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08/03/2005
 

“Quando non so cosa fare vado in bagno. Anche mia moglie, quando non sa cosa fare, va in bagno. Solo che lei trova occupato” (Guido Penzo)

ROTFL

Fondamentalmente sto leggendo Profondo blu

 

Postato da: penzogi a 13:13 | link | commenti |
si scrive

07/03/2005
 

 Ci sono giorni che scrivo di più. In questo periodo scrivo di meno. Comunque scrivo sempre del più e del meno. Ad esempio:

 

Il buon esempio.

 

Il problema non è dare il buon esempio,

 

ma riaverlo indietro. (Guido Penzo)

 

 

Postato da: penzogi a 13:02 | link | commenti |
si scrive

03/03/2005
 

La sostenibile pesantezza dell’esserci, dopo le 11 di mattina, sopra la neve. Scivolando di qua e. Sci volando sopra, lasciando una scia, segno della pesantezza. Dicono sempre, nelle poesie, che la neve imbianca la città. Ma se la porto dentro casa…me la imbianca?

 

Postato da: penzogi a 12:57 | link | commenti (1) |
si scrive

01/03/2005
 

killer.jpg

 

 

 

Lavoro a cottimo.

 

Io ti conosco.

 

Tu mi conosci.

 

Adesso dimmi perché mi punti quella pistola contro.

 

Dimmi che stai scherzando. Dimmi che è uno dei tuoi soliti scherzi.

 

Perché stai scherzando, vero?

 

Va bene. Non scherzi., però non mi sembra il caso. Morire per una stupidata. Solo perché ti ho tirato un coltello.

 

E poi non ti ho neanche preso.

 

Non puoi farmene una colpa se l’unico lavoro che ho trovato dieci anni fa è stato il lanciatore di coltelli in un circo.

 

Sei tu che hai deciso di non fare più il mio assistente e di trovarti un nuovo lavoro.

 

Si, è vero che adesso ti pagano molto di più, però killer a cottimo non mi sembra un lavoro che ti possa assicurare la pensione.

 

E poi, perché incominciare da chi conosci?

 

 

 

 

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28/02/2005
 

Chi ha ucciso Silvio Berlusconi 

 

Postato da: penzogi a 19:20 | link | commenti |
si legge

 

Non ho ancora iniziato a scrivere che già penso che dovrei rileggere quello che ho scritto. Come inizio non c’è male. 

PS.  Ricordarsi di rileggere. 

Atto Primo. Interno casa. Interno stanza (è un testo intimista). La sala è arredata con molto gusto ma senza lusso. Sul fondo a sinistra una porta da in cucina, dalla parte opposta due porte. Una si apre verso lo studio (anche se sono ormai passati tanti anni), un’altra si apre verso l’anticamera (niente di personale). Tra queste due porte un pianoforte verticale, con tutti i tasti al posto giusto. A sinistra, a metà della parete, una finestra che si affaccia sulla vita, fuori. Presso la finestra un tavolo rotondo, senza Cavalieri, ieri, né Cavalloggi, oggi. Una poltrona che non fa nulla da mattina a sera e un soffice sofà. Sulla parete di destra un quadro della situazione. Al centro della stanza un grande tappeto copre tutto il pavimento. E’ una calda giornata d’inverno (a volte capita, raramente, ma capita. Questo è uno di quei giorni, e le donne ne sanno qualcosa!).

Nell’anticamera squilla il telefono. “Pronto?”. “Un attimo che devo rileggere”. Continua. 

  <!–

–>

 

Postato da: penzogi a 19:11 | link | commenti (1) |

24/02/2005
 

 “Lascia passare un poco di tempo, vedrai…”. “Non ti peoccupare, IL TEMPO AGGIUSTA TUTTO!”.

Secondo me non è vero.

Io avevo un lavandino che perdeva. Ho lasciato passare qualche giorno…ma perde ancora. (Guido Penzo)

 

Postato da: penzogi a 13:50 | link | commenti |
si scrive

23/02/2005
 

 

Buongiorno pigrizia. Come sopravvivere in azienda lavorando il meno possibile ” Al contrario, il nostro individualista selvaggio non solo è incapace di fare come gli altri ma ha l’ardire, soprattutto se ha le idee chiare, di rifiutare ogni compromesso e per questo è degno della massima fiducia.”

