2

24/06/2011
Palla avvelenata. chi è stato?

 

Non gioco più me ne vado. Non gioco più davvero.
Il pallone è mio, decido io chi gioca con me.
Non gioco più me ne vado. Non gioco più davvero.
La mia faccia di cemento tu parli e non ti sento
io governo con sentimento e tu sei fuorigioco.
Non gioco più lascia stare, non gioco più ti assicuro.
Se mi han dato il voto, non lo decidi tu
giudica se vuoi, ma non mi toccar.
Non gioco più me ne vado. Non gioco più ma davvero.
Non credere ai capricci di una foglia che col vento se ne va.
Non gioco più, me ne vanto, la vita e’ un letto sfatto
io prendo quel che trovo, e lascio quel che prendo.
Prendere o lasciare, ma adesso lasciatemi stare.
Non gioco più, me la canto. Non gioco più davvero
Io non cambio e chi cambia se ne va.
Parapaponzi ponzi pa. 
Non gioco più, lo giuro.

Postato da: penzogi a 16:47 | link | commenti |

22/06/2011
Fatto 19, facciamo eventi: Spinoza a Milano.

 

 SPINOZA

22 giugno MILANO 

 
 

       la feltrinelli – corso buenos aires
ore 18.30

 
 
 
 Ci 
    

Postato da: penzogi a 10:50 | link | commenti (3) |

21/06/2011
La mia prima volta in quarta.

  

 “Gli acari sono allergici a Pisapia”

17/06/2011
Brutta cosa addormentarsi con una domanda in testa a cui non si riesce a dare una risposta, in coda.

Paolo Fox è un nome d’arte

o si chiama veramente Paolo?

Postato da: penzogi a 11:28 | link | commenti |

24/05/2011
Pisapia facts

Non parole ma facts.

La brumm del mmm ha un psss nella mmm ed è stato Pisapia.

 

La bella lavanderina, che lava i fazzoletti, per i poveretti, della citta, Pisapia le ha chiuso la lavanderia.
 
Pisapia aiuta le vecchiette ad attraversare la strada, soprattutto quando non vogliono.

Pisapia succhia il sangue ai pipistrelli.

Pisapia si beve sempre la metà che manca dal bicchiere mezzo pieno.

Pisapia ruba le gomme a Schillaci.

Quando il diavolo vuole sapere l’ultima la chiede a Pisapia.

Pisapia conosce il terzo segreto di Pulcinella.

L’isola c’è e ce l’ha Pisapia.

Pisapia è omozigote, si capisce da come cammina.

Pisapia scorda le chitarre.

Pisapia era con Cludio Lolli quando ha visto degli zingari felici.

Ho sentito un acaro starnutire. Era allergico a Pisapia.

BREAKING NEWS IL GIORNO DOPO

Sconcerto tra i suoi sostenitori: Pisapia ha nascosto il carro del vincitore.

Per festeggiare la vittoria, Pisapia ha cenato a base di capra e cavoli.
 

Postato da: penzogi a 13:40 | link | commenti (5) |

20/05/2011
Milàn l’è una gran…Inter.
Il PdL insiste: “Con Pisapia a Milano ci sarà più droga”. Poi, visti i risultati, si corregge: “Con la Moratti a Milano ci sarà ancora più droga”. 

 

Postato da: penzogi a 15:45 | link | commenti |

19/05/2011
Vedrai, spero.

  

Go(o)d news.
 

Non avevo fretta, adesso si. Ricevere una buona notizia, una notizia da Dio, è tanto che mi manca. Quella notizia che ti fa pensare, passata una laica euforia, che Dio esiste. Esiste ed esisti anche tu per lui. Il riconoscimento reciproco che gratifica entrambi soprattutto nei periodi in cui è lo sconforto a farla da  padrone e ti domandi: Esisto? Periodi che neanche una fiesta ti tira su di morale, anche se ti tenta tre volte tanto dopo un paio di minuti è già finita e gli amici se ne sono già andati. Periodi sia temporali, quando piove, che sereni ma privi di quella notizia. E’ tanto che aspetto una Go(o)d news che mi scambi la vita, che ti fa bussare al Paradiso ancora con la coda di paglia che ti brucia. Per inciso e per ritornello: Si lo so che questa non è certo la vita che hai sognato un giorno per noi. Vedrai, vedrai, vedrai che cambierà, forse non sarà domani, ma un bel giorno cambierà. Vedrai, vedrai che non sei finito sai, non so dirti come e quando ma vedrai che cambierà…

Postato da: penzogi a 16:23 | link | commenti (1) |

12/05/2011
Chi non risiko non rosika.

