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06/12/2006
 

  

LIBERA L’AVATAR CHE E’ IN TE.

Quante volte vi siete domandati: Chi sono? Come mi vedono gli altri? Sarò capace di essere me stesso anche davanti al supermercato già chiuso? Dove vado adesso a sbattere la testa? Il rosso mi dona? Saprà, il rosso, quali sono i miei desideri? Ho il tempo per farmi la ceretta o mi faccio la barba? Perchè ho cambiato l’avatar? Perchè volevo partecipare ad un concorso, che scade alle 24 del 10 dicembre (come il latte fresco di ieri). Ho provato a mettermi nei panni di un altro, anzi, di un’altra. Ecco l’immagine che vedo riflessa dallo schermo davanti a me: .cronomoto Per qualche giorno andrò in giro nel web con un’immagine clonata. Tutti i miei commenti saranno firmati con questa mia nuova immagine. Rischi che si corrono indicendo un concorso alla clonazione. L’idea non è profonda, ma formale. Tranquilla Cronomoto, non ho preso l’anima…non ancora.

An Avatara is a personal form of the Supreme Being and innumerable such divine forms reside in an eternal spiritual realm. When a personal form of God descends from that higher dimensional realm to the material world, He (or She) is known as an incarnation, or Avatara.

Com’e’ andata a finire? (Postato dopo il 10 dicembre.)

Premio Speciale  della Critica “Clonazione da Tiffany”

#39
Che, sostituendo il crono-avatar al suo, ha dato il via ad un sorprendente esperimento di clonazione, che si è diffuso nella Rete.
 
Tiffany
“Grazie alla Critica e a Cronomoto”

 

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IL NATALE, QUANDO ARRIVA E’ NATALE.

Il conto alla rovescia è iniziato, sarà per questo che non ho ancora capito quanto manca a Natale, raddrizzarlo? Comunque: cosa fare quando arriva? L’anno scorso, pur di non farmi trovare in casa, mi sono nascosto nell’armadio della camera. Pessima idea, c’erano già nascosti i miei vicini (ecco perchè si chiamano vicini!). Quest’anno potrei nascondermi dietro la tenda, chiusa, a pacchetto, oppure sotto sforzo, o mescolandomi nella parata della carta della sala, o nell’acquario vicino alla bilancia, o girando dietro l’angolo di 360 gradi, o cambiando mestiere con una macchina del tempo.

Macchina del tempo? Ad un mercatino fuori porta ho comperato una MACCHINA DEL TEMPO. All’inizio avevo pensato ad una truffa. Mi sono dovuto ricredere quando l’ho provata. Prima c’era il sole, in un attimo ha iniziato a piovere, un secondo dopo era scesa la nebbia. Per 3.000 euro ho comperato la macchina del tempo, che CAMBIA IL TEMPO QUANDO VUOI!

A Natale volevo preparare qualcosa di diverso…UN PIATTO CON I FIOCHI. Il piatto non è un problema, adesso devo trovare la ricetta per i fiocchi. Secondo me: farina del mio sacco, panna masochista da sbattere con la frusta, parole pepate, 3 etti di pensieri dolci, lingua biforcuta arrotolata su se stessa, crema pasticciona, acqua in bolletta, patate proprio lesse, un pizzico di pizza, il tutto lasciato a prendere il sole. Quando avrà preso il sole, una parte per la grassa glassa e una parte per il venerdì magro. Sale in zucca, zucca sulle spalle…ma il riso? Ci penzo su (a troppo pensare sto diventando riflessologo!)

Post Scrittum dopo

“Il paese che mi ha dato i natali, dopo che mi sono trasferito, ha chiesto di restituirglieli” (Guido Penzo©).

 

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30/11/2006
 

  

EX

EMMA MORELLI PARLA PER LA PRIMA VOLTA DEL NUOVO AMORE.

