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15/03/2007
 

  

In una indagine sui giovani scrittori “Chi non sa scrivere non fa testo” (Nicholas Chicco Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 16:16 | link | commenti (5) |

fincipit

  

Per chi non ha niente da fare, per chi ha tanto da fare ma tanto non fa niente, per chi se lo sapeva ci pensava, per chi ha tempo da perdere ma non sa come, per chi cura la speranza nella speranza che non muoia, per chi c’è sempre tempo, per chi ha perso l’attimo ma non ricorda dove, per chi continua a pensarci mentre il tram riparte, per chi non è di parte e rimane, perchì?

Riprende e continua fincipit.

Propositi per l’anno nuovo.
Cose da evitare:

Bere piu’ di quattordici alcolici a settimana.
Fumare.
Buttar via soldi per: impastatrici, gelatiere o altri marchingegni da cucina che non usero’ mai; libri di autori illeggibili
tipo Il diario di Bridget Jones.   (Helen Fielding, Il diario di Bridget Jones)

______________________________________________________

Benché suo padre avesse immaginato per lui un brillante avvenire nell’esercito, Hervé Joncour aveva finito per guadagnarsi da vivere con un mestiere insolito, cui non era estraneo, per singolare ironia, un tratto a tal punto amabile da tradire una vaga intonazione femminile: presentare programmi tv con lo pseudonimo di Maria de Filippi.  (Alessandro Baricco, Seta)

______________________________________________________

Tutti gli americani di una certa età dicono di ricordarsi dov’erano e cosa facevano quando Kennedy è stato assassinato a Dallas. Tranne uno: Kennedy.  (Tullio Avoledo, Lo stato dell’Unione)

 

Postato da: penzogi a 14:37 | link | commenti (5) |
copyright, guido penzo, fincipit

 

  

Spremere le meningi per Olio di Satira 2007

concorso di satira

Spremere un’arancia per “Raccontami una storia”

Schiacciare un punto nero per www.festivalnazionaledelcabaret.it 

       INFO

ma prima di tutto: schiacciare un pisolino!

versi in scherzi

http://www.scuoladelfumetto.com/home.htm 

satira arci

 

Postato da: penzogi a 12:47 | link | commenti |

 

  

casa&lamponi.jpg

LAMPONIA di Francesca Ferrari (titolo a parte)

Siete mai stati in Lamponia in questa stagione? Non sapete cosa vi siete persi. Se non lo sapete come fate a trovarlo? Pensateci bene: le chiavi di casa? Lo specchietto retrovisore per guardarvi alle spalle? La fiducia nel prossimo? La cognizione del tempo? A parte. Quando arrivi in Lamponia hai la netta sensazione che sei arrivato. Sarà per il cartello “Benvenuti in Lamponia”, sarà per il paesaggio che ti si apre davanti, sarà per quella sensazione tra il benessere e il benavere, sarà che sei scappato dal lavoro con tutta la cassa, sarà. La prima cosa da fare appena sbarcati dall’aereo o planati sulla terraferma dalla nave o scesi dall’auto in salita è guardarsi attorno. Il paesaggio è inimitabile. Nessuno, per quanto bravo nelle imitazioni, Fiorello compreso, è mai riuscito ad imitare quei colori, quei profumi, quei venti, quei eccetera. Giusto per chi non riesce ancora a capacitarsi d’aver finito le superiori, è quasi quasi come quel quadro di sopra: toni interi e mezzi toni che sfumano di nascosto (dai genitori) tra il rosso e il rosa. Una serenità interesteriore avvol gente ma anche singoli. Una pace nel meriggio mentre la mamma sta preparando la fetta di pane burro e zucchero. Un profumo, insomma, di Lamponia tuttattorno. A parte, non sapete cosa vi siete persi, provate a ricordarvelo.

Avete mai assaggiato l’olio della Lamponia?

C’è Stato e stato, ma c’è anche stato Gianni Rodari:

Il popolo dei Lamponi / confina con altri popoli / buoni e tranquilli: / fragole, mirtilli, / lucciole e grilli.

