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11/09/2006
 

  

LA VITA, ISTRUZIONI PER IL MONTAGGIO.

Prendi il più ed il meno che la vita ti da. Scarta il meno e butta la carta nel cestino, tieni il più per quando qualcuno ti chiederà di più. Approfitta delle occasioni che ti vengono presentate. Se non le conosci, fatele presentare. Sii buono con tutti finche non hai capito da che parte si apre il serramanico. Sii dolce ma non farti fregare da chi ti dice che il dolce arriva per ultimo. Non dire mai bugie se non c’è qualcuno che ti ascolta. L’onestà paga in fiori quando ormai è troppo tardi. Evita le persone aggressive oppure parti prima se non vuoi litigare per il parcheggio. Ricorda che la felicità non si compera con i soldi, per questo fatti dare sempre i bollini dei punti. La sera coricati con le galline, ma non ti rigirare nel letto, potresti schiacciarle. Sii prudente, ma non ti grattare in curva. Sii te stesso sempre, prendere i pantaloni una taglia in meno non aiuta. Dimostra amore verso il prossimo, ma non insistere se non ti vuole dare il numero del cellulare. Lasciale il numero e prenditi il cellulare. Coltiva la fantasia e raccogline i frutti invece di stare al mare. A pensarci bene è meglio essere concreti e stare al mare. Non avere paura dello straniero, accetta caramelle dagli sconosciuti e rivendile al mercato. Sii tranquillo con te stesso e sii ottimista, vedrai che domani i mobili, che hai ordinato mesi fa, arriveranno. Magari non si fermeranno, visto che sono mobili…                (Guido Penzo ©)

 

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vita, istruzioni per il montaggio

 

  

Battuta di caccia o battutaccia:

“E’ aumentata la temperatura della Terra. Ma il termometro, dove gliel’avranno messo?” (Guido Penzo ©)

 

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E’ PIU’ FORTE DI ME, ANCHE A CARTA PIU’ ALTA VINCE, MA NON RIESCO ANCORA AD ABBANDONARE UN TEMA A ME CARO. CAMBIO SOLO IL TITOLO DELLA RUBRICA, L’ABITO LO LASCIO UGUALE:

IL BON TON SI VEDE DAL MATTINO

Come ogni rubrica che si faccia rispettare, avendo messo le cose ben in chiaro fin dalle prime luci dell’alba, anche questa ha le sue “Domande all’esperto”. Intanto che cerchiamo l’esperto, risponderò io. Per non sbagliare avevo pensato di scrivere prima le risposte e poi, inerentemente, le domande. Ma si sa che le ciambelle non riescono mai con la crema se prima non le riempi. Così ho deciso. Lascio fare al tempo che è galantuomo. Se piove mi bagnerò. Prendo l’unica lettera a caso.

Domanda: Mi scrive Xyz (che con un nome così è sicuramente straniero) e dopo aver detto molte belle parole mi chiede: “Ogni tanto quando ho amici a casa, dopo aver parlato di calcio, dei Simpson, di qual è la strada più breve per andare a Bologna, di come creare una cartella su word e di quale materiale rivestirla dentro, la conversazione langue, posso accendere la televisione? “

Risposta: Caro Xyz, a parte che potevi trovarti un sinonimo per non essere riconosciuto, tipo Mario, in che lingua è scritto langue? (battuta). Però no, accendere la televisione è come dire che i tuoi amici sono più noiosi di un programma di Italia uno. Inventati un gioco tipo “chi la trova è sua”. Nascondi la fidanzata da qualche parte, prima dell’arrivo degli amici. Dopo due o tre ore, quando sono finite anche le birre ed è troppo presto per andare a spostare l’auto per la pulizia della strada, invita i tuoi amici a giocare. La serata si riaccenderà e tutti si faranno in quattro per trovarla. Cosa molto importante: scriviti sempre su un foglietto di carta dove la nascondi, nel caso nessuno la trovasse e qualcuno dovesse dire che non hai una fidanzata. Se sei single invece fatti invitare, chissàmai dovessi trovare tu la fidanzata. ©

 

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bon ton, guido penzo

 

  

“NONOSTANTE LA MIA GIOVANE ETA’, STAVO PER PRENDERE IL NOBEL.

POI SE NE SONO ACCORTI E L’HANNO MESSO SOTTO CHIAVE” (Guido Penzo)

 

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HO PRESENTE CHI E’, MA NON MI RICORDO IL NOMINATION…

Ho scorso, ma anche adesso, e non mi sono ritrovato nel  Macchianera Blog Awards 2006 (Le nomination). Ne ho ancora di strada da asfaltare…Me ne farò una ragione, così l’avrò anch’io. Però mi annoto al dito le nomination per la categorie a cui mi sarebbe piaciuto rispondere all’appello. Voglio però precisare che se qualcuno si troverà il blog rigato, non sono stato io.

Posso però affermare, come consolazione taglia 42, che:

“NON AMO STARE SULLA CRESTA DELL’ONDA, MI BAGNO!”              (Guido Penzo ©)

 

Ps. Uno dei tre non sono io!

 

Postato da: penzogi a 11:16 | link | commenti (3) |

 

  

” Quando due opposti si toccano, lo fanno in privato” (Guido Penzo ©)

 

Postato da: penzogi a 10:33 | link | commenti |

07/09/2006
 

  
E’ vero che è un uso impropri di mezzo proprio, ma proprio perchè non ho mezzo copio ed incollo, per poter quanto prima verificare:

Di azael (del 30/08/2006 @ 18:52:59, in Terzadirecensione, linkato 76 volte)
Macchianera ripropone il giochino del premio ai blog ed approfittando della ricorrenza amena del BlogDay approfitto per eleggere i “terzadicopertina blog day awards and everybody y portugal”…
Di seguito le mie segnalazioni. Valide come proposte di lettura. Valide anche per un buono pasto presso la mensa “Funghi e orchidee”. Valide insomma.