RomaEmma Morelli si confida con B in edicola oggi e parla per la prima volta del meccanico Francesco Palma, rivela di volersi battere per la costituzione di un comitato di liberazione da V.S. e di aver chiuso un ciclo professionale: “Non so se farò ancora la cassiera. E’ stata una bella esperienza, tranne che per le aperture domenicali. E’ stato un periodo segnato dagli sconti e dalle offerte 3 X 2”. Della sua nuova relazione affettiva parla senza timori: “Francesco è il meccanico che ha aggiustato la mia Panda. Ci conosciamo da mesi, da quando il motore ha iniziato a battere in testa e il mio cuore a battere per lui. E’ un uomo pulito, tolta la tuta e fuori dal lavoro”. Intimidito dalla sua popolarità? “In quartiere tutti mi conoscono, da quando ho buttato giù dal balcone l’amante del mio ex marito. Ma non farei mai del male ad un moscone…se non tradisce. Francesco lo sa, uomo avvisato…”. Tra i molti cambiamenti della sua vita, Emma Morelli considera fondamentale l’arrivo di Fischio, un cucciolo dalmata, affidatole dalla vicina di casa prima di essere espulsa dall’Italia. “Ora vorrei creare un comitato di liberazione da V.S. Non è possibile che ogni cosa, dalla fine di una trasmissione all’acquisto di una lavatrice, da una relazione sentimentale estiva alla scoperta di un nuovo negozio dove comperare il pane fresco, sia motivo per un articolo giornalistico”. Come dare torto e conclude incrociando le dita: “Spero che almeno quella con Francesco non sia la solita  Ventura” .

 

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29/11/2006
 

  

CITTA’DINO

Live City, Daniel Shiffman

Live City

Non mi piace viaggiare con la mente, perchè ogni volta che m’imbarco (o m’inaereo) me la perquisiscono in cerca d’idee rivoluzionarie. Preferisco per correre, veloce mente, strade terrene. Camminare per vie desolanti, aggirare isolati o pieni, affacciarmi,  ma anche con tutto il corpo, da ponti sospesi per via di una bravata (ma se era una bravata, perchè sospendere?). Guardare vetrine allestite di tutto punto, punto e virgola, due punti vendita. Saltare oltre la siepe in un percorso ad ostacoli cercando d’arrivare primo degli altri. Mi piace infervorarmi ad ascoltare vivaci crocicchi in piazza, dove si possono incrociare, alla fermata immobili, i binari del tram. Osservare il viavieni e il viavai, in cerca d’un parcheggio per residenti. Pedalare su e giù, più giù che su, con lo sguardo rivolto, sia pur accondiscendente, alle finestre illuminate da lampadine a lunga durata. Se solo potessi indossare la maglia numero 14, passerei la vita davanti alla vita, in panchina, a volte volteggiandomi, a volte assaporando un buon libro condito a mio piacere.

 

Postato da: penzogi a 17:11 | link | commenti (1) |

 

  

CITTA’ZIONE
 
” Se andrete in giro per questa città, vi accorgerete subito che è falsa, che è fatta di cartapesta. Lo vedrete dallo sbiadire dei colori quando piove, dalla facilità con cui ogni tanto una casa crolla, dagli sguardi della gente, immobili, privi di espressione. “
Se andrete in giro per questa città, dove anche le mura sono incinta, dove le porte d’ingresso non portano a nulla, dove le acque sono agitate per i brutti sogni, dove una rondine non verrà mai a cercare la primavera, vi accorgerete che anche il cartone è pressato e vi rimane solo perchè incollato.
Se andrete in giro per questa città, dove tutti parlano senza dire a chi ascolta di rimanere, dove il tempo non passa mai ed è inutile stare ad aspettarlo, dove l’ansia la fa da padrona ed affitta a basso prezzo, dove per morire bisogna pagare, vi accorgerete di non essere gli unici a guardarvi alle spalle in cerca di certezze.
Se andrete in giro per questa città, che solo ieri era un paese uguale a tutto il mondo, dove il merito è stato appeso alla parete e nessuno lo tira giù, dove per vivere bisogna uccidere, dove sotterri la mano morta che ha lanciato il sasso, dove anche se la prendi alla larga ti stringe al collo, vi accorgerete di esserci già stati, di viverci, adesso.
Se andrete in giro per questa città, dove la diritta via è dopo la curva dell’orizzonte, passo dopo passo montano, oltre la consapevolezza che non c’è, dove vi accorgerete che è troppo tardi, che i negoziati sono stati chiusi e non riapriranno fino a lunedì. Vi accorgerete di quello che siete e non vi riconoscerete in quello che siete per gli altri, osservati da quel pulpito, messi all’indice ma anche al pollice.
 