Spesso giungono in visita / dagli Stati vicini / farfalle, api, bambini / con il cappellino bianco / che presto sarà nero di more…

O paese felice, / scoperto per errore, / Lamponia del mio cuore!

 

Postato da: penzogi a 11:07 | link | commenti (2) |

 

  

“Per diminuire la velocità sulle strade sarebbe sufficiente costruire più strade in salita”. (Guido Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 10:31 | link | commenti (3) |

10/03/2007
Ska

  

Wassily Kandinsky, «Trente», 1937. Centre Georges Pompidou, Parigi

Il bianco muove, il nero si diverte. Cavallo E 7, il nero osserva. Alfiere passa, il nero pensa. Pedone sulle striscie pedonali, Regina sulle striscie regali. Il bianco torna sui suoi passi, Pedone sgambetta. A Rocco? Stallo. Il bianco muove pedina, il nero no. Cavallo A 7, Scacco folle. Il bianco rilancia, il nero ripassa. A monte? Chi ha dato le carte? Arimo. Pari o dispari? Bianco o nero? Sottosopra? Avanti tutta, un pacs indietro. Pedone investito, Alfiere ignudo alla meta. Dama bianca, Danito Danone…Napoleone. Rifa! («Kandinsky e l’astrattismo in Italia». Milano, Palazzo Reale, piazza Duomo 12, tel. 02.54.913. Catalogo Mazzotta. Dal 9 marzo al 24 giugno.)

SKA A CHI?

E’ scritto nell’agenda: durante una battaglia per difendere il suo regno, un Re perse suo figlio. Cerca di qua, cerca al bar, cerca sopra, cerca sotto, cerca dai vicini, telefona ai lontani, il figlio non si trovava. Sarà partito, sarà movimento, sarà associazione? Da quel giorno il Re non si diede più pace. Pur di averla vinta si mise a fomentare disordini, a piantare imboscate, ad oltrepassare i limiti, a suonare la batteria alle tre di notte. Tutti gli altri condomini del regno cercavano di convincere il Re che a certe ore della notte, se uno proprio non riesce a prendere sonno perchè troppo veloce, era meglio guardare la tv. Il Re rispose che lui era il Re e che fintanto che non sarebbe cambiata la legge elettorale, tale e quale sarebbe rimasto. A dimostrazione di ciò si citò “Re è fintanto che arbitro non fischia” (anche se l’ultimo libero arbitro era stato espulso dal regno, per doppia ammonizione, da ormai 385 anni). Un giorno bussò a palazzo un venditore di scope elettriche. Quando il Re lo vide nel videocitofono fece finta di non essere nel castello. Ad aprirgli fu la regina che stava rincastellando con le borse della spesa. Dopo una veloce dimostrazione sotto il tappeto volante, la regina fu convinta ad acquistare 937.447 scope elettriche, una per ogni stanza della reggia. Ma il Re non si diede per vinto e chiese se per caso avesse anche una play station. Il venditore fu preso senza provvista. Però aveva con se una scatola del gioco degli scacchi. Il re si appassionò a quel gioco e, a forza di giocare, capì che non esisteva un modo di vincere quella battaglia senza sacrificare un pezzo, che fosse un cavallo, un pedone, una torre o un alfiere. Alla fine il Re si fece grosse risate. Con tutto quel riso inventò tanti nuovi piatti e tutti decorati a mano. Tutto è bene quel che finisce bene e il figlio si ritrovò in una comunità di comunisti, vivo e vegetariano. Tornò? Quella del figliol prodiano è un’altra agenda (comix).

 

Postato da: penzogi a 15:55 | link | commenti (6) |
comix, copyright, guido penzo

Sarà Fame

  

NON HO FAME DI FAMA

“Non amo essere riconosciuto per strada,

soprattutto dopo una rapina” (Guido Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 15:31 | link | commenti |
comix, copyright, guido penzo

09/03/2007
 

  

IL CIELO E’ SERENO PERCHE’ NON HA PROBLEMI

(guardando la foto di Ninna)

Quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito. Ma se è giorno e la luna è dall’altra parte della Terra, se non si vede il dito davanti all’obbiettivo e dello sciocco non c’è ombra (sempre in ritardo, anche col sole), se il cielo è sereno perchè non deve pagare il mutuo (e non gli interessa dei tassi)…allora il pensiero è profondo: “Guardando il cielo, ovunque mi trovi, non vedo frontiere“.

