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FRASI FATTE – FRASI SUL DA FARSI – FRASI SCONOSCIUTE DI PERSONAGGI FAMOSI – COME FARSI UNA FRASE IN CASA – FRASI SCONTATE AL 50% – AFORISMI, BFORISMI, CFORISMI.

 

Incomincia a far freddo, c’è bisogno di una copertina.

 

Postato da: penzogi a 18:00 | link | commenti (6) |

 

  

“Vorrei trovare una domanda a tutte le risposte”.

 

Postato da: penzogi a 13:42 | link | commenti (5) |

14/10/2006
 

  

placidesegnalazio’

Angelita risorge e lancia i Racconti in 6 parole

Io per me, titolo: “Bella scoperta” Testo: “E luce fu! Fino al tramonto.

 

 

Postato da: penzogi a 18:53 | link | commenti (4) |

13/10/2006
 

  

Statisticamente più o meno.

Più o meno statisticamente, molti scrittori che poi sono diventati di fama, hanno fatto molti e svariati lavori, prima. Il lavoro più fatto è stato il LAVAPIATTI. Ora mi domando: le posate, i bicchieri e le pentole le lavano solo chi non diventerà mai famoso?

 

Postato da: penzogi a 17:29 | link | commenti |

 

  

Quando la frittata non riesce col buco, buttarla in caciara?

Meglio di no, che poi bisogna fare la conta per chi la riprende, con telecamera doppi servizi. Una soluzione bisogna pur sempre trovare, al 7%? al calina? Troppe chiacchiere fanno male, anche quelle fatte in casa e non acquistate in pasticceria. Pasticcioni o se preferite pasticcini.

A proposito, quando si dice “avere le mani in pasta” perchè non si scende mai nello specifico? Avere le mani nelle farfalle è ben diverso dal prendere uno spaghetto. Le mezze penne sono diverse dalle pappardelle. Per non parlare dei tortiglioni (di cui non parlerò). La precisione è indice di serietà, mentre la pressapochezza è indice di varietà. Non fatevi prendere dall’ansia, correte più veloci. Il buon fine lo si saprà dopo averlo assaggiato. Se non vi piace come vanno a finire le cose aggiungete del peperoncino. Ma se proprio rimanete delusi:

Non rimanete con l’amaro in bocca, deglutite!

 

Postato da: penzogi a 15:35 | link | commenti (2) |

Comix

  

“AVEVO INIZIATO A SCRIVERE IL GIALLO PERFETTO, MA NON L’HO FINITO. NON CAPIVO CHI ERA L’ASSASSINO!”. (Guido Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 11:11 | link | commenti (4) |
comix, copyright, guido penzo

 

  

Il lonfo

Il lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco, e gnagio s’archipatta.
È frusco il lonfo! È pieno di lupigna
arrafferìa malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e t’arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;
e quasi quasi, in segno di sberdazzi
gli affarfaresti un gniffo. Ma lui zuto
t’alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.

da “Gnosi delle favole” di Maraini Fosco, 1994 Baldini Castoldi Dalai, Collana Le formiche, 96p. € 7,90.

Una strada per FOSCO MARAINI

 

 

Ha già superato  le 250 firme la petizione al sindaco di Firenze per una strada intitolata a Fosco Maraini nel territorio comunale. Sabato scorso ne ha parlato anche la pagina fiorentina de IL MANIFESTO. Tra i firmatari, i musicisti Stefano BOLLANI e Massimo ALTOMARE, che nel 1998 pubblicarono CD GNOSI DELLE FANFOLE, con le poesie metasemantiche musicate, il musicologo, musicista e penna del Vernacoliere Federico Maria SARDELLI, le scrittrici Adele CAMBRIA, Carmen COVITO, Paola PRESCIUTTINIl, la regista Cinzia TORRINI, l’ex assessore alla cultura di Firenze Simone SILIANI, i giornalisti Marco DEL CORONA e Daniela TAGLIAFICO, il fotografo Roberto MASOTTI, la cantante Simona BENCINI, il Sindacato Nazionale Scrittori, il Sindaco di Pescasseroli  e molti docenti universitari, architetti, alpinisti, teatranti, operatori dell’editoria ecc. Molti non sono fiorentini perché non è necessario essere nati o residenti a Firenze per sostenere il diritto di una figura come Maraini ad avere una strada intitolata nella sua città natale. L’elenco completo dei firmatari lo trovate qui

 

To:  SINDACO DI FIRENZE, ITALIA

 

Signor Sindaco di Firenze,

avendo appurato nei giorni scorsi che le strade fiorentine possono essere intitolate anche a persone scomparse da pochi giorni, rompiamo gli indugi e Le chiediamo di non dimenticare anche un altro dei fiorentini più illustri: Fosco Maraini,antropologo, orientalista scrittore, poeta, fotografo, grande viaggiatore, scomparso ormai da più di due anni, nel giugno 2004. Un uomo che, a differenza di altri suoi concittadini a cui recentemente si è deciso di rendere omaggio postumo, ha dedicato tutta la sua vita e la sua opera a favorire la comprensione fra culture diverse. Le chiediamo pertanto di intitolare una strada a Fosco Maraini, o – in alternativa e come omaggio indiretto (il che riteniamo gli farebbe ugualmente piacere)- al LONFO, oggetto della più celebre delle sue immortali poesie metasemantiche.

 

 

Postato da: penzogi a 11:04 | link | commenti (6) |

12/10/2006
chioggia

  . Se mi fa piacere, date un voto, ma solo se avete sorriso…alla fine. Ancora: mi farebbe piacere aggiungere altre introduzioni, quindi se avete tanto tempo, lasciate nel commento la vostra introduzione.

SONO QUI’

 

Scarica il libro

 

 

Postato da: penzogi a 12:54 | link | commenti (13) |

29/09/2006
Comix

  

“Ho smesso di truccarmi. Il trucco mi irrita. Non andiamo mai d’accordo su nulla!” (Guido Penzo ©)

 

Postato da: penzogi a 15:42 | link | commenti (9) |
comix, guido penzo

 

  

Andando per esclusione, con la Papamobile:

 

Uno dei quattro non sono io!

 

Postato da: penzogi a 13:49 | link | commenti (8) |

 

  

POSTDATATO

“Io so perchè le cose accadono

anche senza farle inciampare”.

 

(Volta celeste con tanti colori, Riotta è il terzo in alto al centrosinistra)

Tutto accade secondo moti celesti, arancioni, indaco. Noi non riusciremo mai a darci pace (come tra palestinesi ed israeliani) se non saremmo capaci d’interpretare il disegno divino che ci sovrastà. Anche se è scritto ad oscure lettere, raccomandate, che “non ci è dato”. Potremmo aprire anche un bar su marte ed offrire martini ai viaggiatori del tempo, sempre in anticipo sulle coincidenze astrali, ma non andremmo mai oltre l’oscura iperscrutabilità che ci nega l’evidenza. Ma c’è un ma, a volte anche due, quando il foglio sù disegnato finisce in mano a Capezzone e vien sventolato ai quattro venti (quaranta minuti alle 17). Riotta al tg 1 è inscritto e sarà ed è. Il pacco? Subito dopo, alle 20 e 45.

 

Postato da: penzogi a 11:42 | link | commenti (1) |

28/09/2006
 

  

cu  cu

 

Postato da: penzogi a 16:53 | link | commenti (8) |

 

  

“NON METTETE MAI IL CARRO DAVANTI AI BUOI, A MENO CHE NON DOBBIATE ANDARE IN RETROMARCIA” (Guido Penzo ©)

 

Postato da: penzogi a 10:21 | link | commenti (3) |

27/09/2006
Netiquette

  

ANCHE INTERNET HA IL SUO BON TON, MA E’ INUTILE CHIEDERGLIELO, NON VUOLE FAR COPIARE.

Capitolo 1396: La Nechitette o come cavolo si pronuncia.

Fra gli utenti dei servizi telematici di rete, prima fra tutte la rete Internet, ed in particolare fra i lettori dei servizi di “news” Usenet, si sono sviluppati nel corso del tempo una serie di “tradizioni” e di “principi di buon comportamento” che vanno collettivamente sotto il nome di “netiquette”. Ecco 10 regole da osservare con attenzione. Il primo che le vede muoversi fa un fischio. 