 
Fortunato, Depero.

 

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Paolo Rossi

e il suo sogno all’incontrario.

 

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27/11/2006
 

  

LINGUAGGIO DEI FIORI

“Ho visto due tulipani comunicare con i segni pur di non farsi capire dagli altri fiori” (Guido Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 12:36 | link | commenti (4) |

26/11/2006
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“Una a per tutti, a ciascuno la propria. Occhio non vede, mette gli occhiali!”

 

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copyright, guido penzo

 

  

Niente accade a caso se non lo decide il caso.

Il 26 novembre 1912 nasceva a Bucarest  Eugène Ionesco. Oggi è il 26 novembre 2006. Non so se si tratti di un caso. Più facile che sia un anniversario. Nel qual caso, come ogni anniversario che si rispetti, soprattutto se è di nascita, appunto. Ionesco ha scritto: Prendi un cerchio perfetto, se lo accarezzi avrai un circolo vizioso. Ma anche: O parole, quanti delitti si commettono in vostro nome! Senza dimenticare (l’avevate dimenticato?): Più mi spiego e meno mi capisco. Senza bisogno di fare teatro leggo: Il teatro ioneschiano è certamente figlio del Novecento: le sue strutture, così antiteatrali e anticonvenzionali, sono da collegarsi con le esperienze artistiche del Dada e del Surrealismo per il gusto per la provocazione beffarda e polemica. Il nonsense, però, non si estingue in mero gioco, ma cela una critica ben più profonda: al conformismo e alla banalità in primo luogo. Non cambierei alcuna vocale, per non rendere comprensibile alla testa oltre che al cuore. Per curiosità ho aperto il mio bagaglio e vi ho trovato quattro testi: La cantatrice calva, Il rinoceronte,  Macbett e Pinocchio (bugia illuminante). 

Livre - La Cantatrice chauve de Eugène Ionesco

 

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“IO NON FACCIO SCENEGGIATE!

LE SCENEGGIATE LE LASCIO FARE AGLI SCENEGGIATORI”. (Guido Penzo©)

 

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25/11/2006
 

  

“CHIEDO SCUSA. OGGI HO DETTO UNA CATTIVERIA GRATUITA.

LA PROSSIMA VOLTA MI FARO’ PAGARE” (Guido Penzo©)

 

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24/11/2006
Canta attrice.

  

UNA COMMEDIA NON E’ PER FORZA UNA TRAGEDIA.

LA CANTATRICE CALVA NON ERA CALVA, AL MASSIMO LA FRONTE MOLTO ALTA.

Libera lettura, scrittura, frittura, futura messa in scena con altare a latere.

UN ATTO A CASO, IL PRIMO IN ORDINE TEMPORALE (SPERANDO CHE SMETTA).

La scena fa molta scena. Il sipario si apre: metà a destra, metà a sinistra, metà a discrezione della regia. Al centro si distingue per la sua preparazione un tavolo preparato per la cena. Attorno, da destra a sinistra, tre sedie. Un lato del tavolo non ha sedie, per esclusione. Alla parete di destra uno scalattore immobile, sotto di lui un mobile con un sopraimmobile. Alla parete opposta della scena no. Sulla destra una poltrona abbandonata su una sedia. E’ una poltrona, non farà nulla durante tutta la rappresentazione. Altri oggetti sparsi sulla scena, prima, rappresentano il disordine precostituito, il disagio di vivere, la mancanza di una dispensa, indispensabile. Lo spazio è esistenziale, la luce pregnante, i bagni in fondo a destra. Nulla è a caso ma tutto casuale. La fine è nota (nota per la regia: cambiare il finale).

Una bandiera inglese muta, sventola, in omaggio alla nazionalità dell’autore (nota per il trovarobe: se non ci fosse inglese va bene anche francese o spagnola o belga. Assolutamente non tedesca, l’autore non è tedesco).

Musica di un cellulare: (suoneria). 

Prima VFC (Voce fuori campo): Il telefono!!! Si ricorda ai gentili spettatori di spegnere il cellulare, di non masticare cicche, di non fumare, di non masticare sigarette…L’uscita di sicurezza è alle vostre spalle, restate immobili…è andata, potete girarvi. Si ricorda a chi avesse lasciato le proprie impronte all’ingresso, che al momento del ritiro dovrà esibire la ricevuta.

