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16/07/2006
 

  

Comici di comicittà.

Prendo atto e lo distribuisco a chi mi è vicino: “Non sarò mai all’altezza di Bertolino, neanche con i tacchi” (Guido Penzo ©)

 

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14/07/2006
 

  

“Vorrei dormire sugli allori, ma pungono” (Guido Penzo ©)

 

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13/07/2006
 

  

“Ci sono canzoni, canzoni e canzoni” (testualmente).

Da quando le canzoni non si chiamano più canzonieri, tante note sono passate sotto i ponti (svegliando chi ci dormiva). Io non ascolto molte canzoni, sarà che non mi fido. Ma oggi c’è un tornello che mi torna in mente molte volte. Meglio forse dire un ritornello che mi ritorna…E’ una canzone di Paolo Conte “Topolino amaranto”. Dice, più che a memoria a copiaincolla: Oggi la benzina è rincarata / E’ l’estate del quarantasei / Un litro vale un chilo d’insalata / Ma chi ci rinuncia / A piedi chi va? / L’auto che comodità ! / Sulla topolino amaranto / dai siedimi accanto / che adesso si va! / Se le lascio sciolto un pò la briglia / mi sembra un Aprilia / e rivali non ha / E stringe i denti la bionda / si sente una fionda / e abbozza un sorriso / con la fifa che c’è in lei / Ma sulla topolino amaranto / si sta che è un incanto / nel quarantasei…Bionda non guardar dal finestrino / che c’è un paesaggio che non va / E’ appena finito il temporale / sei case su dieci / son andate giù / Meglio che tu apri la capotte / e con i tuoi occhioni guardi in sù / Beviti sto cielo azzurro e alto / che sembra di smalto / e corre con noi…Mi piace le immagini che evoca. Tele immagini prese, lasciate, riprese con una videocamera amatoriale. Il vento tra i capelli, l’aria del giorno prima del dì di festa, la velocità, la guerra appena finita, ancora calda e non già fredda (quella verrà dopo qualche anno). E’ quella l’Italia nella quale avrei voluto vivere. L’Italia delle violette dei Pratolini, degli echi di cronaca degli amanti poveri, di quando le lucciole erano tali e nessuno si era ancora arricchito con i semafori. Così stò, all’angolo, in punta, ad aspettare una topolino amaranto, anche volante, che mi riporti nel ’46.

 

Postato da: penzogi a 15:32 | link | commenti (3) |

 

  

“Volevo preparare una pasta alla carbonara seguendo la ricetta originaria del Mazzini…ma non ci ho capito nulla” (G.Penzo)

“Volevo andare in vacanza in contumacia, ma non ne conosco i contusi. I constumi si: due, tre, quattro e a volte cinque pezzi. Facili” (G.Penzo)

“Volevo portare delle farfalle, in vacanza con me, su una nave. Me l’hanno impedito. I marinai sono scaramantici!”  (G.Penzo)

 

 

 

Postato da: penzogi a 13:20 | link | commenti (2) |

 

  

“Il riso fa buon sangue ma la pasta sazia di più”. (Guido Penzo ©)

 

Postato da: penzogi a 13:17 | link | commenti (1) |

 

  

PRO VERBI, CONTRO LLI.