  1. Quando si arriva in un nuovo newsgroup o in qualcosa che gli assomiglia, per prima cosa è meglio citofonare. Attenzione che se voi citofonate quì e chi risponde è in Giappone, magari lo svegliate mentre dorme (in Giappone il sole tramonta prima e, di conseguenza, fa mattina presto e sanno le cose prima. Non per niente i giapponesi sono giapponesi e il Giappone si chiama Sol Levante e mica Sol Ponente). Questo vale anche per la posta elettronica tipo e-mail. Le e-mail dal Giappone arrivano prima, quindi leggete la risposta prima di fare la domanda. S.i.M. (Scritto in Mezzo) Le e-mail sono poste tra le d-mail e le f-mail.  Dopo aver citofonato non dite subito la vostra, cercate di capire se avete pigiato il tasto giusto, se disturbate, se c’è Gigi, se siete graditi, se è un videocitofono non fate le smorfie. Se volete rispondere alle e-mail anonime mettetevi gli occhiali da sole prima di farlo e se dovete darvi un appuntamento scegliete una città anonima in provincia di Oslo.
  2. Se si manda un messaggio, è bene che esso sia sintetico. Al giorno d’oggi nessuno ama più le cose naturali, mettetevelo bene in testa. Meglio un cappello 50 % Lycra e 50 % Poliammide  piuttosto e menocrudo del cotone sulla pelle. Se avete tanto da dire e poco tempo da fare,  eliminate qualche vocale…tranne che da “aiuola”.
  3. Solo se avete manie di grandezza usate i caratteri in maiuscolo. Non è necessario far vedere che avete i maiuscoli, a volte è meglio essere delicati. Non usate il grassetto, unge e dichiara più chili di quelli reali. Se andate di fretta usate il corsivo e, già che ci siamo, aggiungete dell’aceto quando lavate dei colorati di diverso colore.
  4. Non divagare rispetto all’argomento del giorno. Meglio far finta di non sapere che dimostrarlo a tutti i costi. Se proprio volete dire la vostra andate dalla portinaia. Così lei avrà un nuovo aneddoto da raccontare sul suo blog.
  5. Quando ricevete un messaggio non state tutte le volte a litigare che non c’è il francobollo. Non se l’è preso l’e-postino. Fidatevi. Inoltre non siete obbligati a rispondere per le rime se non vi vengono e non riportate per intero il messaggio a cui state rispondendo, ma riassumetelo tagliandolo (come i riassunti incompleti che facevate alle elementari).
  6. Se non siete d’accordo con chi vi scrive è meglio rigargli la casella di posta elettronica (senza essere visti dalla portinaia), piuttosto che picchiare i propri figli. Che lo spam dei padri non ricada sulle caselle dei figli.
  7. Non pubblicare mai, senza l’esplicito permesso dell’autore, il contenuto di messaggi di posta elettronica. Ma se proprio devi, copia e incolla con la colla da parati sui vetri delle auto in sosta. Come hanno fatto a capire che eri stato tu? La tua era l’unica auto, nel parcheggio, senza e-mail incollata sul vetro!
  8. Leggere sempre le FAQ (Frequently Asked Questions) relative all’argomento trattato prima di leggere la Gazzetta. Potrebbe non servire, ma fa fino.
  9. Non inviare tramite posta elettronica il numero di cellulare del collega che non sopporti a meno che lui non abbia fatto la stessa cosa.
  10. Non fare il professorino, nella vita è megli sbagliare una parola piuttosto che il matrimonio. Meglio pensare al contenuto che alla forma (e te ne sei accorto quando si è struccata). Chi scrive e-mail di solito lo fa di fretta, di nascosto e dal posto di lavoro, per risparmiare. Cerca di capirlo anche se commette degli errori grammaticali. Sono errori venali. (Guido Penzo ©)

 

Postato da: penzogi a 18:01 | link | commenti (4) |
bon ton

 

  

 

In comune hanno Milano, trova le differenze tra Jean Michel e Tamara.

 

Postato da: penzogi a 15:18 | link | commenti (3) |

 

  

 

IL BLOG RISTORANTE

Il dolce: “Il Blog”, cornettini al burro in salsa di caramello e cioccolato.

Quella che segue non è la ricetta del blog quì sopra (chi conosce la ricetta per un buon blog?) però è la ricetta del “Dolce al cioccolato alle due creme“.

Ingredienti per un numero variabile di persone (in proporzione varierà la quantità di dolce a testa): 200 grammi di biscotto secco ma non scaduto. Un biscotto secco lo si riconosce dalla posizione nella dispensa. Infatti quando avete letto che serve vi siete domandate: “Avrò dei biscotti secchi? ” e dopo aver spostato le merendine al cacao del piccolo, i pavesini da pucciare nel latte del nonno, i frollini in briciole della più grande e i 3 x 2 di quel grezzo di vostro marito, li avete trovati nell’angolo più lontano e più buio della dispensa. 200 grammi di cioccolato fondente…va bene anche 180, per questa volta, ma qualcuno deve pur dire a vostro figlio che il cioccolato fondente serve per cucinare e non come antipasto quando la sera c’è il pesce alla griglia, che poi gli viene l’acido. 100 grami di canditi misti ci vogliono, non è mica sempre Natale che comperate il panettone senza canditi perché non piacciono a nessuno (potete sempre scartarli prima di servire in tavola o mentre mangiate senza farvi vedere dal bon ton). 200 grammi di uvetta, vale lo stesso discorso fatto a Natale. 200 grammi di fico secco…100grammi di pistacchio…150 grammi di mandorla…150 grammi di nocciole…mi sa che cambio ricetta e preparo un panino con la crema di cioccolata. 50 grammi di burro. Per le creme: Un chilogrammo di mascarpone…un panino e un vasetto di nutella (se qualcuno vuole sapere, per curiosità, cosa occorre ancora: 2 cucchiai di caffè solubile, 2 cucchiai di zucchero, 2 cucchiai di sciroppo di acero, un bicchierino di rhum).

 

Preparazione: Finalmente potete farla finita, anche se un poco vi dispiace mescolare assieme tutti gli ingredienti che fanno bella mostra sul tavolo, ma nella vita bisogna scegliere: o loro o la tovaglia quando è ora di mangiare. 1, 2, 3 via! Tritate la frutta secca, i canditi e i fichi, sbriciolate i biscotti, grattugiate 100 g. di cioccolato, fusate il burro. Mescolate poi tutto in una ciotola con l’uvetta e il rhum. Quando vi siete stancate a sufficienza avvolgetevi di carta da forno e riposate per almeno un ora in uno stampo dentro al frigo con il composto (sarà veramente composto se non allungherà le mani). Se vostra figlia ha riattaccato il telefono, dopo aver parlato per 45 minuti con l’amica del cuore (e meno male che non era l’amica della testa), chiedetele di frullare 2 cucchiai di zucchero con 2 di caffè e uno d’acqua fino ad ottenere una crema a cui amalgamare  500 grammi di mascarpone. I restanti 500 g. di mascarpone uniteli allo sciroppo d’acero. Quando vostra figlia avrà finito mandatela pure a fare i compiti. Infine ricoprite il dolce con il restante cioccolato sciolto a bagnomaria e servitelo con le due creme preparate o in alternativa spolverate con dello zucchero a velo il panino ripieno di nutella.

 

Altro: Un mio amico addestra i cani e assinistra i gatti!

 

 

Postato da: penzogi a 13:02 | link | commenti (4) |

 

  

Vuoi conoscere Bruce Springsteen?

A onor del vero no. Non in modo particolare. Non voglio dire che non l’apprezzi come artista. Un prezzo l’avrà anche lui, un codice a barre, non penso che si diverta a gratis. Così non voglio, diciamo desidero, conoscerlo. Archiviata questa domanda passiamo al rovescio della medaglia:

Vuole Bruce Springsteen conoscere Guido Penzo?

A onor del vero non lo so. Appena lo vedo glielo chiedo. Nel caso la risposta dovesse essere positiva dovrebbe comunque rispondere alLA DOMANDA – Ecco la domanda a cui Spring dovrebbe rispondere per partecipare al concorso:
Quale professione ha indicato Guido Penzo al Funzionario del Comune al momento di rinnovare la Carta d’Identità nel marzo 1987?

COME PARTECIPARE  – Tutti possono partecipare, non solo Bruce, Prince, Lince, 50 Cent, ma chiunque volesse cementarsi, in colonna,  può lasciare un commento con l’indicazione della professione.

COSA SI EVINCE – Anzi, mettiamola giù come si deve:

Cosa si vince a partecipare?

A onor del vero non lo so. L’importante è partecipare…però anche l’occhio vuole la sua parte se vince. Al vincitore verrà dedicato un capitolo del

Corso di bon ton per aspiranti (astenersi apneisti).

29 settembre: Risposta con anedoto: Nel foglio che avevo compilato con i dati da riportare sulla Carta d’Identità avevo scritto: SCRITTORE. L’impiegato del Comune aveva riportato senza ulteriori domande. Così sono stato SCRITTORE per 5 anni senza aver mai scritto nulla tranne che “scrittore” sulla Carta d’Identità.

 

 

Postato da: penzogi a 11:27 | link | commenti (10) |

22/09/2006
Comix

  

UN CAPITOLO A CASO: 9

CHE DIFFERENZA C’E’ TRA BON TON E GALATEO?  CHE GALATEO SI SCRIVE GALATEO MENTRE BON TON NO!

