65

 
24/05/2005
 

DA LEGGERE

 

  Maccaia. Una settimana con Bacci Pagano
Bruno Morchio


Editore: Fratelli Frilli Editori
Collana: Fuori collana
Isbn: 8875630569
Genere: Gialli, Horror, Thriller
Formato: 14 x 21 cm
Pagine: 272
Lingua: Italiano
Anno: 2004

Prezzo: Euro 16,50

 

 

Postato da: penzogi a 13:59 | link | commenti (2) |
si legge

19/05/2005
 

 

 

Jukebox letterari di Subway-letteratura 2005  e poi posso sempre leggere qui.

 

Postato da: penzogi a 09:56 | link | commenti |

18/05/2005
 

IERI COME SE FOSSE OGGI.

 (foto di Gabriele Lopez)

Me lo ricordo come se fosse ieri. Ieri, sul metrò, stavo leggendo uno di quei quotidiani gratuiti che prendi prima di, come si dice, obliterare il biglietto. Fermata dopo fermata, pagina dopo pagina. Lambrate…Il vulcano St. Helens torna a far paura. Il vulcano di Mount St. Helens, nello stato di Washington, è in eruzione e dai crateri fuoriescono nuvole di fumo e cenere fino a circa…Piola, sale qualche studente, le porte si richiudono…I corpi di 26 persone uccise a colpi d’arma da fuoco sono stati trovati nella città di Qaim, vicino al confine con la Siria, nell’ovest del paese. Il direttore dell’ospedale…A Loreto scendono in molti. La maggior parte si dirige verso la linea rossa. Sale solo un ragazzo, vent’anni circa. Le porte si richiudono. Lentamente si riparte…Napoli, esce dall’ospedale e i Killer lo uccidono. In tre giorni hanno cercato di ucciderlo due volte. E’ accaduto a Napoli, dove un pregiudicato di 41 anni, probabilmente legato al clan…Bareggio, sono entrati nel supermercato e al momento di pagare hanno estratto la pistola…Caiazzo, fermata breve, non scende e non sale nessuno…State perdendo la concentrazione e vi state muovendo a vuoto convinti, come siete, che tutto vi sia dovuto. Sfruttate le ottime occasioni che promette Giove, dice l’oroscopo. Un urlo, secco, interrotto da una mano che tappa la bocca. Una pistola, cazzo, è una pistola che ha in mano quel ragazzo salito a Loreto. Al centro della carrozza, i piedi ben piantati per non perdere l’equilibrio. Gli occhi di tutti che fissano quella pistola che ci punta, uno ad uno, per pochi secondi. “Aiutate, signori, aiutate. No soldi, no mangiare. Io non voglio fare del male a voi signori. Aiutate me, mia famiglia, miei bambini. Io chiedo solo per comprare latte per bambini”. ‘Fanculo, penso, e torno a leggere il giornale…Il ciclista Alessandro Petacchi si è imposto nella prima tappa della 40esima Tirreno-Adriatica di 160 chilometri. Petacchi ha battuto in volata…Centrale, nessuno sale. Probabilmente hanno visto il ragazzo con la pistola che fa avanti e indietro per la carrozza. Pensare che una volta suonavano la fisarmonica prima di passare con il bicchiere di carta….Rubano farmaci su commissione. Oltre 96 mila scatole di medicinali rubati per un valore di 660 mila euro…Chiudo il giornale, la prossima è la mia fermata. Il ragazzo, che ha raccolto qualche orologio, una collana d’oro e tre portafogli, si prepara a scendere con me. Salirà sulla carrozza successiva e ripeterà la cantilena. Io non gli ho dato niente. Sarà che se poi dai ad uno,  ne arrivano altri, sarà che ho visto il tappino rosso a chiudere la canna della pistola. Mentre salgo le scale sento uno sparo. Mi giro e vedo la metrò scorrere e…forse non era una pistola giocattolo.