Esco dal Piccolo Teatro di Milano a testa bassa. Dopo l’ultima volta ho scoperto d’avere il bernoccolo per il teatro. Percorro i primi cento metri di via Ripam (una volta Francesca mi ha obbligato ad arrivare alla fine della strada per sapere come si chiamava la via). Il tram mi viene incontro senza lasciare i soliti binari. Decido di spostarmi. Lo guardo mentre svolta l’angolo, all’incrocio. Ricordo la prima volta che sono salito sul 4. Sul tram c’erano già dieci persone, più a occhio che a croce. Erano tutti saliti in precedenza (tutti anziani ed incinta). Quando il conduttore si è accorto della mia presenza ha fermato il tram alla fermata (fino a quel momento andava all’andata) e mi ha obbligato a scendere. “Così impari” mi ha detto. E’ stato inutile fargli vedere il biglietto e quello che c’era scritto sopra. Molti anni dopo ho capito, ma ormai era tardi per prendere il 19, l’avevano già preso. Mi fermo di fronte al civico 16. Guardo la targa che sovrastà il citofono: AX349BL. Sicuramente lo scherzo di qualche buontempone fatto prima che si scatenasse il temporale. Non amo le bizze del tempo, per lui sono meteoantipatico. Odio l’instabilità atmosferica, mi fa venire la bassa pressione. In cambio sono un buontempista: 2 secondi netti, senza tare, per mettermi al riparo alla prima goccia che trabocca. Anche col vento contrario (questione d’opinioni, question time). Metto le mani in tasca per cercare qualche argomento. solo ora mi accorgo di avere il fondo bucato. Conto i pochi, piccoli, minuti che mi rimangono. Pensavo d’avere molto più tempo. Inutile tornare sui miei passi alla ricerca del tempo perso. Una ragazza, dall’altra parte della storia, mi gurda con fare sospetto. Mi ricorda un vecchio amore di quando io avevo 17 anni e lei 103. A guardarla meglio riconosco l’affare. Vorrei sbilanciarmi ma ho paura di cadere nel baratro (porta male). Salgo a casa. Ho voglia di staccare la spina ma Michele sta guardando la tv. Ho voglia di mollare tutto, ma la stanza è troppo piccola. Ho voglia di mandare una lettera a Franca, ma sono indeciso tra la effe e la elle. Arranco fino al divano. Il rumore è tremedo. Michele si volta e guarda la scia che ho lasciato alle spalle “Perchè hai arato?” mi chiede. Io che pensavo d’aver arrancato…

F. Ferrari temporale

 

Postato da: penzogi a 10:38 | link | commenti (1) |

 

  

MODI DI DIRE DEI MODI

“C’è chi dice che una mela al giorno leva il medico di torno. Io ci ho provato per un mese. Adesso mi domando: posso tirargli anche qualcosa d’altro quando si avvicina, o solo mele?” (Guido Penzo ©)

 

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11/07/2006
 

  

Io amo le parole, non so loro…

Io non so cosa può aver detto Materazzi a Zidane, ma Zidane ha fatto quello che sempre gli hanno detto di fare, da quando andava a scuola : “Hai un problema? Usa la testa!”.

 

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SENZA PAROLE

 

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10/07/2006
Mondiali

  

Dopo questo Mondiale…

“IL MIGLIOR ATTACCO E’ LA DIFESA”

 

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comix

  

“NON SONO UNO SCRITTORE SERIO,

SONO UNO SCRITTORE COMIX” (Guido Penzo)

“VIENIMECUM, COME DIVENTARE FAMOSI ALL’INSAPUTA DI TUTTI”

Ora che sono famoso non posso sottrarmi dal firmare autografi. Mi sto allenando da questa mattina presto. Ho già riempito più di 20 fogli A4 (fronte e retro) di autografi. E’ da quando avevo 11 anni che non facevo tante prove di firma (mi servivano per giustificare le assenze). Ancora qualche scarabocchio…e sarò perfetto. Così potranno chiedermi l’autografo di chiunque ed io saprò imitarlo alla perfezione. Vuoi l’autografo di Cannavaro…eccolo. Vuoi la sigla di Gerry Scotti…fatto. Vuoi la firma di Guido Penzo…Guido Penzo, chi?

 

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comix

  

SONO FELICE COME BABBO NATALE A PASQUA.

ANCH’IO NELLA “HALL DI FAME”

Ieri è stata una giornata indimenticabile. Mentre nello stadio di Berlino veniva intonato l’inno d’Italia, io scoprivo di essere nell’indice

dell’ Agenda Comix 2007. Me l’ha fatto notare la figlia del marito della sorella di Lia. Mi ha anche chiesto un autografo sotto una mia battuta (non è vero, ma mi sta bene).

E’ un sogno che si avvera. Guido Penzo, dopo Fabio Fazio e prima di Woody Allen, in ordine alfabetico. Dopo Bertolino e prima di Paolo Rossi, in ordine d’altezza. Dopo Gene Gnocchi e prima di Zaffa, in ordine di peso. Quando poi, dopo le 23, ho sentito un gran boato, i fuochi d’artificio e un gran sventolare di bandiere ho pensato: caspita, come volano le notizie. Invece era Grosso che aveva segnato l’ultimo rigore del Mondiale. Sono felice, anchè perchè è stata una sorpresa…non so come sia potuto succedere, ma è successo.