 

L’estate è finita. Inutile chiederne ancora un poco, la scatola è già stata gettata nell’indifferenziato e non serve sapere chi è stato l’ultimo. Non rimane che il tempo di fare il cambio di stagione che è già Natale. Si, proprio così. Se volete prendervela comoda fate pure. Se volete sedervi sul divano, guardare le foglie che cadono, mettere le castagne sul fuoco, lasciare che la nebbia sia calata dall’alto e che la batteria dell’auto sia scarica proprio quando siete in ritardo, fate pure. Ma non venite a bussare alla mia porta, alle tre di notte, con la scusa che avete fatto un brutto sogno e poi mi chiedete che regali fare. Bisogna pensarci per tempo, e questo tempo  nuvoloso mi sembra più che adatto, che quando vi riducete all’ultimo, alle 19.00 del 24 dicembre, fuori nevica e c’è lo sciopero dei mezzi. Cosa dice il Bon Ton? Mi guarda e fa di si con la testa. Intanto prendete carta e penna e segnate: a chi è un piacere fare un regalo, a chi è un dovere fare un regalo, a chi regalare dei soldi perché si comperi un regalo (in basso lasciate sempre uno spazio per segnare le cose che vi vengono in mente per la spesa). Anticamente si usava la legge del taglione: si teneva buona la lista dell’anno precedente e si “tagliava” chi non ci aveva fatto un regalo, mentre si aggiungeva chi ce l’aveva fatto e non era nella lista (situazione meglio conosciuta come “Figura di M.”, disegno esplicativo a parte). Alla lista si aggiunge chi, nell’anno solare che va da Natale a Natale, merita di ricevere un pensiero. Il pensiero si differenzia dal regalo perché costa meno di 10 euro. La lista di solito comprende i parenti vicini (quelli lontani costa di più la spedizione del regalo, un bel biglietto d’auguri, magari posta prioritaria, va più che bene), gli amici intimi di lunga data, l’amica o l’amico intimo di breve durata, i più amici che colleghi del lavoro, i più colleghi che amici del lavoro di cui si può sempre avere bisogno, i vicini di casa (in un palazzo, a più di tre piani di distanza si diventa “lontani di casa”), la portinaia e i vari ed eventuali. I vari ed eventuali fanno parte della classifica mobile della lista in funzione degli accadimenti positivi o negativi della vita sociale: l’avvocato, il medico di famiglia, l’elettrauto, il consigliere comunale, il pensionato che  tiene il cane e innaffia le piante d’estate, il collega dell’ufficio del personale, quello che mi passa la tessera per entrare allo stadio ecc.

Da questo momento in poi scatta il conto alla rovescia per indovinare i gusti, le tendenze, i desideri o quanti soldi mettere nella busta da regalare, di ogni inscritto nella lista.

Iniziate fin da ora a scrivere i possibili regali e quando li avrete individuati tutti, raggruppateli per negozio. Riscrivete infine l’elenco “per negozio” partendo da quello sotto casa fino al negozio più lontano. Non scartate la possibilità di mandare qualcuno in quello lontano, al posto vostro, già che va lì. Non fate però come il Natale scorso che l’avete chiesto a chi l’avrebbe poi ricevuto, solo perché lavorava in zona.

Ecco un elenco per chi vuole andare oltre la teoria e sconfinare nella pratica (rientrando prima che faccia buio):

Regali per chi viaggia: oltre il set di borse da viaggio che non avete mai regalato perché costano troppo (e non regalerete neanche quest’anno), il borsone da marinaio, la 12 ore (più piccola e meno cara di una 48), il portaombrelli da tasca, la guida pieghevole plastificata che, all’occorrenza, diventa un originale impermeabile con stampa multicolor,  il beauty rosa per non passare inosservati, la bussola che indica sempre la vostra buona stella (ricordatevi di scegliere la stella Polare come la vostra stella), l’orologio da viaggio che vi segue sempre, questo Natale potreste pensare di regalare il caricatore ad energia solare, da usare nei tre mesi estivi in campeggio, da non usare a Capo Nord nei sei mesi di buio. Altre idee regalo: una torcia per mettersi in luce e che indicherà sempre la vostra posizione agli astronauti dello Shuttle, una lente veloce, un cacciaviti ultimo modello che oltre a cacciarle le avvita, un termometro da viaggio per sapere sempre qual è la vostra temperatura corporea, una bici elettrica con un’autonomia di 30 chilometri (con trenta chilometri di cavo elettrico). (Guido Penzo ©)

 

 

 

Postato da: penzogi a 11:42 | link | commenti (16) |
copyright, bon ton, guido penzo

 

  

A grande una richiesta potrebbe tornare un capitolo a caso di:

IL BON TON SI VEDE DAL MATTINO, SE NON LO VEDETE E’ UN PROBLEMA VOSTRO E NON DELL’ANTENNA.

Intanto andate a prendere una tovaglia bianca, dove sapete voi…fatto?

 

Poi, con un pennarello nero punta grossa, riproducete sulla tovaglia, per ogni commensale, il disegno quì sopra …dopo aver disteso la tovaglia, mi sembra ovvio.

Se in casa non avete un pennarello nero punta grossa è evidente che la cucina non fa per voi, provate a cambiarla con un secondo bagno. Per tutti gli altri vado a  decifrare (anche se non ci sono cifre) l’antico geroglifico alfa betico per inciso sulla stele di Rosetta, proprietaria del Myconos di viale Monza.

Con la lettera A è contraddistinto il tovagliolo A. Se vi chiamate Andrea, Alessia, Aurelio va bene. Se vi chiamate Carlo mettete una C sul disegno del tovagliolo. Potreste mettere una generica T per tovagliolo, ma in quel caso litighereste con Tonino che ci ha già messo il suo di tovagliolo. Su B posizionate una forchettina. Durante la Rivoluzione Francese con questa venivano “passati” i figli degli aristocratici. C è la posizione dei piatti. Se avete dei vivaci lasciateli liberi di posizionarsi a piacere. D è il piattino del burro. Si poteva mettere anche PB, ma c’era il rischio che qualcuno pensasse a Prigitte Bardot. E è il bicchiere più grande, per l’acqua o, con la scusa di sbagliare, del vino che preferite. F e G sono le sagome per gli altri bicchieri, quelli che avete da quando vi siete sposati e non avete mai usato, finalmente! H, I e J saranno usate a partire dall’esterno verso l’interno. Se dovesse essere servito un “piatto unico” potrete utilizzare H e I per spiegare il fuorigioco nel calcio. Ricordate che due squadre da calcio sono composte da 10 H e da 10 I avversari. Come portieri usate pure 2 M. Infine K L M è la compagnia aerea olandese…da prendere al volo.

 

Postato da: penzogi a 10:13 | link | commenti (1) |

 

Chioggia e chi no.

Chi oggi a’, domani non si sa!     Ironica

 

Postato da: penzogi a 09:57 | link | commenti (6) |
chioggia

11/10/2006
 

  

QUANDO C’E’ LUI!

Ci piace ricordarlo così:

fascisti su marte!
Rosso pianeta bolscevico e traditor
fascisti su marte!
con un moschetto e un “me ne frego” dentro al cuor!
siamo incredibili!
siam sommergibili!
siamo gli ignifughi
irrevocabili
conquistator!
del sangue ecco l’odor
ed anche a questi alieni ora le reni spezzerem!
Fascisti su marte!
Pianeta rosso aspetta che veniam da te
Fascisti su marte!
noi ti daremo un altro duce e un altro re!

 

Uno dei due non è l’altro, quale?

 

Postato da: penzogi a 11:35 | link | commenti (6) |

08/10/2006
 

  

Un po’esia e un po’ no.

Ho visto 

uomini imprecare,

dilapidare matrimoni

dilapidare mogli

dilapidare figli

dilapidarsi

pur di cercar* di scendere

dal tram affollato

dalla parte della salita

con le porte

ancora chiuse.

 

 

*cercar mi sembra più poetico di cercare 

 

SONO QUI’

Esprimi il tuo voto per PIATTO PIANGE, IENA RIDENS E LE STELLE STANNO A GUARDARE (è necessario registrarsi)

 

 

Postato da: penzogi a 17:13 | link | commenti (1) |

07/10/2006
 

  

Odio Sincresia

E tutti quelli con i soldi che gli avanzano, stessero fermi, i soldi, potrei prenderli ad esempio e i postulati che non vogliono farsi coverare e ricoverare una seconda volta. Intanto: CONCORSO GRAFICO-LETTERARIO FuturWORD! Parole in libertà da comporre con Word. QUI i componimenti già inviati.
Le opere dovranno pervenire entro e non oltre il 26 novembre tramite mail all’indirizzo che trovate sotto il link

 

comix forse

 

  

 

Tutti i Santi giorni.

 

Tutti i santi giorni penso che ieri era un altro giorno e che non posso più giocare al superenalotto. Tutti i santi giorni mi domando chi è il santo del giorno e penso a chi non ha santi in paradiso tipo Jessica. Tutti i santi giorni mi domando che chi non ha santi in paradiso magari sono in purgatorio ma che il volo è stato annullato. Tutti i santi giorni quando sono torno a casa, e sono stanco,  striscio il tesserino magnetico per aprire il cancello, ma non si apre. Tutti i santi giorni la portinaia mi dice che per aprire il cancello basta la chiave. Tutti i santi giorni non voglio lavorare il sabato e la domenica. Tutti i santi giorni spero che la gente faccia altro piuttosto che guardare la tv il sabato e la domenica. Tutti i santi giorni trovo traffico andandotornando dal lavoro. Tutti i santi giorni credo che dovremmo metterci d’accordo: o io o loro, a me va bene. Tutti i santi giorni sono in ritardo ma secondo me è l’orario che è sbagliato. Tutti i santi giorni vorrei stare a casa, ma non accettano la giustificazione firmata da mia figlia. Tutti i santi giorni dovrei scrivere qualcosa di serio, ma per fortuna no.

