. Altrimenti perchè lo dicono in televisione? Se lo dicono è perchè è vero, su un canale. Basta non cambiare. In televisione lo dicono, di non cambiare canale. E io non cambio. Mica sono scemo. Però una volta che avevano detto che avrebbe piovuto tutto il giorno…Ecco cosa succede a cambiare canale. Il tempo non lo sapeva che doveva piovere, che l’avevano detto alla televisione, mica solo a me ma a tutti. Meno male che io non credo a tutto quello che mi dicono. Che però il tempo non guardasse le previsioni, questo non me l’aspettavo.

Postato da: penzogi a 15:33 | link | commenti (2) |

04/03/2011
Gli indiani che fecero la fila.

Io cammino in fila indiana. Cammino senza far rumore, un passo dopo l’altro. Quando la fila si ferma io mi fermo, un passo indietro, in fila. Ogni tanto, ma non spesso, guardo avanti, cercando di capire quanto manca. Ma nessuno è tornato indietro. Aspetto. In fila. Ancora un passo. Ogni tanto, ma non spesso, mi guardo attorno. Vedo altri che mi guardano, dalla fila accanto, in fila. Poi la fila si muove, un passo, un altro passo, fermo. Ogni tanto mi domando, ma non spesso, da quanto tempo sono in fila. Da tanto, mi rispondo, ma non da troppo. Non ho fretta di arrivare. Non ho fretta. Un passo, un altro. Ogni tanto, ma non spesso, mi domando perchè sono in fila. Ancora un passo in avanti. In fila, indiana. Ogni tanto, ma non spesso, mi domando come si chiamava la fila indiana prima degli indiani. Se è venuta prima la fila o prima gli indiani. Se gli indiani la chiamano fila indiana o fila come noi, cioè come loro. Un altro passo. Quello davanti a me è felice. Felice che certe cose io le pensi. Le pensi senza dirle. Ogni tanto, ma non spesso, basta poco per far felice il prossimo.    

Postato da: penzogi a 16:21 | link | commenti |

03/03/2011
Il buco senza ciambella intorno.

“Preferisco le ciambelle senza il buco, c’è più torta” (Guido Penzo©)

 

Ho provato a scrivere con la sinistra. Per un destriero quale sono non è stato facile ma, a rileggere, neanche impossibile. Non tutte le parole sono venute bene allo stesso modo. Le parole sono diverse tra loro anche a scriverle, con la sinistra, la cosa è evidente. Non chiedetemi se le parole sinistre vengono meglio, dovrei provare. Ecco, mi domandavo, per scoprire quale parola scrivo meglio con la sinistra, comunque da sinistra, quante ne devo scrivere? Posso scriverne un tot o devo scrivere tutte le parole del mondo o posso alternare vocali, consonanti, doppie, triple, straniere, maiuscole o altre a caso? Per dire, o meglio, per scrivere è meglio, appunto, parole di senso compiuto o senza senso come quanto sopra?

Dice che tra poco sarà primavera. Dice che tra poco torneranno a fiorire le fioriere. Dice che tra poco più di tra poco sarà estate. Dice che, senza scomodare indovini o come si chiamano quelli che prevedono il futuro, poi sarà autunno e poi inverno. Ma se poi sarà inverno, come adesso…volevo dire. Mi sono perso. Lo sapevo. Non è la prima volta che mi perdo, col pensiero intendo. Avevo anche avuto l’idea di fissare su un foglio quello che volevo esprimere. Per non perderlo, mentre scrivevo, avevo anche avuto l’idea di scriverlo su un foglio alla mia sinistra, con la sinitra, mentre con la destra scrivevo, con la destra.

Adesso è chiaro. Io so scrivere mancino. Quello che non so ancora fare è leggere quello che scrivo con la sinistra.

Sarà questione di allenamento.

Intanto mi sono ricordato quello che volevo dire anche se, a pensarci, non è importante.
 

 

 

Postato da: penzogi a 14:54 | link | commenti |

28/02/2011
Non ancora visto in TV.

G’ DAY o CIRCO(LO) MEDIATICO


 

G’Day è il nuovo programma condotto da Gepi Cucciari, in onda da lunedì 28 febbraio su La 7 alle 19 e 40. “Circo(lo) Mediatico“è un nostro Format, non ancora andato in onda, ma proposto qualche mese fa a La 7. Noi mettiamo le mani avanti, per non cadere di faccia, e diciamo che tra le due idee non c’è relazione, anche perchè non abbiamo ancora visto G’day e voi non sapete ancora nulla di Circo(lo) Mediatico. Voi non sapete ancora nulla? Per colmare questa lacuna e, soprattutto prima che vada in onda, per verificare come alcune idee, forse, siano nell’aria, vi proponiamo la presentazione del nostro Format.
 