 

 

Il Pentagono ha svelato il contenuto del taccuino di Osama Bin Laden con i piani per nuovi attacchi. L’obiettivo di Osama era di distruggere le armate americane o, in alternativa, conquistare 25 territori.

Postato da: penzogi a 14:34 | link | commenti (2) |

10/05/2011
Nel cuore della notte.

VI CURO!
 
Non so se vi è mai capitato di svegliarvi nel cuore della notte / svegliarsi nel cuore della notte e pensare / pensare che se non la finite di pensare / quando vi svegliate nel cuore della notte / di certo / non riuscirete più ad addormentarvi / e pensate che forse è il caso di alzarsi / nel cuore della notte / piuttosto che stare distesi a pensare / che se ci pensate / di certo / non vi addormenterete fino a mattina / che è sempre così / e quando siete in piedi, perchè ormai siete svegli / pensate che è tanto che non lo fate, come le fate / che uscite di casa e / come quando eravate giovani / suonate al citofono di qualche sconosciuto / nel cuore della notte / per poi scappare. Ma mentre ci state pensando / pensate anche che oramai siete vecchi / per queste cose / e tornate a letto cercando di non pensarci / e proprio quando state per addormentarvi / nel cuore della notte…”Chi cazzo è che suona al citofono a quest’ora?”

Postato da: penzogi a 17:27 | link | commenti (5) |

Una cosa a caso: caos.

Dirò d’Orlando.

Di che pasta è fatta una pasta d’uomo: d’uomo?
 

Se potessi rinascere mi prenderei una pausa di riflessione. Un attimino, con calma, che se poi rifaccio gli errori della prima volta Ginko saprebbe dove trovarmi (errare umano est, ovest…Diabolik…Eva…talassoterapia…sorelle Materazzi, il Quartetto Eccetera, eccetera). Se potessi avere il potere di rinascere sarebbe mica male, come potere. Che poi bisogna saperlo usare questo potere. C’è gente che l’ha sprecato rinascendo cervo a primavera. Cervia in estate magari anche, ma cervo…cerbiatto forse, cerbottana da piccolo, Cervi Gino forse. E’ come quando arriva uno, palesemente ubriaco, e ti chiede: Esprimi tre desideri! Un attimino, con calma, che tre mica sono tanti e non hai neanche l’aiuto dal pubblico o la telefonata a casa. Tre desideri? Il primo…vale avere sempre tre desideri? No? Il primo…avere tanti soldi per realizzare tutti i desideri dal quattro in poi. Il secondo…la salute, che quando c’è c’è tutto. Il terzo…essere amato da chi amo, a scanso d’equivoci. Poi chiudi gli occhi e rimani in attesa che si materializzi il primo desiderio, quello materiale. Niente. Ecco, lo sapevo, dovevo capirlo subito, il desiderio per realizzarsi ha bisogno di un conto alla rovescia. Mi metto a testa in giù e ad alta voce: uno, due, due e un quarto (giusto il tempo di capire se sta succedendo qualcosa)…due e tre quarti…tre. Niente. Ed è in quel momento che quel genio che ti aveva chiesto di esprimere tre desideri ti congeda dicendo: Grazie di aver risposto al nostro sondaggio commissionato dal Gruppo Espresso sui desideri degli italiani…Non pensiate che ci avessi creduto (si scrive così?) ai tre desideri da esprimere. Magari per un attimino…tre desideri? Vale avere sempre tre desideri? No? 

