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31/10/2011
Detto sfatto

BREAKING NEWS

L’UNESCO ha riconosciuto la Palestina,

anche se era tanto che non la vedeva.

 

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Pre non Mio.

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       Sono andato al Cairo a vedere una mostra. Non ho visto cose, né case né chiese. Non ho visto tele nè talune nè talaltre. Non ne ho viste di tutti i colori, né monocromantiche né stereocromàntiche. Non sono rimasto, né rimasto impressionato né fotosensibilizzato. Non né o né. Sono stato al Cairo, il premio, cercando il nuovo che si mostra, che si espone in prima opera, che si dimostra. Ho girato a vuoto per pieno, ho ascoltato fredde emozioni, ho cercato reali illusioni ma non ho trovato altro che atecniche partecipazioni. Non c’era un quadro della situazione, non c’era un’immagine dell’immaginazione, non c’era una pena che valesse. Ci sono stato in pessimo stato dell’arte. Peccato, non c’era. Una volta.  C’era.
 

Pre non Mio.

Postato da: penzogi a 10:22 | link | commenti |

27/10/2011
 

Ho inventato, con tatto, l’unico, il grande (non “il più” perchè è l’unico), il ripetibile…

GIOCO DI SOCIETA’ PER SINGLE ©
 

Quando le avete provate tutte, XL comprese, quando nessuno vi risponde al telefono, anche perchè non capiscono la domanda, quando la vostra vicina è lontana, quando non sapete cantare altro che “Quando quando quando” senza aggiungere “Se vuoi dirmi di sì, devi dirlo perché, non ha senso per me, la mia vita senza te” allora è giunta la vostra ora, l’ora del “Gioco di società per single”.

Per iniziare bisogna procurarsi in punto fermo. Un punto fisso, appunto. Se non avete dei punti fermi nella vostra vita…anche un puntino sulla “i” potrebbe andare bene, ma solo dopo che lo avrete fissato. Fatto? Bene. Prendete poi un mazzo di carte meglio se da gioco. Napoletane, bergamasche, trevigiane, piacentine, catanesi o lucane? Importante è che le carte non siano da parati o cartine per sigarette. Quelle scartatele come i pacchi a Natale. Assolutamente non usate i Tarocchi. Solo carte originali.
Tenete sempre il punto fisso bene a mente, come un chiodo, e disponete le carte davanti a voi coperte. Non vi avevo ancora parlato delle coperte?
Facciamo un passo indietro. Prendete carta e penna. Al mio via. Pronti? Mentre andrete a prenderle (non ho ancora detto “via”)  prendete anche un mazzo di carte e due coperte. Importante è che le coperte siano più di una per via del plurale. Fermi, non ho detto via. Neanche adesso. Via (adesso si).
Carte coperte, carta e penna. Le carte coperte le disponete in senso orario (se vi trovate in un paese arabo: da destra a sinistra. Se vi trovate nell’emisfero opposto: dal basso in alto. Se non vi trovate, pace.)
Girate una carta a caso. Scrivete sul foglio il numero corrispettivo (fante, regina e re corrispondono a 8, 9, 10). Incrociate le dita della mano sinistra, la destra per i mancini. Fate un cenno d’assenso con la testa. Chiudete gli occhi…non subito e leggete con me la seguente FILASTRONCA: …torno subito. 
Una volta”””2 ”

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18/10/2011
mo dididi re

Non solo spirito di patate

PERIODO DI SILENZIO ASSENZIO

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14/10/2011
Io adero, tu aderi, voi aderite.
 
