64

20/09/2005
 
 

 

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14/09/2005
 

 

 

E’ USCITO:

  Titolo Non ardo dal desiderio di diventare uomo finché posso essere anche donna bambino animale o cosa
Autore Bergonzoni Alessandro
Prezzo € 14,00
Dati 181 p., ill., brossura
Anno 2005
Editore Bompiani

 

IL PROBLEMA E’ CHE NON HA DETTO QUANDO RIENTRA.

 

Postato da: penzogi a 17:31 | link | commenti |

08/09/2005
 

 

Non si vive di soli concorsi, ne di rimorsi, ne arsi ne sparsi. Ma qualcosa bisogna pur inventarsi…(purchè sia dal15 al 30 settembre 2005).

 

Postato da: penzogi a 16:31 | link | commenti |

02/09/2005
 

Il dialogo tra due persone spesso è fatto di botte e risposte. Con mia moglie più botte che risposte.

Battuta scritta per COMIX 2005/06, che non leggerete su COMIX 2005/06.

 

Postato da: penzogi a 17:25 | link | commenti |

 

 

A quale personaggio storico assomiglio?

Assomiglio a Socrate? (o è Socrate che mi assomiglia?)
A muoverti e’ l’amore verso il sapere, inteso non sterilmente come nozionismo, ma come vivace e continua ricerca del vero. Trovi giusto rimetterti in discussione continuamente, perch cio’ che veramente ti importa e’ conoscere cose giuste, non vantarti di quante cosa sai. Per questo ami confrontarti con gli altri, e per questo ritieni le persone che si trincerano dietro alle loro certezze fragili e deboli. Il tuo problema e’ che spesso distruggi le convinzioni degli altri, e questo ti puo’ rendere impopolare.

 

Postato da: penzogi a 16:29 | link | commenti |

01/09/2005
 

Dicono: “Il mare stanca”. Probabilmente non sono mai stati in montagna, in salita. (Guido Penzo)

Postato da: penzogi a 11:58 | link | commenti |

31/08/2005
 

Piano piano, senza fretta, con calma e con qualche altro sinonimo, sto tornando. Ma soprattutto senza correre (che ancora non ci riesco). La riabilitazione è molto più lunga di quello che mi aspettavo, comunque. Comunque sono riuscito a fare qualche giorno di vacanza. Ero sempre protetto dal donjoy e mi muovevo con le stampelle. Ecco, la cosa più difficile non è stato, per esempio, salire le scale con le stampelle, oppure scendere una ripida discesa con le stampelle, ma…nuotare con le stampelle. (Provate ad immaginare…) Dopo vari tentativi a dorso, rana, delfino, ho scoperto che, con le stampelle, riuscivo a nuotare bene a farfalla. Certo potevo nuotare solo la mattina presto o la sera tardi, perchè (con le stampelle) avevo bisogno di spazio intorno a me…(immaginato?). Comunque sono tornato…(Continua)

 

 

 

Postato da: penzogi a 10:58 | link | commenti |

17/07/2005
 

 

  Titolo Muro di fuoco
Autore Mankell Henning
Prezzo
Sconto 20%
€ 14,40
(Prezzo di copertina € 18,00
Risparmio € 3,60)
Dati 517 p., brossura
Anno 2005
Editore

Marsilio

Collana Farfalle

 

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15/07/2005
 

Cosa dire…per essere uno che di solito scrive con i piedi…questo non è un periodo molto bello,  poichè ho un ginocchio che non si vuol “piegare” alla mia volontà (si piega solo 10 gradi in più ogni tre giorni). Però ho molto tempo per pensare…e penso che questo non è un periodo molto bello, poichè ho un ginocchio…Però ho molto tempo per leggere…e se leggo quello che ho scritto, non è un periodo molto bello, poichè…un ginocchio…

 

 

Postato da: penzogi a 15:24 | link | commenti (1) |

04/07/2005
 

Probabilmente poco dopo il mezzo del cammin de mi vida

“Pirchì sei arrivato ad un’età indovi il peggio ti può capitare dalla sira alla matina. Tanto per farti un esempio: fino ad un certo jorno della tò vita, sciddrichi, cadi, ti susi e non ti sei fatto niente, invece po’ arriva il jorno che sciddrichi, cadi e non ti puoi cchiù susiri pirchì ti sei rotto il tendine rotuleo. Che è capitato? E’ capitato che hai varcato il confine invisibile da un’età all’altra.” 

Camilleri lo fa “pensare” a Montalbano a pag. 181 de “LA LUNA DI CARTA”. In realtà Camilleri scrive femore, ma che ci posso fare se a me si è rotto il tendine rotuleo?

 

 

Postato da: penzogi a 15:36 | link | commenti |

02/07/2005
 

In questo periodo sono tutti spaventati dalla “prova costume“. Io ho risolto: quando non mi va il costume da Arlecchino metto quello di Pulcinella, che è più largo! (Guido Penzo)

Postato da: penzogi a 11:54 | link | commenti |

30/06/2005
 

Spett. Oliodisatira

Stavo per entrare in sala operatoria (e non sono un dottore), un paio di settimane fa, quando ho saputo di aver vinto il terzo premio, sezione scritti, del Vostro concorso. La notizia mi ha fatto piacere quanto l’anestesia totale (occhio non vede, corpo non duole) che lentamente si impadroniva dei miei sensi. Ritengo il Vostro Concorso uno dei migliori, a livello nazionale, sia per la qualità dei lavori selezionati che per la qualità dei premiati (me compreso). Devo però ammettere che gran parte del merito per il premio va a Silvio. Probabilmente se Silvio non fosse mai sceso in politica, io non sarei mai sceso in satira politica.

“Grazie a Silvio, a tutto quello per cui è stato frainteso, al suo senso dello humour finlandese…ed è gay” (Citazione dal film “In & Out”).

Purtroppo non potrò essere a Vinovo la sera del 2 luglio perché, a metà giugno, sono riuscito a rompermi il tendine rotuleo della gamba destra e solo l’undici luglio potrò togliere il gesso che m’immobilizza davanti alla TV (spenta).

Grazie ancora, grazie a Jacopo, grazie alla Giuria, grazie a Silvio.