SIGNORA SMITH:  (entra a ritroso tornando su i suoi passi, rivolta alla poltrona seduta sulla sedia) Allora?

POLTRONA: (immobile scuote la testa)

SIGNORA SMITH: Allora sono le nove (guarda l’orologio a parete che indica le 8 e 35, si avvicina e porta tutte e due le  lancette sul 9) Gli ospiti entreranno dall’ingresso, affronteranno diverse prove, compresa quella del nove, alle nove, poi verrà servita la cena…a buffet. (contando nel vuoto) Dovrebbe esserci tutto…manca il contorno, il contorno di Londra.

SIGNOR SMITH: (entra da dove vuole. Per convenzione da dove è entrato si chiamerà, d’ ora in avanti, ingresso) Sono le nove (guarda l’orologio a parete) precise. Ho portato il contorno di londra.

MACBETH: Ma questa non è una tragedia…scusate (esce a ritroso).

SIPARIO

VFC: Continua.

Questionario (alfanumerico senza numeri) in attesa di un altro atto pubblico: a Perchè la cantatrice è calva come la prima attrice che la rappresentò? b Quale canzone canta la cantatrice? c Se si, la prima o l’altra? d Di che nazionalità è l’autore (sapendo che non è tedesco)? e A che ora si apre la scena (non vale guardare l’orologio)? f Quanto dista il teatro di Ionesco dal bar più vicino? g Ti sembra di conoscere la poltrona? h Se dipendeva da te, perchè non sei andato al cinema? i Un numero da 1 a 90? l Saresti disposto a dare il meglio di te senza ricevuta fiscale? m Ionesco è un nome d’arte o il paese d’origine?

VFC: Continua.

 

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il teatro, copyright, guido penzo

23/11/2006
 

  

Fa freddo, mi sa che accendo il forno.

CARTA PIU’ BASSA CUCINA.

QUANDO LA FAME FA VENIR FAME

Sono in dubbio se preparare un Pan Egirico o la Torta Successo. Potrei unire le forze e gli ingredienti, frullare il frullabile, contare fino a 10 partendo da 5688 (a scalare, la montagna ovviamente) aprire la dispensa cercando l’indispensabile, soppesare un velo di zucchero, sale a occhio (anche se brucia) e croce, cercare la soluzione ed accorgersi che è finita e che ormai è troppo tardi per scendere o salire…potrei. Potrei darmi da fare, darla a bere, lasciar soffriggere nel suo brodo, cogliere l’attimo per piantarlo in un vaso più grande, spegnere la tv con l’estintore, assaporare la vita se va bene di sale, sbattere le uova contro il muro di gomma da masticare, calpestare i sentimenti di chi li ha nascosti sotto il tappeto (come facevo a saperlo)…potrei. Potrei potare i fiori, spellare le patate ancora vive, affrancare lettere dell’alfabeto, ricordarmi d’annegare ricordi nel…non mi ricordo, ascoltare le ragioni di un folle innamorato di se, aprire la porta al futuro prima che bussi, cantare sottovoce meglio che a squarciagola, salire una scala dove ogni gradino è una nota…potrei. Potrei iniziare dicendovi gli ingredienti:

(la foto è puramente indicativa di un’altra ricetta)

Ingredienti per 8-10 persone. Se siete da soli va bene lo stesso, per due motivi: 1) essere ottimisti aiuta la lievitazione (oltre alla temperatura delle vostre mani). 2) faccio prima a dirvi che va bene lo stesso piuttosto che dividere per 8 le quantità. 150 g. di albumi (difficoltà media). 150 g. di zucchero (facile: prendete un chilo di zucchero e toglietene 850 g.). 1 bustina di vanillina (comperata chiusa ll’origine) 150g. di mandorle pelate, in polvere. 1 pizzico di sale. Crema (perchè c’è anche la crema): 40 g. di albumi. 100 g. di zucchero. 170 g. di burro che avrete in precedenza ammorbidito promettendogli una cena, ma non a lume di candela altrimenti si sarebbe sciolto del tutto. Un pizzico di sale. 1 cucchiaio di cacao amaro. 2 cucchiai di maraschino.