 

 

 

Postato da: penzogi a 17:22 | link | commenti (3) |
tutti i santi giorni

 

 

 

  

 

Nessuno mi ha mai chiesto se scrivo poesie.

 

Perchè nessuno me l’ha mai chiesto? Perchè non c’è stata l’occasione? Perchè era di fretta? Perchè, invece, mi ha chiesto il 33 passa per la Centrale? Perchè è meglio non saperlo? Perchè tutti scrivono poesie e quindi…? Perchè non siamo ancora al 28 verticale? Perchè poi magari ne scrivo una? Ebbene forse, io ho l’animo del poeta…è lui che non lo trova più dove l’ha lasciato.

 

Poesia dal titolo HO VISTO UOMINI (nel senso anche di umanità, a scelta).

 

 

 

Ho visto uomini

 

rimangiarsi

 

tutto quello che avevano già mangiato,

 

calpestare la dignità altrui

 

come si calpestano le aiuole,

 

scagliare pietre

 

senza peccare,

 

alzare la mano

 

e non avere niente da dire

 

ma parlare lo stesso,

 

guardare la propria immagine

 

riflessa

 

senza riconoscersi,

 

picchiare i figli

 

senza essere mai stati padri,

 

e/o padroni

 

delle proprie azioni,

 

fare tutto questo

 

pur di andare a sedersi

 

nell’unico posto libero

 

della metrò.

 

 

 

 

 

 

 

 Nessuno mi ha mai chiesto perchè scrivo poesie.

 

 

 

Postato da: penzogi a 15:26 | link | commenti (2) |

 

 

 

  

 

“MOLTI SI CHIEDONO SE ESISTE UN ALDILA’. IO MI DOMANDO: QUELLI NELL’ ALDILA’ SI CHIEDONO SE ESISTE UN ALDIQUA’?!”. (Guido Penzo©)

 

 

 

Postato da: penzogi a 11:07 | link | commenti (3) |

 

05/10/2006

 

 

 

  

 

Questo blog condanna ogni forma di violenza: fa male!

 

QUANTO CIELO BISOGNA BRUCIARE PER OTTENERE L’AZZURRO CENERE?

 

Ormai la frittata è fatta, chi ne vuole un pezzo? Anche le uova si sono sbattute, voi cosa aspettate? Ora che il dado è trito lo metto nello scrittomisto? L’importante è partecipare o trovare un parcheggio libero?

 

Intanto devo rinGrazie chi ha creduto e mi ha introdotto, GiàSalrinatino, Luisa, Luca, poi devo Grazie a chi mi vota. In scambio regalo un consiglio: mangiate più frutta e verdura.

 

Adesso si pone un problema, anzi due: 1. Dove voglio arrivare 2. Come? Risposte: 1. Intanto è stato importante partire. Una delle cose che più mi piace è guardare fuori dal finestrino durante il viaggio, anche quando Ioguido. Poi arrivare fra i trenta giudicati dalla giuria. Perchè? Per essere letto. Arrivato. Poi è importante trovar piacere nella coopartecipazione alla scritturalettura. Una delle cose che più mi piace è guardar (di nascosto l’effetto che fa) e sorridere a chi sorride leggendomi. 2. Fare campagna, seminare, cogliere? Ovvero dare importanza? Sbracciarmi oltre che dire, fare, abbracciare? Ditemi voi. Intanto… 

 

 

 

Piatto piange, iena ridens e le stelle stanno a guardare.

 

  Titolo Piatto piange, iena ridens e le stelle stanno a guardare
Autore Guido Penzo
Prezzo Senza (o veceversa).
Vocali Tante ma non troppe.
Anno 2006
Un numero a caso  597.496
Fiore Papàvero (no imitazioni)
Normalmente disponibile
per la spedizione entro
2 giorni lavorativi

Prezzo in altre valute:
dollari usa $ 12,76  yen giapponesi Y. 1.639
sterline inglesi £ 7,48  franchi svizzeri F 17,38
 
WUZ consiglia: “Ieri ho incontrato un amico in difficolta’ che mi ha chiesto una mano. Adesso lui ne ha tre ed io una”.

 

 

 

 

 

In sintesi

Tante battute, qualche introduzione e molto spazio per gli appunti (per non chiedere mai: hai un foglio?)

 

 

 

 

Descrizione in abstract ed in concret.

 

 

 

E’ difficile raccontare per filo e per segno la trama di questo libro. Sarebbe più facile che fossero i personaggi del libro a raccontarsi. Sfortunatamente non vi sono personaggi degli di nota (o di introduzione) in questo libro. “Allora ciccia?” come chiese l’impresario del più grande circo esagonale alla donna cannolo. “Allora un corno” come lei rispose, ripiena di se. E’ la parola il, lo, la protagonista di quanto sopra, di quanto sotto e di quanto dentro. La parola e il suo senso (dal sesto in su), la parola e il suo significato, la parola e il suo non detto (chi l’avrebbe mai detto?), la parola o al contrario la alorap che si erge a testimone incorruttibile nel processo che la ragione intenta alla irragione. E’ il gioco lessicale, non tanto fine a se stesso (fine e punto) ma finalizzato al piacere Guido, piacere Lia. Il gioco che nasce pretendendo il prezzo intero dalle frasi che vogliono essere scontate. O meglio, se preferite. E’ la ricerca dell’effetto linguistico, delle linguine al pesto, dell’affettato. Eppur si muove l’ho già detto?

 

 

 

I vostri commenti

 

 

 

Recensioni 4 di 4 recensioni presenti.  

 

 

 

Andrea (4-10-2006)

tra tutti quelli iscritti solo tu fai ridere
Andrea
noisetv@hotmail.it

 

 

 

 

 

Saltino (5-10-2006)

Due voti è megl che one… ti ha votato anche Italosphera tutta!!
Lascia perdere questa gente… è gents Taccia!!

 

 

 

 

 

Giarina (5-10-2006)

ho votato il nostro cavallo di razza.
è una razza di cavallo o un cavallo di razza?
e se è razza, è anche pesce oppure solo cavallo.
e se è anche pesce dobbiamo votare due volte, una nel barile e una fuor d’acqua?
io son pronta alla battaglia, eh?!

 

 

 

 

 

Zop (5-10-2006)

a proposito di uova: veniamo al sodo! come si fa a votarti? (un fan)

 

 

 

SONO QUI’

 

Esprimi il tuo voto per PIATTO PIANGE, IENA RIDENS E LE STELLE STANNO A GUARDARE (è necessario registrarsi)

 

 

 

 

Postato da: penzogi a 11:28 | link | commenti (7) |

 

04/10/2006

 

 

 

  

 

NON HO MOLTO TEMPO, CHI NE AVESSE MESSO DA PARTE QUANDO NE AVEVA ANCHE TROPPO, PUO’ PRESTARMELO?

 

LEGGEVOTANDOMIRIDENS, 9 

 

Intanto è iniziato Scrittomisto. Con un escamotage, o qualcosa che suona allo stesso modo, sono arrivato alle 140.000 battute Hahahaha. Vorrei che leggeste e, solo dopo, votaste, in piena libertà di dare i numeri che credete. E se non ci credete, allora 9. La partecipazione è libertà, o viceversa, quindi sono già arrivato ad essere libero. L’abstract che introduce non deve condizionarvi, era l’introduzione ad altro, o no, forse. Ringrazio e lo farò meglio e con più calma e con più tempo e con la carta da regalo, chi mi ha scritto l’introduzione. Purtroppo le introduzioni di Eco, Severgnini, Palombelli, Kant, Batta, Bartezzaghi, Platone, Florio, Gattuso e Mirabella sono arrivate troppo tardi o non sono mai partite o erano . Se mi fa piacere, date un voto, ma solo se avete sorriso…alla fine. Ancora: mi farebbe piacere aggiungere altre introduzioni, quindi se avete tanto tempo, lasciate nel commento la vostra introduzione.

SONO QUI’

 

 

 

Scarica il libro

 

 

 

 

 

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29/09/2006

 

Comix

 

  

 

“Ho smesso di truccarmi. Il trucco mi irrita. Non andiamo mai d’accordo su nulla!” (Guido Penzo ©)

 

 

 

Postato da: penzogi a 15:42 | link | commenti (9) |
comix, guido penzo

 

 

 

  

 

Andando per esclusione, con la Papamobile:

 

 

 

Uno dei quattro non sono io!

 

 

 

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POSTDATATO

 

“Io so perchè le cose accadono

 

anche senza farle inciampare”.

 

 

 

(Volta celeste con tanti colori, Riotta è il terzo in alto al centrosinistra)

 

Tutto accade secondo moti celesti, arancioni, indaco. Noi non riusciremo mai a darci pace (come tra palestinesi ed israeliani) se non saremmo capaci d’interpretare il disegno divino che ci sovrastà. Anche se è scritto ad oscure lettere, raccomandate, che “non ci è dato”. Potremmo aprire anche un bar su marte ed offrire martini ai viaggiatori del tempo, sempre in anticipo sulle coincidenze astrali, ma non andremmo mai oltre l’oscura iperscrutabilità che ci nega l’evidenza. Ma c’è un ma, a volte anche due, quando il foglio sù disegnato finisce in mano a Capezzone e vien sventolato ai quattro venti (quaranta minuti alle 17). Riotta al tg 1 è inscritto e sarà ed è. Il pacco? Subito dopo, alle 20 e 45.