 

LASSU’ QUALCUNO MI LEGGE.

 

PS:
Ve lo ricordate
COMIX?
Il settimanale di umorismo e fumetti? Dal 92 al 98 ha tenuto banco nelle edicole di tutt’Italia. C’erano Luttazzi, Magnus, Aldo Giovanni e Giacomo, Disegni & Caviglia, Fazio, Cavezzali &Ciantini, Eco, Bonvi, Bisio… c’erano tutti. La più grande fucina di genii e talenti degli anni 90. È stato un momento unico e irripetibile (tutti sono irripetibili ma è bello dirlo).
Bhe, modestamente io posso dire: “IO NON C’ERO!” *Gabriele Naldi, “Io lo leggevo” Guido Penzo.

 

 

 

 

 

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guido penzo

 

 

 

  

 

NON AMO I GRANDI NUMERI

 

“Pur di rimanere in un mercato di nicchia,

 

mi sono messo a vendere nicchie” (Guido Penzo ©)

 

Già c’è chi dice: ” …sempre meglio star dentro la nicchia, ché se piove non ci si bagna. Vender nicchie è un po’ come vender ombrelli, no?! Un bel mestiere di una volta, il nicchiaio e poi col carrettino vai per le strade della città a chiamare ” donneeee c’è il nicchiaiooo..aggiusto nicchie arroto coltelliii…dooonneeee” (Giàregina).

 

 

 

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07/07/2006

 

 

 

  

 

Con la scusa di trovare la formula del rigore perfetto, andavano tutte le domeniche allo stadio a spese dell’Università.

 

 

 

La matematica insegna il rigore perfetto, poi bisogna fare i conti col portiere. 

 

 

 

 

 

 

 

MILANO –  Come fare per portarsi a casa il pallone che è finito in tribuna? E’ sufficiente metterselo sotto la maglia e dire che si è incinta? Anche se si ha la barba lunga e una leggera calvizie? A questa domanda non è stata data alcuna risposta valida, anche perchè tutti si stanno domandando: esiste una formula per tirare il calcio di rigore perfetto?

 

Alcuni scienziati inglesi, hanno passato  interi pomeriggi a visionare le partite di calcio in tv e spesso si sono trovati su campi di calcio di periferia, la domenica mattina, per confrontare formule matematiche di diverse possibili formazioni. Hanno anche interrogato i migliori rigoristi con la scusa di avere un autografo. Studiando i video e scambiandosi le figurine dei calciatori hanno cercato di individuare la formula del “rigore perfetto”, oltre a finire l’album.

 

Più che una formula la ricerca ha individuato alcuni step. Innanzitutto il numero di passi prima di calciare. Non prendete una rincorsa troppo lunga, dal centrocampo. Non prendetela troppo storta, passando dal bar (anche se non c’è nessuno in fila alla cassa, mentre viene tirato un rigore). Non andate a zig zag, che poi finisce che vi ritrovate oltre la palla. Non tirate da fermo se ormai avete raggiunto una certa età. Colpite poi con la parte interna della scarpa. Niente punta, niente tacco, niente tacco-punta, niente cucchiaio ma piatto.

 

Aspettate, poi, che sia il portiere a muoversi per primo. Se proprio non decide a muoversi, citofonategli. Quando verrà a rispondere, tirate. 

 

Ma la cosa più importante, a parte gli scherzi al portiere,  è aver deciso come festeggiare. Sapere che gesti fare dopo il gol è la motivazione giusta per segnare. Fare una capriola, due, tre, quattro, Martins, mimare un bambino in braccio, sulle spalle, mentre va a scuola, dedicare il gol alla fidanzata velina, alla futura suocera, al mister, al teacher, al barbiere…va bene, e non dimenticate di alzare la maglietta mostrando la scritta sulla canottiera della salute. Il testo? Gli scienziati ci stanno ancora studiando.

 

 

 

 

 

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RIFLETTERE NON E’ ESCLUSIVO DI CHI HA UN’ANIMA.

 

 

 

(Foto di Orizzontidelgusto.blogspot.com)

 

 

 

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OGNI TANTO UNA PAGINA

 

 

 

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A domanda: prima ammicca, tentenna e poi risponde (ma nel frattempo dimentica la domanda).

