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26/01/2007
comix

  

La “prima” non si scorda mai ma, a scanso d’equivici, la riscrivo.

“QUELLO CHE MI PIACE DEL TEATRO

E’ LA RAGAZZA CHE STACCA I BIGLIETTI”.

L’ultima, stavo per dimenticarla…

“Pagherei pur d’avere uno stipendio più alto” (G.Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 13:46 | link | commenti (14) |
comix, copyright, guido penzo

25/01/2007
 

  

“Nella teoria dei vasi comunicanti nessuno è riuscito ancora a scoprire cosa avevano da comunicarsi”. (Guido Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 17:21 | link | commenti |

 

  

Man mano, mi ha chiesto un dito e mi son fatto prendere la mano.

 

Peter Wienerroither “stammbaum”

“SE M’ISCRIVO AL CONSERVATORIO VIVRO’ PIU’ A LUNGO?”

 

Postato da: penzogi a 12:49 | link | commenti (1) |
copyright, guido penzo

 

  

SE FOSSI…NON SONO IO!

 

Ogni tanto un’immagine, per immaginare di viaggiare.

 

Postato da: penzogi a 11:39 | link | commenti (2) |

 

  

SE FOSSI…UN DISCO?

 

 

Postato da: penzogi a 10:42 | link | commenti |

24/01/2007
 

  

 

Dario De Toffoli, Dario Zaccariotto, Michele Comerci
CIBO PER LA MENTE 3
Scorpacciate enigmistiche, abbuffate di parole manipolate e gozzoviglie ludico-letterarie
PREZZO: 15,00 euro
ISBN: 88-7226-960-1

“E’ tanto tempo che non entro in cucina, non perchè io sia ingrassato. Non amo essere ingrassato, nè unto nè inburrato. Non entro perchè mi mancano gli ingredienti. Mi manca la materia prima (la seconda, per il Liceo scientifico, è matematica). Vorrei avere della carne da mettere al fuoco, con qualunque cosa fare del brodo, affondare le mani nella pasta d’uomo, correggere di sale gli errori culinari, aspettare la nuova mezza luna per tagliuzzare la cipolla, trasformare il pan in focaccia, dare del salame a chi so io, preparare la zucca per chi ha tanta fame e la zucchina per chi ne ha poca, tritare la carne trita, affogare i dispiaceri nel caffé, fare un gran pasticcio nel migliore dei modi, acquistare esperienza durante i saldi, preparare una salsa seguendo le note, brindare ma anche brinavere, combinare una frittata che piaccia a tutti, tirare la pasta senza colpire nessuno, cucinare il crudo finchè diventi cotto, dire pane al vino e vino al pane.”  (G. Penzo, Una parola tira l’altra)

 

Postato da: penzogi a 13:43 | link | commenti (4) |

21/01/2007
 

  

NON CI SONO PIU’ LE QUATTRO STAGIONI,

 IO PRENDO UNA TONNO E CIPOLLA.

“Noi blog siamo della materia di cui sono fatti i sogni, e le nostre piccole vite sono circondate da un grande sonno”. William Shakespeare e  didola  “Il sereno prima delLa Tempesta”  nel Quotablog

 

Postato da: penzogi a 15:43 | link | commenti (3) |
quotablog

20/01/2007
 

  

La temperatura è aumentata tanto da obbligarmi a fare il “cambio di stagione”: ho restituito un inverno e mi sono preso una primavera.

 

Postato da: penzogi a 16:45 | link | commenti (3) |

19/01/2007
 

  

 

“Carta più alta vince! Con i tacchi o senza?”

 

Postato da: penzogi a 14:41 | link | commenti (3) |

comix

  

“Parlo correntemente nove lingue straniere, a gesti!” (Guido Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 14:25 | link | commenti (1) |
aforismo, comix, copyright

 

  

ESERCIZIO DI STILE

        

Quadro originale                                                  Quadratura del quadro

 

Postato da: penzogi a 13:42 | link | commenti (1) |

 

  

Comico? No, dietologo!

Ridere fa dimagrire (non è una battuta pesante)

Uno studio della Vanderbilt University of Nashville, nel Tennessee, pubblicato sull’International Journal of Obesity mette in evidenza come ridere 15 minuti al giorno fa dimagrire due chili in un anno. Leggendo la notizia sono già dimagrito di 10 grammi. Poi mi sono chiesto: qual’è il mio peso in questa società? A cosa si riferiva Lia quando, dopo una discussione mi ha detto: “Sei pesante!”? Perchè le case di moda fanno vestiti sempre più stretti e quando “mi cuciono un vestito addosso” usano sempre più filo? Troppe domande fanno venir fame…Così ho pensato che la notizia fosse una bufala, anche se c’è qualche differenza tra la copertina del “Journal” e…!