 

 

 

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28/09/2006

 

 

 

  

 

cu  cu

 

 

 

Postato da: penzogi a 16:53 | link | commenti (8) |

 

 

 

  

 

“NON METTETE MAI IL CARRO DAVANTI AI BUOI, A MENO CHE NON DOBBIATE ANDARE IN RETROMARCIA” (Guido Penzo ©)

 

 

 

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27/09/2006

 

Netiquette

 

  

 

ANCHE INTERNET HA IL SUO BON TON, MA E’ INUTILE CHIEDERGLIELO, NON VUOLE FAR COPIARE.

 

Capitolo 1396: La Nechitette o come cavolo si pronuncia.

 

Fra gli utenti dei servizi telematici di rete, prima fra tutte la rete Internet, ed in particolare fra i lettori dei servizi di “news” Usenet, si sono sviluppati nel corso del tempo una serie di “tradizioni” e di “principi di buon comportamento” che vanno collettivamente sotto il nome di “netiquette”. Ecco 10 regole da osservare con attenzione. Il primo che le vede muoversi fa un fischio. 

 

  1. Quando si arriva in un nuovo newsgroup o in qualcosa che gli assomiglia, per prima cosa è meglio citofonare. Attenzione che se voi citofonate quì e chi risponde è in Giappone, magari lo svegliate mentre dorme (in Giappone il sole tramonta prima e, di conseguenza, fa mattina presto e sanno le cose prima. Non per niente i giapponesi sono giapponesi e il Giappone si chiama Sol Levante e mica Sol Ponente). Questo vale anche per la posta elettronica tipo e-mail. Le e-mail dal Giappone arrivano prima, quindi leggete la risposta prima di fare la domanda. S.i.M. (Scritto in Mezzo) Le e-mail sono poste tra le d-mail e le f-mail.  Dopo aver citofonato non dite subito la vostra, cercate di capire se avete pigiato il tasto giusto, se disturbate, se c’è Gigi, se siete graditi, se è un videocitofono non fate le smorfie. Se volete rispondere alle e-mail anonime mettetevi gli occhiali da sole prima di farlo e se dovete darvi un appuntamento scegliete una città anonima in provincia di Oslo.
  2. Se si manda un messaggio, è bene che esso sia sintetico. Al giorno d’oggi nessuno ama più le cose naturali, mettetevelo bene in testa. Meglio un cappello 50 % Lycra e 50 % Poliammide  piuttosto e menocrudo del cotone sulla pelle. Se avete tanto da dire e poco tempo da fare,  eliminate qualche vocale…tranne che da “aiuola”.
  3. Solo se avete manie di grandezza usate i caratteri in maiuscolo. Non è necessario far vedere che avete i maiuscoli, a volte è meglio essere delicati. Non usate il grassetto, unge e dichiara più chili di quelli reali. Se andate di fretta usate il corsivo e, già che ci siamo, aggiungete dell’aceto quando lavate dei colorati di diverso colore.
  4. Non divagare rispetto all’argomento del giorno. Meglio far finta di non sapere che dimostrarlo a tutti i costi. Se proprio volete dire la vostra andate dalla portinaia. Così lei avrà un nuovo aneddoto da raccontare sul suo blog.
  5. Quando ricevete un messaggio non state tutte le volte a litigare che non c’è il francobollo. Non se l’è preso l’e-postino. Fidatevi. Inoltre non siete obbligati a rispondere per le rime se non vi vengono e non riportate per intero il messaggio a cui state rispondendo, ma riassumetelo tagliandolo (come i riassunti incompleti che facevate alle elementari).
  6. Se non siete d’accordo con chi vi scrive è meglio rigargli la casella di posta elettronica (senza essere visti dalla portinaia), piuttosto che picchiare i propri figli. Che lo spam dei padri non ricada sulle caselle dei figli.
  7. Non pubblicare mai, senza l’esplicito permesso dell’autore, il contenuto di messaggi di posta elettronica. Ma se proprio devi, copia e incolla con la colla da parati sui vetri delle auto in sosta. Come hanno fatto a capire che eri stato tu? La tua era l’unica auto, nel parcheggio, senza e-mail incollata sul vetro!
  8. Leggere sempre le FAQ (Frequently Asked Questions) relative all’argomento trattato prima di leggere la Gazzetta. Potrebbe non servire, ma fa fino.
  9. Non inviare tramite posta elettronica il numero di cellulare del collega che non sopporti a meno che lui non abbia fatto la stessa cosa.
  10. Non fare il professorino, nella vita è megli sbagliare una parola piuttosto che il matrimonio. Meglio pensare al contenuto che alla forma (e te ne sei accorto quando si è struccata). Chi scrive e-mail di solito lo fa di fretta, di nascosto e dal posto di lavoro, per risparmiare. Cerca di capirlo anche se commette degli errori grammaticali. Sono errori venali. (Guido Penzo ©)

 

 

 

Postato da: penzogi a 18:01 | link | commenti (4) |
bon ton

 

 

 

  

 

 

 

In comune hanno Milano, trova le differenze tra Jean Michel e Tamara.

 

 

 

Postato da: penzogi a 15:18 | link | commenti (3) |

 

 

 

  

 

 

 

IL BLOG RISTORANTE

 

Il dolce: “Il Blog”, cornettini al burro in salsa di caramello e cioccolato.

 

Quella che segue non è la ricetta del blog quì sopra (chi conosce la ricetta per un buon blog?) però è la ricetta del “Dolce al cioccolato alle due creme“.

 

Ingredienti per un numero variabile di persone (in proporzione varierà la quantità di dolce a testa): 200 grammi di biscotto secco ma non scaduto. Un biscotto secco lo si riconosce dalla posizione nella dispensa. Infatti quando avete letto che serve vi siete domandate: “Avrò dei biscotti secchi? ” e dopo aver spostato le merendine al cacao del piccolo, i pavesini da pucciare nel latte del nonno, i frollini in briciole della più grande e i 3 x 2 di quel grezzo di vostro marito, li avete trovati nell’angolo più lontano e più buio della dispensa. 200 grammi di cioccolato fondente…va bene anche 180, per questa volta, ma qualcuno deve pur dire a vostro figlio che il cioccolato fondente serve per cucinare e non come antipasto quando la sera c’è il pesce alla griglia, che poi gli viene l’acido. 100 grami di canditi misti ci vogliono, non è mica sempre Natale che comperate il panettone senza canditi perché non piacciono a nessuno (potete sempre scartarli prima di servire in tavola o mentre mangiate senza farvi vedere dal bon ton). 200 grammi di uvetta, vale lo stesso discorso fatto a Natale. 200 grammi di fico secco…100grammi di pistacchio…150 grammi di mandorla…150 grammi di nocciole…mi sa che cambio ricetta e preparo un panino con la crema di cioccolata. 50 grammi di burro. Per le creme: Un chilogrammo di mascarpone…un panino e un vasetto di nutella (se qualcuno vuole sapere, per curiosità, cosa occorre ancora: 2 cucchiai di caffè solubile, 2 cucchiai di zucchero, 2 cucchiai di sciroppo di acero, un bicchierino di rhum).

 

 

 

Preparazione: Finalmente potete farla finita, anche se un poco vi dispiace mescolare assieme tutti gli ingredienti che fanno bella mostra sul tavolo, ma nella vita bisogna scegliere: o loro o la tovaglia quando è ora di mangiare. 1, 2, 3 via! Tritate la frutta secca, i canditi e i fichi, sbriciolate i biscotti, grattugiate 100 g. di cioccolato, fusate il burro. Mescolate poi tutto in una ciotola con l’uvetta e il rhum. Quando vi siete stancate a sufficienza avvolgetevi di carta da forno e riposate per almeno un ora in uno stampo dentro al frigo con il composto (sarà veramente composto se non allungherà le mani). Se vostra figlia ha riattaccato il telefono, dopo aver parlato per 45 minuti con l’amica del cuore (e meno male che non era l’amica della testa), chiedetele di frullare 2 cucchiai di zucchero con 2 di caffè e uno d’acqua fino ad ottenere una crema a cui amalgamare  500 grammi di mascarpone. I restanti 500 g. di mascarpone uniteli allo sciroppo d’acero. Quando vostra figlia avrà finito mandatela pure a fare i compiti. Infine ricoprite il dolce con il restante cioccolato sciolto a bagnomaria e servitelo con le due creme preparate o in alternativa spolverate con dello zucchero a velo il panino ripieno di nutella.

 

 

 

Altro: Un mio amico addestra i cani e assinistra i gatti!

 

 

 

 

 

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Vuoi conoscere Bruce Springsteen?

 

A onor del vero no. Non in modo particolare. Non voglio dire che non l’apprezzi come artista. Un prezzo l’avrà anche lui, un codice a barre, non penso che si diverta a gratis. Così non voglio, diciamo desidero, conoscerlo. Archiviata questa domanda passiamo al rovescio della medaglia:

 

Vuole Bruce Springsteen conoscere Guido Penzo?

