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04/2005

 

mind the blog  4

PUBBLICITA’ PROGRESSO

 

Postato da: penzogi a 12:48 | link | commenti |

15/04/2005
 

 

 

Il bianco muove e vince!

 “IL PASTORE TEDESCO” titola Il Manifesto!

 

Postato da: penzogi a 16:26 | link | commenti (4) |

 

www.giardinidixpo.org

Il gioco è una cosa seria…dal 4 al 13 maggio 2005: Gent.le autore, ho il piacere di annunciarti che il 6 maggio, a partire dalle ore 15, Leo Colovini curerà il workshop “I giochi nel cassetto”, riservato agli aspiranti autori di giochi.

L’incontro si terrà a Milano c/o la BICOCCA/Spazio Ansaldo 16 – V.le Sarca 336 (dalla Stazione Centrale bus 727) durante la manifestazione GIARDINI DI XPO’ – festival di eventi metropolitani.

 

Postato da: penzogi a 11:12 | link | commenti |

14/04/2005
 

Non capisco l’umorismo inglese, sarà perchè non l’ho studiato a scuola?

 

Postato da: penzogi a 12:46 | link | commenti |

13/04/2005
 

CHE COS’E’ LA CREA-ATTIVITA’?

L’atto del “creare” è stato a lungo percepito come attributo divino: Catullo, Dante, Leonardo, non avrebbero definito se stessi “creativi”. Nel passato venivano ritenuti propri dell’uomo invenzione, genio e, dal ‘700, progresso e innovazione. L’idea di “creatività” come atteggiamento mentale tipico (ma non esclusivo) degli esseri umani nasce nel ‘900. I primi studi specifici sul fenomeno risalgono al 1920. La parola “creatività” entra nel lessico italiano solo a metà del secolo scorso.

Attorno al concetto di creatività ci sono oggi molto interesse e qualche confusione. La creatività spesso viene vista come attività contigua alla stravaganza. O viene collegata automaticamente all’effimero (moda, intrattenimento). O al mondo dell’arte.
In effetti, il campo d’applicazione coincide con l’intero campo del pensare e dell’agire umano. Si può parlare di “creatività” intendendo sia un modo peculiare di pensare e di affrontare problemi, sia un processo che porta all’invenzione di qualcosa che non c’era prima o alla scoperta di qualcosa di ignoto.
Tra le moltissime definizioni esistenti di creatività si segnala per semplicità e precisione quella che sintetizza il pensiero di Henri Poincaré: “creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili”. Le categorie di “nuovo” e “utile” radicano l’attività creativa nella storia e nella società. Il “nuovo” è relativo al periodo storico in cui viene concepito. L'”utile” è connesso con la comprensione e il riconoscimento sociale.
Le categorie di nuovo e utile illustrano l’essenza dell’atto creativo: un superamento delle regole esistenti (il “nuovo”) che istituisca una ulteriore regola condivisa (l’utile). Individuano anche le due dimensioni del processo creativo, che unisce disordine e ordine, paradosso e metodo.
Infine, le categorie di nuovo e utile estendono la sfera delle attività “creative” a tutto l’agire umano a cui sia riconosciuta un’utilità economica, o estetica, o etica, e che sviluppi novità: applicazione “nuova” di una regola esistente, estensione di una regola esistente a un campo “nuovo”, istituzione di una regola del tutto “nuova”.
Poiché si fonda sulla conoscenza preliminare delle regole “da trasgredire”, la creatività non può svilupparsi in assenza di competenze. Caratteristiche della personalità creativa sono curiosità, bisogno d’ordine e di successo (ma non inteso in termini economici), indipendenza, spirito critico, insoddisfazione… gli stili di vita e di lavoro possono essere i più diversi, ma tutti sembrano implicare autodisciplina, un rispetto sostanziale per l’argomento a cui ci si dedica e una tenacia che, vista dall’esterno, sembrerebbe rasentare l’ossessione. Mentre in alcuni campi -la matematica, per esempio- la creatività sembra svilupparsi meglio in giovane età, in altri -letteratura, musica, arti figurative- continua per tutto l’arco della vita.
La creatività è espressione tipicamente umana perché si fonda anche sul possesso di linguaggi astratti (parole, numeri) e atti a compiere discriminazioni sottili. Ma non è espressione esclusivamente umana. Molte specie di mammiferi, in particolare i Primati, e alcune specie di uccelli hanno “intuizioni creative”, e riescono a trasmettere soluzioni creative alla prole.

 

 

 

 

 

Postato da: penzogi a 14:36 | link | commenti (1) |

 

D’aggiungere in libreria, sullo scaffale, quello colorato…di giallo.