 

 

Postato da: penzogi a 13:10 | link | commenti |

 

  

A CHE GIOCO GIOCHIAMO?

Giochiamo a fangermandl*? No, non mi ricordo le regole. Giochiamo a fogòcska*? No, che poi mi perdo. Giochiamo a onigokko*? No, mamma non vuole. Giochiamo a kull*? La prossima volta. Giochiamo a salki*? No, sono stanco. Giochiamo a ce l’hai? Si, dai. Chi comincia? Cominci tu? Comincio io.

Ce l’hai l’età della fantasia? Ce l’hai il fante da scherzare? Ce l’hai il piede in due scarpe? Ce l’hai il dente del pregiudizio (vicino al premolare)? Ce l’hai la coscienza a posto? Dove? Ce l’hai un posto in Purgatorio? Ce l’hai il biglietto obliterato? Ce l’hai la precedenza o l’hai dimenticata a casa? Ce l’hai la pazienza del paziente all’ospedale? Tocca a te.

Ce l’hai la battuta pronta o è ancora da finire? Ce l’hai la squadra del cuore? Ce l’hai la elle con l’apostrofo? Ce l’hai la testa a posto? Ce l’hai la coda davanti a te? Ce l’hai la lettera dell’alfabeto da imbucare? Ce l’hai con me? Ce l’hai o ci fai? Tocca a te.

*No o sinonimi di ce l’hai.

Se poi volete giocare a Quotablog

“Fermate il blogroll, voglio scendere” (Guido Penzo©)

Rivoluzionario: “Datemi un blog e vi solleverò il mondo”

(Già): ce l’hai l’astamblàm? ce l’hai un diavolo per capello? ce l’hai un capello? ce l’hai la riga in mezzo? ce l’hai la squadra da una parte? ce l’hai la squadra del cuore? ce l’hai la squadra del fegato? ce l’hai il fegato di vivere? ce l’hai o lo compri? tocca a te.
 
(Io): Ce l’hai l’occhio per gli affari di cuore? Ce l’hai l’asso nella manica della t-shirt? Ce l’hai la figurina del salato Salatino? Ce l’hai la chiave inglese della mini mirror? Ce l’hai la gatta nel sacco? Ce l’hai l’attenuante vicino alla presa? Ce l’hai la fortuna da mettere nel portafortuna? Tocca a te.
(Strelnik): Ce l’hai un minuto per correre in apnea? Ce l’hai la maschera da ambasciator non porta pena? Ce l’hai un portantino vicino di corsia? Ce l’hai un modo di parlare senza respirare? Ce l’hai un trucco? Ce l’hai dalla nascita o te l’hanno regalato? tocca a te.
(Già): Ce l’hai un girogirotonto? Ce l’hai un mezzo mappamondo? Ce l’hai un mappalunapiena? Ce l’hai una tua stella vera? Ce l’hai una vita da ricordare? Ce l’hai un domani da sperare? Ce l’hai un baffo di nutella? Ce l’hai un sorriso sotto i baffi? Ce l’hai o te lo devo regalare? tocca a te

 

Postato da: penzogi a 11:03 | link | commenti (6) |

18/01/2007
comix

  

“Ho capito che era un pirata della strada quando mi ha tagliato la strada con la sua barca”. (Guido Penzo©)

 

 

Postato da: penzogi a 14:35 | link | commenti (3) |
aforismo, comix, copyright, guido penzo

L’ultimo esame

  

NO TIZIE, NO CAIE. 

FERMATE IL TEMPO, VOGLIO SCENDERE!

 

La notizia è di qualche minuto fa (120 secondi, per l’esattezza) “Le lancette dell’orologio si sono spostate in avanti di due minuti. Ora mancano solo 5 minuti alla catastrofe finale”. Lo spostamento delle lancette del Doomsday Clock (l’orologio del Giorno del Giudizio) è stato deciso dagli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists. Oltre alle rinnovate minacce atomiche in lingua nordcoreana e/o iraniana, l’aumento delle temperature (a causa del cambio favorevole euro/caldo), e l’inquinamento atmosferico a Milano (tutto il mondo è paese e viceversa).