Miglior blog tecnico: www.fogliata.net Ogni mattina imparo qualcosa che probabilmente non mi servirà a niente. Come disse Penelope. Ma questo è il bello della conoscenza. Se tecnica ancor di più.
Miglior blog collettivo: www.itariani.com Una speranza più che altro, una promessa. Ma la statura morale e la genialità dei compagni di viaggio possono creare da un momento all’altro l’iperuranio e farlo inserire nel piano regolatore del paese dei balocchi Miglior blog giornalistico: bloghdad.splinder.com Lo era e lo sarà. Un tributo. Miglior blog politico: www.onemoreblog.org Un’ accolita di delinquenti. Come devono esserlo quelli che scrivono, a ragione, di politica. Miglior post: Le tracce per la maturità di Struzzo.tv
Come già scrissi in occasione dell’avvento della somarella di Pascoli, una tappa fondamentale della storia della comunicazione di massa. Grazie Giordano. Miglior blog erotico: sociopatica.splinder.com
Definirlo erotico è riduttivo. Definirlo blog è eccessivo (per via della frequenza lustrale di aggiornamento). Andrebbe semplicemente adottato dalle scuole al posto dei Promessi Sposi.
Miglior blog: www.giesucristo.splinder.com  Assolutamente fondamentale. Se dio avesse davvero avuto un pargolo l’avrebbe fatto a immagine di giesucristo. Grazie. Dapartediddio.

 

Postato da: penzogi a 23:32 | link | commenti (1) |

 

  

Non si fa tempo a leggerne uno che subito arriva l’altro, o viceversa. sarà che non c’è niente in tv. piuttosto che uscire con gli amici ad ubriacarsi, o stare al lavoro in attesa del TG lombardia ecco:

IL BEL E BON TON

Cap. 2 Bon ton passo a passo, cominciando col destro.

 

Come, quando, ma soprattutto perchè avete deciso di avere degli ospiti a pranzo? Dovete farvi belli con qualcuno? Dovete finire i pacchi di pasta aperti prima delle vacanze? Dovete scongelare il frigorifero per pulirlo e non sapete cosa fare di tutti quei cibi surgelati acquistati in un periodo di 3 X 2? Volete conoscere il nuovo inquilino e dovete invitare tutto il palazzo per non dare nell’occhio? Non voglio saperlo, che quando mi dicono di tenere un segreto non so mai dove metterlo. Ormai il guaio è fatto, potevate pensarci prima. L’impulsività è una caratteristica del cancro? La prossima volta cambiate segno zodiacale. Adesso rimbocchiamoci le maniche che fa caldo, da quando avete acceso il forno, e cominciamo. Gli ospiti si dovranno presentare puntuali. Quando suonano alla porta non fate finta di non esserci. Non rispondete al citofono “Non c’è nessuno in casa, il regalo può metterlo nella cassetta della posta”, l’avete già detto per la festa dei vostri 39 anni. Sarà compito del padrone di casa accogliere gli ospiti. Non è questo il momento di mettersi a discutere adesso, che siete in comproprietà al 50%, in regime di comunione dei beni e la parità dei sessi dove la mettiamo? Se fate così gli ospiti si stancheranno di aspettare fuori dalla porta e la pasta risulterà stracotta. Facciamo così: mentre il marito prende in consegna i cappotti, i giubbotti e gli ombrelli (che gli ospiti porteranno anche d’estate per dimostrare la loro conoscenza del bon ton), e li porterà in camera da letto, la moglie li invita a non stare lì sulla porta, gli toglierà il regalo dalle mani, soppesandolo, e li farà prendere posto (con la promessa di non portarlo via). Adesso potete distribuire il crodino lasciato decantare nel bicchiere per tempo. L’idea di preparare un aperitivo in meno del numero degli invitati così che l’ultimo che arriva impara, anche se buona, lasciatela per la cena di Capodanno. Dopo aver scambiato i primi convenevoli in salotto, o in corridoio se vivete in un monolocale, avviatevi verso la tavola già preparata. Prima le signore e poi, a seguire, i signori. I signori si chiamano così perché non fanno battutacce da dietro. I posti a sedere, secondo il bon ton, non sono a casaccio. Non ci si siede dove si vuole ed è inutile fare a chi arriva primo meglio alloggia. I posti dovranno essere indicati su appositi cartellini, alternando dama e damone e tenendo conto di eventuali precedenti litigi tra invitati. Due ospiti che non si sopportano non devono stare né vicini né di fronte. Da loro potrebbe partire quel fastidioso lancio di molliche di pane che presto si potrà trasformerà in tutti contro tutti. Il bon ton dell’ospite prevede che venga finito tutto quello che viene messo nel piatto. Se pensate che qualcosa non possa piacervi, fate sparire il piatto prima che venga riempito. Se siete a dieta state a casa. Se siete allergici a qualcosa di particolare comunicatelo subito ai padroni di casa. Sarà loro compito non preparare qualcosa di particolare. Il vino si può rifiutare o, meglio, dopo che ve l’hanno servito passatelo al vostro vicino, così si animerà la serata. Ogni piatto da portata avrà accanto le posate necessarie. Se così non fosse sarà compito dei padroni di casa toglierle dal piatto finito ed appoggiarle sulla tovaglia. Solo nel caso che la padrona di casa sia impegnata in cucina a fare le porzioni e il padrone di casa stia seguendo la partita in tv, i commensali potranno versarsi il vino tra di loro, raccogliere assieme i piatti sporchi e spostare la sedia a chi sta per sedersi. Tra un boccone e l’altro si può conversare amabilmente, cioè d’amore. Si può conversare anche d’altro, ma non a bocca piena. Ogni tanto tirate il fiato per dare la possibilità, a chi vi ascolta di dire di si. Se inavvertitamente rovesciate il bicchiere del vino non date la colpa al vicino, potrebbe fare la stessa cosa con voi. Se vi accorgete che vi siete dimenticati di mettere il sale nella preparazione di qualche piatto, dite che è francese. Se il pane finisce dite pure ad alta voce “E quante scarpette vi siete fatti…” l’unico che non ride è quello che ha fatto più scarpette. Se si è fatto tardi e nessuno dei vostri invitati accenna ad andarsene incominciate a scartare i regali. Se ne andranno tutti pur di non vedere le vostre reazioni. Se si sono presentati a mani vuote mettetegli in mano il sacco della spazzatura da portare giù, che è giorno di ritiro dell’umido.

