60

SOTTOSCRIVERE QUANTO SOPRA, IN ALTO A DESTRA.

VORRE CHE LE ROTTE DI TUTTE LE NAVI FOSSERO AGGIUSTATE.

 

Postato da: penzogi a 11:55 | link | commenti |

11/01/2006
 

La classifica finale del concorso di scrittura comica e umoristica

Siamo tutti Sacripanti

1° – CAMPANILISMO di Guido Penzo (Cologno Monzese, MI)
2° – OMBRE MOSSE di Gianni Gandini (Lurago d’Erba, CO)
3° – COME FU CHE MILANO SALVO’ IL MONDO DALL’INVASIONE ALIENA di Giuseppe De Micheli (Milano)
4° ex aequo – ESPORTARE DEMOCRAZIA CON UN AEREO DA COMBATTIMENTO di Luciano De Leonardis (Crispiano, TA)
4° ex aequo – CONSIDERAZIONI SULL’USO DELL’INTERCALARE MINCHIA NELLA LINGUA SICILIANA di Giorgio D’Amato (Porticello, PA)
4° ex aequo – UN CAPOLAVORO. SI-CU-RA-MEN-TE di Jacopo Galli (Brescia)
 
Guido Penzo vince la partecipazione gratuita  alla quinta edizione del Laboratorio di scrittura comica e umoristica “Achille Campanile”, in programma a Napoli dall’11 gennaio al 24 maggio 2006.
 Tutti i finalisti riceveranno una copia dell’antologia umoristica “Quel sacripante del grafico si è scordato il titolo”.
 I racconti premiati, a cominciare da CAMPANILISMO, saranno pubblicati a breve su www.laboratoriocampanile.it

 

Postato da: penzogi a 12:39 | link | commenti (1) |

10/01/2006
 

MANOSCRITTO IN WORD

“Fatevi gioco di chi vi coglie alle spalle, piantatela di commiserarvi e seminate chi vi insegue, se sono fiori di zucca avranno sale in testa e scende chi è arrivato al capolinea (l’inizio di una retta).” (Trattato da Guido Penzo “Quello che mi piace del teatro è la ragazza che stacca i biglietti”  2006)

 

Postato da: penzogi a 17:40 | link | commenti |

 

 

  Cruciverba

 IL LIBRO
Uno schema di parole crociate: è sotto questa forma che si sviluppa il nuovo romanzo di Alessandra Buschi. Il lettore ricostruisce, una definizione dopo l’altra, il momento che la protagonista sta attraversando, la sua vita di donna, di madre e di moglie, la sua storia d’amore che sembra essere arrivata a un punto cruciale. Il cruciverba offre alla protagonista lo spunto per mettere completamente in discussione la sua vita: è l’occasione per cercare una risposta, come in un puzzle che va lentamente a ricomporsi.
IL BELLO DI QUESTO LIBRO
Il libro è basato su di un gioco, un vero cruciverba che la protagonista riempie azzeccando soluzioni e badando agli incroci. Un gioco semplice che l’aiuta a porsi domande complicate: Chi è lei veramente? Cosa davvero le piace o non le piace?
Il romanzo racconta la vita quotidiana di una donna qualsiasi che riscopre il valore di se stessa.
L’AUTRICE
Alessandra Buschi è nata a Grosseto nel 1963. Ha esordito nel volume Giovani blues. Under 25 curato da Pier Vittorio Tondelli, (Transeuropa 1986, Mondadori 1991). In seguito ha pubblicato la raccolta di racconti Dire fare baciare (Il lavoro editoriale 1990) e ha partecipato come narratrice a diverse antologie, fra le quali ricordiamo: Streghe a fuoco (a cura di Joyce Lussu, Transeuropa 1993), Racconta 2 (La tartaruga 1993) e Raccontare Trieste (Trieste Carta&Grafica 1999). Sempre nel 1999 ha pubblicato per Fernandel la raccolta Se fossi vera, finalista al premio al “Mastronardi” di Vigevano. In seguito ha pubblicato il romanzo Il libro che mi è rimasto in mente (Fernandel 2000). Oggi Alessandra Buschi vive nella campagna marchigiana e si divide fra il lavoro nei campi e la gestione della sua piccola libreria.