 

Postato da: penzogi a 15:10 | link | commenti |

Spinoza Due

CC Ci sono, nel pueblo unido!

(che la prima volta che l’ho letto mi sono domandato: Cos’è il pueblo umido?)

 

Postato da: penzogi a 12:44 | link | commenti |

09/05/2011
Per nulla al mondo…non ci sarò.

  

Quando non c’è niente da dire, o quando non si sa cosa dire, o quando non si sa cosa fare, o quando non si vede niente, o quando non si capisce niente, o quando non si sente niente, o quando non si riesce a dormire, o quando non si vuole mangiare: le astensioni di tutti i tipi; le scene mute, le fotografie sbagliate, le macchine che restano senza benzina, i sans papier, i sanculotti, i frigo vuoti, i film muti, i buchi neri, la menopausa, le notti in bianco, quando si cerca in tutte le tasche e non c’è neanche una sigaretta; i digiuni, gli anestetici, gli astemi, gli anoressici, gli scioperi; le pianure, le steppe, i deserti, la siccità, la crisi energetica, i black out, gli annulli filatelici, le amnesie, la crescita zero, le tinte unite. La calvizie. La sterilità. Il celibato e il nubilato. L’inappetenza e l’incontinenza. Il buio. Il silenzio. Il niente. Il nulla. Il nulla. Carlo Boccadoro, Mirco Ghirardini, Stefano Andreoli, Mauro Dadina, Anna Pasi, Alfredo Gianolio, Guido Barbujani, Paolo Albani, Guido Leotta, Alessandro Bonino, Ugo Cornia, Gabriele Bevilacqua, Paolo Nori e Marco Raffaini, il 29 maggio del 2011, a Lido Adriano (RA), si troveranno a parlare del nulla. Non si sa perché. Con le mostre Cento bozzetti di copertine di libri non ancora stampati di testi non ancora scritti di autori non ancora nati, di Gianni Zaffagnini e Unf(o)unded, 32 curatori italiani, storici dell’arte e galleristi, 20 grandi artisti di fama internazionale: 1 ora di arte contemporanea (in audioguida) e neanche un quadro (da confermare). Si accettano contributi del pubblico. 

   a

All’inizio c’era il nulla, o meglio, non c’era il tutto. Assolutamente nulla o il nulla assoluto. Poi venne il caos, anagramma a caso. Ma non è questo che volevo dire, volevo parlare del nulla senza dire nulla, a caso o a caos. Ma come si fa a parlare del nulla senza dire nulla? Si può parlare di qualcosa che non c’è non rendendola presente parlandone? Per niente. Arimo.

Postato da: penzogi a 12:55 | link | commenti (2) |

Se lo leggo…è scritto.

CHI L’HA DETTO?

  

 
  

                  <!–

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Postato da: penzogi a 11:22 | link | commenti |

27/04/2011
Robot sarà lei…lui…it?

 

 
Qualcosa a cui pensarci

 

 DATA DI CONSEGNA DELLE OPERE
31 LUGLIO 2011  

 

Postato da: penzogi a 16:46 | link | commenti |

18/04/2011
Adoro Monzò

MIL CRETINS

MIL CRETINS – Trailer catalán  

 Miniatura

Making of Mil Cretins (Català) 

  Miniatura

 

Quinze històries, contemporànies i algunes històriques, basades en relats de Quim Monzó i dirigides per Ventura Pons, on, en clau d’humor i amb valentia, es passa comptes amb el dolor, la vellesa, la mort i l’amor però sobretot amb l’estupidesa humana, sense concessions, mirant a la cara el díficil equilibri entre vida i misèria humana. 
 
 

Postato da: penzogi a 23:35 | link | commenti (1) |

17/04/2011
Pubblicità Progresso per Milani.

CHI HA CIULATO LA CORRENTE DEL GOLFO?
 