 

Postato da: penzogi a 14:54 | link | commenti |

 

QUANDO ARRIVERA’ QUEL GIORNO…

Arriverà. Arriverà il giorno che ti diranno: fai ballare l’occhio! Arriverà il giorno che ti diranno: hai l’occhio che ti balla! Arriverà il giorno che dovrai tirare le somme e ti guarderai attorno senza sapere a chi tirarle. Arriverà il giorno che ti diranno di non fare come la cicala, e ti domanderai: che cazzo faceva la cicala? Arriverà il giorno che ti diranno di non ascoltare le sirene e starai in coda con dietro l’auto dei carabinieri che ti sta suonando da dieci minuti. E quando arriverà quel giorno…chi è che mi avvisa?

 

Postato da: penzogi a 13:21 | link | commenti |

 

 

  Titolo Un programma di. Scrivere per la tv
Autore Taggi Paolo
Prezzo € 18,00
Dati 319 p., brossura
Anno 2005
Editore Il Saggiatore
Collana Biblioteca

 

Paolo Taggi l’ho conosciuto molti anni fa. Era un programma di domenica, al Fiera 1, con Enza Sampò e un architetto che parlava di pasticcini (SCRUPOLI?) 

 

 

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17/05/2005
 

 

Contento? Si, contento perchè su CITY  di Venerdì 13 maggio (pagina Linea Diretta-ATM) è stato pubblicato un mio racconto (breve). Faceva parte di un volume TRAME METROPOLITANE dell’ATM di un paio di anni fa. Per chi l’avesse perso…

TRAME METROPOLITANE

Era una calda mattina d’inverno. Avevo da poco convalidato il mio biglietto valido sulla rete ATM, FS, FN-ME, IKJSLFCGAT, e sul Passante, e mi stavo preparando a trascorrere settantacinque minuti della mia vita viaggiando in metrò sotto una grande metròpoli, quando la vidi, ad un metro da me. Era salita a Lima, ma non era peruviana, e andava a Udine dove insegnava aerobica in un Palestro (palestra per soli uomini). Il mio sguardo, Corvetto, fu subito attratto dal libro che stava leggendo: Da Sant’AmbrogioSant’Agostino, andata e ritorno. Per iniziare la conversazione le dissi che abitavo in una Villa Fiorita, che adoravo la musica di Wagner e dei gruppi punk londinesi (Bande Nere), che avevo mangiato pane e Gorgonzola con Wilma De Angeli, mentre il mio personaggio storico preferito era Garibaldi. “M’Inganni?” mi chiese. In effetti preferivo Buonarroti a Garibaldi. Il ghiaccio era rotto e cominciava a sciogliersi perchè la conversazione, a 360 gradi, divenne bollente. Subito le mostrai il mio biglietto, da visita, mentre lei mi fece vedere il suo settimanale, con sette cassetti tenuti in ordine. Eravamo sullo stesso binario, sulla stessa linea, nella stessa direzione (per fortuna). Intanto la carrozza aveva rallentato ed era arrivata alla stazione a passo Duomo. Ma noi avevamo deciso di continuare questa storia assieme. Ci sposammo il 3 ottobre 1987, e a oggi non siamo ancora finiti su un binario morto per manutenzione, nonostante il tram tram quotidiano. (Guido Penzo)

 

 

Postato da: penzogi a 13:52 | link | commenti |

12/05/2005
 

Ve l’hanno mai raccontata la storia di Selma e Andrea?

(anche se c’è chi dice che è una leggenda!)