 Il circo(lo) mediatico ©

un format di Guido Penzo e Silvia Pezzoli  – 
 
Chi? Come? Dove? Quando? Cosa? Perche’?

Ovvero: IL GIOCO DELL’INFORMAZIONE

 
“Una trasmissione televisiva (un quiz show) che ha come oggetto e soggetto la “notizia” e come questa viene “data” in televisione.
Le domande del conduttore, a dei concorrenti presenti in studio, faranno riferimento a quanto accaduto nel mondo (nell’ultima settimana o nel giorno precedente, in funzione della frequenza della messa in onda) e com’e’ stato “trasmesso” dalle varie edizioni dei telegiornali nazionali dei diversi paesi o nelle diverse trasmissioni d’approfondimento giornalistico.
Per le notizie, oggetto delle domande ai concorrenti o ad eventuali ospiti in studio, saranno utilizzate le immagini (ed i servizi) andate “in onda” nei diversi telegiornali delle diverse emittenti nazionali o estere.Sarà il pretesto per conoscere, attraverso le domande, le risposte, le opinioni ed i contributi televisivi, ciò che avviene nel mondo e come viene “raccontato” dalla “voce” del giornalista locale. Saranno cosi’ presentate le diverse emittenti nazionali, dal Giappone all’Australia, dalla Norvegia al Sudan, dalla Cina al Cile, dalla Svezia all’india, le loro edizioni informative (telegiornali) ed il loro diverso modo di comunicare (cosa,  con quale importanza ed in che modo).
L’ordine delle domande potrà avere lo stesso ordine dell’impaginazione di un notiziario nazionale.
I concorrenti dovranno, semplicemente, dar modo d’essere informati, rispondendo a domande con diversa difficoltà, su quanto è accaduto nel mondo e su diversi argomenti: dalla politica al gossip, dalla cronaca allo sport.Uno spazio sarà eventualmente dedicato a come notizie riguardanti avvenimenti italiani vengono date in programmi esteri.
In studio potranno essere presenti esperti di comunicazione, giornalisti inviati in Italia per conto di televisioni o giornali esteri, ospiti stranieri.” ©
 
————————————————————–

 
Se poi i due programmi dovessero essere completamente diversi tra loro…il nostro è a disposizione di emittenti televisive disposte a realizzarlo.
Con affetto. 

Postato da: penzogi a 13:06 | link | commenti (2) |

25/02/2011
Se non io, chi?

“Da grande volevo fare il Cavaliere Mascherato,

per cedere il posto alle signore anziane

senza essere riconosciuto”. (Guido Penzo©)

<!–

–>
 

Postato da: penzogi a 15:20 | link | commenti |

18/02/2011
Per capirci.

Più emozionante di West Side Story, più divertente di Grease, più politically scorrect di Blues Brothers, di più.

Стиляги
 

IL TRAILER

 Miniatura

IL FILM

 Miniatura        Miniatura

Prima parte          Seconda parte
  
Directed by Valery Todorovsky

Written by Yuriy Korotkov, Valeriy Todorovskiy

Starring – Anton Shagin, Oksana Akinshina, Evgeniya Khirivskaya, Maksim Matveev, Igor Voynarovskiy, Ekaterina Vilkova
Distributed by Red Arrow

SUBTITLES WRITTEN BY:
Katia Kutyavina (Seattle, WA, USA)
e-mail: djkatish@gmail.com