Si chiede Maurizio Milani nel suo ultimo libro? Non lo so, perchè il suo ultimo libro, con la domanda di cui sopra nel titolo, non è ancora uscito. Questione di ore, anche se le ore in questione non sono nel titolo del libro di Milani. “Dal genio comico di Maurizio Milani, un manoscritto inedito di pezzi dissacranti e visionari. Dai boscimani all’Accademia della Crusca, dal circo Medrano a Confindustria, da Alessia Marcuzzi a don Matteo, i personaggi del surreale universo di Milani raccontano la realtà con un’ironia spiazzante, genuina e senza tempo. Un esempio? «Le banane a chilometro zero non esistono. Però siccome adesso va di moda questa pirlata qui, le facciamo anche noi in Piemonte. Pannelli solari a manetta tutto il giorno. Per produrre un chilo di banane spendiamo 23.000 euro. Costo del prodotto al pubblico: cinque euro. Bravi!»”.
 

 

  

 

Postato da: penzogi a 19:23 | link | commenti |

Boris e i suoi schiavi.

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Postato da: penzogi a 14:45 | link | commenti |

10/04/2011
La ricetta dell’insolita minestra.

Cosa dire dei modi di dire?

“Chi ha denti non ha pane, chi ha pane non ha denti, per tutti gli altri la solita minestra”. Ma come sarà la solita minestra? Cercando di qua e di là, forse più di là che di qua, ho trovato però la ricetta dell’insolita minestra: Pronti a rimboccarvi le maniche, che è arrivata la prima vera (dopo tante false)? In una casseruola a pareti alte versate 4 cucchiai per quattro persone, aggiungete un trito di marroni, uno spicchio e del prezzemolo che è dappertutto. A parte. Poi sbucciate la patata a fuoco lento, all’inizio, più veloce verso la fine. Se ci sono dei minori, rivestite la patata con delle fette di salame sugli occhi. A parte. Preparate della polpa di pomodoro per il succo della ricetta. Soffriggete in attesa di scoprire se piacerà. Mescolate per 5 minuti le carte in tavola. Distribuitele ricordando che vanno tra la forchetta,  l’incudine e il coltello. Carta più alta ha i tacchi e comincerà a mangiare per prima, poi il secondo ed infine saremmo alla frutta. Chi porta il vino? Tirate poi a lucido il dado o, in alternativa, tirate ad indovinare il tempo di cottura.  Salate q.b. e cuocete g.r. per un’ora l.t. o altre consonanti a caso, quindi intavolate una discussione per quattro con i coperti (se viene a piovere). Dopodiché mettete nella casseruola il riso e quella frase ad effetto che avete scongelato in precedenza. Irrorate con spirito di osservazione, aggiungete, se occorre, ancora un modo di dire ed ingannate l’attesa che tanto lei, quando ha fame, non capisce più niente. Regolate di sale, pepate e cuocete per 20 minuti a fuoco basso, coperto. Tirate fuori dal forno prima di servire o, se volete, fate entrare gli ospiti in forno e poi servite. Abbinate un vino fermo, chi lo vuole se lo va a prendere, e buttate lì una battuta di verdure ad accompagnare chi se ne vuole già andare.  

Postato da: penzogi a 18:40 | link | commenti (2) |

Madoz

 

 CHEMA MADOZ

 
 

 PALAZZO DELLA RAGIONE – MILANO

20 aprile – 19 giugno 2011

La mostra presenta più di 100 fotografie, per la maggior parte in bianco e nero, realizzate da Chema Madoz, uno dei fotografi spagnoli più originali affermatosi sulla scena internazionale. Le sue immagini di oggetti come still life creativi, influenzati dal surrealismo e dalla poesia visiva, riflettono un universo magico dove gli oggetti non sono mai quello che sembrano o sembrano quello che non sono. Davanti a ogni fotografia si rimane sorpresi dall’originalità di queste immagini fotografiche.   

Postato da: penzogi a 14:45 | link | commenti |

04/04/2011
Breaking Newsssssss.
 
PRONTO, CON CHI PARLO?
 
Silvio Berlusconi ha finalmente ricevuto una telefonata dal Presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy:”C’è mica la Merkel?” 