Selma aveva compiuto da poco 25 anni quando conobbe Andrea. Andrea no, non aveva 25 anni. Selma, la sera in cui conobbe Andrea indossava un giubbino di tela nera con zip e borchie di Maria Grazia Sereni, sopra una canotta bianca di cotone Petit Bateau, una gonna lunga in garza con fantasia a fiori, Sportmax, tenuta da una cintura a segmenti di cuoio Philosophy di Alba Ferretti.  Al collo una collana di platino con zaffiri colorati Tiffany & Co. Sulle ciglia Mascara Volume Shocking de L’Oreal Paris, mentre per le labbra Cristalle Glass n°16 di Chanel. Una maxi bisaccia in pelle scamosciata con ricami in rafia, perline e cristalli di Gucci. Le scarpe di nappa con impunture a contrasto, Flexa. Andrea invece no. La sera in cui fece conoscenza con Selma non indossava gli stessi abiti, gli stessi abiti di Selma. Andrea, quella sera era vestito a casual, così, come capita, come quella sera che, vestito casual, seduto su una “Hollow Chair”, poltrona con involucro semirigido e interno a fogli di polipropilene curvati, vide Selma per la prima volta. Chi l’avrebbe mai detto, Selma e Andrea…Andrea e Selma…Selma e Andrea e Michele. Eppure il destino decise che quei tre ragazzi, così diversi anche nel nome, dovessero vivere assieme un tragico destino che li avrebbe portati, il 23 agosto 2006, ad incrociarsi, ad incrociare i proiettili sparati da Michele, appunto, Virgili, 45 anni, disoccupato…comasco.

23 agosto 2006. Grazie all’arrivo di Mercurio sarete fortunati nello studio, dove vi aspettano novità. In amore dominerà la curiosità, e questo potrà indurre la maggioranza di voi ad approfondire la conoscenza di una persona incontrata di recente. Diceva l’oroscopo di Alba Ferretti. Alba Ferretti? Ma si, quella che ha, come si dice, disegnato? Prodotto? Insomma quella della gonna di Selma. Selma, che nome strano. Strano come questa storia, e pensare che c’è chi dice che è una leggenda.

Si ringraziano gli sponsor che hano permesso, con il loro contributo, di vestire i personaggi narrati. Se, poi, qualcuno si domandasse che fine ha fatto Michele Virgili, accusato di duplice omicidio? Ebbene nulla, perchè, a differenza di Selma e Andrea, Michele è un personaggio di fantasia. Fantasia in una storia che c’è chi dice che è una leggenda.

 

Postato da: penzogi a 19:05 | link | commenti |

 

DA LEGGERE

 

  Titolo Duepigrecoerre d’amore
Autore Ricci Luca
Prezzo € 7,75
Dati 96 p.
Anno 2000
Editore Addictions-Magenes Editoriale
Collana I libri

 

 

Postato da: penzogi a 18:11 | link | commenti (2) |
si legge

 

DA LEGGERE ?

 

 

  Titolo Perceber. Romanzo eroicomico
Autore Colombati Leonardo
Prezzo € 17,00
Dati 506 p., brossura
Anno 2005
Editore Sironi
Collana Questo e altri mondi

 

 

 

Postato da: penzogi a 13:48 | link | commenti |
si legge

 

LEZIONE DI VITA

(pescata con la rete)

Un professore, davanti alla sua classe di filosofia, senza dire parola,
prende un barattolo grande e vuoto di maionese e procede a riempirlo con
delle palle da golf. Dopo chiede agli studenti se il barattolo è pieno. Gli
studenti sono d’accordo e dicono di si.
Allora il professore prende una scatola piena di palline di vetro e la versa
dentro il barattolo di maionese. Le palline di vetro riempiono gli spazi
vuoti tra le palle da golf.
Il professore chiede di nuovo agli studenti se il barattolo è pieno e loro
rispondono di nuovo di si.
Il professore prende una scatola di sabbia e la versa dentro il barattolo.
Ovviamente la sabbia riempie tutti gli spazi vuoti e il professore chiede
ancora se il barattolo è pieno. Questa volta gli studenti rispondono con un
si’ unanime.
Il professore, velocemente, aggiunge due tazze di caffè al contenuto del
barattolo ed effettivamente riempie tutti gli spazi vuoti tra la sabbia.
Gli studenti si mettono a ridere in questa occasione.
Quando la risata finisce il professore dice: “Voglio che vi rendiate conto
che questo barattolo rappresenta la vita. Le palle da golf sono le cose
importanti come la famiglia, i figli, la salute, gli amici, l’amore
; le cose
che ci appassionano. Sono cose che, anche se perdessimo tutto e ci
restassero solo quelle, le nostre vite sarebbero ancora piene.
Le palline di vetro sono le altre cose che ci importano, come il lavoro, la
casa, la macchina, ecc.
La sabbia è tutto il resto: le piccole cose.
Se prima di tutto mettessimo nel barattolo la sabbia, non ci sarebbe posto
per le palline di vetro ne’ per le palle da golf.
La stessa cosa succede con la vita.
Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia nelle cose piccole, non
avremo mai spazio per le cose realmente importanti.

Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità: gioca con i
tuoi figli, prenditi il tempo per andare dal medico, vai con il tuo partner
a cena, pratica il tuo sport o hobby preferito.
Ci sarà sempre tempo per pulire casa, per riparare la chiavetta
dell’acqua…
Occupati prima delle palline da golf, delle cose che realmente ti importano.
Stabilisci le tue priorità, il resto è solo sabbia.”

Uno degli studenti alza la mano e chiede cosa rappresenta il caffè.
Il professore sorride e dice: “Sono contento che tu mi faccia questa
domanda. E’ solo per dimostrarvi che non importa quanto occupata possa
sembrare la tua vita, c’è sempre posto per un paio di tazze di caffè con un
amico.”

 

Postato da: penzogi a 13:11 | link | commenti |

 

 

Se fossi un libro? Sarei…perchè no, Se una notte d’inverno un viaggiatore, o un racconto di Cortazar. Se fossi un colore? Blu oltremare, direi. Se fossi un fiore? Non ci sarebbero dubbi: un papavero. Un papavero che fiorisce a metà maggio ai bordi della stada. Un bellissimo fiore, rosso, libero, indipendente. Se fossi un fore? Un papavero, come quelli che ho visto questa mattina, ai bordi della grande città, dove inizia la campagna.

 

Postato da: penzogi a 12:55 | link | commenti |

10/05/2005
 

DA LEGGERE

 

  Titolo È gia buio, dolcezza
Autore Thompson Jim
Prezzo € 12,50
Dati 201 p.
Anno 2003
Editore Fanucci
Collana Collezione Jim Thompson

 

  Titolo

L’ assassino che è in me

Autore

Thompson Jim

Prezzo

€ 13,00

Dati

240 p., brossura

Anno

2003

Editore

Fanucci

Collana

Collezione Jim Thompson

 

Postato da: penzogi a 15:27 | link | commenti |
si legge

09/05/2005
 

 

La prima volta? E’ successo fuori da scuola, in prima media. Stavo giocando a pallone quando si è avvicinato un tipo “Tieni” mi ha detto, “Prova, vedrai che ti piacerà!” e mi ha messo in mano un racconto di 15 pagine. Da quel momento non sono stato più capace di smettere. All’inizio leggevo di nascosto, chiuso in bagno o quando i miei genitori non c’erano. In quel periodo leggevo soprattutto cose leggere di autori italiani: Rodari, Piumini, Calvino. Poi, crescendo, ho fatto uso di Pavese, Buzzati, Pratolini fino a  Pirandello. Al liceo, un amico mi ha fatto provare anche la letteratura americana, scrittori come Steinbeck o Hemingway. Oggi non posso fare a meno di leggere 500 pagine al giorno. Ormai non faccio più differenza tra un Cortazar o un Pennac, tra un Perec o un Borges. Sono drogato, lo ammetto.
Così, senza farmi notare, mi aggiro tra gli scaffali di questa libreria in cerca della mia eroina. Non importa che si chiami Madame Bovary, Kay Scarpetta o Petra Delicato. L’importante che sia un’eroina, un’eroina della letteratura. 

 

Postato da: penzogi a 19:39 | link | commenti |
si scrive

 

Qualche volta leggo qualcosa che mi piace. Allora copio e incollo e dico é di hotel messico