Preparazione. Disponete gli ingredienti su un piano di lavoro in ordine crescente (se volete essere autonomi tirate fuori l’auto dal box), osservateli per bene lasciandovi prendere dal dubbio. In questa fase è importante l’immobilità assoluta e l’assenza di opinioni che metterete da parte per quando vostra figlia vi presenterà il fidanzato, fidatevi. Se per caso avete acceso il fuoco, spegnetelo. Adesso potete muovervi, è tempo che comperiate a) una placca da forno di almeno 60 X 50 b) una frusta elettrica c) una mascherina da Zorro (non adesso, ma a carnevale, per non dare la spada nell’occhio) d) una tasca da pasticcere, per gli ingredienti piccoli (quelli grandi potrete metterli comodamente in una borsa da pasticcere) e) il maraschino. Già che siete fuori, andate nella pasticceria più vicina ed ordinate una Torta Successo con Pan Egirico incorporato a neve. Se avete fretta non dategli il tempo di dirvi gli ingredienti, li conoscete già. Tornando a casa pensate alla fortuna di avere una pasticceria in zona (se così non fosse, cambiate zona.)

Lo Chef consiglia: spegnete il forno prima di andare a dormire.

 

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5…4…3…2…1…

IL TEMPO E’ SCADUTO.

(Meno male che me ne sono accorto, stavo per cucinarlo…)

(Tempo di Re/gali) Vorrei una corona nuova per la bici, che mi porta sempre in giro. (Tempo di green jeans) Vorrei un cavallo basso per i miei pantaloni. (Tempo più tempo) Vorrei sentirmi dire che c’è tempo piuttosto che sentirmi vecchio. (Tempo di pacifica azione) Vorrei andare in guerra e non trovarla. (Tempo perso) Vorrei volare alto rimanendo con i piedi per terra. (Tempo arabo) Vorrei che il Medio Oriente s’impegnasse di più e non accontentarsi di rimanere sempre medio. (Tempo al tempo) Vorrei scrivere sempre anche se qualche volta scrifalse. (Tempo ferito) Vorrei saltare di palo in frasca senza paura di cadere. (Tempo di contare) Vorrei giocare a nascondino con Mastella che poi lui liberitutti. (Tempo fumoso) Vorrei sapere chi s’è fumato l’erba voglio del giardino del Re?

“…Da quanno nelle case era trasuta la televisione, tutti si erano abituati a mangiare pane e cataferi. Da mezzojorno all’una e dalle setti alle oto e mezza di sira, vale a diri mentre si stava a tavola, non c’era televisione che non trasmittiva immagini di corpi fatti a pezzi, sconciati, abbrusciati, martoriati di òmini, fimmine, vecchi, picciliddri fantasiosamente e ingegnosamente ammazzati in qualiche parte del munno.” (A. Camilleri, Le ali della sfinge, pag.32, Sellerio editore)

Vignetta di  Rododentro

 

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22/11/2006
 

  

 

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FESTIVAL DELLA CREATIVITA’

A Firenze, dal 30 novembre al 2 dicembre, non ci sarò. Non mi piace presentarmi ad un Festival senza avere prima deciso cosa cantare, o cosa mettere durante l’esibizione. E’ anche vero che l’improvvisazione è alla base e che l’altezza si può recuperare conoscendo i cateti, ma se solo conoscessi un cateto di certo non sarei dove sono, non per darmi delle aree. Non me ne voglia Firenze, che ho conosciuto ai tempi del liceo, o meglio, ai tempi delle vacanze estive (non per me) durante il liceo. Ai miei tempi si chiamava Aerhotel Baglioni, in piazza Unità Italiana. Oggi è già Grand Hotel, anche senza di me. Toccafondi primo portiere e non era un soprannome. Mangiare al Roof Garden, chiuso, dopo le 24? Firenze lo sai, Graziani.

 

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LA STORIA NON SI SCRIVE CON I SE E CON I MA…PECCATO.

ANTEFATTO

“Mi vendi una dose?”.