 

Postato da: penzogi a 15:07 | link | commenti |

19/06/2005
 

Mi sono rotto

Mi sono rotto il tendine rotuleo della gamba destra. E’ successo sabato 11 giugno…martedì 14 l’operazione al CTO di viale Sarca. Da ieri a casa…ma questa è una storia che racconterò. Intanto:

 

ECCOLI!
(vincitori, vinti e astenuti)
chiediamo uumilmente scusa per il ritardo ma c’è chi diceva di mettere i vincitori sul sito, chi diceva di no. alla fine hanno vinto gli astenuti. abbiamo passato duesettimane a girare i pollici e alle fine ci siamo sentiti talemte inutili che per diletto abbiamo aggiornato il sito. speriamo che nessuno gli prenda lo sghiribizzo di scomunicarci.

SEZIONE GRAFICA:
Primo Premio: Fragoemazza (Filippo Loiacono da Pedare (Ct) e Giuseppe Mazza da Milano)
Secondo Premio: Mauro Biani da Grottaferrata (Rm)
Terzo Premio: Fabrizio Pani da Iglesias (Ca)
 
Grand Prix Bon Ton: Franco Cappelletti da Chiaverano (To)
Premio Premio: Rosanna Pasero da Saluzzo (Cn)
Gran Premio Multimedia: Massimo Ottavi da Crespina (Pi)
Premino…ino…ino…INPS: Lele Corvi da Codogno (Lo)
Premio le disgrazie non vengono mai da sole: Sara Cambi da Roma
 
SEZIONE SCRITTI:
Primo Premio: Guglielmo La Cognata da Catania
Secondo Premio: Lelio Murru da Prato
Terzo Premio: Guido Penzo da Cologno Monzese
 
Premio quando la realtà supera la fantasia: Salvatore Gensabella da S.G. La Punta (Ct)

 

Postato da: penzogi a 16:05 | link | commenti |

09/06/2005
 

Comunque, mai! Nella vita reale, nel sonno, mentre faccio colazione, mentre aspetto, mentre scrivo mentre, mentre io ascolto la televisione anche se, poi, lei non mi ascolta, mentre Guido, mentre leggo, mentre penso, mentre faccio cose, mentre vedo gente, mentre andrò a votare. 

Postato da: penzogi a 12:49 | link | commenti |

 

 

 

I Pazziati
Il Fantasma Fraps Il Pittore Rillo Il Giudice Zu L’Avvocato Copiascolla Il Blog Mike Il Web Auro Il Web Narsil
Blogger fiancheggiatori
e collaboratori ufficiali della Pazziata:
Broono Bru76 Franciskje Masciu Sphera
Blogger che ritroveranno parole proprie
nel copione della Pazziata:
21venti Ecate Ethico IoguidoMiic Skylark Suonabene Wosiris
Blog che hanno permesso
di realizzare la Pazziata:
Blogrodeo Portobeseno
Musiche:
“Rumbablu” dei Pontebragas “Inedito” della Pizia
Varie ed eventuali che non potrete non riconoscere.

 

Postato da: penzogi a 10:08 | link | commenti |

08/06/2005
 

Sono tutte favole” disse Biancaneve a proposito di una sua presunta relazione con il brutto anatroccolo.

Perchè non crederle? (Anche se sono convinto che sia lo stesso anatroccolo a mettere in giro queste voci).

 

Postato da: penzogi a 14:06 | link | commenti |

 

NON  MI PIACE CITARMI                                        (Cit. Guido Penzo)

Postato da: penzogi a 12:35 | link | commenti |

07/06/2005
 

 

  Titolo I racconti più brevi del mondo
Prezzo € 4,50
Dati 88 p. (cur. Toti G.)
Anno 1993
Editore Fahrenheit 451
Collana Taschinabili

 

Saranno ormai passati più di sette mesi da quando ho iniziato a leggere “I racconti più brevi del mondo”.

Solo oggi mi rendo conto che leggerli al contrario non è stata una buona idea.

In cambio, ho deciso di scrivere una raccolta di pensieri. Saranno pensieri brevi. Il titolo sarà: “BREVIARIO“. Dopo aver depositato il brevetto scriverò una breve introd. Sarà un piccolo passo per me ma un grande passo per l’umanità. Speriamo che se ne accorga.

 

Postato da: penzogi a 13:08 | link | commenti |

06/06/2005
 

 

 

Da: Zu
Oggetto: Pazziata
Data: 4 Giugno, 2005 – 00:27

 


Ciao,

sappi che il tuo contributo al Blogrodeo del 5 maggio scorso sarà parzialmente citato nella Pazziata che terremo domenica 12 giugno a Castel Beseno.
http://portobeseno.splinder.com/

Grazie,
Zu

Mi riguardo, rifletto, mi affaccio all’oblò dell’oblio. Urlo con tutto il fiato che ho nei polmoni…Non c’è più nessuno che può rispondermi. Attraverso lo spazio, ripercorro le strade dell’io, cerco persone care, persone scontate, persone a metà prezzo. Sorrido. Non c’è più nessuno che può darmi una mano, o una qualunque altra parte del corpo. Nessuno è in grado di capire, di comprendere…di dirmi un altro sinonimo o nononimo. Eppure una volta non era così. Ero uno tra tanti, uno tra i multipli. Uno, nessuno, centomila, un milione, un miliardo. Una folla che fornicava come formiche in un formicaio mentre il formichiere non c’è. Ognuno aveva una meta da raggiungere, una meta oltre la quale appoggiare il proprio pallone ovale. Una dolce metà da ritrovare, da riunire, da completare, come in un album di ricordi, che non ricordi dov’è. Oddio, se penso che sono ciò che ero e ciò che ero non so, penso di non sapere più ciò che sono stato e non sapere ancora ciò che sarò. (cantando) Il fiume scorre lento / frusciando sotto i ponti / la luna splende in cielo / dorme tutta la città / solo va un uomo in frak / ha il cilindro per cappello / due diamanti per gemelli / un bastone di cristallo / la gardenia nell’occhiello / e sul candido gilè / un papillon, un papillon di seta blu …ha l’aspetto trasognato / malinconico ed assente / non si sa da dove vien / ne dove va / chi mai sarà / quell’uomo in frak / bonne nuit, bonne nuit, bonne nuit / buona notte / va dicendo ad ogni cosa … Adieu adieu adieu adieu vecchio mondo / ai ricordi del passato ad un sogno mai sognato / adieu . (Urlando) Addio vecchio, ultimo sopravvissuto condannato alla vita eterna, ultimo uomo mai stato tale, Dio.