 

Postato da: penzogi a 12:53 | link | commenti |

22/02/2005
 

promemoria

 

Postato da: penzogi a 13:47 | link | commenti |

18/02/2005
 

 

Piemonte Share Festival

– Allora?
– Allora cosa?
– Come “allora cosa?”, dimmi com’è andata?
– Com’è andata cosa?
– Come “com’è andata cosa?”, raccontami…l’altra notte.
– Ma non è importante.
– Tu mi racconti e lascia decidere a me se è importante o no.
– Ma se poi lo dico a te tu poi lo vai a raccontare in giro, come l’altra volta.
– Lascia stare l’altra volta, che se non era per me, per come l’avevo raccontata io…dammi retta, raccontami!
– Lo sai, è un periodo così…io e Francesca…è già qualche mese…cioè, come posso dirti…
– Mi sembri scemo, ti ho detto, racconta e basta, mica possiamo girarci intorno per mesi.
– Va bene…insomma avevo detto a Francesca che dovevo andare a Firenze per quel lavoro…che stavo via due giorni.
– E allora?
– Allora volevo dire che stavo via anche una notte!
– Già, allora?
– Allora sono tornato senza avvisarla…alle tre di notte…
– Minchia, che stronzo, non ti fidi di Francesca?
– Non ho ancora finito di raccontare e già hai espresso la tua sentenza!
– Ve bene, scusa, continua.
– Insomma, arrivo davanti a casa. In punta di piedi apro la porta di casa. Dentro è buio. Entro e, in punta di piedi vado in sala. Non c’è nessuno…
– Allora?
– In punta di piedi vado in cucina, non c’è nessuno.
– Quindi?
In punta di piedi apro la porta del bagno. Nessuno. Noto che c’è la luce accesa in camera da letto!
– Continua!
– In punta di piedi mi avvicino. Non so cosa fare…Decido. In punta di piedi entro. Lei è li, sola che mi guarda e mi dice…
– Cosa ti dice?
– “Adesso capisco perchè hai sempre la punta delle scarpe rovinate!”
– Scemo!

 

Postato da: penzogi a 13:27 | link | commenti (1) |

16/02/2005
 

Ohmioddio no!

Ohmioddiono, vi prego, ditemi che non è vero,che non è successo. Ditemi che non posso averlo fatto. Ditemi che non posso averlo abbandonato dopo averlo avuto in mano solo per pochi minuti. Ditemi che non ho avuto il coraggio di abbandonarlo sopra una fredda panchina di marmo, in una buia serata di targhe dispari.

L’avevo desiderato per nove mesi, l’avevo sognato di notte, me l’ero immaginato come poteva essere, come mi sarebbe piaciuto che fosse. Poi era stato partorito e, ancora caldo, l’avevo tenuto in mano pur sapendo quale sarebbe stato il suo destino. NATO PER ESSERE ABBANDONATO.

Ohmioddio, ditemi che è stato un sogno, ditemi che non posso averlo abbandonato alla fermata di Udine, ditemi che… l’ho fatto. L’ho lasciato lì e mentre me ne andavo, mentre salivo sulla metrò, mentre si chiudevano le porte, mentre cercavo di dimenticarlo…l’ho vista, con la coda dell’occhio, una ragazza che lentamente, sospettosa, si avvicinava a lui.

Ma non ce l’ho fatta. Sono sceso alla fermata successiva spingendo chi mi stava davanti. Ho preso la metrò che mi riportava indietro. Sono corso dall’altra parte…ma non c’era più.

Era solo colpa mia, io l’avevo abbandonato, io l’avevo lasciato solo in una città come Milano, io l’avevo liberato. Come posso essere stato così crudele e poi, con che coraggio lo racconterò a mia moglie?

Ma adesso, chissà dov’è? Nella busta della Coop di una pensionata? Solitario sulla sedia di un’altra carrozza? Appoggiato vicino al telefono all’interno di un due locali in via Porpora? Nello zaino di uno studente in attesa del treno a Lambrate? Deluso dagli uomini e triste nel contenitore della carta insieme ad altri City e Leggo?

Vi prego, datemi sue notizie. E’ il numero 3 di Mindtheblog ed è riconoscibile dalla scritta a penna “liberatelo dopo averlo letto”. Vi prego, chiunque avesse sue notizie, fatemelo riavere, dopo averlo letto.