Postato da: penzogi a 21:30 | link | commenti |

31/03/2011
Senza boh e senza mah.

 

A.C.R.O.N.I.M.O.
 

Mi picciono le parole, passerei le ore ad ascoltarle. Parole, par’olè, le paro. Parole dolci, parole amare, come amare al mare, lasciarsi andare senza re e senza remare. Farsi cullare da parole senza senso ma col consenso del sesto (senso). Parole che feriscono, che partoriscono, che aiutano ad esprimere pensieri inconfessabili quando si rimane immobili, senza gesti da gestire, senza riuscire a gesticolare un concetto, mimi immut’abili.
Mi piacciono le parole come a me, come testamento, come orecchiocchio, come mano nella mano, come quando fuori piove e non vuoi aprire l’ombrello per non bagnarlo, parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane , piobove! Con la paura di rimanere senza parole quando c’è da rispondere per le rime, quando le frasi fatte sono finite, quando forse o quando si…no…nì… mi.  Mi piacciono le parole, soprattutto quando non ho niente da dire, niente da fare, nessuno da baciare e scrivo lettere anonime.

Postato da: penzogi a 14:20 | link | commenti (2) |

30/03/2011
Titolo:

SCAPPO CON UN UNICO SCOPO: SCAPPARE
 

Mentre dormi, apro i cassetti della cassettiera, prendo tempo, quello perso e quello che verrà, prendo i sogni messi via per i tempi migliori, prendo la bicieclettica, quella elettrica, quella a cui abbiamo spezzato le catene, per darle la libertà, da usarsi solo in discesa. Porto via mare una barca di oggetti, utili, futili, impossibili, oggetivamente inutili, soggettivamente con un valore affettivo. Riempio la sacca con un sacco di pensieri, quelli che non ti voglio lasciare al risveglio, quelli che ti tengono sulle spine in attesa di una risposta. Perchè?, è la domanda. Perchè domani è un altro, aggiorno l’agenda, prendo appuntamenti, prendo pure quelli. Prendo e scappo, prima di scoppiare, con un unico scopo, come il motore, il motore a scappo.

Postato da: penzogi a 17:28 | link | commenti |

Par’ olè!

 

Per il contenuto e le parole usate
questo post non è adatto ad un pubblico…
in pubblico… lo pubblico?

Ciatto nascosto in un anfratto, sempre di fretta affronto, un mare immenso illuminato, assiepato, di vedette sulle moto e viceversa. Ciatto su una chiatta, chiatto schiatto, mai a dieta, e il naufragar non prima del dolce m’è triste a Trieste. Amare il mare come amare amarene sulle arene arenate, parole sciroppate, parole affrante, par’ olè. Ciatto senza senza senso ma col consenso di Luky Luchino, Visconti di Modrone, in questo mondo inavariato dove tutto cambia col cambiar stagionale. Ai margini della pagina bianca, del libro bianco, della settimana bianca, del mese del bianco, in bianco imbianco pareti ascensionali e discensionali, scalando le marce pur di vendere moto perpetui, sui, nostr’omi, omini bianchi. E il naufragar? A Trafalgar piazza, dove si posson fare incontri tanto strani quanto stranieri, incomprensibili, procastinabili, accessibili, ma pur sempre incontrovertibili, come fusibili attraversati da correnti alternative di masse, sia a terra che in un mare di mare, in fuga da un passato remato verso un futuro fatuo, approdanti in tanti, in un interminabile lampo a Lampedusa. Prendere o lascire? Nuotare per non affogare nei dispiaceri di una vita che si avvita su e stessa, nell’ingorgo di uno Sciàcquone che non trita nè ritrita i rifiuti ma li depone nel tribunale di Mi là no! Sempre caro. Aspetterò i saldi.

In mala fede mala tempora currunt, pro vobis, ora. 

 

 Artist: RENE GAGNON       WEBSITE: http://renegagnonfineart.com/  

Postato da: penzogi a 16:34 | link | commenti |

27/03/2011
Anche la matematica ha un’opinione.