 
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Se vi piacciono le storie di F e bastoni ma anche quelle di K e spada, le storie dove lei non sa d’avere un figlio, dove ogni luogo è da un’altra parte, dove i massaggi in bottiglia sono fatti da una massaggiatrice (in bottiglia), dove tutto alla fine Tornatore. Se smaniate per i libri illustrati da attori illustri (che per comodità chiameremo: illustratori), se soffrite in silenzio mentre leggete, in soffitta, ricette di soffritti, se saltate le pagine a piè pari pur d’arrivare alla fine del capitolo del libro (quello che iniziava dalla fine), se amate i gialli ma anche i verdi ed i blu di Prussia, se vi immedesimate come niente nelle vittime che muoiono alla prima pagina…se tutto questo, non so cosa dirvi.Se invece anche no, ma forse si, così così, allora Vi consiglio un grande libro che non può mancare sul vostro comodino accanto al letto. Quel libro che, se mai qualcuno dovesse chiedervi: Che libro avete sul comodino? IL KILLER DEI QWERTY di Gero Mannella, Vi farebbe fare una figurona. Che se poi il vostro comodino avesse anche un cassetto potreste ivi riporlo, per non essere impreparati alla domanda: Qual è il vostro libro nel cassetto?  IL KILLER DEI QWERTY di Gero Mannella.

 
  
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“Le storie, parodistiche e bislacche, sono un pretesto per giocare con le parole e le situazioni, per scardinare i luoghi comuni dell’immaginario investigativo, per decostruire dialoghi cascando su inciampi semantici, su scarti lessicali. Si ride parecchio, però di un riso arguto, letterario, straniante.” Ad indagare l’ispettore LiberoviciDopo i Cadaveri dal Finestrino, il libro meglio recensito e peggio distribuito dell’ultima decade, Gero Mannella per tornare in libreria con IL KILLER DEI QWERTY ( Ad Est dell’Equatore) ed altri casi investigativi surreali.
 
MA
Essendo costui editore entusiasta ed integro riesce a finanziare parzialmente il progetto per la tiratura iniziale (1000-1200 copie). La parte restante è supportata da una piattaforma etica di produzione, dove sono in prenotazione tra i lettori 200 copie. Se tutte le copie son prenotate in 90 giorni il libro va in stampa, è distribuito nelle migliori librerie del Bel Paese, e chi ha prenotato lo riceve a casa (spedizione a carico dell’editore). Altrimenti amen, adieu ispettore Liberovici.
 
Sul sito ci sono sinossi, bio, le prime pagine della raccolta in pdf ed anche il booktrailer.
Per prenotare ci si registra, si effettua il login e si clicca su “SOSTIENI!”.In ogni caso non si paga alla prenotazione ma solo se si raggiunge il quorum (postepay, bonifico, o cash concordandolo con l’editore). Per saperne di più: booktrailer: http://www.youtube.com/watch?v=kdrN-XmaXRs evento su FB http://www.facebook.com/event.php?eid=283321581686554
 
 

Postato da: penzogi a 17:13 | link | commenti |

Arzigoogleando con Nina Zilli (vecchi ma pur sempre arzilli)

Stetta la foglia, larga la via, dite la vostra, che il tempo sta per scadere.
 

Qui trattoVi “De Regula et Eccezionibus” (com’è ingiusto, che sia,  ma io senza bus non mi muovo). Quinci (regola): 5 come i nani di Biancaneve, 5 come i semi di un mazzo di carte (Come, Quando, Fuori, Piove, Ombrello), 5 come i Moschettieri senza D’Artagnan, 5 come i Cavalieri dell’Apocalisse, 5 come le piaghe d’Egitto, 5 come i cantoni dell’omonimo giuoco, 5 come cinquocchi e due stanghette, 5 come i Cavalieri della Tavola Quadrata, 5 come i pianeti del Sistema Solare (6 quelli del Sistema Cupo), 5 come i Ricchi e Poveri, 5 come i Re Magi, 5 come i peccati Capitali (senza i capoluoghi di provincia), 5 come i Re di Roma, 5 come i fiumi più lunghi d’Italia, 5 come i pollici, anche se piccoli, di Pollicino, 5 come i trentini che trotterellndo arrivano a Trento in ritardo, 5 come le fasi lunari, 5 come i porcellini ed il lupo, 5 come i fratelli di Rocco, 5 come le porte da non aprire, 5 come i giovani e forti, 5 come le stagioni (autunno, inverno, prosciutto cotto, olive e carciofi).