 

Postato da: penzogi a 13:11 | link | commenti (3) |

comix

  

“Vivrei di escamotage, se solo trovassi un apriscatole” (Guido Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 11:02 | link | commenti |
comix, copyright, guido penzo

08/03/2007
 

  

Capitan America

 

Postato da: penzogi a 17:21 | link | commenti (3) |

 

  

“Sono vegetariano, con un’unica eccezione: la carne” (Guido Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 15:20 | link | commenti (2) |

curriculum vitae

  

Consigli per scrivere un

CURRICULUM VITAE, ANCHE SENZA CACCIAVITAE.

Notizie, sciocchezze, quisquilie e pinzillacchere

(Parte seconda, ma poi arriva. La prima parte è sotto)

A chi mi chiede se ho titolo per dare consigli rispondo: in primis il titolo è in alto, in secundis sono di madre lingua latina e di padre lingua ligure. Adesso che i dubbi sono stati messi da parte possiamo continuare? Vi ho chiesto qualcosa prima di mettermi a scrivere? No, non mi sono offeso…Dicevo che il curriculum, come dice la parola stessa, parlerà di voi quindi non siate succinti se non volete essere volgari. Prima di scriverlo mettetevi nei vostri panni, nè troppo a casual nè troppo distinti, nè troppo sportivi di rugby nè troppo sportivi di nuoto. Siate quello che credete d’essere con un 35% di autostima in più. Deve essere dettagliato su di voi, della vostra misura, meticoloso, preciso e puntuale (un curriculum in ritardo sarà sempre superato da un curriculum in anticipo). L’impaginazione deve essere curata, ci sarà tempo per mettersi in malattia professionale. A chi mi chiede: si può truccare un curriculum? Un poco di tinta in fondo (o fondotinta) non ha mai ucciso nessuno, ma non esagerate con il rossetto soprattutto se siete maschio. Prima o poi il colloquio arriva e non vi servirà mandare quella vostra amica tanto carina che alla fine, come ai provini della televisione, assumeranno lei e non voi. Non dimenticate lo stato civile con le relative scelte: a) civilissimo, b) dove vado rispetto sempre i costumi del luogo (indipendentemente che siano due pezzi o pezzo intero), c) incivile ma solo con chi è incivile con me. Prima di indicare gli interessi extraprofessionali parlatene con un vostro amico che studia giurisprudenza e seguite il suo consiglio che, giuro, sarà prudente. Se poi volete risparmiare sui francobolli potete, in alternativa, scrivere una “lettera aperta” di presentazione. Adesso siete pronti a scrivete il curriculum al computer, anche in prestito. Solo se vivete in un pollaio potete scriverlo a penna o con la zampa di gallina.

Adesso incrociate le dita (averlo fatto prima vi avrebbe impedito di battere sulla tastiera) e sperate di non essere presi. Avete idea a cosa state rinunciando? Pensateci, mentre continuate a farvi mantenere dai vostri genitori, mentre osservate il via vai delle nuvole, distesi al parco il martedì mattina, mentre guardate dottor House prima di uscire con gli amici per andare in discoteca, pensateci!!!

Va bene, adesso potete smettere di pensarci.

 

Postato da: penzogi a 11:41 | link | commenti (2) |
curriculum, comix, copyright, guido penzo

07/03/2007
curriculum

  

Come scrivere un curriculum senza sapere cosa significa.