Totalitarian Rock, 18 February 2010

Author: johno-21 from United States
 

I saw this last month at the 2010 Palm Springs International Film Festival and of the 23 films I saw there this year I would put this at the top. The time is post Stalinist era Moscow 1955 and Mels (Anton Shagin) is a typical 20 year old member of the local youth Communist party where his girlfriend Katya (Eugeniya Brik) is one of the youth leaders. Co-existing in the gray cold war world of the USSR are the Stilyagi, an underground youth movement of no-conformists who wear outrageous bright colored black market western fashions and wear high pompadours and listen to underground subversive jazz and rockabilly music. Mels is attracted to the Hipsters and in particular the lovely Polza (Oksana Akinshina) who has westernized her name to Polly. Mels adopts their lifestyle and westernizes his name to Mel. He is eventually accepted as a Hipster by Polly and her friends Betsi (Ekterina Vilkova), Bob (Igor Voynarovsky) and their leader Fred (Maksim Matveev) a dashing young son of a wealthy diplomat. The scene for all the Hipster action is out in the open in an uptown district called ‘Broadway’ where the Pompadour Club is located and where underground records, clothing and musical instruments can be bought in dark alleys and safe houses. Directed by Valery Todorovsky and adapted for the screen by Yuri Korotkov, the author of the novel ‘Boogie Bones’ about the hipsters and bootleg western recordings this film blends drama with sly comedy and wraps them around a bright colorful musical that is indeed a cinematic event. Fantastic music score from Konstantin Meladze that is reminiscent of the music of the group Manhattan Transfer with wonderful clothing costumed by Aleksandr Osipov that are reminiscent of the Stray Cats and West Side Story this is a lavish production with a beautiful production design by Vladimir Gudilin and richly photographed by Roman Vasyanov. Lots of veteran Russian actors in supporting roles like Sergey Garmash, Oleg Yankovskiy, Alexsey Gorbunov, Irina Rosanova and Leonid Yarmolnik. A very original film chronicling a movement that would lead the way to the acceptance of jazz and rock and roll and future movements like hippies, punks and hip hop rappers. These counter-culture Hipsters of yesterday are the ultimate round pegs in a square world. I would hope this gets distribution in American art house theaters. The story itself isn’t all that compelling but I don’t think it’s meant to be. It’s more of a visual and auditory experience and it’s a cinematic event. I would highly recommend it and give it a 10 out of 10. 

Postato da: penzogi a 16:24 | link | commenti |

Nevvero.

Meglio abstract che concret
 

E’ difficile raccontare per filo e per segno la trama di Piatto piange, jena ridens e le stelle stanno a guardare . Sarebbe più facile che fossero i personaggi del libro a raccontarsi. Sfortunatamente non vi sono personaggi degli di nota (o di introduzione) in questo libro. “Allora ciccia?” come chiese l’impresario del più grande circo esagonale alla donna cannolo. “Allora un corno” come lei rispose, ripiena di se. Ciccia e corno potrebbero essere gli estremi della questione “disputandum est, a est”. O meglio, volendo volare come novelli (vendemmia 2010) pindari verso (dal verbo versare) la luce di Elios (cit.) che tutto (bit.) illuMina (vip.), pur non cadendo ne cedendo e tanto meno (menissimo) spiegando le vele al vento, ma spiegando tanto più (tantissimo) la ragione di cotanta e tracotanta enfasi mi ritrovai in un labirinto discorsivo, che il diritto senso era smarrito (lauda mancia a chi lo ritrova). E’ la parola il, lo, la protagonista di quanto sopra, di quanto sotto e di quanto dentro. La parola e il suo senso (dal sesto in su), la parola e il suo significato, la parola e il suo non detto (chi l’avrebbe mai detto?), la parola o al contrario la alorap che si erge a testimone incorruttibile nel processo che la ragione intenta alla irragione. Il razionale contro l’irrazionale. Il superficiale contro il profondoficiale. L’essere contro l’apparente zio. E’ qui che casca l’asino, o che casca l’uomo, come direbbe l’asino. E’ il gioco lessicale, non tanto fine a se stesso (fine e punto) ma finalizzato al piacere Guido, piacere Lia. Il divertimento colto nell’orto ai bordi della periferia e venduto al mercato settimanale del senso comunale. Il gioco che nasce pretendendo il prezzo intero dalle frasi che vogliono essere scontate. O meglio, se preferite. E’ la ricerca dell’effetto linguistico, delle linguine al pesto, dell’affettato. Eppur si muove l’ho già detto?

INTRODUZIONE
di Luisa Carrada
 
“Mi lusinga che tu abbia pensato a me per l’introduzione, e ti ringrazio, ma sono in un periodo abbastanza complicato e davvero non posso prendermi nemmeno un piccolo impegno in più.” (L.C.).

Piatto piange, jena ridens e le stelle stanno a guardare
era un libretto di 140 battute, una a caso:

“Anche se fino a 40 anni non ho mai lavorato,
non ho mai mangiato alle spalle dei miei genitori.
Sempre di fronte”.