(L’eccezione, che conferma la regola): 4 come il contenuto di un quinconce di lana caprina.  

Postato da: penzogi a 13:19 | link | commenti |

12/10/2011
Stavo pensando:

Qualcuno mi segue anche se non mi muovo?

Postato da: penzogi a 13:10 | link | commenti (2) |

04/10/2011
Dicevoi io.

OTTOBRE E’ IL MESE DEL RICICLO.

(questo è un riciclo di luglio).

Postato da: penzogi a 17:25 | link | commenti |

26/09/2011
Brevi di storia

  

Claudia Molinari http://wearemuesli.tumblr.com/      

Postato da: penzogi a 10:14 | link | commenti |

21/09/2011
Internazionale d’mondo.

Se non fa un passo indietro

facciamo tutti un passo avanti.
 

Non dirò d’Orlando ne di Nora, non ora. Non canterò le gesta dell’esercito sconfitto, colla lancia in resta, e dell’avversario che odo far festa. Non segnerò il passo, se posso, non darò l’ordine d’arresto al disordine avanzante, senza impero imperante. Affronterò i fantasmi del futuro, le onde d’orde che s’accavallano ma anche a piedi, le masse, in forma di squadre, con la divisa spezzata, le vociferanti arpie di dantesca memoria. Ecco me, lacerate la debole carne, infliggete ferite profonde, disprezzate il mio lancinante lamento ma vi imploro, cazzarolla, almeno un gol fatelo, come strema ratio, anche su un inesistente fallo. Di rigor, estrema punizione, segnate o almeno pareggiate. Se proprio non volete pazziare almeno Pazzini fatelo giocare. Se non ora, e non me ne voglia Nora, quando?
 

Postato da: penzogi a 17:07 | link | commenti (3) |

06/09/2011
Una persona con 140 caratteri e tutti diversi.

 

Postato da: penzogi a 17:09 | link | commenti |

01/09/2011
Supererò e.

“Il supereroe che preferisco è l’Uomo Invisibile,

quando hai bisogno lui c’è sempre, sulla fiducia” (Guido Penzo©)

Postato da: penzogi a 14:08 | link | commenti |

Me compresso.

 

Ti faccio un thriller [mini-gialli da una pagina a un tweet] <!– AG
Ti faccio un thriller [mini-gialli da una pagina a un tweet]

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Autori : Vari (me compreso)
curate da Antonio “Zop” Zoppetti.
Editore: CastelloVolante|Mur
isbn: 978-88-6399-065-2
Pagine: 92  curate 

I Fiori del Web

Contro la prolissità dilagante di certe pubblicazioni il cui numero di pagine genera volumi così pesanti da poter diventare l’arma del delitto, il popolo della rete si sfida nella produzione di gialli che hanno come obiettivo la brevità, alla ricerca del dono della sintesi decantata persino da Calvino nelle Lezioni americane. Dai gialli di una pagina, o poco più, sino a quelli che si possono inviare in un sms e addirittura in un tweet, che ricordano certi Delitti esemplari di Max Aub e a cui hanno partecipato, divertiti, anche scrittori e giallisti affermati.

Download ePub

“Omissione di soccorso: stava morendo dal sonno ed io non feci nulla per svegliarlo”

Postato da: penzogi a 11:35 | link | commenti |

31/08/2011
A.A.A.

 

Amo autografare i libri. Mi piace il rapporto diretto con il lettore, guardarlo mentre si avvicina timoroso con il libro in mano, quando ti guarda di nascosto mentre stai autografando un altro libro, quando rompe gli indugi e ti porge la sua copia. E’ una piccola liturgia carica di emozione reciproca. Un impercettibile segno di riconoscimento, una stretta di mano formale che nasconde un inizio di confidenza che, in caso di lettori particolarmente estroversi ed ambiziosi, si può trasformare complicità fraterna al limite del patto di sangue, il libro che viene porto con deferenza in attesa della tacita richiesta di renderlo unico con un autografo.