Secondo le istruzioni riportate sul retro della scatola, scongelare un sofficino dovrebbe essere un’operazione elementare. Lo lasci su un tavolo per una mezz’ora e aspetti. C’è anche un disegno di un omino felice che aspetta vicino alla tavola con il sofficino che si sta scongelando. Però la scatola non ti dice che cosa devi fare in quella mezz’ora. Io in genere mi siedo vicino al sofficino e vedo lentamente la brina scomparire e i granelli dell’impanatura farsi più morbidi al tatto e alla vista. Proprio come suggerisce la scatola. Guardo l’orario continuamente e mi snervo. In genere caccio fuori il sofficino verso le otto proprio quando inizia un posto al sole e allora il tempo passa più velocemente. Il sabato o la domenica rai tre non fa un posto al sole e allora durante la mezz’ora mi sento d’impazzire. Ho anche telefonato al numero verde della Findus che sta sempre sul retro della scatola, per fare un poco di chiacchiere con quelli del call center in subappalto, ma il sabato sera non risponde nessuno. Allora mi sono inventato un gioco. Telefono a Isoradio dando false informazioni sul traffico. Ad esempio dico, c’è stato un incidente sulla tangenziale uscita Vomero e quelli lo ripetono uguale alla radio. Oppure dico, c’è un principio d’incendio in via Cilea e quelli lo dicono uguale alla radio. Adesso non lo faccio più perché mi è venuto a noia. Ho inventato una tecnica per scongelare più velocemente il sofficino. Lo avvolgo in una coperta e ci metto il gatto sopra. Il gatto produce calore e il sofficino si scongela ad una velocità superiore. Dovrebbero disegnarlo sulla scatola. Un omino che mette un gatto sopra il sofficino.

 

 

Postato da: penzogi a 14:32 | link | commenti (1) |

 

“Di solito, il povero va in vacanza.

Di solito, il ricco è la vacanza che viene da lui.”  (Guido Penzo)

 

Postato da: penzogi a 14:23 | link | commenti |

05/05/2005
 

Domanda: “Chi detta legge, legge o improvvisa?”

 

 

Postato da: penzogi a 16:03 | link | commenti |

04/05/2005
 

CONCORSO Vedi Napoli poi muori entro il 16 luglio 2005.

 

 

Postato da: penzogi a 17:08 | link | commenti |

 

 www.homoscrivens.it/

 

Manifesto della Riscrittura

       Tota litertura è syempre rescrittura. Come scrisse uno scrittore inesistente.
        Riscrittura dei propri pensieri, dei ricordi, delle emozioni, dei libri già vissuti, delle parole ascoltate, di un articolo di giornale, di un rumore male interpretato, di un sogno, di un’idea, di un testo già letto e già dimenticato, di un’involontaria confusione di fonti.
        Tutta l’arte conosce l’altra arte, anche quella che mai si rese nota.
        E noi cosa inventiamo? Le solite storie d’ogni giorno.

        Dobbiamo ammetterlo: abbiamo copiato.
        La creazione nasce dall’assenza, da un vuoto da colmare. Per stimolarci a creare apriamo nuovi buchi (o fingiamo di vederli). Siamo perennemente insoddisfatti. Perché ci sono vuoti cui non riusciamo ad opporre una creazione. Siamo abituati al facile: inventarsi esigenze ad arte.
        No. Partiamo dal problema, non dalla soluzione. Ricordiamo le domande. Poi proviamo a valutare le risposte, ché tante volte l’arte ha già parlato, dobbiamo ascoltare.
        Essere originali vuole dire questo: ritornare all’origine. Ci hanno già pensato. Dobbiamo svelare le nostre menzogne, tornare alla fonte, riconoscere il debito. Non parlare facile. Dobbiamo comprendere le nostre parole. Quando tu stai parlando, io voglio sapere chi è che sta parlando.
        Cambia la voce non i contenuti. Cambiano la forme. Soltanto loro.
        Tutto si può riscrivere, e in mille modi.
        Un giorno o l’altro un uomo antichissimo compose la sua letteratura con pochi graffiti su una roccia. Un giorno o l’altro un uomo modernissimo infranse di pensieri l’inutile muro di una metropoli-tana. Si ripete ogni giorno l’eterna riscrittura. Non sono cambiati gli uomini, sono cambiate le pietre.

