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10/11/2006
 

  

CORSO BASE DI AUTOSTIMA

LEZIONE PIU’ UNICA CHE RARA

COME DARSI DELLE PACCHE SULLA SCHIENA SENZA AVER FATTO NULLA DI PARTICOLARE

 

L’autostima è importante soprattutto se non si vuole arrivare tardi in ufficio quando c’è lo sciopero dei mezzi. Per questo motivo avere un buon rapporto completo con il proprio Es, proprio Io?, quando il Super Io è già oltre, aiuta a non temere il giudizio degli altri, aiuta a chiedere lo sconto dal benzinaio, aiuta nella discussione per il parcheggio che avevate visto per primo, aiuta a chiedere aiuto quando siete rimasti chiusi nel bagno, quello sbagliato. Il primo step del percorso che vi porterà a credervi chissà chi inizia con l’auto riconoscimento. Siate riconoscenti nei vostri confronti senza paura di confrontarvi con lo specchio. Non dimenticate che la vostra immagine riflessa può sempre essere peggiore di quello che vedete. Il secondo step parte dalla convinzione che cambiare specchio non cambierà la vostra vita. Terzo step, ovvero lo step di bronzo: anche se la vostra faccia non vi aiuta considerate che nel mondo non tutti guarderanno solo il vostro aspetto esteriore. Sicuramente, anche se nascosto molto bene, c’è chi vi guarderà dentro, pur non essendo un gastroenterologo, e riconoscerà la vostra bellezza interiore (quando lo trovate chiedetegli il numero di telefono). Ma prima d’iniziare questa ricerca non uscite mai di casa senza prima avervi dato una pacca sulla schiena. Nessuno vi vuol bene quanto voi. Una pacca conferisce sicurezza, vi autocomunica certezza, vi fa sentire l’uomo giusto al posto giusto (a casa vostra), vi fa affrontare la vita con lo step giusto. Datevi una bella pacca sulla schiena e sarete pronti a spaccare il mondo…anche se, quando cercheranno chi è stato, rimpiangerete il vostro anonimato.

 

Postato da: penzogi a 14:16 | link | commenti (2) |

non piove

  

Vorrei essere meteosimpatico, ma sono solo metereopatico.

NON PIOVE

 

Non piove / non piove sul bagnato / non piove sulle tamerici arse / non piove sulle auto appena lavate / non piove Governo così così /  non piove sui tetti spioventi anzi s…nti / non piove sugli ingorghi inesistenti / non piove nel Piave / non piove sui nostri corpi, Silvano non toccare / non piove sul matrimonio sfortunato / non piove nelle catinelle vuote / non piove sulla gatta nervosa / non piove sul nostro amore / non piove…allora chi ha bagnato l’obiettivo della macchina fotografica?

 

Postato da: penzogi a 11:21 | link | commenti |
poesia, comix, guido penzo

Comix

  

PAROLE PAROLE PAROLE

“Tutte le parole lasciano il tempo che trovano, tranne una: VARIABILE” (Guido Penzo©)

 

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09/11/2006
 

  

SE COLLEZIONASSI COLAZIONI?

 

 

Postato da: penzogi a 15:34 | link | commenti (4) |

calendari 2007

  

Tempo da lupi? Con questo caldo, tempo di calendari!

CALENDARI 2007

 (scoop: qualcuno riporta anche i giorni del mese, oltre le foto).