 

Postato da: penzogi a 16:38 | link | commenti |

03/06/2005
 

“Quel mattino il sole era alto e i sette nani invidiosissimi come al solito; e non solo del sole, ma anche dei venti perché erano più di loro.” (Bergonzoni).

Non è facile citare, come sapeva fare Cita, la scimmia di Tarzan, pero ci sono frasi che lasciano il segno. Frasi che ti domandi: ma quando gli è venuta, gli è venuta a caso o stava pensando a qualcosa in particolare? E se stava pensando a qualcosa in particolare, a cosa pensava? Pensava a come si chiamano i sette nani (che preferivi che erano in sei, perchè il settimo nome non lo ricordi mai) o pensava ai venti? o al sole? o al numero sette? o al mattino? o, come al solito, pensava?

Anche a me, ogni tanto, vengono delle idee bellissime. Il problema è che quando vengono, io sono appena uscito.

Romeo Luca

 


 

Editore: MMC EDIZIONI
Collana: NUOVI AUTORI
Isbn: 88-7354-010-4
Genere: Umorismo
Formato: 14,8 x 21
Pagine: 144
 
Anno: 2005

 


 

Prezzo: Euro 10,00

 

 

 

Postato da: penzogi a 16:24 | link | commenti |
si legge

 

italiani?

Questo popolo di santi, di poeti, di navigatori, di nipoti, di cognati…di calciatori, di attori ignorati, di fans sconsolati, di guidatori patentati, di appuntati, di chi la sa lunga, di chi crede, di chi non c’era, di chi si astiene, di chi dice per sentito dire, di chi non vede per non dolere, di chi si crede di essere, d’avere, di amici, di Maria, di Michele, di Felice d’esserci, soprattutto in TV.
 

 

Postato da: penzogi a 16:04 | link | commenti (1) |

 

SENZA POESIA

di Leopardi – Penzo

La donzelletta avrebbe dovuto venir dalla campagna, in sul calar del sole, col suo fascio dell’erba; ma il suo corpo giace, colpito da mano assassina. Accanto un mazzolin di rose e  viole, mute testimone di traditrice violenza, che mai più orneran il petto e il crine della sfortunata fanciulla, ne oggi ne diman, triste giorno di festa. Siede con le vicine sulla scala a filar la vecchierella che l’attende, e trema nell’avvicinarsi dell’ora tarda.   Già tutta l’aria imbruna, e l’ombre giù da’ colli e da’  tetti e la silente luna.  Or la squilla dà segno, inizian le ricerche, gli uomini e le donne, e i fanciulli gridando, su dalla piazzola in frotta, e qua e là saltellando van alla sua ricerca. Fischiando, il zappatore rientra, con le mani, lorde di sangue. Lo troveran la mattina dopo, dì di festa, alla trave appeso. Tristezza,  noia e dolore recheran l’ore, ed al travaglio usato, ciascun silente farà ritorno.
 
 
 

 

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20/09/2005
 
 

 

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14/09/2005
 

 

 

E’ USCITO:

  Titolo Non ardo dal desiderio di diventare uomo finché posso essere anche donna bambino animale o cosa
Autore Bergonzoni Alessandro
Prezzo € 14,00
Dati 181 p., ill., brossura
Anno 2005
Editore Bompiani

 

IL PROBLEMA E’ CHE NON HA DETTO QUANDO RIENTRA.

 

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08/09/2005
 

 

Non si vive di soli concorsi, ne di rimorsi, ne arsi ne sparsi. Ma qualcosa bisogna pur inventarsi…(purchè sia dal15 al 30 settembre 2005).

 

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02/09/2005
 

Il dialogo tra due persone spesso è fatto di botte e risposte. Con mia moglie più botte che risposte.

Battuta scritta per COMIX 2005/06, che non leggerete su COMIX 2005/06.

 

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A quale personaggio storico assomiglio?

Assomiglio a Socrate? (o è Socrate che mi assomiglia?)
A muoverti e’ l’amore verso il sapere, inteso non sterilmente come nozionismo, ma come vivace e continua ricerca del vero. Trovi giusto rimetterti in discussione continuamente, perch cio’ che veramente ti importa e’ conoscere cose giuste, non vantarti di quante cosa sai. Per questo ami confrontarti con gli altri, e per questo ritieni le persone che si trincerano dietro alle loro certezze fragili e deboli. Il tuo problema e’ che spesso distruggi le convinzioni degli altri, e questo ti puo’ rendere impopolare.

 

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01/09/2005
 

Dicono: “Il mare stanca”. Probabilmente non sono mai stati in montagna, in salita. (Guido Penzo)

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31/08/2005
 

Piano piano, senza fretta, con calma e con qualche altro sinonimo, sto tornando. Ma soprattutto senza correre (che ancora non ci riesco). La riabilitazione è molto più lunga di quello che mi aspettavo, comunque. Comunque sono riuscito a fare qualche giorno di vacanza. Ero sempre protetto dal donjoy e mi muovevo con le stampelle. Ecco, la cosa più difficile non è stato, per esempio, salire le scale con le stampelle, oppure scendere una ripida discesa con le stampelle, ma…nuotare con le stampelle. (Provate ad immaginare…) Dopo vari tentativi a dorso, rana, delfino, ho scoperto che, con le stampelle, riuscivo a nuotare bene a farfalla. Certo potevo nuotare solo la mattina presto o la sera tardi, perchè (con le stampelle) avevo bisogno di spazio intorno a me…(immaginato?). Comunque sono tornato…(Continua)

 

 

 

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17/07/2005
 

 

  Titolo Muro di fuoco
Autore Mankell Henning
Prezzo
Sconto 20%
€ 14,40
(Prezzo di copertina € 18,00
Risparmio € 3,60)
Dati 517 p., brossura
Anno 2005
Editore

Marsilio

Collana Farfalle

 

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15/07/2005
 

Cosa dire…per essere uno che di solito scrive con i piedi…questo non è un periodo molto bello,  poichè ho un ginocchio che non si vuol “piegare” alla mia volontà (si piega solo 10 gradi in più ogni tre giorni). Però ho molto tempo per pensare…e penso che questo non è un periodo molto bello, poichè ho un ginocchio…Però ho molto tempo per leggere…e se leggo quello che ho scritto, non è un periodo molto bello, poichè…un ginocchio…

 

 

Postato da: penzogi a 15:24 | link | commenti (1) |

04/07/2005
 

Probabilmente poco dopo il mezzo del cammin de mi vida

“Pirchì sei arrivato ad un’età indovi il peggio ti può capitare dalla sira alla matina. Tanto per farti un esempio: fino ad un certo jorno della tò vita, sciddrichi, cadi, ti susi e non ti sei fatto niente, invece po’ arriva il jorno che sciddrichi, cadi e non ti puoi cchiù susiri pirchì ti sei rotto il tendine rotuleo. Che è capitato? E’ capitato che hai varcato il confine invisibile da un’età all’altra.” 