 

Postato da: penzogi a 15:40 | link | commenti |

 

 

 di Bergonzoni – Penzo ®

  Forse uno dei giochi più grandi che siano mai esistiti. E’ obbligatorio giocare in due ma si può essere anche in dieci. Si danno novanta carte ciascuno poi ci si lamenta perché non si riescono a tenere in mano, cadono… Allora alcuni se ne vanno, otto per la precisione, così si resta in due e si può cominciare a giocare; se se ne vanno in sette si può stare lì anche degli anni. Il primo che fa scopa spazza il piatto ma il piatto piange perché gli è arrivata della saggina negli occhi e questo è regolare; l’altro dice cip e gli uccellini bussano. Chi apre per primo vede, chi chiude gioca al buio, allora l’altro torna a bussare incattivito soprattutto se ha il cavallo di bastoni perché non sa dove metterlo! Mai avrebbe pensato che per una partita a carte ci volesse una stalla! Allora la prima mano finisce in mezzo alla porta di chi ha chiuso per primo, regolare, finché un giocatore, di nascosto, si butta sotto al tavolo e comincia a fare: blef, blef, blef, blef, blef, blef. L’altro si accorge che sta bluffando e si accorge che è rimasto con una carta solo in mano: infatti vince chi resta con la carta in mano. E, secondo me, chi resta con la carta in mano vuol dire sì che è andato in bagno, ma non ha concluso. Ma c’è un ma, un però e una nota a piè pagina dove c’è scritto: vince chi ha l’asso tra Dover e Calais. E qui casca l’uomo, come dice l’asino, mentre il coniglio estrae il mago dal cilindro. Intanto la partita è ritornata con le carte comprate in cartoleria. Scartate le carte nuove, tolte le cartine e le mezze cartucce contate fino a cinque e distribuite tre carte a testa e cinque a croce. Ogni giocatore ne sceglie una senza farla vedere al vicino che poi la dice alla portinaia. L’Asso vale undici mentre J, Q, K, L, W, P e 10 hanno valore dieci. Due di picche non vale niente, Sette bello è vanitoso, Re di denari è ricco se unito alla carta di credito. Attenzione: si possono cambiare fino a tre carte, basta conservare lo scontrino, ma non vale andare al lago a pescare la carta più alta.   Vince sempre il jolly che è diventato talmente ricco da dare il proprio nome ad una catena di hotel. Non siate però egoisti, se al poker vincete molte mani, qualcuna restituitela.

 

Postato da: penzogi a 14:24 | link | commenti (1) |

 

PER IL 2006 VORREI

VIVERE A LUNGO MA ANCHE IN LARGO.

VORREI CHIAMARMI FUORI, DA DENTRO.

VORREI PRENDERE UN CAFFE’ ALL’ORA DEL TE’.

 

Postato da: penzogi a 13:01 | link | commenti |

09/01/2006
 

PER IL 2006 VORREI…

FARE SALOTTO DA SOLO.

 

Postato da: penzogi a 08:27 | link | commenti (1) |

04/01/2006
 

Considerando quello che scrivo e come lo scrivo

“IO MI CONSIDERO UNO SCRITTORE SINTETICO:

40% LYCRA  60% POLIAMMIDE.” (Guido Penzo)

 

Postato da: penzogi a 14:56 | link | commenti |

30/12/2005
 

Ero in bagno quando ho deciso di tirare lo sciacquone. Per fortuna non ho colpito nessuno.

 

Postato da: penzogi a 17:55 | link | commenti (2) |

23/12/2005
 

Tra poco sarà Natale, Capo con o senza danno (dipenderà dai botti, presi e dati), lEpifania che tutte le feste si porta via, e finirà l’inverno e primaverrà. Forse sto’ correndo troppo, oltre il limite del buon senso, unico alternato.  Forse vorrei che Babbo Natale esistesse per se stesso e non come immaginario collettivo in aula di disegno. Ma si sà, chi vive sperando, sognando, guidando, correndo, ascoltando usa più gerundi del necessario. Buon Natale a me e che il duemilasei mi porti quello che riuscirò a fare, mentre il resto lascio che me lo porti la fortuna. Anche a voi!.

PS. Ricordarsi, il prossimo anno, di fare pace con l’italiano (grammatica compresa). 

  AUGURI.

 

 

Postato da: penzogi a 16:37 | link | commenti |

 

Ci sono domande che non ho mai osato fare, ma che ho chiesto, per esempio:

Come fanno a fare i senzatetto i compiti a casa?

 

Postato da: penzogi a 10:25 | link | commenti (2) |

22/12/2005
 

GORE e TEX

Se e mai (semmai) dovessi (ed essi) scrivere un metto che non c’è più (FUmetto), chiamerei i miei due eroi: Gore (come gore) e Tex (come Willer, Bordò). Gli farei ( o’rei) vivere mille avventure avventurose, coniugali od extra large. Gli disegnerei poteri che nessuno potrebbe immaginare tipo: guidare a fari spenti nella notte, cantare l’inno in sincrono con il playback, arrivare in orario al lavoro, salutare solo cibi (questo è il più difficile, anche perchè non si capisce cosa significa). Li farei parlare nel sonno e dormire in piedi. Li manderei a quel paese i giorni dispari e all’Asl i giorni parimenti. Li descriverei a chiare lettere tratteggiandone il carattere con la 2H. Gli darei l’automia e la moto di mio fratello. Gli darei il libero arbitro in libera partita. Gli darei dei nei e santi da santificare. Gliele darei.