        Si commette plagio quando si copia senza ammettere d’aver copiato.
        La nostra ignoranza ci costringe al plagio. Chi conosce copia, e se glielo fanno notare sorride.
        La riscrittura è un invito alla lettura. Per lo scrittore, che se legge impara a scrivere, come dicono nelle scuole di scrittura veramente creativa, e tutti lo sanno e tutti lo dimenticano. Per il lettore, cui si presenta, rielaborata da uno stimolo intellettuale, una minima parte della nostra cultura e lo si invita non al confronto ma al contatto, non alla gara fra il grande e il piccolo ma alla libera coesistenza che amplia gli orizzonti.
        La riscrittura è un invito alla lettura. Affinché l’arte non ti scorra addosso, e possa agire.
        Riscriviti la vita, e smettila con le tue follie. Sii onesto. Basta con il vero, che è solo un insieme di bugie.

        Il mondo è finito. Stop.
        Mentre riportiamo indietro il nastro pensiamo: «Cosa abbiamo visto per davvero? Cosa ricordiamo di noi?».
        Guardiamo. Gran parte del vecchio ci sembrerà nuovo, quante cose ho dimenticato eppure ieri ne vedevo l’importanza, e molte storie ci sembreranno estranee, ma è stata davvero questa la mia vita? Ritorneremo a viverle, se vorremo, e l’origine sarà radice, e questa volta per scelta, non per natura. Tutto si può riscrivere, e in mille modi.
        Soltanto la vita è in presa diretta, la conoscenza si nutre dell’attesa, dell’attesa di quel che è stato già.
        Il mondo è finito. Stop.

        Tutto quel che ho scritto è stato già scritto.
        Tutto quel che avete letto lo sapevate già.
                  Promemoria.

 

Postato da: penzogi a 17:03 | link | commenti (1) |

 

 

Mi riguardo, rifletto, mi affaccio all’oblò dell’oblio. Urlo con tutto il fiato che ho nei polmoni…Non c’è più nessuno che può rispondermi. Attraverso lo spazio, ripercorro le strade dell’io, cerco persone care, persone scontate, persone a metà prezzo. Sorrido. Non c’è più nessuno che può darmi una mano, o una qualunque altra parte del corpo. Nessuno è in grado di capire, di comprendere…di dirmi un altro sinonimo o nononimo. Eppure una volta non era così. Ero uno tra tanti, uno tra i multipli. Uno, nessuno, centomila, un milione, un miliardo. Una folla che fornicava come formiche in un formicaio mentre il formichiere non c’è. Ognuno aveva una meta da raggiungere, una meta oltre la quale appoggiare il proprio pallone ovale. Una dolce metà da ritrovare, da riunire, da completare, come in un album di ricordi, che non ricordi dov’è. Oddio, se penso che sono ciò che ero e ciò che ero non so, penso di non sapere più ciò che sono stato e non sapere ancora ciò che sarò. (cantando) Il fiume scorre lento / frusciando sotto i ponti / la luna splende in cielo / dorme tutta la città / solo va un uomo in frak / ha il cilindro per cappello / due diamanti per gemelli / un bastone di cristallo / la gardenia nell’occhiello / e sul candido gilè / un papillon, un papillon di seta blu …ha l’aspetto trasognato / malinconico ed assente / non si sa da dove vien / ne dove va / chi mai sarà / quell’uomo in frak / bonne nuit, bonne nuit, bonne nuit / buona notte / va dicendo ad ogni cosa … Adieu adieu adieu adieu vecchio mondo / ai ricordi del passato ad un sogno mai sognato / adieu . (Urlando) Addio vecchio, ultimo sopravvissuto condannato alla vita eterna, ultimo uomo mai stato tale, Dio.

 

Postato da: penzogi a 15:56 | link | commenti |

 

“LA STAZIONE”Storie rapide di arrivi e partenze, bagagli e coincidenze. Luoghi di passaggio dove le vite si incrociano.