(Guido Penzo ©) 

 

Postato da: penzogi a 22:21 | link | commenti |
bon ton

 

  

SINTOMI DI EBBREZZA – La ricca ereditiera di una delle catene alberghiere più famose del mondo, Paris Hilton, è stata arrestata mezz’ora dopo la mezzanotte a Hollywood. «Gli agenti hanno notato che la Hilton mostrava sintomi di pesantezza di stomaco- ha riferito un agente -. È stata fatta salire su una bilancia e gli agenti hanno appurato che guidava senza aver prima letto il cap.8 del Bon Ton di Penzo». «Ma io preparo solo buffet» si sarebbe giustificata la Hilton. Per lei e per voi: 

IL BEL E BON TON

 

Cap. 8 Preferisco preparare piatti freddi, così non mi scotto le dita.

 

 

Se avete sempre preferito preparare i pranzi a buffet, dopo aver fatto sparire tutte le sedie di casa ed aver messo tutte le portate, dall’insalata di riso all’insalata di frutta e il caffè già versato nella tazzina, su una tavola troppo piccola per contenerle tutte, ci sarà un motivo. “Ci sarà un motivo?” si domandano anche i vostri invitati mentre assaggiano contemporaneamente una torta troppo salata, una caramella di mortadella d’importazione, una mousse di gamberi all’arancia, un melone al volo e sorseggiano, in un unico bicchiere, un goccio di sprite allungato con un frizzantino dal cartone, svitato da poco ma rigorosamente fresco. “C’è un motivo?” vi chiede il vostro collega d’ufficio, che ha rinunciato alla settimanale partita di calcetto scapoli contro ammogliati e che quella sera l’avrebbe visto ricoprire lo stesso ruolo di Gattuso nella Nazionale italiana, mentre tenta di aspirare senza fare rumore un brodo caldo al limite dello scioglimento del piattino di carta. Il motivo è più semplice di quella pasta al burro che avete preparato con tanto amore e che tutti snobbano per i cannoncini alla crema. La verità è che avete sempre fatto confusione con i piatti, che non sono più complicati di quello che sembrano.

Innanzitutto bisogna metterci d’accordo cosa intendiamo per sinistra e cosa per destra. Convenzionalmente l’orologio si mette al polso sinistro. Da questo momento la sinistra sarà “quella con l’orologio”. Se avete qualcosa da dire andate al corso di taglio e cucito, il bon ton non ammette polemiche. Quindi possiamo dire che i piatti si mettono sulla tavola da sinistra, quella con l’orologio, e si tolgono da destra. Non con un unico movimento. E’ necessario aspettare che il commensale inizi e finisca di mangiare. Si inizia a servire dalla persona di maggior riguardo di sesso femminile, seduta alla destra del padrone di casa. Almeno a tavola dobbiamo far finta di non conoscerla. Le sceneggiate lasciamole fare agli sceneggiatori. Non possiamo affermare che è la sua amante se prima non l’abbiamo seguita per strada ed abbiamo assistito ad un loro incontro clandestino. L’incontro è clandestino quando avviene senza il permesso di stare in soggiorno. Si continua, poi,  a servire tutte le signore fino alla sedia vuota della padrona di casa che è un attimo in cucina “che si stava per bruciare l’arrosto”. Si riprende servendo l’uomo alla destra della sedia vuota dalla padrona di casa, che a sua volta il marito farà finta di non conoscere, per pari opportunità, fino a chiudere il cerchio anche se la tavola è rettangolare. Il bon ton permette di segnare sul pavimento questi percorsi prima dell’arrivo degli invitati. Il vino va servito solo dopo il primo giro di antipasti, senza eccezioni. Anche l’ospite ha il dovere di conoscere il bon ton e deve aspettare, senza mettersi in ginocchio invitando chi versa il vino a centrare la bocca. La scusa è buona, ma bisogna aspettare gli antipasti. Con il cambio del vino anche il bicchiere va sostituito. Il tempo necessario a vostro marito per stappare il vino sarà il tempo che avrete per lavare tutti i bicchieri pensando: la prossima volta o meno ospiti o più bicchieri. Anche i piatti vanno cambiati, ad ogni cambio di portata. Se avete preparato un unico piatto freddo unendo primo, secondo, frutta e gelato, non è necessario toglierlo. Anche perché, togliendolo, svelereste quelle fastidiose macchie di vino che non si sono tolte neanche col prelavaggio. Se però volete fare i brillanti ricordate che si servono una sola volta il brodo in tazza, la minestra, il formaggio e la frutta, seppur non contemporaneamente. Anche il pane ha un piattino che va tolto prima di servire il dessert. Se sono rimaste delle briciole di pane sparse sulla tavola potete, come divertente gioco di società, unirle con il trattino di una penna, direttamente sulla tovaglia. Chi riuscirà a dare un senso al disegno ottenuto unendo le briciole avrà diritto ad una porzione extra di dolce, chiaramente in fundis. Caffè, liquori e dolcetti si servono in salotto. Siete esonerati dal farlo se vivete in un monolocale con angolo cottura. Se così fosse fischiettate qualcosa e continuate a leggere. Anzi no che, se fischiettate, chi vi è vicino capisce che vivete in un monolocale. Il caffè, anche se liofilizzato perché con la macchinetta siete in troppi, va servito dalla padrona di casa. Compito del padrone di casa è quello di servire il limoncello o l’amaro del carabiniere o la grappa con il verme ubriaco affogato. Servire un crodino, a questo punto, può solo indicare che non reggete l’alcol durante il pranzo. Come ospiti, anche se avete mangiato bene e bevuto meglio, non cercate di avere, costi quel che costi, la ricetta di quel piatto straniero dal nome così curioso. Potreste pentirvene. La prossima volta buffet? Buffet!                      (Guido Penzo ©) 