Leggendo tra i quadretti del quaderno di matematica, la notizia che più preoccupa è la conferma del Giudizio Universale, anche dopo l’ultima riforma. Latino al Liceo Classico, matematica allo Scientifico, lingua inglese al Linguistico, ma qual è la seconda materia per per prepararsi al Giudizio Universale? E la prima? Sarà un’interrogazione programmata o chiama Lui? Pensare che giusto ieri sera, prima di addormentarmi, all’esame di coscienza ho preso tra il 5 e il 6. Fa media?

 

Postato da: penzogi a 13:23 | link | commenti (2) |
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RESPIRO DI MENO E’ GEMELLATO CON M’ILLUMINO DI MENO 2007

 

 

 

Dopo il successo dell’anno scorso, anche quest’anno il 16 febbraio 2007  la PidiA rilancerà il proprio impegno per la salvaguardia del pianeta terra organizzando: “Respiro di meno”, la terza Giornata Nazionale dell’Aria Fritta. Per quella data chiediamo a tutti i lettori di adoperarsi affinché si riesca a risparmiare la maggiore quantità possibile di aria nel corso delle 24 ore. Impegnatevi a sgonfiare i palloni gonfiati! Date fiato alle trombe! Andare in apnea è più facile a farsi che a dirsi! Come è già successo il 1 aprile del 2005, si potrà partecipare come semplici cittadini, come cittadini complicati, come soci sostenitori, come comuni, come originali, come province, regioni, aziende, negozi, uffici non ufficiali, squadre di pallavolo e/o basket, radio, tungsteno, industrie, tv, condomini, edicole, monumenti, opifici, musei, cinema,  altro. Quello che chiediamo è di trovare un modo affinché il 16 febbraio si riesca a convincere più gente possibile a non respirare. Le trovate più geniali, gli eventi più spettacolari, i gruppi di risparmio più numerosi e incisivi o canini, verranno premiati con una boccata d’aria offerta da un noto sponsor del settore. Alcune amministrazioni hanno già comunicato di aderire invitando i propri cittadini a trattenere il respiro il più a lungo possibile: il 1 aprile dello scorso anno,  restarono a bocca aperta e col fiato sospeso centinaia di migliaia di persone. La novità di quest’anno riguarda l’ampliamento del raggio di azione:  Si potra trattenere il respiro pur rimanendo in coda alla Posta, cercando di non respirare alla guida dell’auto o rimanendo muti al telefono.  L’unico modo per cambiare radicalmente aria e le prospettive di vita del pianeta terra è quello di darsi da fare in prima persona, cambiare il proprio stile di vita e convincere altri a non respirare, almeno per un giorno, e cosa sarà mai! La novità di questo 16 febbraio è il gemellaggio ( a loro insaputa ) con M’ILLUMINO DI MENO. Per le adesioni la colla è nel primo cassetto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato da: penzogi a 10:57 | link | commenti (2) |

17/01/2007
nascondino

  

Giochiamo a nascondino?

Subito la conta per decidere chi conta. Da me a te, bim bum bam 79 (siamo in molti a giocare). 1, 2, 3, 4…77, 78, 79! Tu stai sotto, chiudi gli occhi e conta (contadino)…fino a 50. Non sbirciare, mi raccomando e ricorda che l’ultimo può liberare tutti. Si, però non vale tornare a casa senza dirlo. Va bene, pronti? Via. 1, 2, 3, 4…tutti si erano sparsi per il giardino a cercar di nascondere il più possible. C’era chi voleva nascondere la verità insabbiandola vicino all’altalena, chi voleva nascondere un’idea perchè nessuno gliela rubasse, chi cercava di nascondere i problemi sotto il tappeto e chi gli prendeva il tappeto per nasconderlo nel ripostiglio (dove si era già nascosto Michele). 26, 27, 28, 29…Io, che avevo votato per “strega comanda oggetto”, mi ritrovai senza niente da nascondere. Potrei nascondere la mia identità con un avatar? Nascondermi dietro un pseudomonimo? Nascondere l’età dietro l’apparenza? 34, 35, 36…Nascondermi dietro una foglia di fico? Nascondere l’evidenza dei fatti (ma anche dei lucidi)? Nascondere i panni sporchi per lavarli con calma, dopo? Nascondere i cattivi pensieri? 41, 42, 43, 44…Nascondere il mio presente, tanto che il passato lo nascondevano in molti? Nascondermi dietro un dito, magari dietro il pollice fin quando non mi metterò a dieta? 49, 50! L’idea geniale (a mali estremi estremi rimedi) m’era venuta all’ultimo secondo. L’avevo nascosto! Se provo pentimento? Così così, ma non volevo essere il primo ad essere scoperto, anche se un poco mi dispiace per i genitori di Dino, che lo stanno cercando…da tre giorni!