Semmai dov’essi o vol’essi lì darei il potere di segnarsi da soli. Per vedere l’effetto che afa.

 

Postato da: penzogi a 14:19 | link | commenti |

 

Dindarandadararanda…daran…da..dan, otto!

  Dado by Zop.

 D’in dado / Sulla vetta / Di una torre antica / Sto / Coi dadi giocando / Mentre il passero / Passerà / In compagnia     Domani / In sul calar del sole / A dadi giocherò / Come ogni sabato / Al villaggio / Paolo o non Paolo.   Per questo / Non odo dadi / Rotolar / Nella selva oscura.   Ma odo / Solo odi  / Di dadi danzar / Come babilonesi / A Bali / (no Bari).

 

 

 

Postato da: penzogi a 13:19 | link | commenti (2) |

21/12/2005
 

Periodo di SILENZO ASSENZIO…

 

 

Postato da: penzogi a 11:50 | link | commenti |

20/12/2005
 

Secondo me, i biondi all’imbrunire si arrabbiano!

Guido Penzo ©

L’inverno bussa alle porte, ma non sarebbe meglio se citofonasse?

 

 

Postato da: penzogi a 11:52 | link | commenti |
consigli

 

Dadus in Dedalo.

Post sotto l’albero“, una raccolta di scritti natalizi  “

 

Postato da: penzogi a 10:23 | link | commenti |

 

Oggi al mercato ho acquistato delle quisquiglie in offerta. Qualcuno sa indicarmi qualche ricetta per cucinarle?

Postato da: penzogi a 10:16 | link | commenti |

19/12/2005
 

Le parole che non ho detto. 

di Guido Penzo©

 Di tutto si può dire: dell’evidenza, dell’esatto e del contrario, del concreto, del tangibile e del tango abile, del catapultarsi oltre. Si può parlare del più e della differenza col meno, della tara genetica e del lordo da fare schifo, dei castelli in aria, della casa in campagna, del monolocale in città e della cantina piena di vino (astenersi astemi). Di tutto si può dire anche senza conoscerlo. Non se ne fa un cruccio per non sapere dove metterlo. Di tutto si può dire tranne che è un leccapiedi. E’ comprensibile, anche se fatto trenta avrebbe potuto fare trentuno. 

 

Postato da: penzogi a 17:12 | link | commenti |
si scrive

 

CHI CREDI DI ESSERE?

Napo e leone nel pallore del po meriggio mentre fuori da se coglie l’attimo in un campo di attimi fioriti come fiori nei cannoni, fuori dai canoni dell’es tetica, dell’io tetica, del Super io tetanica anti ciclaggio e riciclaggio. Sono come il Che Guevara, il Cosa Guevara, il Quando Guevarà. Sottosopradestrasinistra. Apologo all’apice, sempre presente, tendente al futuro incondizionato nè condizionatore di altrui temperature. Sono sano sapendo di mentina. Sono quello che non ti aspetti suonare al citofono, alle 25 di un giorno qualunque, mentre fuori è notte.  Credo di essere ma in realtà la fantasia è meglio.

 

SEBASTIANO RICCI (Belluno, 1659 – Venezia, 1734) ALLEGORIA DEL MERIGGIO – 1698 c.

 

Postato da: penzogi a 16:01 | link | commenti |
si scrive

 

Domande fine a se stesse (ovunque stesse)

:: Sospiraria o crocifriggere?

:: Ciò che oggi è impossibile forse domani sarà impossibile?

 

Postato da: penzogi a 15:37 | link | commenti |

 

Ci sono domande a cui ho sempre voluto rispondere

ma che nessuno mi ha fatto.

:: Se tu fossi: cosa saresti? Se io fossi non sarei (fossi, appunto!). Però mai dare nulla per scontato fuori dai saldi, tranne caramelle, caravelle, caracalle. Liposoluzioni alcaline per chi cerca il pelo nell’ovulo mentre la trippa è finita (per gatti, per cani, per sone). Non c’è peggior cieco di chi non vede la trave nell’occhio e per questo si domanda: Esistono gli occhiali da tatto o da udito, oltre quelli da vista?