Chi non ha un calendario illustrato in casa? Magari appeso in cucina o vicino al telefono o nascosto nella libreria? Il calendario diventa fondamentale quando bisogna ricordare un appuntamento, annotare un numero di telefono,  ricordarsi  una data di compleanno. Meglio se riporta il Santo del giorno (per sapere a che santo votarsi), il segno zodiacale in vigore, il quarto di luna calante, il proverbio da citare al bar bevendo un caffè, cosa seminare e cosa raccogliere. Oggi come oggi, al contrario, i calendari sono sempre e solo più spettacolari, nel senso che sono diventati solo una “vetrina”, anche se spoglia, per chi lavora nel mondo dello spettacolo. Ecco, quindi, i calendari 2007 di  Ainett Stephens, di Antonella Mosetti e di Sara Tommasi. Ma il “must”, in tema di calendari 2007, sarà quello di Papa Benedetto XVI. Ebbene si, Ratzinger ha permesso che il fotografo Giancarlo Giuliani rimanesse un’intera giornata con lui a Castel Gandolfo, durante la quale ha «posato» nei vari ambienti della residenza estiva. Il calendario papale non sarà allegato a Max, nè a Donna Moderna nè a Grazia, ma a Famiglia Cristiana. Come sarà agosto?

 

Postato da: penzogi a 14:15 | link | commenti (2) |
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Comix

  

“Al bar mi hanno dato un caffè macchiato, però mi hanno fatto lo sconto!”. (Guido Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 12:50 | link | commenti (4) |
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Giochi/amo con

 

Postato da: penzogi a 11:38 | link | commenti (2) |

Da piccolo

  

ANCHE IL TEMPO INVECCHIA (2) MALE.

Quando ero piccolo io.

Quando ero piccolo io il Natale arrivava a Natale e non un mese prima.

Babbo Natale non era sponsorizzato e la Befana non usava il riempitivo per le rughe.

Il calcio lo sentivi alla radio, il rigore ti fidavi e il cielo non era sky.

Gli americani erano ancora cowboy e gli indiani non parlavano arabo.

Quando ero piccolo io c’erano i soldatini. Adesso sono cresciuti e non giocano più.

C’era la saltafoss e c’erano i foss da saltare.

La neve era bianca anche in città.

Quano ero piccolo io i pantaloni corti li portavano solo i bambini.

I sogni erano in bianco e nero come la tv e l’immaginazione era più importante del reality.

La fionda la facevi e non la comperavi e non c’era il mause, anche se leggevi Topolino.

Quando ero piccolo io credevo nell’Angelo custode, adesso non ci crede neanche lui.

C’era già la guerra, ma era da un’altra parte.

La geografia non era un’opinione, c’erano due Germanie e una Cecoslovacchia. Adesso c’è una Germania e due Cecoslovacchie.

Quando ero piccolo io volevo diventare grande, adesso posso cambiare idea? Ho tenuto lo scontrino!

 

 

 

Postato da: penzogi a 11:12 | link | commenti (4) |
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Tempo al tempo.

  

ANCHE IL TEMPO INVECCHIA.

“Quando eravamo giovani, la mia fidanzata mi faceva le coccole. Adesso, che siamo sposati da vent’anni, le compera già fatte!” (Guido Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 10:56 | link | commenti |
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08/11/2006
 

  

Saltando di palo in frasca (alla Tarzan) sono caduto nella rete

 

ed ho trovato la Toonopedia. Tutto, molto o quasi sui tutti, molti o quasi i personaggi dei cartooni.

E’ molto che non vedo i cartoni di una volta, nè animati nè inanimati (per non aprire il dibattito sull’anima dei cartoni). Capita, a volte, che butto un orecchio ai Simpson, passando in zona TV. Molto, ancor di più, che non leggo fumetti. Cito a miamoria: Capitan Miki, Zagor, poco Tex, qualche Diabolik, Vaillant, Capitan America, quasi zero Topolino, Thor, Linus…tutti fumetti di quando c’era poca TV. Pur non essendo mai stato un divoratore di comics, ho sempre invidiato chi li disegna, paragonandoli a illustrapittori. Ci sono delle tavole che farebbero invidia ad artisti tanto affermati quanto affamati. Per non parlare delle sedie

 

 

Postato da: penzogi a 15:52 | link | commenti (1) |

 

  

BELLO SCRIVERE MEGLIO LEGGERE.