 

Postato da: penzogi a 18:25 | link | commenti |
bon ton

06/09/2006
 

  

Continua il corso iniziato sotto, non rimanete indietro…

IL BEL E BON TON

Cap. 30 Dove cavolo mettere il tovagliolo?

 

 

 

 

 

Tra moglie e marito non mettere il tovagliolo. Questo saggio detto, trito e ritrito, ricorda che sempre, da quando nella storia si è iniziato ad apparecchiare la tavola, moglie e marito hanno idee diverse su dove mettere il tovagliolo. Se lui dice a destra, lei dirà a sinistra. Se lui dice a sinistra, lei dirà a destra. Forse ci sono altri problemi in famiglia? Di questo se ne parlerà in un altro capitolo. Comunque non mettetelo mai al centro, sul piatto, perché quando verserete il brodo diventerà inutilizzabile. Non metterlo del tutto ed aspettare che ve lo chiedano potrebbe essere una buona idea. Comunque il bon ton prevede che il tovagliolo sia messo a sinistra del piatto, anche se il commensale non è mancino. Solo se siete veramente bravi con l’origami potete dargli una forma fantasiosa. Mai e poi mai cercare di far assomigliare il tovagliolo ad un elefante. Farfalla va bene, altrimenti lasciatelo semplicemente piegato. Inutile spiegarlo. Una volta seduti, il tovagliolo va appoggiato sulle proprie ginocchia. Una volta usato, se ci riuscite senza farvi accorgere, potete appoggiarlo sulle ginocchia di chi vi sta vicino, per non sporcarvi. Il tovagliolo serve solo per forbire la bocca prima e dopo aver bevuto. Se non sapete cosa significa “forbire” fate finta di niente e continuate a leggere. Non serve per pulire il bicchiere o le posate. Per questa operazione vi farete dare dalla padrona di casa del Glassex ed un apposito strofinaccio, per tempo. Ricordate di fare questa operazione qualche minuto prima di iniziare a mangiare perché il glassex ha un cattivo odore. Usate il tovagliolo solo con la sinistra, perché la destra deve essere lasciata libera di muoversi durante le animate discussioni a tavola. Un particolare tovagliolo, a scacchi bianchi e neri sarà agitato dalla padrona di casa dando il via al pranzo. Non dimenticate mai cosa diceva nel 1728 La Salle (inventore della saliera, da cui prende il nome): “É sconveniente servirsi del tovagliolo per asciugarsi il viso; ancor peggio è strofinarsi con esso i denti, e sarebbe poi una delle peggiori trasgressioni alla civiltà farlo cadere a terra per…”. Lo so che La Salle è un uomo d’altri tempi, però, magari a terra è sporco.

(Guido Penzo ©)   

 

Postato da: penzogi a 17:36 | link | commenti (8) |
bon ton

 

  

Visto il caloroso successo ottenuto con il post “Tutti dicono di conoscere il bon ton…”, ben 2 commenti inerenti con altrettante domande, ho deciso di iniziare oggi il corso previsto per domani, meglio presto che mai. Titolo provvisorio:

IL BEL E BON TON

(come far credere di conoscerlo senza averlo mai frequentato).

Sarà un corso on line, in tempo reale tendente al fantasioso, con un pizzico d’ironia per tenervi svegli. Fondamentale ma anche no il contributo di chi legge, senza infrangerla. Le vostre domande saranno da stimolo. I capitoli non avranno necessariamente un ordine, ma non saranno neanche a caso, spero. Solo l’introduzione sarà scritta alla fine, in modo che sia all’inizio per l’edizione in arabo (questa è geniale). Cosa altro dire senza andare oltre? Ecco, ho dimenticato l’indice. Se qualcuno lo trova…

La frase da mettere sulla seconda di copertina: La prima impressione, l’immagine che uno da di sé è importantissima per chiedere dei soldi in prestito, per chiedere la mano della figlia del principale, per chiedere “o la borsa o la vita?”. Il bon ton è un irrinunciabile segreto di vita che consente di ottenere la felicità senza dover fare un mutuo. Perché avere dei dubbi? Perché avere delle indecisioni? Il bon ton risponde ad ogni domanda: dove mettere la forchetta a tavola? Quando scartare i regali? Dov’è possibile parcheggiare in doppia fila? Cosa lanciare dalla finestra a Capodanno? Solo chi ha certezze farà strada nella vita e potrà un giorno dire ai nipoti “Questa strada che tu percorri l’ho asfaltata io!”.