Di solito firmo con la mia penna, per togliere dall’imbarazzo chi, magari trovandosi per caso in libreria durante la mia presenza, ne è sprovvisto. Nello stesso  tempo non rifiuto penne che mi vengono consegnate assieme alla copia da autografare e che verranno gelosamente conservate come reliquie riportante l’impronta di chi le ha usate per l’ultima volta.

Al termine il libro viene chiuso e consegnato al legittimo proprietario accompagnato da un sorriso e da una stretta di mano. A corollario dell’evento si ricevono parole di ringraziamento anche a testimonianza dell’affetto del lettore che testimonia la lettura di libri precedenti. Non di più perché c’è già chi preme per avere la propria copia autografata.

E’ tutto molto veloce, di solito la mia presenza in libreria non dura più di dieci minuti. Dieci minuti è il tempo medio che il proprietario della libreria impiega ad individuarmi, seguendo la fila che nel frattempo si è formata, e a cacciarmi dalla stessa, giurandomi di farmi pagare tutte le copie del libro di Maurizio Milani che, con la mia firma, avevo rovinato.

Mica è colpa mia se gli assomiglio.

A monte: sono andato alla Canottieri Milano a verificare perchè mica ci credevo. Sono stato dentro un paio d’ore ma di canotti non ne ho visti. Secondo me dovrebbero cambiare nome. 
 

Postato da: penzogi a 10:59 | link | commenti (5) |

29/08/2011
Frai sfatte.

A

A VOLTE

A VOLTE RI…

A VOLTE RIN TIN TIN.

  

FESTIVAL DELLA MENTE NON MENTE.
 

Il progetto che il Festival porta avanti è quello di parlare della creatività e dei processi creativi attraverso la testimonianza di pensatori, creativi, studiosi della mente e del pensiero, che offriranno al pubblico laboratori, lezioni, spettacoli, realizzati e pensati appositamente, qualcosa di speciale e unico. Tre giorni quindi per dibattere e confrontarsi, una festa della mente, del pensiero libero, per chi cerca strumenti per capire se stesso e la realtà che ci circonda, per chi crede che la cultura sia fondamentale per migliorare la propria vita. Una manifestazione interdisciplinare, un vero e proprio progetto culturale, costruito e curato nei contenuti assieme ai relatori, che accettano, dialogando con la direttrice Giulia Cogoli, di realizzare ogni anno qualcosa
di nuovo: una sorta di percorso, più che una rassegna o un insieme di incontri. Così, dopo oltre quattrocento eventi, realizzati con più di trecento intellettuali, la sfida continua nella ricerca di argomenti innovativi, mai scontati, per offrire stimoli nuovi in un’atmosfera piacevole e spontanea.<!–

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Partecipa su #FdMcrea,  l’iniziatva per condividere la propria definizione di creatività

Creatività è scoprire un buco giallo nell’Universo.
Creatività è credere che esista la vita prima della morte.
Creatività è partire per le Indie e ritrovarsi in America, ma scoprire che le valigie sono a Tokyo.
Creatività è rompere il silenzio senza farsi sentire.
Creatività è insegnare ad un delfino a nuotare stile rana.
Creatività è essere in anticipo sui tempi (scritto per il Festival della Mente 2012).
Creatività non è quando credi a Babbo Natale ma quando Babbo Natale crede in te.
Creatività è controllare, prima d’uscire, d’aver acceso la lampadina.
Creatività è dire: “Lazzaro, alzati e vola”. 
 ..Creatività è pensare di fare le stesse cose in 5 giorni 23 ore e 59 minuti.
Creatività è leggere nei fondi del caffé: Lavami. 
Creatività è saper parlare 19 lingue straniere diverse…a gesti.
Creatività è trovare le soluzioni prima dei problemi. 
Creatività è essere ancora un bambino prodigio a 49 anni. 
Creatività è tirare fuori un cilindro da un coniglio.
Creatività è scrivere un tweet in 140 caratteri, tutti diversi. 