 

Postato da: penzogi a 16:09 | link | commenti (5) |
copyright, guido penzo

14/01/2007
 

  

Storie senza storia: una storia.

Chiara non ha ancora ventitre anni e mezzo eppure sembra più grande. E’ in viaggio da quando ne aveva ventitre e quattro mesi. Ma il tempo è tiranno e non tutto è bene quel che finisce male. Chiara, che per comodità chiameremo Marco, ne è consapevole. Firenze, la città dove avrebbe voluto vivere e dove conta di finire i giorni che le mancano per completare la raccolta, l’ha rifiutata. Ma c’è dell’altro. Gianfranco aspetta un figlio…aspetta…aspetta. Sarà padre quando meno se l’aspetta. Il difficile rapporto tra padri, figli e compagni di scuola potrebbe essere compromesso da una telefonata anonima. Chi è? Chi ha interesse a seguire Marco? Chiara è stata sempre chiara? Se anche la temperatura è aumentata è colpa dell’euro? Quanto dovrà aspettare Gianfranco prima di capire che la gravidanza era isterica? Un viaggio al tempo dei saldi dove tutto sembra scontato, dove il mercante fa le orecchie e cerca di venderle al miglior offerente, dove non c’è due senza un numero superiore, dove chi si crede d’essere non ha e chi ha tiene per se, dove? Sarà la madre a riconoscere il cadavere di Chiara, che per comodità abbiamo chiamato Marco. Una storia che non lascia spazio ad equivoci ingombranti si conclude com’era iniziata (nota per il montaggio: non tagliate i titoli di coda).

 

PP di Chiara riflesso nel finestrino del treno. All’esterno la campagna di Normandia scorre davanti ai suoi occhi. Chiara gira lo sguardo davanti a se. La MdP panoramica a sinistra seguendone il movimento fino al PP di Chiara. Controcampo. Davanti a Chiara la madre la guarda. PP della madre che guarda Chiara. Controcampo. PP di Chiara che chiude gli occhi. Dettaglio di due mani che entrano in campo, afferrano il bordo di un lenzuolo col quale viene coperto il viso di Chiara. PP della madre di Chiara che si gira a guardare fuori dal finestrino del treno. La MdP segue il movimento in panoramica fino al volto riflesso. All’esterno la campagna di Normandia scorre al contrario. Dissolvenza a nero. Titoli di coda.

 

Postato da: penzogi a 18:01 | link | commenti (7) |

13/01/2007
 

  

QUESTA, INTANTO CHE DECIDO

 

LA PROSSIMA MOSSA.

 

Postato da: penzogi a 19:25 | link | commenti (3) |

 

  

“Sono troppo vecchio per scrivere un libro. Mi sa che lo comprerò già scritto” (Guido Penzo©)

 

 

Postato da: penzogi a 16:22 | link | commenti (2) |

 

  

OGGI NON E’ DOMENICA, NON E’ SEMPRE DOMENICA.

“Chi dona se stesso agli altri deve ricordarsi di togliere il prezzo prima d’incartarsi” (Guido Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 15:38 | link | commenti (1) |
aforismo, copyright, guido penzo

12/01/2007
 

  

Io abito al terzo piano di via Splinder 63842, 20100 Blog.

 