Cap. 11    Il saluto

Vorrei subito dire “Ciao” e passare al capitolo successivo, ma questo andrebbe contro le indicazioni di questo capitolo. Allora: quando si saluta bisogna sempre guardare in volto chi vi sta di fronte. Eccezione fatta se siete di fronte ad una signorina particolarmente avvenente di cui volete indovinare l’età guardando le caviglie. La stretta di mano deve essere decisa, deve raccontare in un secondo tutto di voi, deve dire chiaramente che siete imbattibili a braccio di ferro e che se c’è da svitare un tappo possono chiamarvi. Una volta si dimostrava, attraverso la stretta di mano, di non essere armati. Oggi, con le bombe a grappolo, ha perso tale significato. Per strada, un signore  incontrando una signora accenna al saluto inclinando leggermente il busto in avanti, squadrandola da capo a piedi senza farsi notare. Se la signora vi è sconosciuta potete con garbo, dopo averla fermata con una scusa qualunque, chiederle  il numero di cellulare. Se minaccia di chiamare i Carabinieri non insistete, avrete comunque lasciato un ricordo e poi non era così bella. Se vi da il numero di cellulare con facilità datele il vostro sbagliando l’ultima cifra. Sarete voi a decidere quando chiamare e il vostro cellulare non squillerà mentre state leggendo in bagno.

Entrando in un luogo chiuso invece, ove vi siano più persone, si alza leggermente la mano e indicandola si va a salutare la padrona di casa. Dopo aver fatto finta di non vedere il consorte, che non vi sopporta, si salutano tutti gli altri presenti secondo un ordine preciso. Se la vostra squadra del cuore ha vinto la domenica precedente, si salutano le persone che tifano squadre avversarie indicando con la mano il numero di gol fatti. Si saluta poi chi vi deve dei soldi. Con l’amichevole gesto delle corna saluterete chi accompagna la vostra ex e dando dei colpetti sulla schiena abbraccerete chi vi ha offerto da bere ultimamente. Se riconoscete, tra i presenti, qualcuno con cui avete litigato in passato, precisate subito che non siete stati voi a rigare la macchina, che forse è un difetto di fabbrica. Accomodatevi poi dove potete guardare tutti e dove tutti possono vedervi. Spostatevi solo se dovete andare in bagno, solo dopo aver chiesto di tenervi il posto. Ricordate sempre che se tutti conoscono il bon ton, nessuno si meraviglierà di voi, ma loderà la vostra finezza (e non importa se siete ingrassati).

 

Il baciamano va fatto sollevando la mano della signora fino a sfiorarla con le labbra. Non deve essere trattenuta perché la signora non scappi e non deve durare più di 30 secondi.  Comunque mai per strada, sulla spiaggia, al bar, in ufficio e mai la mano che tiene il volante, mentre con l’altra si trucca.

(Guido Penzo ©)

 

 

Postato da: penzogi a 14:43 | link | commenti (6) |
bon ton

 

  

 

 

Postato da: penzogi a 11:55 | link | commenti (3) |

 

  

Il Giappone in festa, è nato l’erede al trono imperiale. Ancora un poco e lo mettevano all’asta.

 

 

Indipendentemente da quello che accade in Giappone: “ACCIUGHE SI NASCE O SI DIVENTA?”.

 

Postato da: penzogi a 10:20 | link | commenti (3) |

 

  
“Oggi, sarà perchè ero di fretta, non mi sono cambiato. Sono sempre io” (Guido Penzo ©)

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05/09/2006
 

  

A me piace fare i test, eccone uno:

TUTTI DICONO DI CONOSCERE IL BON TON, ANCHE SE LUI NON SE LI RICORDA.

 Ecco il test a test. Date una risposta senza contare fino a 10. Se conoscete veramente il bon ton saprete sicuramente dove tiene i soldi. Ricordate che non è importante vincere, ma partecipare arrivando primi.

1) La buona forchetta deve essere posizionata:

  • A) a destra accanto al coltello
  • B) a sinistra tra l’incudine ed il martello
  • C) alle spalle di chi è antipatico

2) L’ospite d’onore di sesso maschile siede:

  • A) alla destra della padrona di casa senza farsi vedere dal marito
  • B) al posto del padrone di casa, appena si alza
  • C) indifferentemente ma il più vicino possibile alla cucina

3) I gomiti si tengono:

  • A) si, anche se offrono molto per averli
  • B) appoggiati sulle spalle di chi vi siede a destra e a sinistra
  • C) accostati al corpo, poggia solo l’avanbraccio 

4) Siete invitati a pranzo, vi sedete quando:

  • A) al lavoro non avete mai lavorato così tanto
  • B) subito, appena vi accorgete che ci sono più invitati che sedie
  • C) avete visto dove s’è seduta la più carina/o

5) Appena seduti a tavola:

  • A) bevete dal bicchiere per far capire qual è il vostro
  • B) fate cadere il tovagliolo per guardare sotto il tavolo
  • C) incominciate a servirvi per chiedere subito il bis

6) Cominciate a mangiare quando:

  • A) nessuno vi guarda 
  • B) un commensale comincia a farlo
  • C) qualcuno dice “Pronti, via!”