(va bene anche per chi l’immagina, a spanne)

Come si scrive un curriculum, a parte con due erre? La prima regola  per scrivere un curriculum è scriverlo stando seduti. Molti curriculum risultano illeggibili perchè scritti in piedi, magari su una gamba sola, magari saltellando sul posto. E’ sconsigliato scrivere curriculum di corsa (anche se la parola sembra significare questo), su mezzi in movimento, a cavallo (anche se è di buon auspicio). Quindi mettetevi comodi, ma non troppo. L’ottimo è stare seduti ma sulle spine, dando così una forma leggibile ad un contenuto che esprime sia necessità che attesa di una risposta. A monte, dovete aver già risposto alla domanda: chi ve lo fa fare? La risposta è a vostra scelta tra: i miei genitori che sono stufi di venirmi a svegliare alle 11 e 30 della mattina, la mia fidanzata che se non comincio a mettere via i soldi per le vacanze mi lascia, mio figlio che è stanco di lavorare in nero a sette anni per mantenermi, i miei vicini che si rifiutano di prestarmi ancora i soldi per il latte. A capo. Adesso che avete un buon motivo toglietevi le cuffiette dell’iPod e ascoltatemi. Pensate a chi leggerà il vostro curriculum. Dategli quello che vuole (in senso figurato). Fategli capire che siete l’uomo giusto per il posto giusto al momento giusto, per uno stipendio un poco più alto. Iniziate con il dichiarare le generalità. Non in generale: come vi chiamate? Quando siete nato? Segno zodiacale (meglio se ascendente, indica positività)? Nei? Vizi capitali (tipo oziosa Madrid, iraconda Atene)? Siete disposti a mangiare in mensa? Siete disposti a fare le ore piccole? Siete disposti ad aprire la finestra anche in pieno inverno? Farete sempre di si con la testa davanti ad un superiore (uno è superiore anche solo per aver mandato il curriculum prima di voi)? Siete ben disposti a venire al lavoro anche se indisposti? Indicate poi la vostra carriera scolastica (non c’entra se non usavate la corriera per andare a scuola, bleffate), le vostre esperienze sportive, gli hobbies e le conoscenze nel settore. Molti mi scrivono per sapere se allegare una foto, ma vedendo le foto allegate direi di no…

Continua domani, ora devo far finta di lavorare.

 

Postato da: penzogi a 17:12 | link | commenti (2) |
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Pi o poesia.

  

Perchè il Pi greco si sente superiore al Gi norvegese?

Solo questione d’esercizio?

Segue poesia:

Pi ove.

Piove sulle gomme da bagnato / sulle selci al bordo del selciato / sulle autostrade percorse da moto in controsenso / sulle autoreggenti di principi inpertinenti.

Piove sui controsensi / sui tetti spioventi / sui pensieri latenti / sulle lucide menti senza capelli.

Piove sugli ombrelli / sui passi falsi scoperti / sui treni in ritardo / sul nostro amore non dichiarato / sul tuo fidanzato.

Piove su per giù / sul banale e sull’esagerato / sul ragionamento appena nato / sul filo del rasoio insanguinato.

Pio ove, ma anche ovunque piove / piove, non c’è speranza ma solo pozzanghere / piene d’acqua piovana / bagnata. (Guido Penzo©)

 

 

Postato da: penzogi a 15:21 | link | commenti (3) |
poesia, comix, copyright

PERCHE’…

Perchè ogni età ha le sue stagioni, ogni stagione i suoi malanni, ogni malanno i suoi rimedi, ogni età i suoi problemi, ogni problema la sua soluzione, ogni soluzione è figlia del suo tempo, ogni tempo ha un prima ed un dopo, ogni tanto non è mai troppo, ogni scatola ha un lato oscuro, ogni scuro è aperto, è aperto dalle 7 alle 9, nè prima nè dopo, perchè ogni punto di vista è personale, ogni persona è strettamente personale, fino a dieta contraria, fino a prova provata, ogni sensazione può essere assicurata, per non essere smarrita, nella note dei tempi, al buio della ragione, oscura di tutto, perchè tutto un ha un senso, se non è zuppa è pan focaccia, se non è l’una saran le due, l’altra è opposta, suppongo, facendolo apposta, appostata dietro una bellissima foglia, figlia di fico, illuminata ma non per questo, se non adesso: quando, mi dici? O cidi, inversamente proporzionale ma in ordine alfabetico (chi sarà mai questo alfabetico che comanda sempre?). Si è fatta sera, sarà l’ora di farsi da parte, perchè se son rose pungolano la fantasia, se son rase no, oltrepasseranno fino al prossimo incrocio verbale, sudoku o giùdoku nell’alta o bassalena semantica. Se son rose hanno sbagliato, avevo chiesto delle margherite con tutti i petali scritti per essere sfogliate, petalo dopo foglio, carta bianca sporca di carbone, nella profonda miniera alla ricerca di mine inesplorate. Ogni età ha i suoi problemi, la matematica non è per tutti uguale è la mia opinione opinabile, finchè si vuole o, in alternativa, fin al tramonto della luna tra i monti, oltre la siepe, oltre.