 

“IO SONO UN ARTISTA POLIEDRICO. NEL SENSO CHE DA QUALUNQUE PARTE MI SI GUARDI, SONO SEMPRE IO”. (Guido P. ©)

 

 

 

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06/07/2006

 

 

 

  

 

 

 

 

 

“Penne Comiche” a Penzo

CHIETI — È Guido Penzo il  vincitore della sezione racconti di letteratura «Penne comiche» inserito nel Festival di Gastrumorismo «Culinaria Risinterra» di San Salvo. Il suo racconto, dal titolo «In cucina non bisogna avere fretta, meglio avere il latte», ha favorevolmente impressionato la Commissione giudicatrice, composta dall’attore comico Massimo Bagliani, dall’assessore alla Cultura del Comune di San Salvo, Domenico Di Stefano, e dai giornalisti Mauro Giorcelli, responsabile del «Festival Nazionale del Cabaret», e Marco Restelli, caporedattore del mensile Geo.

 

 

 

 

 

 

 

Con uno scritto gradevolmente surreale in cui gioca efficacemente con le parole, con le situazioni, con i luoghi comuni tipo la cucina, col bon ton a chi piace, col quanto basta assaggiare, con le regole da seguire se non vanno troppo veloci, con tutto quello che bolle in pentola e/o dietro l’angolo, Guido Penzo è il vincitore della sezione “RACCONTI” del concorso 2006 di letteratura “PENNE COMICHE” inserito nell’ambito del Festival di Gastrumorismo “CULINARIA RISINTERRA” di San Salvo. Guido Penzo è un gran divoratore d’aria fritta, paroloni farciti, frasi fatte con errori grammaticali di gioventù compresi e ama cucinare piatti scontati per chi non può permettersi la solita zuppa di frutti di mare di stagione. Ed è convinto che “il riso fa buon sangue ma che la pasta sazia di più”. Qui

 

 

 

 

 

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“IN CUCINA SO FARE TUTTO, MA NON CHIEDETEMI DI CUCINARE” (Guido Penzo ©)

 

 

 

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05/07/2006

 

 

 

  

 

L’ultimo esame.

 

“Che busta sceglie, la uno? La due?…La tre?”. Mi guarda con le tre buste in mano, in attesa di una risposta, mi hanno detto. Vorrei guardarlo negli occhi per capire qual è la risposta giusta…quello che vorrebbe sentirsi rispondere, ma mi manca il coraggio. Guardo verso il basso, guardo le tre buste che tiene in mano. Il sole è alto nel cielo… Non so esattamente quanto. Sicuramente centinaia di migliaia di chilometri, anche adesso che c’è l’euro. Per fortuna non è questa la domanda. La uno, la due o la tre? Non ho molto tempo per decidere, per scegliere, per dare la risposta giusta…o quello che vorrebbe sentirsi rispondere. Questo lo so, ma non me l’ha chiesto. Se dipendesse da me direi la uno. Per scaramanzia, la prima che ha detto, quella che tiene sopra. Anche se le tre buste non hanno un numero che le contraddistingue. Chi mi dice poi che la uno sia proprio la uno? La prima? Quella più in alto? Ma non posso fare domande…mi hanno detto. La due? Mi chiedo. Potrei scegliere la via di mezzo, dove sta’ la virtù. Questo lo so, ma non so se è la scelta giusta. Sono indeciso. La uno o la due? Ma non ho ancora escluso la tre. Vorrei chiedere qual è la tre…ma se poi non la scelgo…

 

“Allora?”. Allora penso che ho una possibilità su tre di sbagliare. Il trentatre virgola tre periodico per cento di sbagliare, penso. O forse non è periodico? Mi sto confondendo da solo. Ci manca che mi faccio delle domande da solo…Vorrei scegliere a caso, una busta vale l’altra, penso. O forse no? Se sono tre ci sarà un motivo. La uno, la due o la tre? mi chiedo da solo. La due! Ho deciso, sceglierò la due, la via di mezzo, l’unica pari tra due dispari, la due.

 

Mi aggiusto il nodo della cravatta. Ancora un secondo passato allo specchio in bagno e sarei arrivato in ritardo. Mentre mi avvicino mi sento chiamare. Eccomi.