Postato da: penzogi a 14:12 | link | commenti |

17/02/2011
Cri si o cri no?

“E’ crisi profonda. L’ho capito ieri sera quando mi ha telefonato una ragazza di un call center e mi ha chiesto se avevo qualche domanda da farle” (Guido Penzo)

Postato da: penzogi a 13:11 | link | commenti |

Io russo.

Стиляги

IL RUSSO

PER ME E’ ARABO

Стиляги- Ты Любишь Буги-Вуги

MA PUO’ DIVERTIRE.

Postato da: penzogi a 13:00 | link | commenti |

07/02/2011
Intellattuale.

 

INTELLETTUALMENTE CORRETTO

“Io non seguo il calcio, è lui che mi precede” (Guido Penzo©)

Postato da: penzogi a 10:52 | link | commenti (2) |

04/02/2011
Senza motivo.

Cosa spaventa un elefante più di un topolino?
Un topolino che arriva guidando in contromano!

Postato da: penzogi a 17:03 | link | commenti |

03/02/2011
Lenta mente.

“Una volta ho visto una gara tra un bradipo ed una tartaruga.

Il primo che arrivava pagava da bere”(Guido Penzo©)

Postato da: penzogi a 15:32 | link | commenti |

Santi, fanti, canti…tanti.

3 febbraio 2011. San Biagio.

 

Avete mangiato il panettone avanzato da Natale?

Poi non lamentatevi del bruciore di stomaco.

Non ci sono santi. 

Postato da: penzogi a 15:12 | link | commenti |

27/01/2011
breaking news?
La difesa di Berlusconi:
“Ad Arcore il Premier vedeva con le ragazze i discorsi di Vendola”.Ma il sadismo non è un’aggravante?

 

Postato da: penzogi a 11:23 | link | commenti |

22/01/2011
Ma il?


Postato da: penzogi a 13:37 | link | commenti (2) |

19/01/2011
Sarò frainteso.

Caso Ruby.

Di tutta questa situazione una cosa ho capito:

Silvio B. non è mai andato a puttane.

Casomai il contrario.

Postato da: penzogi a 14:36 | link | commenti (2) |

Est o vest?

PreMio
 

 Il cimento era arduo, il cemento armato. Bianca la missione impossibile  di pace, nera quella di pece, possibile? La frase da farsi si mordeva la  coda in fila mentre quella drogata era già fatta. L’ora era tarda, il  cronometro scattato ed il tempo filava inseguito da Berta che imprecava.  Datemi un martello che bisogna rompere gli indugi, raccogliere i cocci  d’idee, preparare parole pepate per la cena delle beffe. ” Orsù”   disse  l’orso Balosso, poscia di genuflettersi al manigoldo camuffato da  arzillo vetusto che sa cosa vetusto è, guardandolo in grandguignolesco  cagnesco. “Orgiù” rispose senz’altro cincischiare il terzo, mentre il  secondo giaceva in terra spaccato allo scadere del tempo datato. Poi un  colpo di pistola (chi, io?), mentre una macchia di rosso sangue sporcava  quella sua maglietta, FINE.  <!––>

Postato da: penzogi a 10:50 | link | commenti (5) |
pre mio, premi virtuali

05/01/2011
Breaking news

Flop delle auto elettriche negli USA.

Gli americani non sanno a chi dichiarare guerra per le batterie.

Postato da: penzogi a 17:09 | link | commenti (1) |

Gli dai un dito…

Il dito medio dello scultore Cattelan resta alla Borsa di Milano.

Contro la volontà di chi l’ha messo all’indice.

Postato da: penzogi a 15:05 | link | commenti (7) |

Indi screzioni.

Jackson, al via il processo per omicidio
«Era già morto quando fu allertato il 911»

Ai primi sintomi avevano cominciato con lo 001.

Postato da: penzogi a 12:07 | link | commenti (2) |

 

 

PARODIA: Riscrivere, con ironia, una ricetta della moglie di Fabio Caressa.

Postato da: penzogi a 10:53 | link | commenti |
vocabolario

04/01/2011
Fin dall’inizio.

 
E’ più facile che un falso magro passi, per questa volta, attraverso la cruna di un ago della bilancia piuttosto che un cameriere grasso, anche se unto, passi col rosso, in una mano e con un bianco nell’altra, attraverso una porta scorrevole in senso contrario al comune senso… (presegue, forse)

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