Camilleri lo fa “pensare” a Montalbano a pag. 181 de “LA LUNA DI CARTA”. In realtà Camilleri scrive femore, ma che ci posso fare se a me si è rotto il tendine rotuleo?

 

 

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02/07/2005
 

In questo periodo sono tutti spaventati dalla “prova costume“. Io ho risolto: quando non mi va il costume da Arlecchino metto quello di Pulcinella, che è più largo! (Guido Penzo)

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30/06/2005
 

Spett. Oliodisatira

Stavo per entrare in sala operatoria (e non sono un dottore), un paio di settimane fa, quando ho saputo di aver vinto il terzo premio, sezione scritti, del Vostro concorso. La notizia mi ha fatto piacere quanto l’anestesia totale (occhio non vede, corpo non duole) che lentamente si impadroniva dei miei sensi. Ritengo il Vostro Concorso uno dei migliori, a livello nazionale, sia per la qualità dei lavori selezionati che per la qualità dei premiati (me compreso). Devo però ammettere che gran parte del merito per il premio va a Silvio. Probabilmente se Silvio non fosse mai sceso in politica, io non sarei mai sceso in satira politica.

“Grazie a Silvio, a tutto quello per cui è stato frainteso, al suo senso dello humour finlandese…ed è gay” (Citazione dal film “In & Out”).

Purtroppo non potrò essere a Vinovo la sera del 2 luglio perché, a metà giugno, sono riuscito a rompermi il tendine rotuleo della gamba destra e solo l’undici luglio potrò togliere il gesso che m’immobilizza davanti alla TV (spenta).

Grazie ancora, grazie a Jacopo, grazie alla Giuria, grazie a Silvio.

 

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19/06/2005
 

Mi sono rotto

Mi sono rotto il tendine rotuleo della gamba destra. E’ successo sabato 11 giugno…martedì 14 l’operazione al CTO di viale Sarca. Da ieri a casa…ma questa è una storia che racconterò. Intanto:

 

ECCOLI!
(vincitori, vinti e astenuti)
chiediamo uumilmente scusa per il ritardo ma c’è chi diceva di mettere i vincitori sul sito, chi diceva di no. alla fine hanno vinto gli astenuti. abbiamo passato duesettimane a girare i pollici e alle fine ci siamo sentiti talemte inutili che per diletto abbiamo aggiornato il sito. speriamo che nessuno gli prenda lo sghiribizzo di scomunicarci.

SEZIONE GRAFICA:
Primo Premio: Fragoemazza (Filippo Loiacono da Pedare (Ct) e Giuseppe Mazza da Milano)
Secondo Premio: Mauro Biani da Grottaferrata (Rm)
Terzo Premio: Fabrizio Pani da Iglesias (Ca)
 
Grand Prix Bon Ton: Franco Cappelletti da Chiaverano (To)
Premio Premio: Rosanna Pasero da Saluzzo (Cn)
Gran Premio Multimedia: Massimo Ottavi da Crespina (Pi)
Premino…ino…ino…INPS: Lele Corvi da Codogno (Lo)
Premio le disgrazie non vengono mai da sole: Sara Cambi da Roma
 
SEZIONE SCRITTI:
Primo Premio: Guglielmo La Cognata da Catania
Secondo Premio: Lelio Murru da Prato
Terzo Premio: Guido Penzo da Cologno Monzese
 
Premio quando la realtà supera la fantasia: Salvatore Gensabella da S.G. La Punta (Ct)

 

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09/06/2005
 

Comunque, mai! Nella vita reale, nel sonno, mentre faccio colazione, mentre aspetto, mentre scrivo mentre, mentre io ascolto la televisione anche se, poi, lei non mi ascolta, mentre Guido, mentre leggo, mentre penso, mentre faccio cose, mentre vedo gente, mentre andrò a votare. 

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I Pazziati
Il Fantasma Fraps Il Pittore Rillo Il Giudice Zu L’Avvocato Copiascolla Il Blog Mike Il Web Auro Il Web Narsil
Blogger fiancheggiatori
e collaboratori ufficiali della Pazziata:
Broono Bru76 Franciskje Masciu Sphera
Blogger che ritroveranno parole proprie
nel copione della Pazziata:
21venti Ecate Ethico IoguidoMiic Skylark Suonabene Wosiris
Blog che hanno permesso
di realizzare la Pazziata:
Blogrodeo Portobeseno
Musiche:
“Rumbablu” dei Pontebragas “Inedito” della Pizia
Varie ed eventuali che non potrete non riconoscere.

 

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08/06/2005
 

Sono tutte favole” disse Biancaneve a proposito di una sua presunta relazione con il brutto anatroccolo.

Perchè non crederle? (Anche se sono convinto che sia lo stesso anatroccolo a mettere in giro queste voci).

 

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NON  MI PIACE CITARMI                                        (Cit. Guido Penzo)

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07/06/2005
 

 

  Titolo I racconti più brevi del mondo
Prezzo € 4,50
Dati 88 p. (cur. Toti G.)
Anno 1993
Editore Fahrenheit 451
Collana Taschinabili

 

Saranno ormai passati più di sette mesi da quando ho iniziato a leggere “I racconti più brevi del mondo”.

Solo oggi mi rendo conto che leggerli al contrario non è stata una buona idea.

In cambio, ho deciso di scrivere una raccolta di pensieri. Saranno pensieri brevi. Il titolo sarà: “BREVIARIO“. Dopo aver depositato il brevetto scriverò una breve introd. Sarà un piccolo passo per me ma un grande passo per l’umanità. Speriamo che se ne accorga.