7) Se dovete appoggiare coltello e forchetta tra un boccone e l’altro:

  • A) li appoggiate sulla tovaglia dove è già sporca
  • B) li appoggiate in equilibrio sul cucchiaio facendovi notare
  • C) non li appoggiate e li fate roteare in aria chiedendo un applauso

8) A pranzo fumate:

  • A) quando sentite certe cose
  • B) in bagno, mangiando il dessert, per non dare fastidio
  • C) appena si sono allontanati i genitori

9) Non usate il coltello per tagliare:

  • A) un discorso
  • B) una relazione finita
  • C) il formaggio gratuggiato

10) Durante il pranzo è assolutamente vietato:

  • A) utilizzare gli stuzzicadenti per richiamare l’attenzione del vicino
  • B) chiedere un applauso per la cuoca
  • C) chiedere che il caffè ve lo portino in bagno, per non farlo raffreddare

11) Il dessert va servito:

  • A) il prima possibile se è un semi-freddo
  • B) dopo la frutta
  • C) se è veramente buono, dopo che se ne sono andati tutti

Il test è finito, alla prossima e non portatevi via i cucchiaini che sono contati. Dimenticavo, la soluzione…

Maggioranza di A, con pochi B e un C per sbaglio: Siete l’invitato ideale che tutti vorrebbero avere invitato. Vi sciacquate sempre la bocca prima di parlare, fate di si con la testa anche quando non parlano con voi, la carta dei vostri regali è la più bella. Un solo consiglio: non date mai due nomi diversi alla stessa persona.

Maggioranza risicata al Senato, con 3 C e un A per confondere le acque col vino: Non potevate dire di no anche questa volta. La cucina del padrone di casa non vi piace e neanche il salotto. Dovete soltanto trovare qualcuno che vi chiami al cellulare dicendovi che la vostra casa sta bruciando. Un consiglio: acqua in bocca, così eviterete anche di parlare.

Maggioranza schiacciante di C, senza nè A nè Ba: Anche questa volta vi siete inbucati. Dire che non siete a dieta non vi giustifica dal finire gli antipasti per primo e chiedere che cosa avete vinto. Almeno non corteggiate la padrona di casa, potrebbe chiedervi chi siete. Un consiglio: prima di mettervi in tasca le posate controllate che all’uscita non vi sia il metal-detector.

Guido Penzo ©

 

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test, copyright, guido penzo

 

  

Pavia – dal 6 settembre al 17 dicembre 2006
Dadada. Dada e dadaismi del contemporaneo. 1916-2006

Al Castello Visconteo, un’esposizione celebrerà il 90° anniversario della nascita del Dadaismo, attraverso più di 250 opere realizzate dai maggiori esponenti del movimento, come Man Ray, Marcel Duchamp, Hans Richter, Kurt Schwitters, Paul Citroën, Jean Crotti, Raoul Hausmann, Hannah Höch e molti altri
Viale XI Febbraio 35 (27100)

orario: dal martedì al venerdì 10.00-19.00
sabato e domenica 10.00-20.00
giovedì 10.00-22.00
lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: intero 9 euro
ridotto 6 euro
Prenotazioni gruppi e scuole: Opera d’Arte Milano
tel 0245487395
fax 0245487401
editore: SKIRA
curatori: Achille Bonito Oliva
autori: Paul Citroën, Jean Crotti, Marcel Duchamp, Raoul Hausmann, Hannach Höch, Man Ray, Hans Richter, Kurt Schwitters

 

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“In certe situzioni, per non farsi prendere dal panico, bisogna correre più velocemente!”. (G. Penzo ©)

 

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“TUTTI POSSONO CAMBIARE IDEA. L’IMPORTANTE E’ AVER TENUTO LO SCONTRINO”. (Guido Penzo ©)

 

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04/09/2006
 

  

La vita, controindicazioni all’uso.

Versione ravveduta.

Pensa sempre che domani è un’altro giorno. Se lo pensi di notte sostituisci la parola notte a giorno. Vivi sempre pensando che è il penultimo giorno (che se è l’ultimo e dovessi mancare di mattina presto, diventa inutile pensare che è l’ultimo giorno).  Fai a vent’anni le cose dei ventenni e a quaranta quello dei quarantenni. Se hai paura di sbagliare prenditi un’agenda. Non preoccuparti del futuro, non avere paura di dimostrare chi sei anche se non sai coniugare i verbi Se è amore vero si coniugano da soli (tu pensa a cosa regalargli). Non masticare chewing-gum se prima non hai deciso dove attaccarlo. Se il presente non ti piace avvaliti del diritto di recesso.  Usa la testa, ma davanti ad una porta chiusa usa la maniglia. Pensa sempre a trovare prima parcheggio e poi pensa alla fame nel mondo. Non si è mai visto nessuno che pensa alla fame nel mondo cercando parcheggio. Prendi due pigiami per la notte, uno di una taglia più grande ed uno di una taglia più piccola. Indossa il pigiama più grande per dormire più comodo e metti il pigiama più piccolo nell’armadio, occupa meno spazio. Non invidiare nessuno a cui tu non possa rigare l’auto. Conserva tutte le tue lettere d’amore nella speranza che i francobolli diventino rari. Non legarti nulla al dito che ti limiti i movimenti.  Offri acqua gasata a chi te la chiede naturale e naturale a chi te la chiede gasata, così finirà questa storia dell’acqua. Sposa solo le idee più belle e se ti lasciano chiedi gli alimenti, la fame è una brutta cosa. Smettila di ridere. I consigli che ti ho dato riponili tra le cose più care mentre i cibi congelati vanno nel congelatore e non viceversa.