LA TRAMA IN SINTESI

Il giovane Giovanni arriva quando ormai sembra tutto finito. Convinto di non aver più speranze si reca al supermercato. Qui incontra un vecchio compagno di classe, comunista convinto. I ricordi portano Giovanni vicino al banco dei surgelati dove una scatola di piselli fa bella mostra di se. Quando tutto sembra filare per il verso giusto, qualcuno suona alla porta. Sarà qualcuno? si chiede Giovanni. La paura della realtà è più forte dei Marmi. Giovanni esce disperato senza pagare il conto che la vita gli presenta e cerca d’arrivare in orario alla casa d’appuntamento. La strada è in discesa. L’amore non fa sconti. La fine è vicina.

ULTIMA PUNTATA

“Tutto sul 26, nero!”.

 

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25 dicembre, Santo Natale.

Notizie, sciocchezze, quisquilie e pinzillacchere

NON CHIEDERE COSA BABBO NATALE PUO’ PORTARE A TE

MA CHIEDITI  TU COSA PUOI REGALARE A BABBO NATALE.

Tra poco più di un mese sarà l’onomastico di Babbo Natale. Ci hai mai pensato? Hai sempre fatto finta di dimenticartelo? Hai sempre pensato che Babbo Natale non avesse un Santo in Paradiso? Te ne sei sempre lavato le mani prima di sederti a tavola? E’ giunto il momento di mettersi davanti allo specchio e (a scelta) A. decidere di farsi la barba e/o sfumare il fondotinta B. chiudere un occhio anche quest’anno C. controllare se è andata via quella macchia sulla coscienza D. comperare un rimario per rispondere per le rime E. cercare di scoprire cosa possa desiderare Babbo Natale. Perchè anche Natale (Tale, per gli amici) ha dei desideri, a parte non trovare fila sulle autostrade la notte del 24 dicembre. Il dono che più gli farebbe piacere ricevere è quello dell’ubiquità, per non correre da est ad ovest tutta la notte. Poi: ricevere una slitta nuova 4X4 ( magari mettendosi assieme in tre o quattro) con un bagagliaio più ampio, per non essere sempre ritratto con i pacchi che cadono dal cielo durante il viaggio, una sirena che lampeggia, come quella della polizia, un paio di stivali di una misura più grande (a causa di secondo sviluppo) un regolatore per la barba, una nuova giacca (assolutamente non di renna), un nuovo sponsor (con l’attuale ha problemi a sorvolare i cieli arabi), la Play Station 3 per giocare quando è libero dal lavoro. Questa è il contenuto della lettera che ho trovato nella cassetta questa mattina. Ho paura di non avere alternative, questa sera dovrò mettermi davanti allo specchio e scegliere la B, come Babbo.

 

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comix

  
“Oggi ho fatto una corsa contro il tempo. Ha vinto lui. Ha tagliato il traguardo tutto felice. Però i giudici si sono arrabbiati, era l’ultimo traguardo intero che avevano”. (Guido Penzo©) <!–

–>

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comix, copyright, guido penzo

21/11/2006
 

  

Premesso che non sempre si può essere d’accordo con se stessi, ovunque stessi, pur considerando la libertà di satira un eccesso incondizionato/abile, per quanto, anch’io mi espongo in una collettiva.

POSSO DIRE DUE PAROLE IN CROCE, disse: PERDONA LORO PERCHE’ NON SANNO QUELLO CHE FANNO (anche se lo fanno bene).

(tutti hanno una nuvola ispiratrice, questa è la mia)

 

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20/11/2006
 

  

MI SONO DATO ALL’IMMAGINAZIONE.

Provate ad immaginare (segue immagine)

TEMPLI BUI

 

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17/11/2006
 

  

CONCORSO A PREMI
FANTASCIENZA IN UNA RIGA
a QUESTO LINK

Il concorso si chiuderà Lunedì 20 Novembre 2006 a mezzanotte in punto – farà fede l’orario di pubblicazione del commento;

“L’acaro starnutì. C’era ancora un uomo”.

Poi mi è venuto in mente, senza citofonare: “Ci siamo dati appuntamento a domani, solito posto, solita ora, per veder sorgere il Sole ad ovest”, oppure: “L’ho chiamato Napoleone, come mio figlio, come il figlio di mio figlio, come il figlio del figlio di mio figlio, come il figlio del figlio del figlio di mio figlio” (però la storia della mia generazione contemporanea occupa più di una riga di fantascienza).