 

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06/06/2005
 

 

 

Da: Zu
Oggetto: Pazziata
Data: 4 Giugno, 2005 – 00:27

 


Ciao,

sappi che il tuo contributo al Blogrodeo del 5 maggio scorso sarà parzialmente citato nella Pazziata che terremo domenica 12 giugno a Castel Beseno.
http://portobeseno.splinder.com/

Grazie,
Zu

Mi riguardo, rifletto, mi affaccio all’oblò dell’oblio. Urlo con tutto il fiato che ho nei polmoni…Non c’è più nessuno che può rispondermi. Attraverso lo spazio, ripercorro le strade dell’io, cerco persone care, persone scontate, persone a metà prezzo. Sorrido. Non c’è più nessuno che può darmi una mano, o una qualunque altra parte del corpo. Nessuno è in grado di capire, di comprendere…di dirmi un altro sinonimo o nononimo. Eppure una volta non era così. Ero uno tra tanti, uno tra i multipli. Uno, nessuno, centomila, un milione, un miliardo. Una folla che fornicava come formiche in un formicaio mentre il formichiere non c’è. Ognuno aveva una meta da raggiungere, una meta oltre la quale appoggiare il proprio pallone ovale. Una dolce metà da ritrovare, da riunire, da completare, come in un album di ricordi, che non ricordi dov’è. Oddio, se penso che sono ciò che ero e ciò che ero non so, penso di non sapere più ciò che sono stato e non sapere ancora ciò che sarò. (cantando) Il fiume scorre lento / frusciando sotto i ponti / la luna splende in cielo / dorme tutta la città / solo va un uomo in frak / ha il cilindro per cappello / due diamanti per gemelli / un bastone di cristallo / la gardenia nell’occhiello / e sul candido gilè / un papillon, un papillon di seta blu …ha l’aspetto trasognato / malinconico ed assente / non si sa da dove vien / ne dove va / chi mai sarà / quell’uomo in frak / bonne nuit, bonne nuit, bonne nuit / buona notte / va dicendo ad ogni cosa … Adieu adieu adieu adieu vecchio mondo / ai ricordi del passato ad un sogno mai sognato / adieu . (Urlando) Addio vecchio, ultimo sopravvissuto condannato alla vita eterna, ultimo uomo mai stato tale, Dio.

 

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03/06/2005
 

“Quel mattino il sole era alto e i sette nani invidiosissimi come al solito; e non solo del sole, ma anche dei venti perché erano più di loro.” (Bergonzoni).

Non è facile citare, come sapeva fare Cita, la scimmia di Tarzan, pero ci sono frasi che lasciano il segno. Frasi che ti domandi: ma quando gli è venuta, gli è venuta a caso o stava pensando a qualcosa in particolare? E se stava pensando a qualcosa in particolare, a cosa pensava? Pensava a come si chiamano i sette nani (che preferivi che erano in sei, perchè il settimo nome non lo ricordi mai) o pensava ai venti? o al sole? o al numero sette? o al mattino? o, come al solito, pensava?

Anche a me, ogni tanto, vengono delle idee bellissime. Il problema è che quando vengono, io sono appena uscito.

Romeo Luca

 


 

Editore: MMC EDIZIONI
Collana: NUOVI AUTORI
Isbn: 88-7354-010-4
Genere: Umorismo
Formato: 14,8 x 21
Pagine: 144
 
Anno: 2005

 


 

Prezzo: Euro 10,00

 

 

 

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si legge

 

italiani?

Questo popolo di santi, di poeti, di navigatori, di nipoti, di cognati…di calciatori, di attori ignorati, di fans sconsolati, di guidatori patentati, di appuntati, di chi la sa lunga, di chi crede, di chi non c’era, di chi si astiene, di chi dice per sentito dire, di chi non vede per non dolere, di chi si crede di essere, d’avere, di amici, di Maria, di Michele, di Felice d’esserci, soprattutto in TV.
 

 

Postato da: penzogi a 16:04 | link | commenti (1) |

 

SENZA POESIA

di Leopardi – Penzo

La donzelletta avrebbe dovuto venir dalla campagna, in sul calar del sole, col suo fascio dell’erba; ma il suo corpo giace, colpito da mano assassina. Accanto un mazzolin di rose e  viole, mute testimone di traditrice violenza, che mai più orneran il petto e il crine della sfortunata fanciulla, ne oggi ne diman, triste giorno di festa. Siede con le vicine sulla scala a filar la vecchierella che l’attende, e trema nell’avvicinarsi dell’ora tarda.   Già tutta l’aria imbruna, e l’ombre giù da’ colli e da’  tetti e la silente luna.  Or la squilla dà segno, inizian le ricerche, gli uomini e le donne, e i fanciulli gridando, su dalla piazzola in frotta, e qua e là saltellando van alla sua ricerca. Fischiando, il zappatore rientra, con le mani, lorde di sangue. Lo troveran la mattina dopo, dì di festa, alla trave appeso. Tristezza,  noia e dolore recheran l’ore, ed al travaglio usato, ciascun silente farà ritorno.
 
 
 

 