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Postato da: penzogi a 12:43 | link | commenti |

26/07/2011
Sarò vacante.

Tra poco si parte. Ho fatto la lista di quello che devo portare, la lista di quello che devo lasciare, la lista di quello che devo vedere, la lista delle cose che devo mettere il lista. Prima di partire ho controllato l’auto: c’è! I documenti li ho messi nel documentario. Ho sbrinato il frigo e sfornato il forno. Già che c’ero ho coperto le coperte e comperato l’autoabbronzante per l’auto. La casa al mare l’ho fatta portare a riva. In tasca ho il regolamento del gioco delle biglie da spiaggia. L’ombrellone per ripararsi dal piovone è già nel bagagliaio. Ho fatto la prova costume: quello d’arlecchino mi va stretto, porterò quello di pulcinella. In valigia ho già messo l’asciugacapelli, l’asciugamano, l’asciugaviso e l’asciugapiede. Nella borsa del mare le carte per giocare a carte, le penne per giocare a penne ed il gommone per le attraversate. Pronto. Buone vacanze.
 

Postato da: penzogi a 13:14 | link | commenti (1) |

20/07/2011
Ho Titolo a scrivere.

SPIZZICHI E MOZZICONI

  
 
MOZZICONI

E SPIZZICHI
Volevo dare fiato alle trombe ma loro non avevano nulla da darmi in cambio. Almeno non si vantano, a differenza dei tromboni. Una volta avevo un pianoforte con le tre gambe a zampa d’elefante. A chi mi chiedeva che razza di strumento era, dicevo che era un piano alternativo. Ma non era l’unico, era un terzo piano senza ascensore. In quel periodo preferivo le scale, musicali. Per darmi un semi-tono mi mettevo all’opera anche se spesso era una tragedia. In quel periodo riuscivo a frequentare una soprano, una mezzo soprano ed una trequarti di soprano contemporaneamente. La soprano non sapeva dell’esistenza della mezzosoprano ed entrambe non sapevano dell’esistenza della trequarti di soprano, in assoluto. Era un rapporto andante, allegro ma non troppo, con qualche nota stonata. Io me la cantavo e me la suonavo, così fan tutti, era nella Norma. Avevo ben cominciato ed ero già a metà dell’opera quando, una gelida mattina, dopo aver chiuso in camera il violino con l’apposita chiave, mi son ritrovato la traviata, una mia ex, sotto casa. Il flauto di pan dolce, che mangiavo, mi stava per andare di traverso. Era dieci minuti che suonava il citofono della vicina Banda Popolare di Milano, lei che era diplomata al citofono del Conservatorio, ma non volevano darle credito. Si chiamava Ida, ma lei si faceva chiamare Aida, per venire prima in ordine alfabetico. Una forza del destino. Era stata la mia fidanzata per tre anni. L’avevo conosciuta al ritorno da un viaggio a Reims, per le nozze di Figaro, che avevo fatto in compagnia delle mie amiche Francesca da Rimini e Lucia di Lammermoor. Poi aveva scoperto il triangolo con le soprano  e, dopo avermi suonato come un tamburo, aveva fatto fagotto per mettersi con un Don Giovanni, batterista mezzo sordo a causa dei timpani rotti.

Nel dubbio l’ho presa da parte e gliel’ho chiesto alla zanzara tigre. Non è stato facile spiegarle che non stavo scherzando, ma alla fine me l’ha raccontata la storia della sua famiglia d’origine. All’inizio c’era la tigre che viveva felice e beata nel suo quartiere. Nessuno le dava fastidio, non volava neanche una mosca. Il tigre, suo marito, anche. Tanto non si cibavano di mosche quindi non ci facevano caso. Poi è arrivata la pubblicità. Slogan oggi, slogan domani, non ci credo ma ci provo, se lo fan tutti ci sarà un motivo, il tigre ha cominciato ad avere problemi. Tutti lo prendevano, chi per la coda e chi per il culo, e lo mettevano nel motore. Giro qualche giro d’auto in giro, il tigre ha cominciato ad estinguersi. Dopo che anche l’ultimo tigre aveva tirato le cuoia, pur di aggrapparsi a qualcosa, la tigre non sapeva più cosa fare, tutto il giorno sola, circondata com’era da cani lupo e da uomini rana. Va bene i primi cinque mesi a guardare beautiful, chi l’ha visto? e la sera Amici di Maria ma poi? Sarà stato il gran soleil, il vino, le zanzare che la punzecchiavano sul suo punto debole, insomma se da cosa nasce cosa, da tigre e zanzara nasce…