 

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16/11/2006
test

  

OGGI NON SCRIVO DI GETTO, HO PAURA DI FARMI MALE…

CHE RAPPORTO AVETE CON I COLORI, ALL’INSAPUTA DI VOSTRA MOGLIE/MARITO/ALTRO ?

TEST

Il test a test di oggi, riguarderà la COLORIMETRIA: la scienza, si fa per dire, che misura i colori ad occhio.

(Guarda attentamente questi colori, quindi fai girare il monitor velocemente in senso orario e poi punta il dito contro di te: sei tu)

PRETEST: Nella vostra vita ne avete viste di tutti i colori ma non sapete elencarli in ordine crescente? Non sapete quanti centimetri di giallo occorrono (ma anche da fermi) per un metro di blu? A pelle, non sapete dire se è più lungo un metro di verde o un metro di arancione? Se il nero dimagrisce, vi domandate che senso ha fare una dieta di verdure quando sarebe meglio fare una dieta di nerure? POSTEST alla fine.

CHI DEVE FARE IL TEST (GLI ALTRI POSSONO CONTINUARE A LAVORARE A MAGLIA): Chi diventa rosso per un complimento anche se è al verde, chi ha l’umore nero se non scopre il colpevole del giallo, chi ha il blocco del foglio bianco anche davanti alla carta carbone, chi ha letto tutto il Cyano de Bergerac, chi parla con Viola Valentino ma ascolta i Deep Purple, chi crede che il blu oltremare davanti è azzurro, chi aspetta il Principe rosa, chi vorrebbe andare a vivere in terra di Siena, chi gioca solo a “strega comanda color” da quando a guardie e ladri è stato arrestato per aver rubamazzetto, chi è indeciso tra il rosso e il nero, chi nel dubbio è rossonero, chi è sempre andato in bianco ma avrebbe preferito andare in tram.

UNA NOTA DI COLORE: Sol giallo.

 

UNA FRASE FATTA: “Rosso di sera ma bianco col pesce” (divino).

 

FINALMENTE IL TEST (farsi desiderare senza lasciar a desiderare).

 

1) Se incrociate un gatto nero: A. Lo prendete e lo dipingete di bianco dopo averlo sverniciato. B. Fate finta di niente, nell’attesa che qualcuno passi prima di voi. C. Vi vestite di nero e cercate di ripassargli davanti.

 

2) Davanti ad un semaforo rosso: D. Aspettate e presentate degli emendamenti perchè cambi colore. E. Passate, dando la precedenza solo alla sinistra. F. Emigrate all’estero.

 

3) Cosa vi ricorda la “balena bianca”? G. Un partito politico. H. Giuliano Ferrara. I. Tatiana che prende la tintarella di luna.

 

4) Un colore primario: L. E’ un colore che ha la responsabilità di un reparto di colori. M. E’ il colore che arriva prima di tutti gli altri. N. E’ il capo degli ausiliari.

 

5) Durante la settimana bianca: O. Comperate lenzuola perchè c’è lo sconto P. andate a sciare in montagna. Q. Le telefonate e cercate di convincerla a tornare, che è già passata una settimana.

 

6) Pensate al vostro colore preferito…fatto? Diluitelo con 10 grammi pepe nero, una pennellata di giallo becco d’oca, aggiungete una manciata di rosso rubino, due cucchiai abbondanti di grigio perla, una spolverata di polvere d’ oro. Quindi mescolate le cartine di tornasole in tavola, bagnate il pane mettendo in frigo la zuppa per la prossima volta, scolate la colla prima che si attak, affrettatevi  con l’affettato prima che finisca disteso a terra: R. E’ un giallo. S. E’ un rosso novello. T. E’ un rosa porcellino d’India.