Postato da: penzogi a 12:00 | link | commenti |

 
TESTIMONI

I due uomini salgono in silenzio le scale tirate a lucido del palazzo di corso Como. Si fermano al secondo piano, davanti alla porta dell’appartamento numero 5. Il tipo che cercano è rientrato da poco dal lavoro.              -“Mi aveva telefonato questo Marchi la mattina… saranno state le 9, circa. Mi ha detto di tenermi libero, che era per quel pomeriggio… Non mi ha neanche lasciato il tempo di parlare…di pensare. L’avevo conosciuto un paio di settimane prima, al bar… sapeva che avevo bisogno di lavorare…”               Il più giovane dei due chiama l’ascensore e quando arriva al piano lo blocca mettendo un pezzo di nastro adesivo a coprire la fotocellula. L’altro si avvicina alla porta dell’appartamento, appoggia l’orecchio. Sente l’uomo camminare per casa. Poi sente scrosciare la doccia. Sono le 17 e 30 di martedì 30 marzo.     “Cosa facevo martedì 30 alle 5 e mezza? Non lo so… potevo essere in chiesa… al cinema…(da tua moglie, cornuto di uno sbirro). Roberto Ruggeri?…E perché dovrei conoscerlo? Mai sentito nominare (quel pisciasotto di merda)… non mi potete arrestare per questo!”              I due fissano la porta, una maniglia di ottone e la toppa per la chiave, tutto molto semplice. La porta non è blindata, si può sfondare con un calcio.             “Non sapevo cosa fare…volevo dirgli che non ci stavo più… che non ne volevo più sapere di lui e della sua organizzazione… poi alle 12 è squillato il telefono, mi ha detto di vestirmi di scuro, niente che potesse farmi notare…ci dovevamo trovare vicino all’edicola di Largo La Foppa… che sarebbe andato tutto liscio come l’olio…”                 Il tipo che vi abita è rientrato da qualche minuto. Non sa che qualcuno l’ha seguito da quando è uscito dall’ufficio fino a casa. Non sa che da una settimana due dell’organizzazione (un ragazzo e una ragazza, che sembrano due fidanzati, normali, come tanti, che si tengono per mano, che si vogliono bene…che sono sempre dietro di lui) hanno annotato tutti i suoi movimenti, i suoi orari, le sue abitudini. “L’appuntamento era per le 5 vicino all’edicola…sono arrivato dieci minuti dopo…il Marchi era lì che mi aspettava… Mi ha chiesto cosa era successo…gli ho detto che ho avuto problemi a trovare parcheggio. Ha sorriso, mi ha passato una rivista…dentro c’era la pistola. Poi siamo entrati in un bar. Io sono andato nel bagno…l’ho messa nella tasca del cappotto…non l’ho neanche guardata. Poi mi ha detto dove saremmo andati, che non sospettava, che non avrebbe reagito…Quando siamo usciti abbiamo preso la metrò, a Moscova… dovevo seguirlo, cinque metri dietro…gli ho ridato la rivista.”                       La porta non è blindata, ma dentro potrebbe esserci un catenaccio. In questo caso ci vorrà un secondo in più, e questo potrebbe bastare all’uomo per prendere il mitra e allora tutto potrebbe degenerare. Bisogna rischiare.         “Non sapevo che era armato…doveva essere una passeggiata. – Non preoccuparti – mi ha detto mentre salivamo le scale… poi ho visto che il Marchi prendeva la pistola in mano…che mi indicava l’ascensore, che dovevo bloccarlo… ho avuto paura… ho tirato fuori anch’io la pistola…”                Le 17 e 32. Un ultimo sguardo d’intesa. I due partono a catapulta, la porta si spalanca. All’interno, l’uomo, istintivamente, si getta fuori dalla doccia, nudo, verso la cucina dove sa di trovare il mitra. I due sono più veloci, gli sono addosso. Mentre il primo cerca d’immobilizzarlo piegandogli il braccio destro dietro la schiena, il secondo gli schiaffa davanti al naso la rivista La Torre di Guardia e gli urla   “Siamo Testimoni di Geova, le interessa un abbonamento?”.

di Guido Penzo

 

 

Postato da: penzogi a 10:14 | link | commenti |

31/05/2005
 

“La pazienza se n’è andata, era stufa di aspettare” (Guido Penzo)

Postato da: penzogi a 16:01 | link | commenti |

 

I dieci comandamenti? Praticamente un decalogo. In tema di decaloghi,ricordatevi di ricordare le 10 regole di Henry Miller dello scrivente(non dello scriba):
1. Lavora su una cosa alla volta finché non è finita.
2. Non cominciare nuovi libri, non aggiungere altro materiale a Primavera nera.
3. Non essere nervoso. Impegnati con calma, con gioia e senza tregua in quello che stai facendo.
4. Lavora secondo il programma e non in base all’umore. Smetti all’ora stabilita.
5. Quando non puoi creare puoi lavorare.
6. Consolida un po’ ogni giorno piuttosto che aggiungere nuovo fertilizzante.
7. Resta umano! Vedi gente, va’ in giro, bevi se ne hai voglia.
8. Non fare il cavallo da soma! Lavora solo con piacere.
9. Ignora il programma quando ne hai voglia, ma tornaci il giorno dopo. Concentrati. Restringi. Escludi.
10. Dimentica i libri che vuoi scrivere. Pensa solo al libro che stai scrivendo.
11. Scrivi prima di tutto. La pittura, la musica, gli amici, il cinema, tutte queste cose vengono dopo.

Postato da: penzogi a 14:45 | link | commenti |

 

Aspettando… (data di pubblicazione prevista: Giugno 2005)

Camilleri Andrea               Deaver Jeffery

Luna di carta                     La dodicesima carta

260 p., € 11,00                                                                         468 p., euro 19,00
La memoria                                                                              Romanzi  
Sellerio di Giorgianni                                                              Sonzogno

                                              

 

                              

 

Postato da: penzogi a 13:29 | link | commenti |

30/05/2005
 

 

Sciopero Nazionale dei Telespettatori
24-25-26 giugno 2005

Torna lo Sciopero Nazionale dei Telespettatori: in tutta Italia si spegne la tv e si cambia programma.
Tre giorni per riscoprire parchi e musei, gite fuori porta, pic-nic al mare e cineforum all’aperto.

Progetto

Dopo anni di scioperi milanesi, è giunti già alla terza edizione nazionale, ne rinnoviamo la cadenza semestrale. La televisione è uno dei principali artefici di ottundimento e isolamento: tutti lo dicono, molti lo scrivono, ma la situazione peggiora in diretta. Stando all’auditel, la televisione è anche una grande ladra di tempo, un bene insostituibile attualmente in forte rivalutazione. Al di là di polemiche e schieramenti, contro l’uso sconsiderato di tv, l’atteggiamento passivo nei suoi confronti, il suo potere devastante e l’effetto-alone su altri media, per i quali siamo soprattutto telespettatori, esterni propone l’esercizio dell’astinenza: basta guardarla, limitiamo anche il parlarne, guardiamo fuori.

I telespettatori si riprendono il tempo e lo spazio, riscoprono le persone, la città e tutte le cose che si possono fare fuori orario, provano che lontano dallo schermo si conquista tempo, si risparmia energia e si recupera su molti fronti.