 

 

Quando non scrivo, leggo. Vero è che quando non leggo dormo, quando non dormo guardo la tv, quando non guardo la tv cammino, quando non cammino sono in bagno, quando non sono in bagno faccio le scale, quando non faccio le scale le compero già fatte, ma questa è un’altra storia. Quando leggo piaceamevolmente mi vergogno di scrivere. Allora sottolineo quello che leggo. Adesso, per esempio, vorrei sottolineare, per mia promemoria, una ricetta ed un libro. Il libro da leggere è di ZopAntonio: Antonio Zoppetti alias Zop, Gentile editore, io non demordo! Rgb, Milano 2006 (€ 6.50); mentre la ricetta è Già da preparare.Lo trovate quì e la trovate quì.

 

Postato da: penzogi a 13:55 | link | commenti (4) |

03/11/2006
 

  

SE UNA FRASE NON STA IN PIEDI FATELA SEDERE.

“Botte da orbi, all’accecata” ma non è questa la frase incriminata, perchè non denunciata. Botte piena rovesciata nella rissa che è seguita alla ressa, frasi spezzate, cocci di coccio, occhi pesti all’ora dei pasti, ferite lacero confuse, carte senza identità, lividi arrossati di vergogna ai piedi scalzi della gogna. Alla fine:

“C’E’ SCAPPATO IL MORTO”.

Ora che la frase è seduta, guardiamola dall’alto in basso: o non era ancora morto o qualcuno l’ha fatto sparire dopo…o sparare dopo!

 

Postato da: penzogi a 15:20 | link | commenti (5) |

 

  

L’HO ORDINATO “VIENI QUI’!” ED E’ ARRIVATO.

 

E’ arrivato per posta, neanche a farlo a. inbustato in una busta b. l’ho aperta e c. siam presentati. La copertina di mezza stagione adatta al libretto semi-serio è semi-rigida, malleabile quanto basta per non essere presa a man bassa. A sfogliarlo velocemente ci ho messo 67 centesimi di secondo me. Il record non sarà però omologato perchè con vento favorevole (faceva di si con la testa). La prefazione è di Paolo Maccari (foto a pag. 72). Una frase a caso di una pagina a caso…un’altra pagina: “Vorrei un bel chiasmo, o un eufemismo ma una cosa di classe non la solita cobbola tristica, quelle iporchemie che vedo rifilate ai clienti gonzi, che abboccno tutti ferecratei ai vostri cartelli da vetrina quelli lì scritti saldi, inarcature su tutta la merce esposta”. Una frase in mezzipit (tra l’incipit e il finiscit) che descrive ma che si lascia deleggere senza mezzi termini, sempre e comunque, dove l’andando a parare all’incrocio [dei pali o della via è il lettore nella piena autonomia di movimento (meglio se rapsodico) che decide] surge da significato insignificante a senso unico e monolaterale (io). Un’altra frase a caso è meglio di no. Da 1 a 10? 9. Perchè non 10? Perchè nel primo quadrimestre non metto 10. Un sogno ricorrente? Io che corro in una valle in salita. Un sogno fermo? Io che aspetto alla fermata del tram.

TROMPE L’OEIL, TROMPE L’OREILLE
di Luca Bombardieri e Tommaso Pippucci
Prefazione di Paolo Maccari Ed.
ZONA 2005 + Gruppo Fonografico Rapsodi – pp. 84
EURO 15 – ISBN 88 87578 95 8

 

Postato da: penzogi a 14:16 | link | commenti (5) |

tra monti e valli.

  

“Da giovane mi svegliavo che era ancora buio per andare a vedere l’alba. Da vecchio mi sveglio giusto in tempo per andare a vedere il tramonto. Adesso, come allora, mi ritrovo sempre a guardare dalla parte sbagliata”. (Guido Penzo©)

 

ALBA AL TRAMONTO.