E il vitello tonnato, che storia avrà alle spalle? 

Postato da: penzogi a 11:39 | link | commenti |

18/07/2011
cheese

   CHI FOTOGRAFA I FOTOGRAFI?

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Postato da: penzogi a 13:44 | link | commenti |

11/07/2011
saggezza impopolare

“Quando il saggio indica la luna

e lo stolto guarda il dito,

quello è il momento

che ti fregano il portafoglio”

Postato da: penzogi a 11:05 | link | commenti (6) |

10/07/2011
Qualcosa del genere: degenerare.

“Non tutti gli aghi vengono per pungere,

non tutti i maghi vengono per mpungere”.

Postato da: penzogi a 16:42 | link | commenti (8) |

07/07/2011
Domani

RACCONTI APROFI…

APRO…ACROFICI…AFROCRI…CI…APROCRIFI…

…APPROCCI…FI…APROFICI

Forse cercavi: APOCRIFI

 

Volevo raccogliere qualche mio racconto di cui sopra in un libro, un piccolo libro. Volevo intitolarlo “Racconti…” di cui sopra”. Ho detto: Cominciamo bene e scriviamo meglio il titolo. Fino a “Racconti” nessun problema. Ma come sono questi racconti? Sono Aprofici? No. Sono Acroprofici? No. Sono Aprocifi? No. Allora, come sempre più spesso accade, sono andato su google e ho scritto cerca: Aprofici. Google, anche se non mi conosce, mi ha capito e mi ha chiesto: Forse cercavi Apocrifi. Ecco. Apocrifi. Si scrive “Apocrifi”, Racconti Apocrifi. Non ci voleva tanto ma ci voleva. Solo che adesso mi è passata la voglia. Sono così. Magari domani. Il titolo già ce l’ho.

Postato da: penzogi a 08:59 | link | commenti |

06/07/2011
Lo dicevo io…

“Ogni volta che devo entrare in una stanza busso. Non è per cortesia, ma per capire di che materiale è la porta” (Guido Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 15:25 | link | commenti |

Volevo scrivere un libro ma sono pigro, se ne copio uno se ne accorgono?

 

EXPEDIENTE

(Quando non so cosa fare anche se diventare ricco non mi dispiacerebbe, per esempio)
 

Zagabria Dinamo-Inter vedere a curva in vediamo Ci !Grazie, Giacomelli e Cirio, Parmalat obbligazioni le venduto hanno niente siamo non che noi A. pubblici incarichi e convegni, libri con miliardari diventati sono antimafiosi Gli. penale Codice il infrangendo miliardari diventati sono mafiosi I

PS. All’inizio si, ma rileggendo non mi pare più una grande idea quella di scrivere al contrario un libro per non farmi scoprire che ho copiato. Devo trovare un’altra soluzione.

 

Postato da: penzogi a 15:07 | link | commenti |

05/07/2011
Lampi e tuoni: potere temporale.

ALLE 6 E 66 IL MONDO NON E’ PIU’ IN ORDINE COME ALLE 5 E 55.