 

Postato da: penzogi a 14:45 | link | commenti (2) |

 

  

METTETEVI NEI PANNI DI UN OMBRELLO:

“Perchè quando piove mi devo bagnare?”

 

Postato da: penzogi a 13:41 | link | commenti (5) |

 

  

CALCIO?

Rissa tra Inter e Valencia alla fine dell'incontro di Champions league:  la riserva del Valencia Navarro colpisce con un pugno Burdisso (Ap)

A me sembra un pugno…

 

Postato da: penzogi a 11:34 | link | commenti (2) |

04/03/2007
 

  

SOTTOVOCE

Ho una TARA: “Quale sgrassatore usare per trasformare il LORDO in NETTO?”

 

Postato da: penzogi a 21:41 | link | commenti (2) |

 

  

IL MOMENTO GIUSTO NON E’ MAI A CASO,

QUELLO E’ IL CASO.

Quando il sale della vita è finito e il tuo vicino è finito un galera / Quando non sai come arrivare a fine mese, se in bici o in tram / Quando il tempo a tua disposizione è sempre nuvoloso e il cioccolato è amaro / Quando dopo una corsa hai il fiato corto perchè sei diventato grande / Quando arrivi puntuale all’appuntamento ma scopri che avevano dato lo stesso orario ad altri 348, ma loro si sono già portati avanti / Quando in tangenziale trovi la coda ma nessuno l’ha persa…

fotografia della situazione di David Butow.

 

Postato da: penzogi a 16:52 | link | commenti (1) |

03/03/2007
 

  

foto di G. Pinot-Gallizio. 

Come sarà l’ombra dell’uomo ombra?

 

Postato da: penzogi a 17:19 | link | commenti (2) |

02/03/2007
mix com

  

Amo la tecnologia, ma lei si fa negare

“Da quando me l’hanno regalato sono sempre con l’iPod in mano. Appena capisco come si accende l’appoggio” (Guido Penzo©)

ma anche:

“Io ascolto sempre la musica, anche quando ha torto” (Guido Penzo©)

 

 

Postato da: penzogi a 17:28 | link | commenti (2) |
comix, copyright, guido penzo

 

  

IL MIO PERSONAGGIO IDEALE

Notizie, sciocchezze, quisquilie e pinzillacchere

(Una storia quasi vera se non fosse inventata)

Non copiate che poi dicono che ho copiato.

Il mio personaggio ideale non è figlio unico nè raro. E’ il quarto di tre fratelli maggiori ma non ancora maggiorenni. E’ il più piccolo in ordine alfabetico. Il mio personaggio ideale ha orecchio per la musica, palato per il cibo, occhio per occhio. E’ alto quanto basta ad avere un punto di vista personale, nè più nè meno. Il mio personaggio ideale quando è in compagnia tiene banco, quando è da solo il banco vola via. Il suo compagno di banco da grande vuole fare il paracadutista.

Il mio personaggio ideale ha molte idee ma non le da a vedere. Ha avuto un’infanzia difficile. Tre in matematica, cinque in disegno libero, cinque in itagliano (scontata) e tre meno meno meno in latino. Quella volta che la mamma (non è la mia mamma ideale), per consolarlo, gli ha detto che il latino era una lingua morta, ha pianto per tre giorni.