 

Postato da: penzogi a 12:57 | link | commenti (6) |
copyright

02/11/2006
 

  

 POST-IT  Nell’ambito del  sedicesimo FESTIVAL NAZIONALE DEL CABARET edizione 2007, l’associazione culturale IL CORO/CABANEWS e il foglio satirico LA TAMPA organizzano la decima edizione del Concorso Nazionale di Letteratura Umoristica ”PAROLE DA RIDERE”, finalizzato alla scoperta di nuovi autori comici. Ogni concorrente può presentare fino ad un massimo di tre lavori, preferibilmente inediti, ciascuno della lunghezza non superiore a tre pagine scritte in corpo 12, accludendo inoltre i propri dati e l’autorizzazione per l’eventuale pubblicazione. Il vincitore sarà premiato nel corso del FESTIVAL NAZIONALE DEL CABARET 2007 e le opere ritenute meritevoli saranno pubblicate da LA TAMPA. La partecipazione al concorso è gratuita.Gli elaborati dovranno pervenire esclusivamente via e-mail all’indirizzo paroledaridere@email.it entro il mese di aprile 2007. Per ulteriori informazioni telefonare alla Segreteria del FESTIVAL NAZIONALE DEL CABARET al numero 011386231 (esclusivamente in orario 18-20).       

 

Postato da: penzogi a 16:55 | link | commenti (2) |

 

  

ANCHE SE DICONO CHE E’ UNA MOSTRA, A ME E’ PIACIUTA MOLTISSIMO.

 

…”Da quando avevo 17 anni, ero certo di diventare celebre. Avevo delle idee romantiche sulla maniera di diventare celebre. Sognavo i miei eroi, Charlie Parker, Jimi Hendrix…” Già questa sua affermazione doveva fare presagire come sarebbe andata la sua vita. Nato a Brooklyn nel 1960, ha usato le sue radici di graffitaro come fondamenta per creare un tipo di pittura collage-style su tela. Stile nervoso, feroce, energico. Uno dei dei più grandi e controversi artisti della stagione di New York degli anni ’80, che ha avuto in Andy Warhol uno dei suoi maggiori e conosciuti esponenti. Artista “di colore” dalle origini afroispaniche, ha vissuto una vita breve, intensa e rischiosa, morendo di overdose nel 1988…

 

“Protagonista emblematico della scena newyorchese, l’artista fu tra i più popolari dei nostri tempi ed ancora oggi – a quasi venti anni dalla morte – i suoi lavori, il suo “linguaggio” continuano ad affascinare il pubblico dell’intero globo. L’attività artistica di Jean-Michel Basquiat prese la sua formulazione in una sola decade, e precisamente dal 1978 al 1988. In questo breve periodo la sua intensa energia lo portò a creare una notevole quantità di opere che, sempre contraddistinte da un tratto caratteristico, lo resero uno dei più importanti osservatori della propria epoca. I lavori sono esposti secondo un percorso che consentirà all’osservatore di potere studiare a fondo alcune delle rappresentazioni mentali dell’artista come, ad esempio, il suo ricorrente uso della parola, essendo stato ai suoi inizi artistici un “graffitista” – firmandosi col nome d’arte di SAMO -, le sue “massime” e le sue concise “poesie” sulle pareti di Downtown, tanto da essere accostato dai critici a Twombly. Altri temi riassunti nella rassegna visiva sono l’intenso legame con il mondo della musica, le sue radici “afro-americane”, l’incessante ricerca di una personalità nei suoi “autoritratti” – i quali gli svelarono la propria vulnerabilità e, al contempo, le sue aspirazioni, come la bramosia impetuosa di avere un riconoscimento di notorietà nella scena artistica – e la forte amicizia con Andy Warhol.
L’allestimento delle opere consentirà ai visitatori della mostra di entrare a far parte di un mondo che oscilla tra infanzia e perdita dell’innocenza, di appagare i propri sensi nelle rappresentazioni in cui traspare lo slancio vitale che animava il gesto e l’uso del colore e di comprendere, al tempo stesso, il raccapriccio e la sofferenza di Basquiat contenuti nei graffiti, nelle parole e nelle forme che implosero in lui producendo la sua “autodistruzione”. Attraverso i miseri materiali che utilizzava fin dalle prime prove di “street art” e che inserì nelle sue opere, risalendo addirittura fino al “polimaterismo” di Dubuffet – e forse, inconsciamente, al suo predecessore futurista Enrico Prampolini – risolvendo in questo modo un vincolo intrinseco con l’universo della strada, una specie di collegamento fra quell’esistenza da “maudit”, che giovane di pelle scura seppure di classe borghese aveva risolutamente cercato, e la nuova atmosfera di comfort e notorietà, a cui la sua arte e le leggi del suo “mercato” lo hanno portato.
“La verità? Nel caso di Jean-Michel Basquiat, il James Dean della pittura, sembra a portata di mano. Era geniale. Era bellissimo, amava la musica e la moda di Armani, le donne e Charlie Parker. Amava Jimi Hendrix, Alfred Hitchcock, Keith Haring, Andy Warhol. Amava New York e l’eroina, amava Haiti e la pittura. Julian Schnabel, l’artista che gli fu amico, gli ha dedicato un film nel 2000”. Ma Basquiat lo si è visto, ventenne e in carne e ossa, interpretare se stesso in New York Beat (1980-81): artista di strada, poeta di immagini in libertà, pittore di versi, ragazzo notturno e nottambulo.” (Roberto Barzi)