 

SOLUZIONE UN POCO ACIDA

 

 Maggioranza di A: Avete imbrogliato, non avete nessuna maggioranza neanche con i voti dall’estero.  Il vostro colore preferito è l’azzurro anche se lui si fa negare al telefono. Portate sempre con voi qualcosa di blu, anche una bottiglia di Brio Blu Rocchetta va bene. Tutte risposte PARI: Avete tirato a caso e poi vi siete nascosti. Prometto di non fare la spia. Ne combinate di tutti i colori convinti che sbagliando s’impara. Fino a ieri vedevate tutto rosa, poi vi hanno fato notare che rosa era il colore delle lenti dei vostri occhiali. Affrontate la realtà oppure rimetteteveli . Circondatevi di papaline rosse di bigiotteria. Mangiate più marroni (togliete le castagne dal fuoco senza scottarvi). Maggioranza di risposte dispari meno 2 C. e 5 A.: Questo è l’ultimo test che fate. Pensavate che era un test scientifico ma non avete trovato nessuna domanda di scienze. Non avete bisogno di un test per sapere che siete al verde. Ricordate che il verde speranza è l’ultimo a morire se preso in tempo. Adesso non sapete che pesci prendere? Per restare in tema vi consiglio pesce azzurro. Strega comanda color…

 

 

 

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test, copyright, guido penzo

 

 

 

  

 

“NON PIANGETE SUL LATTE VERSATO, NON MACCHIA” (Guido Penzo©)

 

 

 

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14/11/2006

 

 

 

  

 

E’ TEMPO DI BILANCI E DI BILANCE

 

 

 

 

 

“Volevo comperare una bilancia. Ne ho provate alcune. Tra una e l’altra c’erano piccole differenze. Alla fine ho comperato quella dove pesavo meno” (Guido Penzo©)

 

 

 

Postato da: penzogi a 09:52 | link | commenti (6) |

 

12/11/2006

 

Comix

 

  

 

Vakka Diario Comix 2004/2005

 

 

 

 

 

*IL CANGURO: Il canguro si distingue dagli altri animali perchè ha il marsupio. Ma quando si deve spostare per molti chilometri, allora preferisce lo zaino.

 

 

 

*IL CANE: Il cane è il migliore amico dell’uomo, ma quando hai bisogno di soldi non trovi mai un cane che te li presti.

 

 

 

*L’ACARO: Ieri ero seduto sul divano quando ho sentito starnutire. Ho guardato a terra verso il tappeto ed ho visto un acaro. Era allergico all’uomo.

 

 

 

*LA TALPA: La talpa vive per molte ore al giorno sotto terra e quando viene in superficie lo fa solo per fare qualche confidenza.

 

 

 

*LA SCIMMIA: Si dice che l’uomo sia l’evoluzione della scimmia, anche se lei pensa il contrario.

 

 

 

Comix agenda 2006/2007

 

 

 

 

 

*Non mi piace giocare in borsa, è troppo stretta.

 

 

 

*Se avete perso la retta via, vuol dire che siete in curva.

 

 

 

*Ieri in classe dovevo leggere una circolare, ma non sapevo da che parte iniziare.

 

 

 

*Venerdì un gatto nero mi ha tagliato la strada. Per fortuna avevo dello scotch, così l’ho riparata.

 

 

 

*Non prendere il treno, serve anche ad altri.

 

 

 

 

 

Postato da: penzogi a 19:26 | link | commenti (1) |
comix, guido penzo

 

 

 

  

 

ROCKABECKETT

 

 

 

http://www.samuelbeckett.it/ e [tutti gli articoli su Georges Perec]

 

Beckett non l’ho conosciuto, di persona. Beckett non mi ha conosciuto, di persona. E’ successo, o meglio, non è successo. Se ci fossimo conosciuti? Non lo so. Dopotutto io non conosco molta gente. Ci sono più persone che non conosco di quelle che conosco, nel mondo. Però, se serve, conosco il tipo che abita al terzo piano. Non è bello dire tipo, ma non ne conosco il nome. E’ reciproco. Siamo pari. Nella vita è importante essere pari. Pari da un senso di rotondità, di pienezza, di stabilità. Pari non Bari. Anche Perec era pari. Due pari. Cosa hanno in comune Beckett e Perec? Non li ho conosciuti entrambi, nè di persona nè di vista…due fuori dal comune.

 

 

 

Postato da: penzogi a 18:36 | link | commenti (6) |

 

11/11/2006

 

 

 

  

 

” A VOLTE, PER NON FARSI PRENDERE DAI DUBBI BASTA ALLUNGARE IL PASSO” (Guido Penzo©)

 

Se si è in due, per allungare il passo, uno tira da una parte e l’altro dall’altra.

 

 

 

Postato da: penzogi a 15:37 | link | commenti (5) |

 

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