La protesta vuole dimostrare, dati alla mano, che si può scalfire il potere della televisione con un “dato di non ascolto” che man mano si avvicina, raggiunge e supera il dato auditel. Il giorno in cui gli indici di ascolto dovessero precipitare, verrebbe tecnicamente dimostrata la vulnerabilità della televisione. Non è impossibile, basta non accenderla e sincronizzare i tempi. esterni si appella ai singoli, alle famiglie, alle associazioni, alle città di tutta Italia, chiede adesioni e proposte mentre lancia le prime idee: il telecomando come unità di misura nazionale di baratto; una carta dei diritti dei telespettatori e dei non telespettatori; il buio regolamentato o vuoto periodico nelle trasmissioni; un gesto di autocritica o auto-sospensione da parte di autori, giornalisti e conduttori di programmi televisivi; messaggi in sovrimpressione, nel corso delle trasmissioni, che avvertono della dannosità del mezzo; oggetti, strumenti e letteratura di dissuasione, luoghi privilegiati per non tele-vedenti…   

 

 

 

 

 

Postato da: penzogi a 14:34 | link | commenti |

27/05/2005
 

 

Era giunto alla stazione con venti minuti d’anticipo rispetto al passaggio del treno. “Questa volta è la volta buona” aveva pensato avvicinandosi al primo binario. Era arrivato sempre in ritardo a tutti gli appuntamenti che la vita gli aveva presentato. In ritardo, venti giorni fa, al funerale della madre, che dieci anni prima aveva abbandonato lui e suo padre ed era andata a vivere a seicento chilometri di distanza, in Germania, con uno…lasciamo stare. In ritardo all’appuntamento con Francesca, che tanto lo sapeva cosa voleva dirgli, che l’aveva capito da tempo che anche lei l’avrebbe lasciato, “Sei solo una stronza, ecco cosa sei. Non c’entra niente che sono cambiato, che c’è qualcosa che non va, che prima era diverso. La verità è che te la fai con quel tipo della biblioteca…si, hai capito bene, tanto lo so, siete tutte puttane”. In ritardo anche ieri, al lavoro, per l’ennesima volta, che non gli fregava niente che lo licenziavano. Anzi no, non erano loro che lo licenziavano ma era lui che se ne andava e che non voleva più starci in quel posto di merda che “lo so che al mio posto prenderete quello scemo del genero…si avete capito bene a chi mi riferisco”.

“’Fanculo, ‘fanculo a tutti” pensava stando seduto sull’unica panchina “intera” della stazione del suo paese. “’Fanculo paese di merda dove nessuno si fa i cazzi suoi, ‘fanculo Francesca” pensava accendendo l’ultima sigaretta del pacchetto, neanche fosse un condannato a morte. “’Fanculo a tutti”. “E tu cosa hai da guardare” chiese a quel cane randagio che lo stava guardando dall’altra parte del binario. Vita da cani. “Ma io no, io li frego tutti, me ne vado…definitivamente!”

Non aveva portato niente con se, non ce n’era bisogno. Non aveva bisogno di niente e di nessuno. Voleva lasciarsi tutto alle spalle.(non continua).

 

 

Postato da: penzogi a 15:45 | link | commenti |

TEST

 

TESTIMONI

IMONI

I due uomini salgono in silenzio le scale tirate a lucido del palazzo di corso Como. Si fermano al secondo piano, davanti alla porta dell’appartamento numero 5. Il tipo che cercano è rientrato da poco dal lavoro.              -“Mi aveva telefonato questo Marchi la mattina… saranno state le 9, circa. Mi ha detto di tenermi libero, che era per quel pomeriggio… Non mi ha neanche lasciato il tempo di parlare…di pensare. L’avevo conosciuto un paio di settimane prima, al bar… sapeva che avevo bisogno di lavorare…”               Il più giovane dei due chiama l’ascensore e quando arriva al piano lo blocca mettendo un pezzo di nastro adesivo a coprire la fotocellula. L’altro si avvicina alla porta dell’appartamento, appoggia l’orecchio. Sente l’uomo camminare per casa. Poi sente scrosciare la doccia. Sono le 17 e 30 di martedì 30 marzo.     “Cosa facevo martedì 30 alle 5 e mezza? Non lo so… potevo essere in chiesa… al cinema…(da tua moglie, cornuto di uno sbirro). Roberto Ruggeri?…E perché dovrei conoscerlo? Mai sentito nominare (quel pisciasotto di merda)… non mi potete arrestare per questo!”              I due fissano la porta, una maniglia di ottone e la toppa per la chiave, tutto molto semplice. La porta non è blindata, si può sfondare con un calcio.             “Non sapevo cosa fare…volevo dirgli che non ci stavo più… che non ne volevo più sapere di lui e della sua organizzazione… poi alle 12 è squillato il telefono, mi ha detto di vestirmi di scuro, niente che potesse farmi notare…ci dovevamo trovare vicino all’edicola di Largo La Foppa… che sarebbe andato tutto liscio come l’olio…”                 Il tipo che vi abita è rientrato da qualche minuto. Non sa che qualcuno l’ha seguito da quando è uscito dall’ufficio fino a casa. Non sa che da una settimana due dell’organizzazione (un ragazzo e una ragazza, che sembrano due fidanzati, normali, come tanti, che si tengono per mano, che si vogliono bene…che sono sempre dietro di lui) hanno annotato tutti i suoi movimenti, i suoi orari, le sue abitudini. “L’appuntamento era per le 5 vicino all’edicola…sono arrivato dieci minuti dopo…il Marchi era lì che mi aspettava… Mi ha chiesto cosa era successo…gli ho detto che ho avuto problemi a trovare parcheggio. Ha sorriso, mi ha passato una rivista…dentro c’era la pistola. Poi siamo entrati in un bar. Io sono andato nel bagno…l’ho messa nella tasca del cappotto…non l’ho neanche guardata. Poi mi ha detto dove saremmo andati, che non sospettava, che non avrebbe reagito…Quando siamo usciti abbiamo preso la metrò, a Moscova… dovevo seguirlo, cinque metri dietro…gli ho ridato la rivista.”                       La porta non è blindata, ma dentro potrebbe esserci un catenaccio. In questo caso ci vorrà un secondo in più, e questo potrebbe bastare all’uomo per prendere il mitra e allora tutto potrebbe degenerare. Bisogna rischiare.         “Non sapevo che era armato…doveva essere una passeggiata. – Non preoccuparti – mi ha detto mentre salivamo le scale… poi ho visto che il Marchi prendeva la pistola in mano…che mi indicava l’ascensore, che dovevo bloccarlo… ho avuto paura… ho tirato fuori anch’io la pistola…”                Le 17 e 32. Un ultimo sguardo d’intesa. I due partono a catapulta, la porta si spalanca. All’interno, l’uomo, istintivamente, si getta fuori dalla doccia, nudo, verso la cucina dove sa di trovare il mitra. I due sono più veloci, gli sono addosso. Mentre il primo cerca d’immobilizzarlo piegandogli il braccio destro dietro la schiena, il secondo gli schiaffa davanti al naso la rivista La Torre di Guardia e gli urla   “Siamo Testimoni di Geova, le interessa un abbonamento?”.