 

Se A è uguale a B e B è uguale a C

allora A, B e C sono gemelli. (Guido Penzo©)

Postato da: penzogi a 19:53 | link | commenti |

No ne.

SENZA PAROLE
 

Tutti i giorni attraverso il mercato, anche quando il mercato non c’è, perchè al mio paese il mercato c’è solo un giorno alla settima. Il martedì. Io ci vado lo stesso anche gli altri giorni. Per abitudine. E’ così tanto tempo che ci vado che non mi ricordo neanche com’è cominciata. Forse, mi pare di ricordare, avevo bisogno delle carote, un paio di zucchine e del sedano. Si, del sedano. Ed era di martedì, me lo ricordo, perchè c’era il mercato. Mi basta uscire a sinistra da casa mia che incontro la prima bancarella. Al martedì. La prima vendono dei pigiami e la biancheria intima. Non ho mai comperato un pigiama lì e neanche mutande, per signora. Poi c’è uno che vende polli allo spiedo, un’altro che vende maglioni e camicie e poi finalmente il primo che vende frutta e verdura. Tutti i martedì uguali. Pigiami, polli, maglioni e verdura. Tutti hanno il loro posto fisso assegnato dal comune, penso. Io però la verdura non la compero dal primo che incontro. Devo sapere da dove viene, devo sceglierla senza fretta, senza farmi influenzare da chi vuole vendermela a tutti i costi. Così, prima, mi giro tutto il mercato, guardo la frutta, chiedo il prezzo, passo oltre, guardo la verdura, avanti, altra verdura più verde, ancora avanti fino a quando finisce il mercato. Poi prendo l’auto, che ho dovuto parcheggiare lontano perchè c’era il mercato sotto casa, e vado al supermercato. Vuoi mettere la verdura del supermercato!

Postato da: penzogi a 17:46 | link | commenti |

24/03/2011
Tutta colpa di Tex Willer, non di Paolo Nori. Penso.

SEMPRE TRE TIGRI CONTRO TRE TIGRI,

E L’EUFRATE?
 

Volevo darmi allo studio delle remini, le cosidette reminiscienze, ma loro non hanno detto che no, che è meglio che faccia altro se ho più di una faccia. Potevo darmi al faccia a faccia, ma con chi? Conchiglie? Potevo potare il potabile come l’acqua ma con i tempi che corrono ho paura di versarne qualche goccia lungo il tra Egitto e il Nilo. Meglio rimanere immobili anche se, con la crisi del mattone, gli immobili sono sempre più deprezzati. In totale, come è incomprensibile, non trovo pace ne equi ne nel resto del mondo. Eppure solo ieri sembrava felice, sembrava. Le apparenze ingannano, pensano una cosa e ne fanno vedere un’altra, offrono una guancia per portarti via il guanciale, mostrano il piede di porco, maiale, e ti ritrovi come un salame senza pancetta. Meglio immobile, con molti vani e nessuna vanità, con superattico in incognita, con ballatoio per le feste danzanti e il balcone sempre fuori, come un balcone.

Io non so se a Paolo Nori gli chiedono se è Guido Penzo e lui dice chi? O no o per fare felice chi glielo chiede dice di si, che è lui, però non si deve sapere. Io, quando una volta la mia fidanzata per farmi contento mi ha chiesto se ero Paolo Nori, ho temporeggiato il giusto, poi ho detto di si con la testa. Ho messo le mani avanti, pensando alle conseguenze, perchè dire di si con la testa è più di un silenzio assenso, ma meno di dire si con la voce. Forse il senso non cambia ma, in alcuni casi, potrebbe essere considerata un attenuante. Se un giorno dovesse chiamarmi un giudice a rispondere se mi sono fatto passare per Paolo Nori, anche davanti a testmoni in buona fede, io potrei dire che forse, però nessuno l’ha mai sentito dire dalla mia viva voce. Se e solo se lo stesso giudiche mi dovesse chiedere perchè la mia fidanzata, pensando di farmi felice, mi ha chiesto se ero Paolo Nori, e nessuno ha niente da obiettare, io gli risponderei: glielo chieda Lei a lei, alla mia ex fidanzata. Perchè poi l’ho mollata, come dicono i giovani ed io ero giovane e potevo dirlo, non per Paolo Nori, anzi, ma per colpa di Tex Willer. No, non sono Tex Willer.