 

“Che busta sceglie: la A, la B o la C?”.

 

 

 

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Ma, Tisse?

 

 

 

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04/07/2006

 

 

 

  

 

CHE PUNTINE DEVO USARE PER FISSARE DELLE REGOLE?

 

Il testo sottostante non ha nulla a che vedere col titolo, proprio perchè non ho ancora fissato delle regole.

 

Atto Primo. Interno casa. Interno stanza (è un testo intimista). Il salotto (4×2) è arredato con molto gusto ma senza lusso. Le pareti sono rimaste bianche dall’ultima nevicata, che ha imbiancato tutto. Sul fondo a sinistra una porta porta in cucina, dalla parte opposta, ma non contraria, due porte. Una si apre verso lo studio (anche se sono ormai passati tanti anni), un’altra si apre verso l’anticamera (dove fare). Tra queste due porte un pianoforte verticale, con tutti i tasti al posto giusto tranne uno (non toccate quel tasto). A sinistra, a metà della parete, una finestra che si affaccia sulla vita, fuori. Presso la finestra un tavolo rotondo, senza Cavalieri, ieri, né Cavalloggi, oggi. Una poltrona, che non fa nulla da mattina a sera, e un soffice sofà. Sulla parete di destra un quadro della situazione, anonimo. Al centro della stanza un grande tappeto copre tutto il pavimento. E’ una calda giornata d’inverno (a volte capita, raramente, ma capita. Questo è uno di quei giorni, e le donne ne sanno qualcosa!).

 

Nell’antica camera squilla il telefono. “Pronto?”. Dall’altra parte della linea una donna a dieta, da’ i numeri “4, 3, 1, 2?”. E’ una in formazione, per restare in forma (il problema non è dare i numeri, ma trovare qualcuno che se li prende). Ci sarà da ridere e si aspetta la battuta. Quando arriva tutti ridono, tranne lei. Bisogna avere tatto, chi si offre per andare a prenderlo?

 

Come se niente accade non accade niente, fino a quando non appare in scena un uomo apparente, con un’età apparente, con un modo di fare apparente, con una autostima apparente. E’ lo zio, parente. Cerca di prendere la parola, ma non la trova…rimane senza parole, come in un rebus senza soluzione. Il pubblico commenta in privato. Cala il sipario.

 

L’uomo apparente se ne va. Lo spettacolo non gli è piaciuto. Non gli è piaciuto come era mal disposto il pubblico (che è già rientrato nei camerini per cambiarsi). Il tono dei commenti era troppo basso, incomprensibile dalla platea. L’uomo appar… lo zio chiederà il rimborso del biglietto nella grande borsa che si è portato dietro e che ora è davanti a se, uscendo ritroso.

 

Si alza il sipario, sono già le 7, un nuovo lavoro l’aspetta.

 

 

 

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“Questa mattina mi sono svegliato con due problemi. Ho risolto il primo problema: ho trovato la chiave che apre tutte le porte. Adesso devo risolvere il secondo problema: trovare tutte le porte.”  (Io ©)

 

 

 

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03/07/2006

 

 

 

  

 

APPUNTAMENTI

 

Non so voi, ma a me capita di prendere appunti. Non tutti, solo i più belli. Li metto in tasca, senza farci troppo caso e me li ritrovo quando cambio i pantaloni. Non sempre sono aggiornati e quelli scaduti non li raccolgo. Però mi fa piacere rilegger lì, dove mi trovo.

 

“PER ANNI, A CAUSA DELLA MIA GIOVANE ETA’, HO FATTO DEI PASSI FALSI.  PER FORTUNA NESSUNO SE N’E’ ACCORTO. ERANO PRATICAMENTE UGUALI AGLI ORIGINALI.” ©

 

Ma per l’appunto che mi ha fatto piacere ritrovarmi tra le mani l’ho scritto l’altro ieri o viceversa. E’ un’appunto figurato nel senso che ci vuole immaginazione. Io credo che chi mi ama lo capisce al volo, chi chiama no (ma non si può avere sempre tutto dalla vita, neanche pagando o telefonando per pre-annotare).