 

A onor del vero non lo so. Appena lo vedo glielo chiedo. Nel caso la risposta dovesse essere positiva dovrebbe comunque rispondere alLA DOMANDA – Ecco la domanda a cui Spring dovrebbe rispondere per partecipare al concorso:
Quale professione ha indicato Guido Penzo al Funzionario del Comune al momento di rinnovare la Carta d’Identità nel marzo 1987?

 

COME PARTECIPARE  – Tutti possono partecipare, non solo Bruce, Prince, Lince, 50 Cent, ma chiunque volesse cementarsi, in colonna,  può lasciare un commento con l’indicazione della professione.

 

COSA SI EVINCE – Anzi, mettiamola giù come si deve:

 

Cosa si vince a partecipare?

 

A onor del vero non lo so. L’importante è partecipare…però anche l’occhio vuole la sua parte se vince. Al vincitore verrà dedicato un capitolo del

 

Corso di bon ton per aspiranti (astenersi apneisti).

 

29 settembre: Risposta con anedoto: Nel foglio che avevo compilato con i dati da riportare sulla Carta d’Identità avevo scritto: SCRITTORE. L’impiegato del Comune aveva riportato senza ulteriori domande. Così sono stato SCRITTORE per 5 anni senza aver mai scritto nulla tranne che “scrittore” sulla Carta d’Identità.

 

 

 

 

 

Postato da: penzogi a 11:27 | link | commenti (10) |

 

22/09/2006

 

Comix

 

  

 

UN CAPITOLO A CASO: 9

 

CHE DIFFERENZA C’E’ TRA BON TON E GALATEO?  CHE GALATEO SI SCRIVE GALATEO MENTRE BON TON NO!

 

 

 

L’estate è finita. Inutile chiederne ancora un poco, la scatola è già stata gettata nell’indifferenziato e non serve sapere chi è stato l’ultimo. Non rimane che il tempo di fare il cambio di stagione che è già Natale. Si, proprio così. Se volete prendervela comoda fate pure. Se volete sedervi sul divano, guardare le foglie che cadono, mettere le castagne sul fuoco, lasciare che la nebbia sia calata dall’alto e che la batteria dell’auto sia scarica proprio quando siete in ritardo, fate pure. Ma non venite a bussare alla mia porta, alle tre di notte, con la scusa che avete fatto un brutto sogno e poi mi chiedete che regali fare. Bisogna pensarci per tempo, e questo tempo  nuvoloso mi sembra più che adatto, che quando vi riducete all’ultimo, alle 19.00 del 24 dicembre, fuori nevica e c’è lo sciopero dei mezzi. Cosa dice il Bon Ton? Mi guarda e fa di si con la testa. Intanto prendete carta e penna e segnate: a chi è un piacere fare un regalo, a chi è un dovere fare un regalo, a chi regalare dei soldi perché si comperi un regalo (in basso lasciate sempre uno spazio per segnare le cose che vi vengono in mente per la spesa). Anticamente si usava la legge del taglione: si teneva buona la lista dell’anno precedente e si “tagliava” chi non ci aveva fatto un regalo, mentre si aggiungeva chi ce l’aveva fatto e non era nella lista (situazione meglio conosciuta come “Figura di M.”, disegno esplicativo a parte). Alla lista si aggiunge chi, nell’anno solare che va da Natale a Natale, merita di ricevere un pensiero. Il pensiero si differenzia dal regalo perché costa meno di 10 euro. La lista di solito comprende i parenti vicini (quelli lontani costa di più la spedizione del regalo, un bel biglietto d’auguri, magari posta prioritaria, va più che bene), gli amici intimi di lunga data, l’amica o l’amico intimo di breve durata, i più amici che colleghi del lavoro, i più colleghi che amici del lavoro di cui si può sempre avere bisogno, i vicini di casa (in un palazzo, a più di tre piani di distanza si diventa “lontani di casa”), la portinaia e i vari ed eventuali. I vari ed eventuali fanno parte della classifica mobile della lista in funzione degli accadimenti positivi o negativi della vita sociale: l’avvocato, il medico di famiglia, l’elettrauto, il consigliere comunale, il pensionato che  tiene il cane e innaffia le piante d’estate, il collega dell’ufficio del personale, quello che mi passa la tessera per entrare allo stadio ecc.

 

Da questo momento in poi scatta il conto alla rovescia per indovinare i gusti, le tendenze, i desideri o quanti soldi mettere nella busta da regalare, di ogni inscritto nella lista.

 

Iniziate fin da ora a scrivere i possibili regali e quando li avrete individuati tutti, raggruppateli per negozio. Riscrivete infine l’elenco “per negozio” partendo da quello sotto casa fino al negozio più lontano. Non scartate la possibilità di mandare qualcuno in quello lontano, al posto vostro, già che va lì. Non fate però come il Natale scorso che l’avete chiesto a chi l’avrebbe poi ricevuto, solo perché lavorava in zona.

 

Ecco un elenco per chi vuole andare oltre la teoria e sconfinare nella pratica (rientrando prima che faccia buio):

 

Regali per chi viaggia: oltre il set di borse da viaggio che non avete mai regalato perché costano troppo (e non regalerete neanche quest’anno), il borsone da marinaio, la 12 ore (più piccola e meno cara di una 48), il portaombrelli da tasca, la guida pieghevole plastificata che, all’occorrenza, diventa un originale impermeabile con stampa multicolor,  il beauty rosa per non passare inosservati, la bussola che indica sempre la vostra buona stella (ricordatevi di scegliere la stella Polare come la vostra stella), l’orologio da viaggio che vi segue sempre, questo Natale potreste pensare di regalare il caricatore ad energia solare, da usare nei tre mesi estivi in campeggio, da non usare a Capo Nord nei sei mesi di buio. Altre idee regalo: una torcia per mettersi in luce e che indicherà sempre la vostra posizione agli astronauti dello Shuttle, una lente veloce, un cacciaviti ultimo modello che oltre a cacciarle le avvita, un termometro da viaggio per sapere sempre qual è la vostra temperatura corporea, una bici elettrica con un’autonomia di 30 chilometri (con trenta chilometri di cavo elettrico). (Guido Penzo ©)

 

 

 

 

 

 

 

Postato da: penzogi a 11:42 | link | commenti (16) |
copyright, bon ton, guido penzo

 

 

 

  

 

A grande una richiesta potrebbe tornare un capitolo a caso di:

 

IL BON TON SI VEDE DAL MATTINO, SE NON LO VEDETE E’ UN PROBLEMA VOSTRO E NON DELL’ANTENNA.

 

Intanto andate a prendere una tovaglia bianca, dove sapete voi…fatto?

 

 

 

Poi, con un pennarello nero punta grossa, riproducete sulla tovaglia, per ogni commensale, il disegno quì sopra …dopo aver disteso la tovaglia, mi sembra ovvio.

 

Se in casa non avete un pennarello nero punta grossa è evidente che la cucina non fa per voi, provate a cambiarla con un secondo bagno. Per tutti gli altri vado a  decifrare (anche se non ci sono cifre) l’antico geroglifico alfa betico per inciso sulla stele di Rosetta, proprietaria del Myconos di viale Monza.

 

Con la lettera A è contraddistinto il tovagliolo A. Se vi chiamate Andrea, Alessia, Aurelio va bene. Se vi chiamate Carlo mettete una C sul disegno del tovagliolo. Potreste mettere una generica T per tovagliolo, ma in quel caso litighereste con Tonino che ci ha già messo il suo di tovagliolo. Su B posizionate una forchettina. Durante la Rivoluzione Francese con questa venivano “passati” i figli degli aristocratici. C è la posizione dei piatti. Se avete dei vivaci lasciateli liberi di posizionarsi a piacere. D è il piattino del burro. Si poteva mettere anche PB, ma c’era il rischio che qualcuno pensasse a Prigitte Bardot. E è il bicchiere più grande, per l’acqua o, con la scusa di sbagliare, del vino che preferite. F e G sono le sagome per gli altri bicchieri, quelli che avete da quando vi siete sposati e non avete mai usato, finalmente! H, I e J saranno usate a partire dall’esterno verso l’interno. Se dovesse essere servito un “piatto unico” potrete utilizzare H e I per spiegare il fuorigioco nel calcio. Ricordate che due squadre da calcio sono composte da 10 H e da 10 I avversari. Come portieri usate pure 2 M. Infine K L M è la compagnia aerea olandese…da prendere al volo.

 

 

 

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. Se mi fa piacere, date un voto, ma solo se avete sorriso…alla fine. Ancora: mi farebbe piacere aggiungere altre introduzioni, quindi se avete tanto tempo, lasciate nel commento la vostra introduzione.

SONO QUI’

 

 

 

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29/09/2006

 

Comix

 

  

 

“Ho smesso di truccarmi. Il trucco mi irrita. Non andiamo mai d’accordo su nulla!” (Guido Penzo ©)

 

 

 

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comix, guido penzo

 

 

 

  

 

Andando per esclusione, con la Papamobile:

 

 

 

Uno dei quattro non sono io!

 

 

 

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POSTDATATO

 

“Io so perchè le cose accadono

 

anche senza farle inciampare”.