Guido Penzo ©

 

Postato da: penzogi a 17:59 | link | commenti (3) |

 

  

Facchetti, le foto della carriera da giocatore” src=”http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/calcio/facchetti-giocatore/storico80508580409153204_big.jpg” width=211 height=351>

Da oggi, manca.

 

Postato da: penzogi a 17:06 | link | commenti (2) |

 

  

“IN CUCINA SO FARE DI TUTTO, MA NON CHIEDETEMI DI CUCINARE” ©

 

La prima volta che sono entrato in cucina ho aperto la finestra per fare entrare l’aria, perchè mi sentivo solo. La cucina in una casa è sempre a sinistra. Se è a destra avete sbagliato casa, uscite e guardate cosa c’è scritto sul campanello. Ai miei figli, prima di mangiare, leggo sempre le ricette delle torte, perchè hanno tutti gli ingredienti giusti e un finale dolce.  “Come metti tu la tovaglia non la sa mettere nessuno” mi dicono sempre i miei figli mentre guardano la tv. Almeno una volta, prima che vi sposiate, potremmo fare cambio? In cucina non mi fanno mai mettere a posto la spesa, che poi non trovano gli ingredienti quando servono. Non mi fanno neanche mettere le mani in pasta se prima non le lavo. In cucina mi sento utile soprattutto quando c’è da imbiancare. Nella dispensa ogni cosa ha il suo posto ed ogni posto ha la sua cosa, tranne quando la cerco io. Lei, però, la trova subito. E’ importante, a casa, fare la lista della spesa delle cose che mancano. Più importante è portarsi dietro la lista quando si va al supermercato. Nel frigorifero le verdure vanno sempre in alto, chissà perchè non mi entra in testa. Una cosa non ho mai capito: perchè non metto un colorante, magari azzurro, nel sale per distinguerlo dallo zucchero? In cucina non bisogna mai aprire il forno mentre una torta lievita, devo cercare di ricordarmelo per la prossima volta. “Ho sentito gridare aiuto” non è un buon motivo per aprire il forno. Bisogna sempre aspettare che la torta si raffreddi prima di mangiarla, allora perchè non la fai prima? In cucina sono una buona forchetta, ma quando c’è una zuppa sono anche un buon cucchiaio. Quando vado fuori a mangiare spero sempre che non piova. Non so mai se si mangia prima il dolce o la frutta, per questo ordino sempre una crostata di frutta come dolce. Fondamentalmente sono democratico, il formaggio viene quando vuole. Non vado mai in ristoranti stranieri, con menù stranieri, perchè non so mai che numero ordinare. Preferisco, quando c’è una festa in casa, i piatti freddi, così non mi scotto quando preparo la tavola. Non capisco perchè hanno inventato la lavastoviglie e non hanno ancora inventato la tavola che si sparecchia da sola. Preferisco l’insalata già lavata, così risparmio il sapone. Almeno nella cucina internazionale, se vogliamo che le ricette di diversi paesi funzionino, i diversi tipi di pasta dovrebbero avere tutti lo stesso tempo di cottura, come l’acqua che bolle convenzionalmente a100 gradi.

 

Postato da: penzogi a 14:09 | link | commenti (1) |
guido penzo

 

  

DOMANDA PER PALATI ESIGENTI

“A quale temperatura devono essere i bicchieri se accompagnati a piatti freddi ad una tavola calda?” ©

 

Postato da: penzogi a 11:40 | link | commenti (1) |

01/09/2006
 

  

E’ tempo di bilance.

 

E’ tempo di guardarsi le spalle, è tempo di confrontarsi con chi è più magro, è tempo di cambiare almeno i vestiti, è tempo della vendemmia dell’attimo, è tempo di rifare il letto fino a quando non viene bene. E’ tempo di soppesare i più e i meno per accorgersi che i più pesano più dei meno. E’ tempo di prendersi una pausa di riflessione al posto del solito capuccino col cacao. E’ tempo che le previsioni diventino finalmente visioni. E’ tempo di cambiare soggetto. E’ tempo di fare il cambio di stagione, dall’estate alla primavera (tanto l’armadio è mio). E’ tempo di fare quattro passi all’aperto ma come? In legno, in ferro, in pongo? Uno per volta o tutti insieme? E’ tempo di oltrepassare l’invisibile linea di confine che separa l’angolo cottura dalla sala. Il dibattito è aperto, fa corrente. E’ tempo di prendere il coraggio a tre mani, sollevarlo all’altezza degli occhi, guardarlo in faccia e chiedergli “Cosa c’è, non ti senti bene? Hai una brutta cera oggi”. E’ tempo di darsi da fare un caffé, ma non ristretto. La cosa più brutta, tornando dalle vacanze è accorgersi che il tempo è passato ed anche il caffè s’è ristretto e non s’indossa più come una volta (l’ipotesi che sia io che mi sono allargato non la prendo neanche in considerazione, ne ho già troppe nell’album di famiglia).

 

Postato da: penzogi a 14:25 | link | commenti (5) |

 

  

TORTA SALATA

 

“La soluzione per le torte salate è mettere meno sale” ©

 

Postato da: penzogi a 11:48 | link | commenti (4) |

 

  

Quello che mi piace della cucina creativa?