 

E. Gaeng
Buchi di vuoto
Raccolta di racconti in cui il quotidiano si lega al surreale in maniera inquietante e sottile.
Edizioni Interculturali

 

 

 

Di Gennaro Alessia
…quasi quasi volo via
Un giallo dai toni inaspettati.
Prospettiva editrice

 

 

Marocchini Rox
Ambenele
Un fantanoir che si legge tutto d’un fiato.
Prospettiva editrice

 

 

 Sognando Babilonia 
Sognando Babilonia Titolo Sognando Babilonia
Autore Brautigan Richard
Prezzo
Sconto 20%
€ 6,88
(Prezzo di copertina € 8,60
Risparmio € 1,72)
Dati 256 p.
Anno 2002
Editore Marcos y Marcos
Collana Onde

 

Lama e trama. Storie noir in punta di coltello Titolo Lama e trama. Storie noir in punta di coltello
Prezzo
Sconto 20%
€ 9,60
(Prezzo di copertina € 12,00
Risparmio € 2,40)
Dati 144 p., brossura
Anno 2004
Editore Zona

 

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si legge

12/04/2005
 

www.giudiziouniversale.it il primo mensile che recensisce tutto: da Ciampi alla metropolitana di Napoli, da Ciajkovskij alla catena Muji, dalle leggi ai cinema a luci rosse, dai videoregistratori a Emma Dante…In edicola…appena posso.

 

Postato da: penzogi a 17:57 | link | commenti |

 

Poesia scritta di pomeriggio anche se si intitola “Di notte (sottotitolo:penso)”.

Rassegna Poesia Postale

 

Di notte / penso a chi / dall’altra parte del mondo / si è appena svegliato.

Di notte / penso a chi / dall’altra parte del mondo / è in coda / in tangenziale.

Di notte / penso a chi / dall’altra parte del mondo / lavora in una ditta di trasporti / senza sosta.

Di notte / penso a chi / dall’altra parte del mondo / mangia in mensa / e mi dispiace / per lui.

Di notte / penso a chi / dall’altra parte del mondo / vorrebbe essere a casa / la sera/ invece di essere ancora / in coda / in tangenziale.

Di notte / penso a cosa penseranno / dall’altra parte del mondo / di notte.

Di notte / penso che dovrei dormire / per alzarmi presto / e non trovare / la coda / in tangenziale.

 

Postato da: penzogi a 17:41 | link | commenti (1) |

 

DICONO CHE IL MINOTAURO VIVESSE NELL’ISOLA DI CRETA. PER QUANTO SIA INVEROSIMILE, IO HO SEMPRE CREDUTO ALL’ESISTENZA DEL MINOTAURO, QUELLO CHE TROVO IMPOSSIBILE E’ CHE VI SIA UN’ISOLA DI CRETA.

(Pongo, ancora ancora).        ROTFL

 

Postato da: penzogi a 17:07 | link | commenti |

 

Libri in prestito?  Libri in prestito! Il prestito è GRATUITO e aperto a tutti. Le condizioni sono solo due: 1- impegnarsi a restituire il libro entro un mese e mezzo 2- fare in modo che il libro, tornando nelle mie mani, sappia raccontarmi del tempo passato nelle tue. Contattami via e-mail o via messaggio privato indicandomi il libro che ti interessa ed un indirizzo al quale spedirlo. Con un po’ di fortuna, potresti sceglierne uno che già contiene pezzi di altre vite…. <!–

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Postato da: penzogi a 16:22 | link | commenti (1) |

 

Allegro ma non troppo  Carlo Cipolla Allegro ma non troppo“. Un “divertissement”, un guizzo anarchico dell’intelligenza.”Da leggere…appena posso! <!–

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Postato da: penzogi a 15:59 | link | commenti |
si legge

11/04/2005
 

 

Seconda rassegna nazionale di poesia postale
Dall’11 aprile al 7 maggio 2005 in tutti gli uffici postali e in diretta a Caterpillar su Radio 2 Rai

 

Rassegna di poesia postale

La Seconda Rassegna Nazionale di poesia postale si articola in tre sezioni:

    Poesia del giorno       
   PT Post Scriptum       
   Poesia della notte       
 
Le liriche devono essere inedite e originali, possono essere in versi o stile libero (lunghezza massima: 500 battute).

Alcune poesie saranno lette in diretta radiofonica durante la trasmissione Caterpillar.
I componimenti più validi saranno pubblicati su questo sito e utilizzati per la realizzazione di cartoline.

L’altra volta, avevo scritto:

VIVA LA POSTA (E LA TINA). di GUIDO PENZO

Giuro che non l’ho fatto apposta
e che non volevo tirarle un pacco.
Anche se la mia ragazza
si era tanto raccomandata,
annullo sono valse le sue parole.
E’ stato con la sua amica Tina, post cena,
che mi sono imbucato.
Lei hi ha preso alla lettera
e mi ha tutto leccato.
 
Franco, in arte Bollo.