 

 

 

(Volta celeste con tanti colori, Riotta è il terzo in alto al centrosinistra)

 

Tutto accade secondo moti celesti, arancioni, indaco. Noi non riusciremo mai a darci pace (come tra palestinesi ed israeliani) se non saremmo capaci d’interpretare il disegno divino che ci sovrastà. Anche se è scritto ad oscure lettere, raccomandate, che “non ci è dato”. Potremmo aprire anche un bar su marte ed offrire martini ai viaggiatori del tempo, sempre in anticipo sulle coincidenze astrali, ma non andremmo mai oltre l’oscura iperscrutabilità che ci nega l’evidenza. Ma c’è un ma, a volte anche due, quando il foglio sù disegnato finisce in mano a Capezzone e vien sventolato ai quattro venti (quaranta minuti alle 17). Riotta al tg 1 è inscritto e sarà ed è. Il pacco? Subito dopo, alle 20 e 45.

 

 

 

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28/09/2006

 

 

 

  

 

cu  cu

 

 

 

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“NON METTETE MAI IL CARRO DAVANTI AI BUOI, A MENO CHE NON DOBBIATE ANDARE IN RETROMARCIA” (Guido Penzo ©)

 

 

 

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27/09/2006

 

Netiquette

 

  

 

ANCHE INTERNET HA IL SUO BON TON, MA E’ INUTILE CHIEDERGLIELO, NON VUOLE FAR COPIARE.

 

Capitolo 1396: La Nechitette o come cavolo si pronuncia.

 

Fra gli utenti dei servizi telematici di rete, prima fra tutte la rete Internet, ed in particolare fra i lettori dei servizi di “news” Usenet, si sono sviluppati nel corso del tempo una serie di “tradizioni” e di “principi di buon comportamento” che vanno collettivamente sotto il nome di “netiquette”. Ecco 10 regole da osservare con attenzione. Il primo che le vede muoversi fa un fischio. 

 

  1. Quando si arriva in un nuovo newsgroup o in qualcosa che gli assomiglia, per prima cosa è meglio citofonare. Attenzione che se voi citofonate quì e chi risponde è in Giappone, magari lo svegliate mentre dorme (in Giappone il sole tramonta prima e, di conseguenza, fa mattina presto e sanno le cose prima. Non per niente i giapponesi sono giapponesi e il Giappone si chiama Sol Levante e mica Sol Ponente). Questo vale anche per la posta elettronica tipo e-mail. Le e-mail dal Giappone arrivano prima, quindi leggete la risposta prima di fare la domanda. S.i.M. (Scritto in Mezzo) Le e-mail sono poste tra le d-mail e le f-mail.  Dopo aver citofonato non dite subito la vostra, cercate di capire se avete pigiato il tasto giusto, se disturbate, se c’è Gigi, se siete graditi, se è un videocitofono non fate le smorfie. Se volete rispondere alle e-mail anonime mettetevi gli occhiali da sole prima di farlo e se dovete darvi un appuntamento scegliete una città anonima in provincia di Oslo.
  2. Se si manda un messaggio, è bene che esso sia sintetico. Al giorno d’oggi nessuno ama più le cose naturali, mettetevelo bene in testa. Meglio un cappello 50 % Lycra e 50 % Poliammide  piuttosto e menocrudo del cotone sulla pelle. Se avete tanto da dire e poco tempo da fare,  eliminate qualche vocale…tranne che da “aiuola”.
  3. Solo se avete manie di grandezza usate i caratteri in maiuscolo. Non è necessario far vedere che avete i maiuscoli, a volte è meglio essere delicati. Non usate il grassetto, unge e dichiara più chili di quelli reali. Se andate di fretta usate il corsivo e, già che ci siamo, aggiungete dell’aceto quando lavate dei colorati di diverso colore.
  4. Non divagare rispetto all’argomento del giorno. Meglio far finta di non sapere che dimostrarlo a tutti i costi. Se proprio volete dire la vostra andate dalla portinaia. Così lei avrà un nuovo aneddoto da raccontare sul suo blog.
  5. Quando ricevete un messaggio non state tutte le volte a litigare che non c’è il francobollo. Non se l’è preso l’e-postino. Fidatevi. Inoltre non siete obbligati a rispondere per le rime se non vi vengono e non riportate per intero il messaggio a cui state rispondendo, ma riassumetelo tagliandolo (come i riassunti incompleti che facevate alle elementari).
  6. Se non siete d’accordo con chi vi scrive è meglio rigargli la casella di posta elettronica (senza essere visti dalla portinaia), piuttosto che picchiare i propri figli. Che lo spam dei padri non ricada sulle caselle dei figli.
  7. Non pubblicare mai, senza l’esplicito permesso dell’autore, il contenuto di messaggi di posta elettronica. Ma se proprio devi, copia e incolla con la colla da parati sui vetri delle auto in sosta. Come hanno fatto a capire che eri stato tu? La tua era l’unica auto, nel parcheggio, senza e-mail incollata sul vetro!
  8. Leggere sempre le FAQ (Frequently Asked Questions) relative all’argomento trattato prima di leggere la Gazzetta. Potrebbe non servire, ma fa fino.
  9. Non inviare tramite posta elettronica il numero di cellulare del collega che non sopporti a meno che lui non abbia fatto la stessa cosa.
  10. Non fare il professorino, nella vita è megli sbagliare una parola piuttosto che il matrimonio. Meglio pensare al contenuto che alla forma (e te ne sei accorto quando si è struccata). Chi scrive e-mail di solito lo fa di fretta, di nascosto e dal posto di lavoro, per risparmiare. Cerca di capirlo anche se commette degli errori grammaticali. Sono errori venali. (Guido Penzo ©)

 

 

 

Postato da: penzogi a 18:01 | link | commenti (4) |
bon ton

 

 

 

  

 

 

 

In comune hanno Milano, trova le differenze tra Jean Michel e Tamara.

 

 

 

Postato da: penzogi a 15:18 | link | commenti (3) |

 

 

 

  

 

 

 

IL BLOG RISTORANTE

 

Il dolce: “Il Blog”, cornettini al burro in salsa di caramello e cioccolato.

 

Quella che segue non è la ricetta del blog quì sopra (chi conosce la ricetta per un buon blog?) però è la ricetta del “Dolce al cioccolato alle due creme“.

 

Ingredienti per un numero variabile di persone (in proporzione varierà la quantità di dolce a testa): 200 grammi di biscotto secco ma non scaduto. Un biscotto secco lo si riconosce dalla posizione nella dispensa. Infatti quando avete letto che serve vi siete domandate: “Avrò dei biscotti secchi? ” e dopo aver spostato le merendine al cacao del piccolo, i pavesini da pucciare nel latte del nonno, i frollini in briciole della più grande e i 3 x 2 di quel grezzo di vostro marito, li avete trovati nell’angolo più lontano e più buio della dispensa. 200 grammi di cioccolato fondente…va bene anche 180, per questa volta, ma qualcuno deve pur dire a vostro figlio che il cioccolato fondente serve per cucinare e non come antipasto quando la sera c’è il pesce alla griglia, che poi gli viene l’acido. 100 grami di canditi misti ci vogliono, non è mica sempre Natale che comperate il panettone senza canditi perché non piacciono a nessuno (potete sempre scartarli prima di servire in tavola o mentre mangiate senza farvi vedere dal bon ton). 200 grammi di uvetta, vale lo stesso discorso fatto a Natale. 200 grammi di fico secco…100grammi di pistacchio…150 grammi di mandorla…150 grammi di nocciole…mi sa che cambio ricetta e preparo un panino con la crema di cioccolata. 50 grammi di burro. Per le creme: Un chilogrammo di mascarpone…un panino e un vasetto di nutella (se qualcuno vuole sapere, per curiosità, cosa occorre ancora: 2 cucchiai di caffè solubile, 2 cucchiai di zucchero, 2 cucchiai di sciroppo di acero, un bicchierino di rhum).

 

 

 

Preparazione: Finalmente potete farla finita, anche se un poco vi dispiace mescolare assieme tutti gli ingredienti che fanno bella mostra sul tavolo, ma nella vita bisogna scegliere: o loro o la tovaglia quando è ora di mangiare. 1, 2, 3 via! Tritate la frutta secca, i canditi e i fichi, sbriciolate i biscotti, grattugiate 100 g. di cioccolato, fusate il burro. Mescolate poi tutto in una ciotola con l’uvetta e il rhum. Quando vi siete stancate a sufficienza avvolgetevi di carta da forno e riposate per almeno un ora in uno stampo dentro al frigo con il composto (sarà veramente composto se non allungherà le mani). Se vostra figlia ha riattaccato il telefono, dopo aver parlato per 45 minuti con l’amica del cuore (e meno male che non era l’amica della testa), chiedetele di frullare 2 cucchiai di zucchero con 2 di caffè e uno d’acqua fino ad ottenere una crema a cui amalgamare  500 grammi di mascarpone. I restanti 500 g. di mascarpone uniteli allo sciroppo d’acero. Quando vostra figlia avrà finito mandatela pure a fare i compiti. Infine ricoprite il dolce con il restante cioccolato sciolto a bagnomaria e servitelo con le due creme preparate o in alternativa spolverate con dello zucchero a velo il panino ripieno di nutella.