I PIATTI FREDDI RISCALDATI IL GIORNO DOPO. ©

 

Postato da: penzogi a 10:35 | link | commenti (5) |

31/08/2006
 

  

Una ricetta per chi è l’ultima volta che cucina:

COZZE DI FERRAGOSTO

 

 

 

 

INGREDIENTI Per 4 persone, di buona forchetta, di buona famiglia, di buone maniere. Meglio se non-violenti, di medio peso, di altezza media e d’istruzione media. Astenersi fame arretrata.

 

Un Ferragosto, meglio se passato, in famiglia.

Un chilo di cozze che più cozze non si può.
un panino raffermo di suo.
300 g di carne di vitello macinata.
un uovo, possibilmente fresco.
una cipolla piccola, alle prime armi.
2 spicchi d’aglio, il solito ciuffo di prezzemolo.
250 g di pomodori maturi, possibilmente con esperienza in cucina.
50 g di parmigiano grattugiato.

2 h. di pazienza.

 

 

 

 
 
Tempo di preparazione e cottura: 2 ore

Battuta: Non mi piace la cucina della nonna. In dispensa ci sono solo cose scadute” (G.P. ©)

 
 

 

PREPARAZIONE

Pulite ad una ad una le cozze, lamentandovi di tanto in tanto che la prossima volta non vi fregano più, che tanto anche surgelate vanno bene. A cozze fatte, cercando di non farle cadere nella brace, sistematele in una padella. A fuoco di pochi millimetri, fate aprire le valve. Quando le cozze si saranno aperte, prima che vengano alle mani, dividete i molluschi dal resto. Tenete da parte le cozze vuote e tritate finemente i molluschi unendo la carne macinata di vitello, aglio, il solito prezzemolo, parmigiano, mollica di pane, uovo. Se l’uovo dovesse fare delle storie, dopo averlo ascoltato per il tempo che desiderate, minacciatelo di sbatterlo. Amalgamate il tutto, sino a ottenere una sorta di polpettone. Ricordate che, in cucina, più le cose sono brutte da vedere, più sono buone (potrebbe sembrare una giustificazione, e lo è).
Fate rosolare, nel frattempo, un soffritto di olio, cipolla, aglio, prezzemolo; aggiungete qualche pomodoro maturo a cui avrete in precedenza tolto tutti i capelli e, successivamente, il polpettone.
Cuocete per circa tre quarti d’ora, poi riempite le cozze, che per un attimo stavate per buttare via mentre pulivate la tavola, con questo ripieno e concludete la cottura in forno. A che temperatura? Per quanto tempo? Cosa leggere durante la cottura? Questi sono i segreti del Cuoco. Portate in tavola accompagnando con un vino bianco fermo, con un’insalata di stagione e qualche bruschetta a cui, per tempo, avrete fatto abbassare la cresta. Se non riuscite a portare tutto in una volta, fatevi aiutare. Poi nascondetevi dietro la dispensa in attesa del giudizio dei vostri ospiti (con la promessa che la prossima volta ognuno porta qualcosa da casa).

(Guido Penzo ©)

 

Postato da: penzogi a 17:28 | link | commenti (5) |

 

  

Inter: i convocati per il Tim, c’è anche Ronaldo
Roberto Mancini ha convocato 21 nerazzurri in vista del Trofeo Tim in programma questa sera allo stadio “Giuseppe Meazza” di San Siro a Milano (ore 20.30).
31-08-2006 14:19

Roberto Mancini ha convocato 21 nerazzurri in vista del Trofeo Tim in programma questa sera allo stadio “Giuseppe Meazza” di San Siro a Milano (ore 20.30). Tra i convocati anche Ronaldo che alle 14 e 50 era ancora sull’aereo proveniente da Madrid, dopo lo “scambio” con Adriano. Ecco i nomi dei convocati, Portieri: Carini, Julio Cesar, Orlandoni Difensori: Maicon, Marino, Materazzi, Maxwell, Mei, Zanetti Centrocampisti: Cambiasso, Dacourt, Figo, Maroufi, Solari Attaccanti: Ronaldo, Biabiany, Crespo, Cruz, Recoba, Ribas, Slavkovski. “Datemi almeno il tempo di disfare le valigie” avrebbe detto l’attaccante appena avuta la notizia della convocazione, “Va bene che so dove si trova il Meazza” ha aggiunto l’ex real madrileno “Ma almeno la pipì me la fate fare?”. L’allenatore dell’Inter non vede l’ora di avere a disposizione nello spogliatoio l’attaccante brasiliano per fargli indossare la nuova maglietta della squadra, sperando che non gli vada stretta. “Ronaldo sarà una spina nel fianco della tifoseria” ha detto prima di correggere tifoseria con avversari. Non sarà un ritorno facile quello di Ronaldo a Milano. Troverà una città un pochino pochino ostile, con meno possibilità di parcheggiare l’auto, visto l’aumento dei parcheggi per residenti, e dove non si sono ancora spenti gli echi della lite tra Sgarbi e il Sovrintendente di Brera. Saprà Ronaldo riconquistare il cuore degli interisti? Dipenderà dai regali che ha portato dalla capitale Spagnola. Speriamo non siano ancora orologi taroccati come quanto scritto sopra. Se poi la notizia si rivelerà vera…sono stato il primo a darla?

 

Postato da: penzogi a 15:15 | link | commenti |

 

  

“In cucina bisogna stare attenti ai grassi,

soprattutto se arrivano da destra” (Guido Penzo ©)

 

Postato da: penzogi a 11:44 | link | commenti (3) |

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