 

Postato da: penzogi a 17:08 | link | commenti |

 

SILVIO DIXIT

 

Postato da: penzogi a 14:37 | link | commenti |

01/04/2005
 

Poesia scritta con i piedi, per il piacere di pochi e forse meno. S’intitolaIl sogno dell’artista” di Guido Penzo:

L’artista sogna un pubblico, un privato, un semi-interrato/ che spunta con la punta dal basso napoletano. L’artista sogna la luce della ribalta, che l’illumina d’immenso/ per potersi mettere in luce e in ombra tutti gli altri. L’artista sogna gli applausi provenire dalla platea e dalla balconata del terzo piano/ dove vive la signora del piano di sopra. L’artista sogna, perchè è un sognattore che dovrebbe recitare la parte messa da parte con l’arte/ ma che non ricorda perchè… perchè… non ricorda.

 

Postato da: penzogi a 15:48 | link | commenti |

 

Ode Barbara.

S’ode un fremitio di fremiti 

di giovin italici.

S’ode a destra un languir 

di languidi sguardi.

S’ode a sinistra un sinistro calpestio 

di anonime presenze presenti.

S’ode in cucina un ribollir

d’acqua nel pentolin.

Sode, al fin le uova

son sode.

 

Postato da: penzogi a 13:23 | link | commenti |

 

www.365bookmark.it <!–

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Postato da: penzogi a 11:55 | link | commenti |

30/03/2005
 

Devo leggere…Mi piacerebbe leggere Trilogia della città di K. Trilogia della città di K.   di Kristof Agota.

Mentre sto leggendo Privo di titolo Camilleri Andrea “Privo di titolo“. Lo spunto da cui nasce il romanzo è un ricordo personale dello scrittore siciliano che al principio del libro racconta come nell’aprile del 1941, con gli studenti del ginnasio liceo “Empedocle” di Girgenti, partecipò all’adunata giovanilfascista tenutasi a Caltanissetta in onore del “martire” Gigino Gattuso. Vent’anni prima il diciottenne Gattuso era caduto durante uno scontro con un gruppo di militanti di sinistra, tra cui un certo Michele Ferrara, subito accusato dell’omicidio. In realtà le dinamiche dell’agguato…

 

Postato da: penzogi a 12:58 | link | commenti |
si legge

27/03/2005
 

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

(P. Neruda)

 

Postato da: penzogi a 21:50 | link | commenti (3) |

23/03/2005
 

Giocar giocando gioco, www.zogo.info/ il concorso per inventar il giocattolo.

  Approposito di GIOCHI – di D. De Toffoli Edizioni Unicopli

 

Postato da: penzogi a 16:21 | link | commenti (1) |
si legge

17/03/2005
 

 

Erano tutti attorno a me, in cerchio, e tutti mi stavano guardando. Cosa c’era di strano? E’ che in trentadue anni non mi era mai successo. Non avevo mai fatto nulla, in tutta la mia vita, per attirare l’attenzione. Non indossavo mai vestiti con colori sgargianti né di forme strane. Il blu scuro era il mio colore preferito, quando non indossavo giacche color grigio. Ero sempre stato attento a non esprimere un’opinione personale, confacendomi sempre alla maggioranza. Per non sbagliare tifavo la squadra di calcio che in quel momento era in testa al campionato. I miei compagni di scuola si ricordavano di me solo perché il mio cognome era esattamente a metà dell’appello e anche quando c’ero loro gridavano “assente!”.

 

Eppure quella mattina erano tutti attorno a me, in cerchio, e mi guardavano, poi si guardavano tra loro, poi tornavano a guardarmi. C’era anche uno che, non so perché, aveva detto che era un medico e si era avvicinato. Mi guardava e scuoteva la testa. Tutti attorno a me, che stavo attraversando le strisce pedonali quando era arrivata quell’auto a forte velocità. A fortissima velocità, che secondo me non ce la faceva a frenare, che secondo me non mi aveva visto.

 

 

Postato da: penzogi a 17:15 | link | commenti |
si scrive

 

Parliamo di cose serie. I link tematici sul tema potrebbero essere infiniti. <!–

–>

Postato da: penzogi a 14:35 | link | commenti |

16/03/2005
 

Da fare: entro il 5 maggio 2005 Oliodisatira entro il 14 maggio 2005 Pennecomiche dal 9 marzo al 9 aprile  Vivimilano dal 15 marzo al 15 giugno Feltrinelli. E poi www.lietocolle.it

Brasile, Rio. In una gigantesca zuffa provocata da un’invasione di campo durante il derby di Belo Horizonte e America MG, l’arbitro Luiz Carlos Silva ha preso a calci e a pugni un tifoso che era entrato in campo per aggredirlo. (Gazzetta dello Sport, 15 marzo 2005).  