Il mio personaggio ideale scherza sempre con i santi perchè pensa che abbiano il senso dell’umorismo. Quando fa un viaggio spazio-temporale si ricorda sempre di prendere l’ombrello. Ha una certa propensione e una Fiat 600 (non viceversa). E’ scaltro fin da piccolo di statura, non ha nei, non ha parenti lontani. Quelli vicini ci litiga sempre alle assemblee condominiali. Una volta che non c’è andato ha poi litigato col vicino perchè non c’era andato.

Il mio personaggio ideale vorrebbe avere dei figli ma non sa dove comperarli. Quando l’edicolante gli ha detto che i figli non si comperano, ha chiesto con quale raccolta punti si vincono. Allora l’edicolante gli ha detto che i figli sono “pezzi ‘e core”. Da quel giorno ha cambiato edicola.

Il mio personaggio ideale ha una vita comune a tutti quelli che vivono nel suo stesso comune. Fuori dal comune ha solo il lavoro. Si alza la mattina e fa colazione al bar. Ogni tanto, ma non sempre, litiga con il barista perchè il caffè macchiato dovrebbe costare molto, molto meno del caffè pulito.

Il mio personaggio ideale la notte sogna d’essere vivo. Quando si sveglia prima della sveglia, va in bagno a fare pipì (sulla fiducia). Poi torna a letto ma non riesce a prendere sonno perchè non si ricorda più a che punto del sogno era.

Il mio personaggio ideale ama i fumetti. Da qualche mese chatta con Minnie (senza che Topolino lo sappia). Quello che non capisce è perchè Minnie gli ha detto che deve sempre allegare 300 euro all’e-mail per la risposta. Ne parlerà con Pippo, appena non gli fischieranno più le orecchie.

Il mio personaggio ideale viene male in foto, per questo ha già cambiato sette macchine fotografiche. Adesso ha comperato la digitale, ma non riesce a fare l’autoscatto. Le macchine moderne sono troppo veloci, pensa.

Il mio personaggio ideale ama il gelato col caldo e la panna ben cotta. Agli eventi preferisce i rimedi naturali, quando il latte scotta ci mette sopra il dentifricio. Quando va fuori a mangiare, invece, anche se la tavola è rotonda si mette sempre a capotavola.

Il mio personaggio ideale vorrebbe avere il dono dell’ubiquità, ma anche una cintura nuova andrebbe bene. Cravatte no, non le porta. Se vogliono vengono da sole. Meglio sole che pioggia. Quando gli chiedono se ha dei modelli di riferimento lui risponde quelli di Dolce & Gabbana. Anzi, precisa (perchè è un precisino), di Dolce perchè quelli di Gabbana gli vanno stretti.

Il mio personaggio ideale si diverte a guardare le comiche. Gianni e Pinotto sono la coppia che preferisce. Tra gli scrittori gli piace Bergonzoni, anche se dopo le prime pagine sa già come va a finire. Non capisce l’humor inglese, perchè non ha studiato le lingue straniere.

Il mio personaggio ideale è uno che vede lontano ma ha problemi con l’udito. Quando gli hanno chiesto se sente compassione lui ha chiesto se poteva parlare più forte. Quando gioca al solitario al computer e perde è convinto che lui imbrogli quando mescola le carte.

Il mio personaggio ideale è un convinto vegetariano, con un’unica eccezione: la carne.

Il mio personaggio ideale non sa ancora cosa farà da grande. Spera, a differenza di altri personaggi ideali, che venga alzata l’età pensionabile, per avere più tempo per decidere.

Il  mio compagno ideale non andrà in Purgatorio, non ne ha bisogno. Il paradiso può attendere e l’inferno lo prova tutti i giorni andando a lavoro. Lui ha un’idea perchè le code siano più corte: accorciare la tangenziale.

Il mio personaggio ideale ha in comune con me un due locali con cucina a vista. L’affitto è al 33 per cento. Con noi convive anche il suo personaggio ideale. Non sono geloso.