 

“IERI POMERIGGIO ERO COSI’ STANCO CHE HO SCHIACCIATO UN PISOLINO. MI DISPIACE, NON L’HO FATTO APPOSTA, NON L’AVEVO VISTO. CHIEDO SCUSA.” ©

 

A domani.

 

 

 

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“Non si finisce mai di leggere, ma almeno cominciare…”©

 

 

 

 

 

• VISITA il macrosito che Rizzoli dedica alla guida del PAH-TAK »

 

 

 

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Dovrei andare in vacanza più spesso, perchè quando torno…

 

 

 

Egr. Sig. Guido,
la presente è per comunicarle che la commissione di “Penne Comiche” ha classificato al primo posto il suo racconto “In cucina non bisogna avere fretta, meglio avere il latte” con il punteggio di 17/20. Pertanto oltre a vincere un weekend a San Salvo presso l’hotel Da Italia (come da regolamento, dovrà mettersi d’accordo con i proprietari), con la presente la invitiamo il giorno sabato 5 agosto – nostro ospite – alla cerimonia di proclamazione ufficiale che si terrà nell’ambito del premio “GastrHomoRidens” del festival “Culinaria Risinterra”.
Per conoscenza le comunico che il giorno 4 agosto si terrà una serata di lettura, da parte dell’attore Massimo Bagliani, dei migliori racconti e poesie pervenuti al concorso, con intermezzi comici del trio La Ricotta.
Nel complimentarmi con lei, per la stesura del comunicato stampa ufficiale gradirei ricevere qualche riga di spiegazione del suo testo e le informazioni sul suo conto che ritiene opportuno divulgare…”

 

 

Lo immaginavo, in cucina faccio ridere.

 

 

 

“HO UN RAPPORTO DI ODIO E AMORE CON LA CUCINA: AMO GUARDAR CUCINARE, ODIO QUANDO ME LO FANNO NOTARE” (Guido Penzo ©)

 

 

 

“IN CUCINA NON BISOGNA AVERE FRETTA, MEGLIO AVERE IL LATTE” …qualche riga di spiegazione del testo:

Nasce da una domanda che spesso i grandi cuochi (sopra il metro e ottantacinque, per capirci) si sentono spesso fare: come posso riutilizzare tutto il pane raffermo che ho accumulato sotto il tavolo dopo le feste? La risposta più semplice sarebbe: buttatelo in pattumiera, ed invece…Uno scritto che gioca con le parole, con le situazioni, con i luoghi comuni tipo la cucina, col bon ton a chi piace, col quanto basta assaggiare, con le regole da seguire se non vanno troppo veloci, con tutto quello che bolle in pentola e/o dietro l’angolo. Ingredienti diversi per una ricetta creativa convinto che il riso fa buon sangue ma che la pasta sazia di più. E non mettete troppa carne al fuoco se siete single.

 

 

 

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21/06/2006

 

 

 

  

 

Non essere insulso se non sai cosa significa.

 

 

 

Le parole non sono tutte uguali. Solo uguale è uguale a se stessa. Ci sono quelle che rispondono per le rime ai sinonimi positivi o ai nonomini negativi. Insulso non è tra quest’ultime. Al contrario di saporito, arguto, sensato, insulso è sciocco ma non scirocco, vano ma non accatastabile, fu utile ma non adesso, frivolo e banale, stolto quando va con lo zoppo e insignificante quando n’è privo. Facile a dirsi. (Continua tra dieci giorni, senza contare).

 

 

 

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TANTA ACQUA E’ PASSATA SOTTO I PONTI, TANTI SCANDALI SONO SCOPPIATI, TANTE COPPIE SI SONO DIVISE, MA NON SI E’ ANCORA VOTATO DOMENICA PROSSIMA…IO L’AVEVO VISTA COSI’:

 

VERBALE DI ASSEMBLEA ORDINARIA DEL 11 APRILE 2006

 

Oggi 11 aprile 2006, alle ore 20.30, presso il Circolo Familiare Bettolino, a seguito di convocazione inviata a tutti i condomini, si è riunita l’assemblea ordinaria del Condominio Italia per discutere e deliberare sul seguente

 

ORDINE DEL GIORNO

 

1)      DISCUSSIONE ED APPROVAZIONE RENDICONTO SPESE GESTIONE 2005

 