Io l’orologio non lo guardo sempre perchè se lo guardi sempre il tempo non passa mai. Se invece lo guardi ogni ora, lo giuro, è già passata un’ora da quando l’hai guardato. Tipo di notte che uno va a dormire (potete pensare un nome a caso al posto di “uno” che fa lo stesso) e quando si sveglia guarda l’orologio pensa: Caspita è già mattina, come passa il tempo a non guardarlo. Se non mi credete, giuro, allora svegliatevi apposta ogni tanto di notte e guardate l’orologio, quando volete mica per forza questa notte, allora vedrete che il tempo non passa o, in alternativa, passa più lentamente. Quindi il tempo è ralativo. Relativo al numero di volte che si guarda l’orologio. Per dire, per ultimo, avete presente come scorreva lentamente il tempo quando non c’erano gli orologi? Il numero di cose fatte, inventate, create o immaginate prima della misurazione del tempo è una parte infinitesimale di quelle fatte, inventate, create o immaginate dopo. Non fai a tempo a dire “Buongiorno” che è già sera. Non fai a tempo a fare una domanda a qualcuno che ti rispone “Non ho tempo”. Basterebbe non guardare l’orologio per rallentarlo? Certo, ma per lo stesso motivo arrivereste in ritardo agli appuntamenti di chi, puntuale, ha l’orologio. Per non parlare dello spazio di cui, appunto, non parlerò. Solo un consiglio per i viaggi spazio-temporali: portatevi l’ombrello.

Postato da: penzogi a 14:33 | link | commenti |

01/07/2011
Scambista.

SOTTO IL VULCANO…

estate 2008 046 by you.

Scambio il mio regno per un ragno, qualcuno per qualcunaltro, la quattroruote per un biplano bidirezionale, una chitarra scordata non ricordo dove per un post-it giallo oca, un sogno alla grande da realizzare per un cavallo errante, una lettera aperta per una scatola chiusa, un posto a tavola per un posto in prima fila, un cavalletto per amazzone che sa dipingere per un quadro della situazione, un tramonto per un tramare, un quarto d’ora in poi per una valigia da mettere sul letto, un organo qualunque per una viola viola, un salto nel vuoto per la certezza di cadere in piedi, un ferro di cavallo per un bastimento carico di speranze, un capo di lana per un impiegato modello primavera-estate, un grappolo d’uva per un mago con cilindro (anche con cono, ma non gelato), un canguro a forma di zaino per un dente pendente, un asciugamano utilizzabile anche per il viso per un soggiorno estivo, un’idea brillante per una notte senza l’una, l’altra per un sacco da svuotare, un tessera da sera per alpino o appenninico, una pagella delle medie per un paggio della Piaggio, un voto di scambio per uno scambio binario, un orsetto lavatore per un orsetto idraulico, un camaleonte con un dik, un solista per un gruppo elettrogeno, un genio della lampada per una cronaca puntuale, un camallo trentino per una meta da stabilire, l’altra dolce meta per una frase fatta a mano a mano, lucciole dell’est per lanterne rosse, una macchina da cucire per una macchina già cucita, un saluto romano per un bye bye internazionale, un dado da trattare per una scala musicale, una fortuna sfacciata per niente al mondo.

Postato da: penzogi a 15:04 | link | commenti |

29/06/2011
Fior fiore del web.

Dal gioCOCOnCOrso all’eBook!
 

Dal concorso VITE DA PRECARI [TRA CREATIVITA’ E FOLLIA  ]lanciato l’anno scorso su  blog di Zop, VENERDI 1 LUGLIO, nasce il primo eBook gratuito, edito da www.castellovolante.com,  che apre una nuova collana collana di elibri, I FIORI DEL WEB, che si propone di selezionare e diffondere le migliori scritture internettiane. 