 

 

 

Altro: Un mio amico addestra i cani e assinistra i gatti!

 

 

 

 

 

Postato da: penzogi a 13:02 | link | commenti (4) |

 

 

 

  

 

Vuoi conoscere Bruce Springsteen?

 

A onor del vero no. Non in modo particolare. Non voglio dire che non l’apprezzi come artista. Un prezzo l’avrà anche lui, un codice a barre, non penso che si diverta a gratis. Così non voglio, diciamo desidero, conoscerlo. Archiviata questa domanda passiamo al rovescio della medaglia:

 

Vuole Bruce Springsteen conoscere Guido Penzo?

 

A onor del vero non lo so. Appena lo vedo glielo chiedo. Nel caso la risposta dovesse essere positiva dovrebbe comunque rispondere alLA DOMANDA – Ecco la domanda a cui Spring dovrebbe rispondere per partecipare al concorso:
Quale professione ha indicato Guido Penzo al Funzionario del Comune al momento di rinnovare la Carta d’Identità nel marzo 1987?

 

COME PARTECIPARE  – Tutti possono partecipare, non solo Bruce, Prince, Lince, 50 Cent, ma chiunque volesse cementarsi, in colonna,  può lasciare un commento con l’indicazione della professione.

 

COSA SI EVINCE – Anzi, mettiamola giù come si deve:

 

Cosa si vince a partecipare?

 

A onor del vero non lo so. L’importante è partecipare…però anche l’occhio vuole la sua parte se vince. Al vincitore verrà dedicato un capitolo del

 

Corso di bon ton per aspiranti (astenersi apneisti).

 

29 settembre: Risposta con anedoto: Nel foglio che avevo compilato con i dati da riportare sulla Carta d’Identità avevo scritto: SCRITTORE. L’impiegato del Comune aveva riportato senza ulteriori domande. Così sono stato SCRITTORE per 5 anni senza aver mai scritto nulla tranne che “scrittore” sulla Carta d’Identità.

 

 

 

 

 

Postato da: penzogi a 11:27 | link | commenti (10) |

 

22/09/2006

 

Comix

 

  

 

UN CAPITOLO A CASO: 9

 

CHE DIFFERENZA C’E’ TRA BON TON E GALATEO?  CHE GALATEO SI SCRIVE GALATEO MENTRE BON TON NO!

 

 

 

L’estate è finita. Inutile chiederne ancora un poco, la scatola è già stata gettata nell’indifferenziato e non serve sapere chi è stato l’ultimo. Non rimane che il tempo di fare il cambio di stagione che è già Natale. Si, proprio così. Se volete prendervela comoda fate pure. Se volete sedervi sul divano, guardare le foglie che cadono, mettere le castagne sul fuoco, lasciare che la nebbia sia calata dall’alto e che la batteria dell’auto sia scarica proprio quando siete in ritardo, fate pure. Ma non venite a bussare alla mia porta, alle tre di notte, con la scusa che avete fatto un brutto sogno e poi mi chiedete che regali fare. Bisogna pensarci per tempo, e questo tempo  nuvoloso mi sembra più che adatto, che quando vi riducete all’ultimo, alle 19.00 del 24 dicembre, fuori nevica e c’è lo sciopero dei mezzi. Cosa dice il Bon Ton? Mi guarda e fa di si con la testa. Intanto prendete carta e penna e segnate: a chi è un piacere fare un regalo, a chi è un dovere fare un regalo, a chi regalare dei soldi perché si comperi un regalo (in basso lasciate sempre uno spazio per segnare le cose che vi vengono in mente per la spesa). Anticamente si usava la legge del taglione: si teneva buona la lista dell’anno precedente e si “tagliava” chi non ci aveva fatto un regalo, mentre si aggiungeva chi ce l’aveva fatto e non era nella lista (situazione meglio conosciuta come “Figura di M.”, disegno esplicativo a parte). Alla lista si aggiunge chi, nell’anno solare che va da Natale a Natale, merita di ricevere un pensiero. Il pensiero si differenzia dal regalo perché costa meno di 10 euro. La lista di solito comprende i parenti vicini (quelli lontani costa di più la spedizione del regalo, un bel biglietto d’auguri, magari posta prioritaria, va più che bene), gli amici intimi di lunga data, l’amica o l’amico intimo di breve durata, i più amici che colleghi del lavoro, i più colleghi che amici del lavoro di cui si può sempre avere bisogno, i vicini di casa (in un palazzo, a più di tre piani di distanza si diventa “lontani di casa”), la portinaia e i vari ed eventuali. I vari ed eventuali fanno parte della classifica mobile della lista in funzione degli accadimenti positivi o negativi della vita sociale: l’avvocato, il medico di famiglia, l’elettrauto, il consigliere comunale, il pensionato che  tiene il cane e innaffia le piante d’estate, il collega dell’ufficio del personale, quello che mi passa la tessera per entrare allo stadio ecc.

 

Da questo momento in poi scatta il conto alla rovescia per indovinare i gusti, le tendenze, i desideri o quanti soldi mettere nella busta da regalare, di ogni inscritto nella lista.

 

Iniziate fin da ora a scrivere i possibili regali e quando li avrete individuati tutti, raggruppateli per negozio. Riscrivete infine l’elenco “per negozio” partendo da quello sotto casa fino al negozio più lontano. Non scartate la possibilità di mandare qualcuno in quello lontano, al posto vostro, già che va lì. Non fate però come il Natale scorso che l’avete chiesto a chi l’avrebbe poi ricevuto, solo perché lavorava in zona.

 

Ecco un elenco per chi vuole andare oltre la teoria e sconfinare nella pratica (rientrando prima che faccia buio):

 

Regali per chi viaggia: oltre il set di borse da viaggio che non avete mai regalato perché costano troppo (e non regalerete neanche quest’anno), il borsone da marinaio, la 12 ore (più piccola e meno cara di una 48), il portaombrelli da tasca, la guida pieghevole plastificata che, all’occorrenza, diventa un originale impermeabile con stampa multicolor,  il beauty rosa per non passare inosservati, la bussola che indica sempre la vostra buona stella (ricordatevi di scegliere la stella Polare come la vostra stella), l’orologio da viaggio che vi segue sempre, questo Natale potreste pensare di regalare il caricatore ad energia solare, da usare nei tre mesi estivi in campeggio, da non usare a Capo Nord nei sei mesi di buio. Altre idee regalo: una torcia per mettersi in luce e che indicherà sempre la vostra posizione agli astronauti dello Shuttle, una lente veloce, un cacciaviti ultimo modello che oltre a cacciarle le avvita, un termometro da viaggio per sapere sempre qual è la vostra temperatura corporea, una bici elettrica con un’autonomia di 30 chilometri (con trenta chilometri di cavo elettrico). (Guido Penzo ©)

 

 

 

 

 

 

 

Postato da: penzogi a 11:42 | link | commenti (16) |
copyright, bon ton, guido penzo

 

 

 

  

 

A grande una richiesta potrebbe tornare un capitolo a caso di:

 

IL BON TON SI VEDE DAL MATTINO, SE NON LO VEDETE E’ UN PROBLEMA VOSTRO E NON DELL’ANTENNA.

 

Intanto andate a prendere una tovaglia bianca, dove sapete voi…fatto?

 

 

 

Poi, con un pennarello nero punta grossa, riproducete sulla tovaglia, per ogni commensale, il disegno quì sopra …dopo aver disteso la tovaglia, mi sembra ovvio.

 

Se in casa non avete un pennarello nero punta grossa è evidente che la cucina non fa per voi, provate a cambiarla con un secondo bagno. Per tutti gli altri vado a  decifrare (anche se non ci sono cifre) l’antico geroglifico alfa betico per inciso sulla stele di Rosetta, proprietaria del Myconos di viale Monza.

 

Con la lettera A è contraddistinto il tovagliolo A. Se vi chiamate Andrea, Alessia, Aurelio va bene. Se vi chiamate Carlo mettete una C sul disegno del tovagliolo. Potreste mettere una generica T per tovagliolo, ma in quel caso litighereste con Tonino che ci ha già messo il suo di tovagliolo. Su B posizionate una forchettina. Durante la Rivoluzione Francese con questa venivano “passati” i figli degli aristocratici. C è la posizione dei piatti. Se avete dei vivaci lasciateli liberi di posizionarsi a piacere. D è il piattino del burro. Si poteva mettere anche PB, ma c’era il rischio che qualcuno pensasse a Prigitte Bardot. E è il bicchiere più grande, per l’acqua o, con la scusa di sbagliare, del vino che preferite. F e G sono le sagome per gli altri bicchieri, quelli che avete da quando vi siete sposati e non avete mai usato, finalmente! H, I e J saranno usate a partire dall’esterno verso l’interno. Se dovesse essere servito un “piatto unico” potrete utilizzare H e I per spiegare il fuorigioco nel calcio. Ricordate che due squadre da calcio sono composte da 10 H e da 10 I avversari. Come portieri usate pure 2 M. Infine K L M è la compagnia aerea olandese…da prendere al volo.

 

 

 

Postato da: penzogi a 10:13 | link | commenti (1) |

 

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