 

The Jean-Michel Basquiat Show  20 settembre 06 – 28 gennaio 07
Orario: 10.30 – 20.30, chiuso il lunedì
Luogo: Triennale di Milano
Ingresso: 8 € – 6 € – 5 €

 

Postato da: penzogi a 15:06 | link | commenti (4) |

 

  

“Capii che apparteneva ad una famiglia molto ricca quando mi mostrò la foto della sua classe alle elementari. Lui era l’unico a colori in una foto in bianco e nero” (Guido Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 14:54 | link | commenti (4) |

28/10/2006
 

  

“ANCHE SE TELEFONATE AD ORE PASTI, NON PARLATE CON LA BOCCA PIENA. NON VI CAPISCO” (Guido Penzo ©)

 

Postato da: penzogi a 15:40 | link | commenti (3) |

27/10/2006
comico

  

Campagna ma anche città per la salva e guarda un comico al giorno (uno al giorno a spanne, se volete andare per il sottile in fondo in fondo a sinistra).

Avrebbe dovuto essere uno al giorno, ma non ci si può mai fidare. Il concetto di “spanne” mi sembra più preciso che indicativo. Che poi magari indicativo imperfetto. Poi ho visto una foto…o è stata la foto che mi ha visto per prima? Dettagli, primi piani, piano d’ascolto, mezza bella figura…inquadrature del cerchio. Corrado vorrei vederlo più spesso (spero lui di me). Mi manca, lo scambio con un Bergonzoni che corre le Mille Miglia doppio (non chiedetemi come si dice in italiano miglia, io conosco solo chilometri). Se qualcuno è interessato si sbrighi, che manca poco al traguardo. Citofonare ore pasti ma parlare dopo aver deglutito, che non capisco.

 

Due dei due sono Guzzanti (la foto di scena è tale).

Ma solo Corrado ha detto nei panni di Brunello Robertetti:”Un corpo immerso in un liquido riceve una spinta verso l’alto di una maleducazione, di una cafonaggine, che non si può neanche fare più il bagno in questo paese.” Quelo: “Volevo dire al mondo e a tutti gli amici di Intennett che c’è grossa grisi“. Vulvia: “Cavalieri! Sono stati i protagonisti del Medioevo, protetti da pesanti armature di ferro, si sfidano all’ultimo sangue in incessanti tornei. Perché lo facevano veramente? Chi li spingeva a farlo? C’era uno dietro che li spingeva? Scopritelo! Spingitori di cavalieri su Rieducational Channel! “. Forse non in questo ordine. 