Non sempre accade quello che penso accadrà. Spesso il contrario. A volte capita talmente il contrario che penso che era meglio che non ci mettevo pensiero. Penso, tipo lunedì, che c’era il sole abbastanza da pensare che anche il giorno dopo ci sarebbe stato il sole. Allora penso che domani, martedì, l’altro ieri che oggi è giovedì, qualunque cosa accada vado a correre, non tanto ma mezz’ora si, ci vado. Per non farmi prendere dalla pigrizia, che lo so come va a finire, mi preparo già dal giorno prima, lunedì, così non ho scuse. Pensavo. Ma il giorno dopo, martedì, piove. Mica tanto, ma quel tanto che basta a far vincere la pigrizia. Allora penso che se non ci pensavo il giorno prima, magari non avrebbe piovuto il giorno dopo. Non voglio pensare che è stato il mio pensiero, al contrario, che ha fatto piovere, però è un dato di fatto. Martedì ho passato tutto il giorno ad evitare di pensare cosa sarebbe accaduto mercoledi, ieri. Ho pensato di non pensare. vale? Nel dubbio c’era il sole, però mi era passata la voglia di andare a correre anche se solo mezz’ora. Anche oggi c’è il sole ma ieri non mi ricordo a cosa avevo pensato. O meglio avevo pensato che qualunque fosse stato il tempo non sarei andato a correre. Secondo me accade apposta, il contrario, anche se quando penso apposta al contrario questo non accade, al contrario. I pensieri lo sanno quando sono sinceri e quando non lo sono. Penso.

Postato da: penzogi a 10:34 | link | commenti |

23/03/2011
Il filo a piombo non è necessariamente di piombo.

Ci sono libri che lasceranno il segno, ci sono libri che lasceranno il sogno, ci sono sogni che lasceranno libri, ci sono sogni e libri e viceversa, ci sono non ancora quindi ci saranno, libri da sogno, sogno libri, ci. Il 24 marzo.

“Il 28 febbraio è stato il giorno più bello della mia vita. Peccato che l’ho scoperto il 5 marzo.” (Guido Penzo©)

Postato da: penzogi a 16:55 | link | commenti |

Breaking Newssss…

Giappone / Radioattività in mare, il governo giapponese non limita la vendita del pesce. Anzi ne consiglia l’uso al posto delle vecchie lampadine.

Libia : Lega Araba preoccupata per i bombardamenti francesi. Avrebbe chiesto di ripassare con l’evidenziatore i confini della Libia.

Libia, Frattini: ”L’Italia parteciperà direttamente alle azioni militari”. Sarà italiana la voce del Tom Tom installato sui bombardieri della Nato.

Cinema / Incassi: Primo “Nessuno mi può giudicare”, poi “Amici Miei”. Delusione tra chi si aspettava di vedere Silvio in entrambe i film.

Si fingono libici, in 191 su due barconi a Catania. I soliti Portoghesi d’Egitto.

Gb / Kate salirà sulla carrozza che trasportò Lady D. Appoggiandosi al corrimano di ferro.

Previsto l’arrivo di una nube radioattiva dal Giappone. E visto da dove arriva, sarà anche puntuale.

ULTIM’ORA

Nucleare / Fazio: sull’Italia nessuna nube radioattiva, solo correnti d’aria: non rientra l’allarme torcicollo.

Chavez: “La vita su Marte è stata distrutta dal capitalismo imperialista”. C’è Coca Cola su Marte?

ULTIMOMINUTO

Divinità Maya venduta a 3 mln euro, ma era un falso. Determinante la scoperta della scritta sul retro dell”opera preispanica: Non lavare in lavatrice.
 

Postato da: penzogi a 12:41 | link | commenti |

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