2)      NOMINA AMMINISTRATORE ED ELETTI

 

3)      VARIE ED EVENTUALI

 

Essendo intervenuti o rappresentati per delega 83,6 % dei condomini con diritto di voto, il Presidente dichiara validamente costituita la presente assemblea condominiale. Prende la parola il sig. La Russa per chiedere che i panni sporchi dei condomini Vladimir Luxuria-Bertinotti vengano lavati in famiglia. Il sig. Angius chiede che sia rimossa l’antenna del digitale dal balcone del condomino Paolo Berlusconi. Il sig. Casini chiede che vengano riparate le infiltrazioni nella sua Camera. Alle 21 e 35 si presenta il sig. Tremaglia con deleghe dei condomini stranieri. Il sig. Pecoraro Scanio chiede che venga piantata nel giardino la rosa nel pugno e che venga tagliata la siepe per andare oltre. Il Presidente apre la discussione sul 1° punto in programma. Il rag. Tremonti  comunica all’assemblea che il prodotto interno è sceso all’1,3% e il rapporto deficit/pil è salito al 3,8% rispetto al preventivo. Fa poi notare che lo scostamento col il preventivo è causato dalla spesa per il rifacimento della facciata, oltre agli addebiti per le singole scale. Aggiunge che la situazione è uguale anche negli altri condomini. Prende la parola il sig. Fassino per contestare i dati di gestione e chiede che vengano presentate le fatture. Il sig. Rutelli chiede chiarimenti sulla situazione dei condomini morosi. Messo ai voti il rendiconto viene approvato dalla sola maggioranza.

 

Si passa al 2° punto: Nomina Amministratore e consiglieri.

 

I condomini Fassino, Bertinotti, Di Pietro ed altri propongono quale nuovo Amministratore il Prof. Prodi. I condomini Fini e Casini, comproprietari della Casa delle Libertà al terzo piano, propongono che rimanga in carica l’attuale Amministratore sig. Berlusconi. Viene data la parola al Prof. Prodi che si presenta all’Assemblea dando chiarimenti in merito al compenso ed al programma di amministrazione: risolvere il conflitto d’interessi tra l’attuale amministratore e l’impresa che sta ristrutturando il condomino, ridurre i costi della fotocopie, semplificare l’amministrazione condominiale, una portineria indipendente, una nuova impresa di pulizia, regolamentazione delle unioni civili e un riparto delle spese in base al rapporto tra inquilini e millesimi di proprietà, lotta all’evasione e la riduzione del costo del lavoro e del giardiniere “Un giardino, forse meno bello ma, accessibile a tutti”.

 

Viene quindi data la parola al sig. Berlusconi che prima di illustrare come proseguire nell’amministrazione del condominio fa mettere a verbale: “Innanzitutto vorrei sapere dove prenderà i soldi il sig. Prodi se non aumenterà le spese condominiali” presenta poi il suo programma: completamento e realizzazione delle infrastrutture previste per la gestione 2006-2011 (tinteggiatura dell’androne, nuovo impianto elettrico, videocitofono per tutti, alta velocità dell’ascensore, ponte sullo stretto), prosecuzione e sviluppo della riduzione del cuneo fiscale e maggiore efficienza nella rotazione dei sacchi della spazzatura, agevolazioni per le persone oltre i settant’anni come i condomini Ciampi e Cossiga ai quali regala l’abbonamento per le partite del Milan. Comunica che parlerà con l’amico Sindaco per far togliere l’ICI  al condominio e magari ridurre la tassa sulla spazzatura.

 

Si passa alla votazione:

 

          Il prof. Prodi ottiene 49,8 % millesimi a favore.

 

          Il sig. Berlusconi ottiene 49,7 % millesimi a favore.

 

Il Presidente del Condominio dichiara le votazioni valide. Alle 03.00 il prof. Prodi si proclama vincitore e chiede di essere nominato nuovo amministratore. Il sig. Berlusconi chiede di rifare la votazione e si rimette a contare personalmente i voti. Interviene il sig. Calderoli ma non si capisce quello che dice e tutti ridono. Nell’impossibilità, data l’ora tarda, di proseguire la discussione, il Presidente dichiara chiusa l’assemblea.

 

 

 

 

 

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