 

Postato da: penzogi a 17:51 | link | commenti (2) |
guzzanti

 

  

 

POST-IT

 

Postato da: penzogi a 13:13 | link | commenti (2) |

comico

  

Campagna ma anche città per la salva e guarda un comico al giorno (uno al giorno a spanne, se volete andare per il sottile in fondo in fondo a sinistra).

Ci sono comici che sono oltre la comicità ma non per questo smettono di fumare. Ci sono comici che quando uno glielo fa notare fanno finta di niente. Ci sono comici che non siamo in grado di capire ma in Norvegia si (sono i comici norvegesi). Ci sono comici che prendono spunto dalla vita quotidiana ma qundo uno chiede: chi ha preso lo spunto che avevo lasciato quì? nascondono i brutti pensieri. Ci sono comici che si pongono domande, per fare un esempio: Se riporto il pane di ieri, che non ho toccato, bada bene, mi date della focaccia? Posso prenderne un pezzo…l’ultimo? A che ora chiude la farmacia? Anche se non sono ancora uscito? Maurizio Milani no.  Maurizio Milani, chi l’avrebbe mai detto è un nome d’arte, è un comico da par suo. Un comico che scrive tipo Davanti alla mia scuola si e’ ribaltato un camion carico di maiali. L’autista era mio zio, quello che ha il vizio di bere; egli, non volendo responsabilita’, era scappato nei campi dopo l’incidente… si’, poi di notte aveva telefonato a Radio Popolare per vedere se almeno meta’ della colpa la prendevano loro.” Un comico che devi metterti nei suoi panni, “Per strada ho visto una signora avere un malore; non c’era nessuno. Io per non avere la responsabilita’ di soccorrerla mi sono fatto venire un malore anch’io”. Ecco Maurizio Milani appunto, per la Campagna ma anche città per la salva e guarda un comico al giorno (uno al giorno a spanne, se volete andare per il sottile infondo in fondo a sinistra), questa sera lo potete vedere a Glob, rai tre, intorno alle 23 e 50 dopo Debora Villa, e sabato alle 20 e 47 a Che tempo che fa. Seguirà dibattito.

 

Un libro non a caso che potete sempre sfogliare in libreria.

 

Postato da: penzogi a 11:43 | link | commenti (3) |
milani

comix

  

NON SEMPRE LA MATEMATICA E’ UN’OPINIONE

“Chi trova un amico trova un tesoro.

Chi trova un tesoro trova molti amici”. (Guido Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 10:40 | link | commenti (1) |

26/10/2006
 

  

…E VENERDI’?

 

 

Postato da: penzogi a 15:49 | link | commenti (6) |

 

  

Romanzieri, romanzoggi e, se il tempo non cambia col passare del tempo, romandomani.

Si fa presto a dire scrittore. Ci si mette di più a dire impreziosito, ed è anche più difficile. Questo è il punto o meglio i due punti: Chi può definirsi scrittore? Che cosa accomuna uno scrittore ad un altro scrittore mentre lo allontana da un astrofisico? Uno scrittore è scrittore solo se è pagato per farlo? Uno scrittore appagato scrive gratis? Basta alzare la mano quando qualcuno chiede:c’è uno scrittore in sala, per dirsi scrittore? Per scrivere bene bisogna scrivere per ultimi? Scrittori si nasce o si diventa quando il calcio non fa per noi? Altre domande?

Prendendo spunto da Romanzieri.com e da un post di Già, ecco alcune domande a cui rispondere per capire quanto di scrittore c’è in voi.

Mettetevi alla prova o, in alternativa, scongelate la trita se volete fare le polpette questa sera.