Tra pochi giorni, il 26 gennaio, festeggerò il mio terzo anniversario da quando mi sono traferito in questo palazzo di via Splinder. Confesso che ci ho messo qualche mese ad ambientarmi nel mio primo blog. Per i primi due anni ho anche lasciato la tappezzetemplate che avevo trovato, poi, tentando con un timido fai da me,  ho imbiancato con nuovi colori le pareti ed appeso qualche quadro lì e là. Ogni tanto ho incollato anche qualche immagine per chi, venendomi a trovare, mi chiedeva il permesso d’immaginare. Quello che più mi rende felice è la frequentazione dei miei vicini di casa. Sullo stesso pianerottolo (ballatoio: quando c’è la musica) si affaccia l’appartamento della Giarina, una pittogolfista brava in cucina con la capacità di raccontar ricordi anche futuri. Sempre al terzo piano vive Saltino, simpaticoromano con affaccio su San Pietro. Ogni tanto lo sento festeggiare con gli amici dell’Italosphera: Ecatì, Meta Sabrina, Geo, Alba Marina. Al piano di sopra scrivono, senza rete, il giocoso Deca, il lucidofolle nybras  e il partenopeo e partemunaciell’ Ciro. Al quinto piano s’è trasferita da poco nel suo nuovo appartamento la Placidamitì, accanto al  tre locali di Lucia Cronomoto e sotto l’attico vista Ponte Vecchio di Ironica, coinquilina di Sifossifoco. Ogni tanto, aspettando l’ascensore, incrocio il giovane Cronopio, studente universitario fuori corso e fuori sede, perennemente in ritardo e il giovane Antonio Zop, sempre puntuale . Al piano terra si trova la sala riunione che il condominio ha deciso di affittare per i loro incontri agli amici di Kilombo. Un difetto del mio appartamento? La cucina un poco piccola…incrociando la Placidamitì mi ha detto che oggi è il Delurking day, giorno dedicato a tutti quelli che leggono i blog ma non lasciano commenti. Ecco chi citofona sempre alle tre di notte!!!

PS: Cos’è un blog? Il blog è fatto per esprimere la voglia di comunicare, una stanzetta tua con vista sull’intero web, un indirizzo mediante il quale chi naviga in internet ti può venire a trovare per scambiare due chiacchiere con te e prendersi un caffè. Un blog è una estensione di te stesso. Che tu voglia raccontare quanto ti è accaduto, o condividere un video o una barzelletta, che tu voglia diffondere notizie, riprenderle, commentarle, dare la tua opinione in merito o semplicemente segnalare ad altri quanto hai ritenuto importante per te, che tu voglia semplicemente dare libero sfogo al grafomane logorroico che è in te, il blog è il tuo spazio. Libero e personale, ma anche sociale se non lo tieni privato. Dove sei tu a metterci quanto di tuo vuoi condividere e a non metterci quello che di tuo vuoi conservare. Un po’ il tuo cartellone pubblicitario, il tuo spot. Parla di te anche se non parli di te. Un blog è un arricchimento continuo per te che scrivi andando alla ricerca di cose da scrivere che possano interessare il tuo lettore oltre che te stesso, ma la ricchezza viene soprattutto da quanti commentando in bene o in male, linkandoti, diffondendo ad altri i tuoi contenuti in Internet, ti accompagnano alla scoperta di altri pensieri, di altri blog, di altre persone con cui non avresti mai pensato di entrare in contatto, con cui non avresti mai pensato di avere delle affinità e degli interessi comuni. (scrive Catepol ed io non cambierei una virgola).

 

Postato da: penzogi a 13:05 | link | commenti (13) |

pseudomonimo

  

 

“Io adoro Adorno tanto che lo userei all’infinito: adornare”

E’ di mercoledì 10 gennaio 2007 l’articolo di Theodor W. Adorno “L’aforisma è una filosofia alla pari di fede e scienze” apparso sul Corriere della Sera. Per chi fa finta di non capire e per chi vuol fare lo gnorri davvero, pur avendo una certa età, ne riporterò alcuni stralci. Scrive AdornoAlla gioia…concepiti come momento…come la concisione, l’arguzia, l’antinomia e la…critica coinvolge”. Più avanti scrive “Sicchè…allo stesso modo…dipana…”. La traduzione di Nicola Curcio si conclude con un “richiede”. Mancano però gli esempi di ciò che Adorno vuole sottolineare, quindi non vi sono esempi sottolineati, pur rimandando e rimanendo in una chiaroveggenza esplicativa di fondo (articolata preposizione). Questa prefazione a “La brevità felice. Contributi alla teoria e alla storia dell’aforisma” edito da Marsilio mi ha dato la spinta, per evitare lo spunto, per una ricerca interiore. L’esigenza di uno pseudonimo è affiorata prepotente, con il quale firmare aforismi: omen nomen cognomen amen? In questo senso ho scartato subito, detto fatto, pseudonimi stranieri. Per due motivi. Poi ho eliminato proposte di pseudonimo con troppe consonanti e poche vocali. Cercando quindi di strizzare l’occhio alla critica nostrana (così impara) ho deciso di evitare nomi famosi del cinema e degli attori che l’interpretano: niente 007, Montalbano, Flash Gordon o Martini bianco. Ma neanche Gassman, metanwoman o Chicco Stella. Raschiando il forno e facendo scarpetta con l’ultimo sugo della vita, ho trovato tanto una parola nuova quanto il mio pseudomonimo che avrebbe celato la mia identità identica.