 

Postato da: penzogi a 11:55 | link | commenti (5) |

15/02/2005
 

L' ozio come stile di vita SEGNALIBRO: Fin da bambini siamo stati tiranneggiati dalla presunta virtù dell’alzarsi presto la mattina. Poi ci hanno insegnato a trasformare il pranzo in una pausa rapida nel pieno del lavoro, a non sprecare il tempo dormendo, sempre in nome di una logica per cui lo scopo della vita è lavorare, produrre, guadagnare. Ma, come insegna il nobile esempio di grandi personaggi – da Cartesio a Oscar Wilde, da Whitman a Stevenson, da Chesterton a Nietzsche – tutto ciò è profondamente contrario alla vera natura dell’uomo. In questo libro, Tom Hodgkinson rivaluta l’ozio, che non è il padre dei vizi ma la condizione per riappropriarci della vita e lasciare campo libero alle più elevate attività dello spirito. (Librialice)

 

Postato da: penzogi a 16:26 | link | commenti (1) |

 

mind the blog  3 CI SONO!

Arkangel
Unverme
Ioguido
Effe
Cadavrexquis
papoff

 

Postato da: penzogi a 15:21 | link | commenti |

 

Mi ricordo di un haiku (una bellissima parola straniera che fa sempre il suo effetto e che mi fa dire si con la testa) dicevo, mi ricordo di un mio haiku (di cui sopra) che diceva:

LA TELEVISIONE MI PIACE

QUANDO L’ACCENDO

MI ANNOIA. (Guido Penzo)

Non so se è un haiku, tant’è! 

 

Postato da: penzogi a 14:45 | link | commenti |

 

 

 

Postato da: penzogi a 14:44 | link | commenti |

 

Mi domandavo…

Mi domandavo: perchè tutti giocano sui numeri ritardatari al lotto? Non conviene giocare su quelli che escono più frequentemente?  

 

Postato da: penzogi a 14:37 | link | commenti |

14/02/2005
 

la televisione raccontata…alla radio.   

 

Postato da: penzogi a 17:22 | link | commenti |

 

  PREMIO OLIO DI SATIRA 2004:

SEZIONE GRAFICA:
PRIMO CLASSIFICATO: Daniele Vitta (Sharpen.it) da Torino
SECONDI EX AEQUO: Frago&Mazza da Nicolosi e Milano ; Massimo Ciotoli da Roma
TERZO CLASSIFICATO: Mauro Biani da Grottaferrata (Roma)

SEZIONE SCRITTI
PRIMO CLASSIFICATO: Lelio Murru da Prato
SECONDO CLASSIFICATO: Antonio Fatigati da Monza
TERZO CLASSIFICATO: Alessio Atrei da Prato

PREMI SPECIALI
GRAN PREMIO DELL’AUTOCRITICA: Claudio Babbi da Rimini
GRAN PREMIO SINDACALE: Raffaella Labarile da Sant’Eramo in Colle (Ba)
GRAN PIO PREMIO: Mauro Gaggini da Venaria (To)
PREMIO STATEVE ACCUERTE: Stefano Pisani da Pomigliano d’Arco (Na)
PREMIO SATIRA PENETRANTE: Rosanna Pasero da Saluzzo (Cn)
PREMIO CATTIVERIA: Luca Ricciarelli da Firenze
PREMIO HHORRORHH: Lorenzo Bolzani da Novara
SUPER PREMIO MARIA LETIZIA: Sara Cambi da Roma

Oltre a costoro, ci sono quelli che hanno avuto una (o più) delle proprie
opere pubblicate sul libro: Lele Corvi, Mauro Giovannini (Gioma), Andrea
Vassalle, Giovanni Beduschi, Nicola Bucchi (Bucnic), Angelo Tataranno,
Gabriele Aprea, Mauro Calandi, Marco Fusi, Livio Milanesio, Maria Teresa
Cerabino, Fabrizio Pani, Marco Taddei, Vanessa Navicelli, Andrea Anzalone,
Massimo Ottavi, Guido Penzo, Stefano Piantoni, Paolo Roasio, Luca Baratta,
Marino Tarizzo, Giuseppe Brunetti, Sergio Cornaglia, Lorenzo Bassi, Alessandro
Arrigo, Stefano Zotti e Franco Dalmonte, Luca Patané, Adriano Panetti, Andrea
Albertazzi, Marco Gianotti e Massimo Nerini. 
 

 

Postato da: penzogi a 17:17 | link | commenti |

 

Home 

laperquisa

 

Postato da: penzogi a 16:27 | link | commenti |

 

  In due, sul divano, guardiamo… : La 7! <!–

–>

Postato da: penzogi a 14:07 | link | commenti |

 

Racconti a DOP? Racconti a Dop! libro <!–

–>

Postato da: penzogi a 12:52 | link | commenti |

 

 

In questo momento mi sembra giusto riproporre il

 MOVIMENTO D’OPINIONE

 

LIBELAB

 

Intento di chi aderisce al movimento è di prendere una posizione “visiva” sia contro l’inquinamento atmosferico sia per stimolare un’attenzione alla qualità della vita, sia individuale che sociale e collettiva.