 

Essere uno scrittore

1. Cosa vuol dire, oggi, essere uno scrittore? 2. Che tipo di messaggio ritiene di trasmettere ai lettori? 3. Lei pensa che essere pagato a cottimo sia una buona giustificazione per dilungarsi con le descrizioni dei personaggi anche se minori o del tutto assenti dal romanzo? 4. Quando si alza la mattina pensa subito alla trama di un nuovo racconto o si chiede chi le ha spostato le ciabatte? 5. Ha mai avuto il blocco dello scrittore, la paura di non avere il biglietto del tram, l’angoscia di rimanere bloccato in ascensore, il timore di essere riconosciuto dai creditori? 6. Sbagliando s’impara, ma non le conviene comperare un dizionario d’italiano piuttosto che dare il 75% della sua parte al correttore di bozze? 7. La situazione stagnante dell’editoria italiana favorisce il proliferare degli editori a pagamento. Quanto è disposto a pagare? 8. Tanti scrittori inesperti cascano nelle grinfie di personaggi senza scrupoli, pronti a dissanguarli con promesse di servizi e promozioni che non potranno mai garantire: spesso non hanno neanche una rete distributiva. Nei casi più fortunati, l’autore ottiene delle copie che potrà rivendere ad amici e conoscenti, ma si renderà subito conto di aver buttato via i propri soldi. A volte, il libro non verrà nemmeno stampato. Molti scrittori noti ne sono a conoscenza ma, eccetto rarissimi casi (Umberto Eco ne “Il pendolo di Foucault”), preferiscono tacere. Quanto zucchero mette nel caffé? 9. Per essere uno scrittore affermato è necessario dire sempre di si? 10. Ormai sono 17 anni che non legge un libro, e chissà quanti altri ne passeranno: era proprio necessario promettere che il prossimo libro che leggerà sarà il suo oppure niente?
(domande di Guido Penzo)

 

A che gruppo di scrittori appartieni: a questo?

 

a questo?

 

o a questo?

 

Se non ti sei riconosciuto in nessun gruppo, potresti essere tu il fotografo!

 

Postato da: penzogi a 13:33 | link | commenti (3) |

 

  

Non ho tempo, per quanto mi frughi nelle tasche non ne trovo. Non che l’abbia speso in qualche modo particolare, acquistando fiducia od altro. Semplicemente non mi ritrovo più tempo da passare nè da tenere. Non ho tempo per salutare il ritorno di Già, non ho tempo per ascoltare Sal o per seguire le sovrumane dis/avventure di Sifossi. Solo il tempo di copiare una mia poesia, se non la prima, la quarta poesia di una raccolta mai completata (sono ancora dell’idea che la Panini non stampasse tutte le poesie in egual numero. Altrimenti non mi spiegherei perchè avevamo tutti Montale triplo mentre Maraini era introvabile). Tant’è, senza neppur cambiare una virgola (licenze poetiche per errori grammaticali comprese):

Un carro funebre corre a 200 chilometri

all’ora sull’autostrada del Sole.

 

Un carro funebre corre a 200 chilometri all’ora sull’autostrada del Sole.

Supera una cinquecento color giallo, una panda bianconera, due pullman di turisti spagnoli, una regata bianca che traina una barca, una roulette russa, una uno targata Milano, tre mercedes senza filtro, un abete a bordo strada, cinque contadini su quattro biciclette, un tir che sta andando a Roma, una moto senza qualcuno che la guida.

 

Un carro funebre color nero correva a 200 chilometri all’ora sull’autostrada del Sole,

la polizia stradale l’ha fermato,

perché offendeva

il comune senso

della morte.

 

 

 

Postato da: penzogi a 11:33 | link | commenti (4) |

25/10/2006
 

  

Tempo…

 

Postato da: penzogi a 12:56 | link | commenti (6) |

24/10/2006
Comix

  

“Quando ti mettono davanti ad un aut aut e devi scegliere, cosa scegli: aut o aut?” (Guido Penzo ©)

 

Postato da: penzogi a 11:48 | link | commenti (9) |
comix, copyright

21/10/2006
 

  

MI SONO CLASSIFICATO.

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