 

Postato da: penzogi a 15:29 | link | commenti (2) |
comix, copyright, guido penzo, il mio personaggio preferito

 

  

Tvboy, «Love in Pisa», 2006, particolareBo 130, Senza Titolo, Milano, 2002, © Bo130Sea, Senza titolo, 2006, Varese, © seacreative

«   Street art , sweet art». Pac, via Palestro 14, tel. 02.76.00.90.85. Ingresso libero. Dal 7 marzo (ore 18.30) fino al 9 aprile.

“Gli altri writer hanno capito che era il mio primo pezzo quando ho iniziato a squadrare il muro” (Guido Penzo©)

Video

 

Postato da: penzogi a 13:15 | link | commenti (2) |

co’mix

  

Perchè l’Italia è l’Italia.

Sanremo al tempo del bipolarismo

BAUDO O BONOLIS?

Spero che non si torni a votare…

Se proprio volete votare… Intanto il senatore Rossi, da non confondere con il cantante Rossi, ha fatto sapere che ci deve pensare. “Se aveva un valido motivo, perchè non l’ha presentato a Sanremo” si chiede Giordano Franco, da non confondersi con Giordano Bruno.

Già che ci siamo: panettone o pandoro? Pandoro o pan per focaccia? Uva passa o uva resta? Canditi o conditi? Mela o pera? Zucchero o amaro? Dolce o Gabbana? Dolce o nera? Zucchero o Pausini? Zero o Nessuno? Bianco o rosso? Bianco o nero? Babbo Natale o Mamma Befana? Crema o marmellata? Nudo o crudo? Crudo o cotto? Doccia libera o bagno occupato? Fax o Tex? Albano o albino? La solita musica o il nuovo che avanza? E se avanza, quanto si conserva in frigo?

 

Postato da: penzogi a 11:53 | link | commenti |
comix, copyright, guido penzo

 

  

Dategli una leva

 

Postato da: penzogi a 11:44 | link | commenti (1) |

01/03/2007
commmmmmix

  

Frase che piace più agli altri che a me

“Datemi una leva e mi leverò di torno” (Guido Penzo ©)

 

Postato da: penzogi a 15:39 | link | commenti (3) |
comix, copyright, guido penzo

 

  

MILANO E’ MILANO, VENEZIA E’ VENEZIA, SAN VITO LO CAPO E’ SAN VITO LO CAPO, SANREMO…

CERTE CERTEZZE AIUTANO.

Sarebbe troppo facile parlar di Daniele “gatto” Silvestri e di come tutti parlano della sua Paranza che è una danza e che fa rima con  Ponza, cittadinanza, partenza, esultanza, speranza, esistenza, udienza, residenza, pazienza, assenza, distanza, latitanza, prudenza, eleganza, Cosenza, Brianza, istanza, Provenza. Chissà cosa ci avrebbe cantato il Silvestri se avesse scoperto che fa anche rima con belligeranza, maestranza, lungimiranza, protuberanza, trascuranza, rientranza, fragranza, alleanza, affittanza una stanza, l’adunanza di una minoranza in pace con la maggioranza, una romanza che nell’orecchio ronza, della Guardia di Finanza che ti ferma dopo una sbronza, della fidanza che si abbronza, mentre pranza con una lonza, povera gonza…mi sembra abbastanza per la danza della paranza.

Se poi volete rispondergli per le rime, senza arroganza, potete aggiungere alla paranza: una certa assomiglianza con l’eguaglianza, mentre suona in sottofondo un’ambulanza che avanza senza sorveglianza ne sembianza, a testimonianza di una sentita condoglianza.

Non è facile scrivere una canzone, oltre all’orecchio ci vogliono anche due mani. Ma la cosa più difficile è trovare il titolo adatto. Io l’avrei chiamata…gravidanza l’ho già scritto?

 

Postato da: penzogi a 15:02 | link | commenti |

commmmix

  

“In biblioteca dopo un poco che osservo il silenzio mi annoio” (Guido Penzo©)

 

Postato da: penzogi a 13:34 | link | commenti (1) |
comix, copyright, guido penzo

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