PSEUDOMONIMO: GUIDO PENZO.

” Della storia del topolino che ha partorito la montagna, quello che mi sembra impossibile è che nessuno si sia accorto della gravidanza” (Guido Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 11:36 | link | commenti |
pseudomonimo

 

  

“A Milano il sole sorge prima, perchè sa che troverà coda in tangenziale” (Guido Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 08:56 | link | commenti |

09/01/2007
Anima gemellata.

  

(Non ci sono 2, il nonritorno)

“Finalmente ho trovato la mia anima gemella! Come l’ho capito? Anche lei, come me, è calva ed ha la barba” (Guido Penzo©)

 

Not turn

 

Postato da: penzogi a 18:22 | link | commenti (3) |
copyright, guido penzo

08/01/2007
 

  

(Non ci sono)

“Tutti fanno il bucato, ma nessuno si domanda chi è stato” (Guido Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 19:11 | link | commenti (5) |

07/01/2007
 

  

“Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce, quindi non tagliate alberi alle tre di notte” (Guido Penzo©)

Ci sono anche se non ci giurerei

A VOLTE TORNANO, A VOLTE RITORNANO, A VOLTE RINTINTIN.

“Can che abbaia (can can), ditegli di smettere”.

Il viaggio è stato lungo, anche se non è stato un viaggio. A spanne anche di più. C’erano code in autostrada e animali senza. Il tempo è tra scorso e tra pezzista. I buoni propositi li ho messi tra la biancheria colorata intima e quella che tutti conoscono (i panni pubblici). Ho cambiato idea, mi andava stretta. Appena arriva il nuovo anno decido cosa fare. Intanto no. In autostrada ognuno aveva la sua corsia. A chi non piaceva poteva cambiarla. C’era chi si svincolava, chi tirava diritto, chi tirava a campare. C’era campare che cercava di non farsi prendere, c’era chi se la prendeva lo stesso. Aspetto nell’area di sosta. I cateti se li sono fregati e i quadri sono appesi nel vuoto, quando se ne accorgeranno cadranno miseramente. Osservo il tempo passare, corre veloce sulla terza corsia, non si può fermare. Decido che non sono ancora tornato. Domani e dopo andrò a spegnere fuochi fatui. Faccio parte della squadra antincendio, gioco in difesa perchè non ho uno scatto bruciante. L’allenatore dell’anima vuole così. Io gli do così e lui è felice. Tornerò venerdì, senza contare.

 

Postato da: penzogi a 15:51 | link | commenti (6) |

22/12/2006
 

  

CHI PORTA I REGALI A BABBO NATALE?

Aveva lavorato tutta la notte della vigilia.

Indossata la rossa divisa, caricata la slitta con sacchi colmi di regali, era partito, trainato da sette renne, per la sua annuale missione.

Aveva attraversato i cieli di tutto il mondo, da nord a sud, da est a ovest, inseguito dall’inarrestabile trascorrere del tempo. A cavallo del fuso orario, per poter essere sempre puntuale allo scoccare della mezzanotte in ogni paese, si era calato nei camini delle case delle metropoli europee, era entrato dalle finestre senza vetro delle capanne africane, era salito con ascensori velocissimi in grattacieli americani, aveva varcato porte lasciate socchiuse da genitori compiacenti in tutto il mondo.

Aveva soddisfatto le richieste più curiose lasciando i regali sotto alberi di Natale preparati appositamente, vicino a presepi illuminati e, qualche volta, nelle mani di papà travestiti come lui.

Alle prime luci dell’alba del 25 dicembre aveva fatto rientro a casa. Stanco ma soddisfatto.

Aveva appena varcato la soglia quando la sua attenzione fu attirata da alcuni pacchi colorati lasciati sotto il suo albero di Natale. Li scartò con l’avidità di un bambino e si commosse nel vedere i giocattoli che aveva sempre desiderato.

Fu in quel momento che pensò: “Ma allora, Babbo Natale esiste!”.

BUON NATALE

 

Postato da: penzogi a 12:27 | link | commenti (12) |

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