 

1 – Precario per sempre di Dalle 8 alle 5
2 – Lettera di un precario di Jonecy
3 – Siamo tutti panettoni di Morena Fanti
4 – Rita, Maris, Temi, Sira di Anna Maria Curci
5 – Diversi anni nel reparto surgelati… di Bruno
6 – Ad captandum vulgus di Elifromthepast
7 – Un uomo male in arnese di Paolo Perlini
8 – Frangipane di Sgnapisvirgola
9 – Il vaso di cristallo di Kinsy
10 – Precariato da favola di Subhaga Gaetano Failla
11 – Incipit, come Lei ben sa di Subhaga Gaetano Failla
12 – Dieta di Gianluca Liguori
13 – Disoccupazione silenziosa di Angelo Zabaglio feat. Andrea Coffami
14 – Contratto lavoro a progetto? di Guido Penzo
15 – Non si può proprio più andare avanti così di Patrizio D’Amico
16 – La speranza in un pacco di patatine di Marina [riccioli pugliesi]
17 – Io, il mio lavoro di Francesco
18 – Cena di Natale… di Scarlet Lecter
19 – Pecario Numero Uno di Donatella Righi
20 – Pony Express di Gloria Gerecht
21 – Precariato: un lavoro imperdibile di Mattia Fumagalli
22 – Il lavoro te lo troviamo noi di Morena Fanti
23 – Professionalmente… single di Silvia Berrettini
24/27 – Quattro piccole storie di Birambai
28 – Gentile Dottore… di Retorico
29 – I Maya salveranno i precari? di Franco Pesce
30 – La parente povera di Kinsy
31 – Il grande sfracello di Tristantzara 
32 – Ufficio di collocamento biblico di Nikka
33 – Precariato con madre e figlia di Didola
34 – Sciopero! di Subhaga Gaetano Failla
35 – Precipitazioni di Settembre di Gaetano Vergara
36 –Precari si naque, ma senza la c di Emma Santo
37 – Mocciaprecario  di Agostina Di Martino
38 – Se questo è il futuro preferisco dormire di Valeria Lasagna
39 – Un uomo in vetrina di Francesco Ruggieri
40 – Se la conosci, la eviti di Elisabetta Mori R.
41 – Il porthonio42 di Stranoforte
42 – Sismologo di Didola
43 – Smarties in tavola! di Fabiana Spozio
44 – Mondo metropolitano! di Hneeta
45 – La tragica fine di Mario, fu Nambolo, precario di Guido Penzo
46 – Precariato subacqueo di Caterina Pardi
47 – E basta di Fabiano de Micheli
48 – Di telefoni e telefonate di Merchesa
49 – Batt-iato-isti di Merchesa
50 – Signorina Buonasera di Merchesa
51 – Vivere da precari di Mokella
52 – Un ragazzo fortunato di e.l.e.n.a.
53 – Stipendio probabile grarantito di Antonio Musotto
54 – L’equilibrista di Libertango
55 –SSP: Scuola di Specializzazione per Precari di Daniela Farnese
56 – Caro Babbo Natale… di Lorenza Fruci

Postato da: penzogi a 14:07 | link | commenti |

28/06/2011
COMIX 2012

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Postato da: penzogi a 21:53 | link | commenti (1) |

Io se non io, quando?

 

CHI SONO?

di Palazzeschi – Penzo

Sono forse un poetà? Una patata? Una tarantella? Una mozzarella? No, certo. Sicuro? Certo! Non scrive che una parola, ben strana, la penna dell’anima…possiamo dire nostra? Folla…cioè, follia.

Son dunque un pittore? Un degente incontinente? Un factotum? Un… un… ce l’ho sulla punta della lingua…? Un pelucchio? Un, per dire, calciatore? Neanche. Non ha che un odore la tavolozza dell’anima mia: acquaraggia.

Un musico, allora? Un Enzo Cerusico? Un Albert Camus? Un… un… autobus? Acqua, acqua! Vino al vino! Non c’è che una nota in fondo alla pagina: torna domani accompagnato dai genitori!

Sono dunque… che cosa? Io metto una lente davanti al mio cuore, per far fare centro alla gente, che viene in centro per far spese.

Chi sono? Un nullatenente, un capitano assente, in generale un dipendente? Uno scassinatore ad ore, una bomba colta in fragrante, un aroma amaro? una rima impertinente, uno spettatore inaspettato, un lucido incosciente?

Palazzeschi tutto ciò.

Postato da: penzogi a 16:52 | link | commenti |

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