 :: Credi nella vita oltre la morte? Oltre la morte di chi? Perchè non credere a quello che si vuol credere? Chi fa le domande? Non voglio essere pagato a cottimo ma in euro! Perchè la vita va spesa bene, non solo all’esse lunga, ma anche alla effe lunga o alla erre lunga. Fate questo se vi ricordate chi sono!

:: Domanda datata: Natale 2005, cosa vorresti trovare sotto l’albero? Le radici!

:: Perchè nel percorso sulla malattia X non viene indicato il farmaco Y tra le possibili terapie? Perchè X sta ad Y come la lancia sta all’elmo di Scipio né l’italoamericano. X e Y sono anche gli assi cartesiani nascosti nelle maniche dei marchesi della medicina genetica (o, al contrario, etica dei geni). Ciò non toglie nè da, né Nène nè Kaka. Kappa e le sue robe rimarrà sempre un’incognita per Stefanel.

 

 

 

 

Postato da: penzogi a 13:33 | link | commenti |
domande

 

I SOLDI NON DANNO LA FELICITA’

PERO’ SERVONO PER COMPRARLA. (Guido Penzo)©

 

Postato da: penzogi a 12:40 | link | commenti |
consigli

16/12/2005
 

Ci sono domande a cui ho sempre voluto rispondere

ma che nessuno mi ha fatto.

:: Chi sei? Uno, nessuno, qualcuno. Le tre facce della stessa medaglia contemporaneamente. Sono in quanto Penzo, quindi Guido. Scrivo ma non sempre. Dormo, ma non sempre. Posteggio, ma non sempre, quando trovo. Quando non prendo pesci, dormo. Quando si, invece no. Non amo definirmi, preferisco Lia. Trentanovemiladodici è la risposta se qualcuno mi dovesse chiedere un numero a caso. Ma non sempre do i numeri, a caso. Se li do è a ragion veduta, sul lago.

:: Dimmi un numero a caso? Trentanovemiladodici.

:: Dove corri, quando corri? Non occorre essere per avere uguale dare. Non occorre essere puntuali dopo una virgola. Ma soprattutto: Non prestare orecchio, se hai paura che non te lo restituiscono. Non dare nell’occhio quando puoi lasciarlo sul tavolo. Non prendere un abbaglio, se sei a dieta. Non prenderti in giro se è già tardi. Non scrivere cose di cui puoi pentirti, tipo: Tipo, cascamorto, calzone. Non correre se non sono ancora iniziati i saldi.

Al masticar amaro preferisco il dolce stil novo.

 

 

Postato da: penzogi a 14:52 | link | commenti (1) |
domande

 

PROMEMORIA.

Ma quando è contrario?

 

Postato da: penzogi a 14:09 | link | commenti (1) |

 

STORIE DELL’ALTRO MONDO

Vorrei mangiare un budino,

              prima che lui mangi me. (Guido Penzo) ©

 

Postato da: penzogi a 13:24 | link | commenti |

 

da domenica 11 dicembre 2005 entro domenica 12 marzo 2006

 entro le ore 13 di mercoledì 15 febbraio 2006.

 

 

Postato da: penzogi a 13:17 | link | commenti |

15/12/2005
 

Ci sono domande a cui ho sempre voluto rispondere

ma che nessuno mi ha fatto.

:: Se sei nato, quando sei nato? Grazie per la domanda. Innanzitutto bisogna metterci d’accordo sul preciso significato di sei. Per sgombrare la testa da ogni dubbio, lasciando solo i bigodini, non sempre si può raggiungere chi non vuole farsi raggiungere (dove “farsi” è un concetto drogato). E’ come dire: non mi ricordo, perchè ero troppo piccolo (dove “ero” è un concetto drogato). E’ come dire: sono caduto come una pera cotta (dove “come” è un concetto drogato). Come dire.

:: Dove si possono riparare gli ossobuchi? Un ossobuco non è mai per caso. Può essere per sostanza, per severanza, per chè. Una volta, ma anche un arco, verificato che il danno non è dovuto a mano missione (impossibile) allora, se in garanzia, non lo so. In caso contrario, no. In caso favorevole, si.

 :: Sei compatibile con gli altri prodotti Autodesk? Mi cogli impreparato. devo fare un aggiornamento…

 

Postato da: penzogi a 17:34 | link | commenti |
domande

 

“NON MI PIACE GIOCARE IN BORSA,

E’ TROPPO STRETTO” ©(Guido Penzo)

tratto da Diario di Egoeccentrico (un’autobiografia non autorizzata) Lenza Editore, 2006.

 

Postato da: penzogi a 13:53 | link | commenti |
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