 

 

 

 

LIBELAB

 

Intento di chi aderisce al movimento è di prendere una posizione “visiva” sia contro l’inquinamento atmosferico sia per stimolare un’attenzione alla qualità della vita, sia individuale che sociale e collettiva.

 

 

 

 

LIBELAB

 

 

L’adesione si esprime esponendo all’esterno della propria autovettura (legato allo specchietto laterale) un piccolo “abete” in cartoncino di colore verde o multicolore (tipo arbre magique o proprio un “arbre magique”).

 

L’idea è di portare all’esterno un “profumatore” dell’aria, per migliorare la qualità dell’ambiente in cui viviamo e in cui vivranno i nostri figli.

 

 

Simbolo del movimento è un “ABETE CHE RIDE“.

Slogan: liberare l’abete per profumare l’ambiente.

Libera il pino che è in te.

 

 

 

 

 

 

 

L’adesione e il contributo al movimento è libero, senza vincoli ne obblighi, individuale e creativo.

 

Postato da: penzogi a 12:30 | link | commenti |

08/02/2005
 

 Nessuno sapeva che in quel preciso momento si stava consumando la tragedia, perchè nessuno udì il colpo di pistola. Dopotutto non c’erano stati comportamenti sospetti da parte di nessuno. Nessuno era entrato nella stanza forzando la porta. Nessuno si era avvicinato al letto in silenzio. Nessuno aveva puntato la pistola. Eppure, all’improvviso, qualcuno aveva urlato. Qualcun altro era sobbalzato dallo spavento e qualcuno era scappato in preda al panico. Qualcuno aveva poi chiamato i carabinieri che, dopo pochi minuti, erano sopraggiunti. Ma non trovarono nessuno. Non trovarono chi li aveva chiamati, Non trovarono chi aveva urlato. Non trovarono chi aveva sparato. Non trovarono nessuno di nessuno…Avevano sbagliato indirizzo.

 

Postato da: penzogi a 16:54 | link | commenti (1) |

 

Sono momentaneamente assente

Lasciate un commento

e sarete linkati appena possibile.

 

Postato da: penzogi a 15:40 | link | commenti |

04/02/2005
 

 Lasciamo tracce, questo facciamo. Tracce sparse, alle volte.
Per questo si sente il bisogno di ricostruire una pista.

Zu, ovvero Giulio Pianese

 

Postato da: penzogi a 11:59 | link | commenti (1) |

03/02/2005
 

Dettagli. 

Dettaglio mano che impugna una penna. Dettaglio della penna che scrivendo scorre sul foglio bianco. Dettaglio scritta: “Dettaglio mano…”. Dettaglio occhio. Dissolvenza incrociata. Esterno giorno. Campo lungo. Un campo di grano d’estate. Cielo azzurro senza nuvole. Caldo. Campo Lungo. Lungo il campo un bambino corre in mezzo al campo di grano verso la MdP (Macchina da Presa). Figura intera del bambino che si ferma davanti alla MdP. Il bambino allunga la mano verso l’obiettivo della MdP. Dettaglio della mano che afferra la MdP. Dissolvenza incrociata. Dettaglio scritta sul foglio “…la mano afferra la MdP.” Primo Piano di chi sta scrivendo. Chi sta scrivendo? Primo Piano del bambino che alza lo sguardo dal foglio bianco verso la MdP. Dissolvenza a nero. Scritta in bianco su fondo nero. “Dettagli“.

Campo lungo. Un bambino scappa, correndo in un campo di grano, inseguito dall’operatore. Ha fregato la MdP.

 

Postato da: penzogi a 16:32 | link | commenti |

02/02/2005
 

Il vero problema è che mi piace troppo come scrivono gli altri. Se solo fosse il contrario leggerei di meno e, forse, scriverei di più. Ma non è detto che questo sia un male (è il mio “grillo parlante” che detta).Questo per dire cosa? Ho iniziato a leggere un libro di cui non dirò né l’autore né il titolo. All’inizio mi sono spaventato. Cosa mi ha fatto paura? Parole come: “drizzò” le orecchie…”clamore”…le “fauci canine” gli sbranavano le carni…i “cani frenetici”…mise alla prova la propria “risoluzione”…un “guazzabuglio” di colori…Tutto questo nelle prime 15 righe! Paura. Ho continuato a leggere dando la colpa ad una traduzione troppo letterale. Speriamo…è un giallo!

Questa voce è stata pubblicata in da ioguido.splinder. Contrassegna il permalink.

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