di Guido Penzo

 

 

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31/05/2005
 

“La pazienza se n’è andata, era stufa di aspettare” (Guido Penzo)

Postato da: penzogi a 16:01 | link | commenti |

 

I dieci comandamenti? Praticamente un decalogo. In tema di decaloghi,ricordatevi di ricordare le 10 regole di Henry Miller dello scrivente(non dello scriba):
1. Lavora su una cosa alla volta finché non è finita.
2. Non cominciare nuovi libri, non aggiungere altro materiale a Primavera nera.
3. Non essere nervoso. Impegnati con calma, con gioia e senza tregua in quello che stai facendo.
4. Lavora secondo il programma e non in base all’umore. Smetti all’ora stabilita.
5. Quando non puoi creare puoi lavorare.
6. Consolida un po’ ogni giorno piuttosto che aggiungere nuovo fertilizzante.
7. Resta umano! Vedi gente, va’ in giro, bevi se ne hai voglia.
8. Non fare il cavallo da soma! Lavora solo con piacere.
9. Ignora il programma quando ne hai voglia, ma tornaci il giorno dopo. Concentrati. Restringi. Escludi.
10. Dimentica i libri che vuoi scrivere. Pensa solo al libro che stai scrivendo.
11. Scrivi prima di tutto. La pittura, la musica, gli amici, il cinema, tutte queste cose vengono dopo.

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Aspettando… (data di pubblicazione prevista: Giugno 2005)

Camilleri Andrea               Deaver Jeffery

Luna di carta                     La dodicesima carta

260 p., € 11,00                                                                         468 p., euro 19,00
La memoria                                                                              Romanzi  
Sellerio di Giorgianni                                                              Sonzogno

                                              

 

                              

 

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30/05/2005
 

 

Sciopero Nazionale dei Telespettatori
24-25-26 giugno 2005

Torna lo Sciopero Nazionale dei Telespettatori: in tutta Italia si spegne la tv e si cambia programma.
Tre giorni per riscoprire parchi e musei, gite fuori porta, pic-nic al mare e cineforum all’aperto.

Progetto

Dopo anni di scioperi milanesi, è giunti già alla terza edizione nazionale, ne rinnoviamo la cadenza semestrale. La televisione è uno dei principali artefici di ottundimento e isolamento: tutti lo dicono, molti lo scrivono, ma la situazione peggiora in diretta. Stando all’auditel, la televisione è anche una grande ladra di tempo, un bene insostituibile attualmente in forte rivalutazione. Al di là di polemiche e schieramenti, contro l’uso sconsiderato di tv, l’atteggiamento passivo nei suoi confronti, il suo potere devastante e l’effetto-alone su altri media, per i quali siamo soprattutto telespettatori, esterni propone l’esercizio dell’astinenza: basta guardarla, limitiamo anche il parlarne, guardiamo fuori.

I telespettatori si riprendono il tempo e lo spazio, riscoprono le persone, la città e tutte le cose che si possono fare fuori orario, provano che lontano dallo schermo si conquista tempo, si risparmia energia e si recupera su molti fronti.

La protesta vuole dimostrare, dati alla mano, che si può scalfire il potere della televisione con un “dato di non ascolto” che man mano si avvicina, raggiunge e supera il dato auditel. Il giorno in cui gli indici di ascolto dovessero precipitare, verrebbe tecnicamente dimostrata la vulnerabilità della televisione. Non è impossibile, basta non accenderla e sincronizzare i tempi. esterni si appella ai singoli, alle famiglie, alle associazioni, alle città di tutta Italia, chiede adesioni e proposte mentre lancia le prime idee: il telecomando come unità di misura nazionale di baratto; una carta dei diritti dei telespettatori e dei non telespettatori; il buio regolamentato o vuoto periodico nelle trasmissioni; un gesto di autocritica o auto-sospensione da parte di autori, giornalisti e conduttori di programmi televisivi; messaggi in sovrimpressione, nel corso delle trasmissioni, che avvertono della dannosità del mezzo; oggetti, strumenti e letteratura di dissuasione, luoghi privilegiati per non tele-vedenti…   

 

 

 

 

 

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27/05/2005
 

 

Era giunto alla stazione con venti minuti d’anticipo rispetto al passaggio del treno. “Questa volta è la volta buona” aveva pensato avvicinandosi al primo binario. Era arrivato sempre in ritardo a tutti gli appuntamenti che la vita gli aveva presentato. In ritardo, venti giorni fa, al funerale della madre, che dieci anni prima aveva abbandonato lui e suo padre ed era andata a vivere a seicento chilometri di distanza, in Germania, con uno…lasciamo stare. In ritardo all’appuntamento con Francesca, che tanto lo sapeva cosa voleva dirgli, che l’aveva capito da tempo che anche lei l’avrebbe lasciato, “Sei solo una stronza, ecco cosa sei. Non c’entra niente che sono cambiato, che c’è qualcosa che non va, che prima era diverso. La verità è che te la fai con quel tipo della biblioteca…si, hai capito bene, tanto lo so, siete tutte puttane”. In ritardo anche ieri, al lavoro, per l’ennesima volta, che non gli fregava niente che lo licenziavano. Anzi no, non erano loro che lo licenziavano ma era lui che se ne andava e che non voleva più starci in quel posto di merda che “lo so che al mio posto prenderete quello scemo del genero…si avete capito bene a chi mi riferisco”.

“’Fanculo, ‘fanculo a tutti” pensava stando seduto sull’unica panchina “intera” della stazione del suo paese. “’Fanculo paese di merda dove nessuno si fa i cazzi suoi, ‘fanculo Francesca” pensava accendendo l’ultima sigaretta del pacchetto, neanche fosse un condannato a morte. “’Fanculo a tutti”. “E tu cosa hai da guardare” chiese a quel cane randagio che lo stava guardando dall’altra parte del binario. Vita da cani. “Ma io no, io li frego tutti, me ne vado…definitivamente!”

Non aveva portato niente con se, non ce n’era bisogno. Non aveva bisogno di niente e di nessuno. Voleva lasciarsi tutto alle spalle.(non continua).

 

 

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