 

 

CONCORSO LETTERARIO DI TERRE DI MEZZO EDIZIONE 2005 entro il 15 giugno

 

Postato da: penzogi a 12:59 | link | commenti |

02/05/2005
 

 

  Titolo La verità bugiarda
Autore Montanari Raul
Prezzo
Sconto 20%
€ 13,44
(Prezzo di copertina € 16,80
Risparmio € 3,36)
Dati 312 p., rilegato
Anno 2005
Editore Baldini Castoldi Dalai
Collana Romanzi e racconti
  Titolo Fatti fuori
Autore Levison Iain
Prezzo € 14,80
Dati 182 p., brossura
Anno 2005
Editore Instar Libri
Collana I Dirigibili

 

Postato da: penzogi a 10:50 | link | commenti |
si legge

29/04/2005
 

 Forse è mostruosa, forse è bella, forse è mostruosamente bella…certo che è tutta pubblicità…a favore della maternità. Non fa tenerezza…il panino.

 

Postato da: penzogi a 13:44 | link | commenti (1) |

27/04/2005
 
L’abito funerario.
L’abito funerario preparato per la Principessa Tou Wan della dinastia Han, confezionato con quadretti di giada tenuti assieme da fili d’oro, era così bello e prezioso che la stessa principessa non vedeva l’ora di morire per poterlo indossare. (Guido Penzo)
 
 

 

Postato da: penzogi a 19:03 | link | commenti |

 

C’E’ CHI DICE CHE?

Non c’è che dire dei modi di dire. Dice dice ma poi si capisce che non c’è niente da dire. Di male in peggio, si potrebbe dire. Ma il peggio deve ancora venire. Come quando entri nella sala d’attesa dal dottore, dentro c’è un uovo e una gallina. Tu li guardi e poi chiedi: “Chi è arrivato prima?”. A questa domanda di solito la maionese impazzisce. Robe da non credere!         Così, tanto per rompere il ghiaccio…ma poi, con tutto questo ghiaccio, rotto, uno rimane lì, in piedi, assorto, guarda il ghiaccio e rimane…di stucco. Robe da non credere. E’ proprio vero che il tempo passa quando ci si diverte, come quando ci si diverte a guardare il tempo passare…come passatempo. Se è così ci sarà un motivo, un piccolo motivo, un motivetto, un motto, di spirito, santo. Amen. Lasciate un messaggio dopo il bip, il bit, il be bop, il pop, musica per le orecchie di chi vuol sentire. Devo darmi da fare, ma qualunque altro verbo all’infinito va bene, come benessere…benvenuto no, è un participio passato, di moda, retrò, demodé…de modi da dì…”Suonala un’altra volta DJ”. Forse mi sono spiegato male, ci riprovo, mi ripiego e poi…Non ci sono più i valori di una volta, una volta c’erano persone sagge, di saggina, che li portavano, i portavalori…non per soldi. Prosit.

 

 

Postato da: penzogi a 18:13 | link | commenti |

26/04/2005
 

Il libro che non avrei mai voluto leggere inizia con queste parole: Il libro che mai avrei voluto scrivere inizia con queste parole. Questo sarà l’inizio del libro che non avrei mai voluto scrivere. Mi sembra un buon inizio, e chi ben comincia è già a metà dell’opera. Se fosse un’Opera, sarei già a metà. Mi metto all’opera per finire la seconda metà. (Continua, ovviamente).

 

Postato da: penzogi a 19:41 | link | commenti (2) |

 

 

 
Carlene Thompson
In caso di mia morte
Un thriller psicologico architettato alla perfezione, che racconta come la vita di una tranquilla cittadina possa trasformarsi in un incubo. Chiunque potrebbe essere la prossima vittima, nessuno può essere depennato dall’elenco dei sospetti. Fino all’ultimo.
Marcos y Marcos

 

Postato da: penzogi a 17:11 | link | commenti |
si legge

22/04/2005
 
L’ equilibrista
Marco era conosciuto nel suo condominio per essere un uomo equilibrato. In trentasei anni di vita non aveva mai perso l’equilibrio, non si era mai sbilanciato, ne a destra ne a sinistra. Mai un eccesso, mai un decesso. La moglie di Marco sapeva di avere un marito equilibrato. Per questo lei si permetteva di essere una donna squilibrata. Pendeva sempre da qualche parte e qualche volta pendeva da due parti contemporaneamente. Ed è forse per questo che una volta, di nascosto, Marco aveva pensato di lasciare la moglie. Ma era così equilibrato che non sapeva dove lasciarla
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