 

Postato da: penzogi a 13:27 | link | commenti |

14/03/2005
 

Milano, ore 9.00. Devo assolutamente prendere il tram. Spero che il conducente me lo lasci senza litigare. Vado! <!–

–>

Postato da: penzogi a 13:41 | link | commenti (1) |

11/03/2005
 

La tele engorda

blogdalmondolatino

 

Postato da: penzogi a 13:48 | link | commenti |

10/03/2005
 

 DIARIO DE UN OCIOSO
miércoles, 09 de marzo de 2005  by.Toni.Tugues diariodeunocioso

Los días pasan a una velocidad endiablada. En las pausas que el loco ritmo me permite, consigo disfrutar de esos pequeños detalles que añaden brillo a un día gris. Siguiendo el ejemplo de Christopher Boone decido hacer una lista de esos detalles que me hacen la vida mas agradable:

1.La lectura de “La rubia de hormigón” de Michael Connelly. No hay nada
como una buena novela negra para evadirse en los viajes de metro con destino
a la ciudad vecina.
2.Los días se alargan. Ahora, cuando llego a Barcelona después del trabajo, todavía
hay sol. Toda suerte de nuevas actividades empieza a otearse en el horizonte.
3.Una cena de rescate, después de un día especialmente duro, con María José en “El
Foro”. Hablamos sin parar y volvemos a casa pronto.
4.El visionado de capítulos de “Los Soprano” y “Senfield”.
5.Un paseo por el interior del Fnac sin comprar nada pero disfrutando de todas las
maravillas que esa gran cueva de Ali Baba ofrece.
6.Los ratos que María José y yo conseguimos robarle a la rutina para hablar o callar
en compañía.

Estas son algunas de las cosas que han hecho más valiosos los tres últimos días. Seguramente hay más, seguiré buscando.

<!–

–>

Postato da: penzogi a 12:55 | link | commenti |

09/03/2005
 

 Qualcuno mi sa dire chi si è seduto sulla mia spalla? Come si chiama, da dove viene, com’è salito fin qui? Approposito di angeli…

 

L’Angelo custode.

 

 

 

L’altro giorno ho visto il mio Angelo custode.

 

L’ho visto e mi è sembrato un poco distratto.

 

Ho cercato di richiamare la sua attenzione,

 

ma sono stato investito da un’auto.

 

 

 

 

 

 

Postato da: penzogi a 17:00 | link | commenti (1) |
si scrive

08/03/2005
 

“Credi che non ti capisca? Tu insegui un sogno disperato. Questo è il tuo tormento. Tu vuoi essere, non sembrare di essere. Essere in ogni istante cosciente di te e vigile. E nello stesso tempo ti rendi conto dell’abisso che separa ciò che sei per gli altri da ciò che sei per te stessa, e provoca quasi un senso di vertigine, un timore di essere scoperta, di essere messa a nudo, smascherata, riportata ai tuoi giusti limiti. Perchè ogni parola è menzogna, ogni gesto falsità, ogni sorriso una smorfia. Qual è il ruolo più difficile? Togliersi la vita? Ma no, sarebbe poco dignitoso. Meglio rifugiarsi nell’immobilità, nel mutismo, così si evita di dover mentire, oppur mettersi al riparo dalla vita, così non c’è bisogno di recitare, di mostrare un volto finto, o fare gesti non voluti. Non ti pare? Questo è ciò che si crede ma non basta celarsi perchè, vedi, la vita si manifesta in mille modi diversi ed è impossibile non reagire. A nessuno importa sapere se le tue reazioni siano vere o false. Solo a teatro il problema si rivela importante, e forse neanche lì. Io ti capisco, Elisabet.. e quasi ti ammiro. Secondo me devi continuare a recitare la tua parte fino in fondo finchè essa non perda interesse, e abbandonarla così come sei abituata a fare passando da un ruolo all’altro”.

Milano, martedì 8 marzo: dialogo tra due ragazze alla fermata del 29. Una è milanista, l’altra, Elisabet, è interista.

 

Postato da: penzogi a 13:50 | link | commenti (1) |

 

Tanto sangue per nulla. (Guido Penzo)

Erano anni che Jorge aveva qualcosa sulla punta della lingua, ma che non riusciva a ricordare.

Una sera, che era rimasto da solo in casa, prese una tenaglia dallo scaffale degli attrezzi nel ripostiglio e l’avvicinò alla bocca.

L’urlo fu disumano.

I genitori, rientrati a casa dopo il cinema, lo trovarono per terra, privo di sensi, in un lago di sangue.

Immediata fu la corsa all’ospedale.

Dopo trenta punti di sutura e tre settimane di degenza, il primario chirurgo sentenziò: “Sulla punta della lingua di Jorge non vi era traccia di pensieri profondi, ma solo un fastidioso pelucchio”.

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