D’altra parte…

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Contami o Diva da uno a dieci.

Chissà com’era la vita prima di Internet!?

Lo chiedo a Google!

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C’è chi sale, chi scende e chi saleescende.

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L’importante è la salute!

Siria, bombe sugli ospedali di Aleppo est.

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Damasco desidera rassicurare gli abitanti della città che le proprie bombe non contengono olio di palma.

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Coopertina.

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E io che mi pensavo che chi li tira più lontano vince ai dadi.

Chi è senza peccato scaglia di grana, cugino di settimo grado della Scala di Milano, perché il ring è quadrato?

Non toccate quella tastiera, c’è chi dice no, chi vota forse, chi si avvale della facoltà di Giurisprudenza quando  guida perché il lavoro mobilita l’autista.

Se non è zuppa, cicciabomba capo cannoniere, mentre dilapide al cimitero, senza senso, fuori di senno, a furor di propoli.

Palla magica, recipiente disadattato a contenere, tra incudine e martello, martello tra ionio a carica positiva.

Metto a disposizione, negli appositi luoghi comuni, le seguenti parti del mio corpo, grassetto quanto basta: mens insana, una mano morta ed una a picche, un orecchio da mercante ed uno fine, un gomito alzato ed uno da lavandaia, un piede piatto ed un piede di porco, un naso per gli affari, il fiato corto, una faccia di bronzo, due borse sotto gli occhi, un unghia reincarnata, le impronte digitali e quelle analogiche, il grasso che cola, le maniglie dell’amore, un dito nella piaga e le altre nella marmellata, un pollice verde, un indice di gradimento, la coda tra le gambe, un sesto senso, il sangue blu, una buona spalla, il fegato amaro, gli occhi dolci, lingua biforcuta, uno stinco di santo, uno sguardo vigile, un cuore d’oro, un dente avvelenato, il doppio mento, un intestino pigro.

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Ad ogni risposta una domanda.

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Il ciclope Polifemo è mai esistito?

Nessuno lo può sapere.

 

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Dove viveva il gigante Golia?

Ad un tiro di fionda da Davide.

 

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Perché Scipione cosparse Cartagine di sale?

Perché la trovò insipida.

 

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Perché Annibale, per venire in Italia, attraversò le Alpi con gli elefanti?

Perché era un turista “fai da te”, no Alpi tour, ahi, ahi, ahi!

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Cosa ha fatto Ulisse quando ha sentito la sirena?

Si è spostato e l’ha lasciata passare.

 

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FAME. Saranno famosi ma intanto fanno la fame.

La dieta a zona funziona?

Dipende in che zona della casa ti trovi, funziona se non sei in cucina.

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O si o…

Molti hanno dubbi sulla formulazione della domanda,

io avrei dubbi sulla risposta.

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Indicò la Terra e gli astri nel cielo, le stelle e la jaguar nel box e disse: un giorno tutto questo…

La differenza tra l’Antico Testamento e il Nuovo Testamento è che nel Nuovo Testamento lascia tutto alla badante.

Poi prese il pane, lo spezzò, lo distribuì ai presenti dicendo: un sugo così merita la scarpetta.

Allo stesso modo prese il vino, lo versò e disse: uno di voi non berrà e sarà quello che guiderà al ritorno.

Poi ordinò di togliere la pietra che chiudeva l’ingresso della tomba. Tolta la pietra,  ad alta voce perché tutti i presenti lo sentissero, gridò: Lazzaro alzati e vola. Ma Lazzaro non capì ed uscì a chiedere di ripetere. Questo bastò!

Dalla trentaduesima lettera a Luca 9,43b-415.
In quel tempo, mentre tutti erano pieni di meraviglia per come riuscisse a prevedere il meteo del giorno dopo, disse ai suoi discepoli:
«C’avete fatto caso che, se a una cosa che non c’avevate fatto mai caso ve ce fanno fa caso, poi ce fate sempre caso?».

Ma essi non comprendevano questa frase; per loro restava così misteriosa che non ne comprendevano il senso e avevano paura a rivolgergli domande su tale argomento.

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Beato quel popolo che non ha bisogno di Mandrake.

Beato quel popolo che non ha bisogno di aste per i selfie.

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Beato quel popolo che non ha bisogno di Pokemon.

Beato quel popolo che non ha bisogno di 15 minuti di fama.

Beato quel popolo che non ha bisogno di hashtag.

Beato quel popolo che non ha bisogno di Uomini e Donne.

Beato quel popolo che non ha bisogno del 6.

Beato quel popolo che non ha bisogno di eufemismi.

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GOMORRA SPAAAAAM

Gomorra è quella serie televisiva dove, per il controllo della zona e per i vari traffici di stupefacenti e armi, si combattono i Savastano e gli Scissionisti ma alla fine il campionato lo vince la Juve.

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Un tot di cose da fare prima del 2023, senza correre.

Svegliare il gallo prima che canti.

Rispondere al telefono prima d’aver sentito la domanda.

Estrarre un cilindro da un coniglio.

Scoprire dov’è Vega e capire perchè i vegani hanno scelto la Terra..

Bere la stessa acqua dei giornalisti, senza rivelarne la fonte.

Arrestare il sistema senza spegnere il computer.

Raddrizzare la Torre di Pisa, o altro monumento a piacere.

Giocare almeno una volta a sboing. E’ come lo squash solo che le racchette sono di ferro.

Trovare l’occasione giusta per riciclare il caval donato.

Giocare a strega comanda color: indaco.

Fare felice il prossimo non rispondendo quando è il proprio turno.

 

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The last.

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Il pitch trailer che non vedrete del film che non c’è.

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ska/tch up

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Idioma sarai tu!

– Ho preso un granchio!

– Ma no, è una papera.

– Appunto!

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ci sono.

“Se avete perso la retta via, siete in curva!”.

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“Capisco la zanzara tigre o il pesce cane, ma il vitello tonnato che razza di animale è?”.

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Senza titolo.

Francisco Franco non era franco nè San, no, ti stai sbagliando, chi hai visto non è Francisco. Non abbaiava alla luna, non indicava Marte e non era di parte. A volte in disparte, seduto sulla valigia sul letto, aspettava. La quiete prima che il gallo canti, il silenzio in attesa dei saldi, la siesta prima della settima, l’aiutino che non arriva. Il motore era partito, il ciak  battuto ma l’azione non arrivava. Attendente, di natura e di fatto, osservava il passare dei passanti sulla via sotto/anti/stante. Immaginava la vita celata in quei corpi via’ndanti, storie deambulanti scritte sulla pelle, a volte prepotenti in grassetto, a volte dismesse e perennemente a dieta, a volte prepotentemente straripanti, a volte ferite e nascoste da un apparente apparenza. Un giro di vite che s’incrociavano, a volte verticali, alla ricerca di de-finzioni risolutive. Essere o aver voce in capitolato? Esserci o farci? Finzioni borghes/i nella speranza di una vita prima della mor…

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Benedetto: Testa o Croce?

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E’ più facile che un canguro meditamondo salti di palo tra le fresche frasche, chiare, dolci e acque chete che un bastimento carico a briscola approdi, a sua insaputa, ad un nuovo mondo. Ma e se fuori dallo stesso, volendo opporsi ai posti liberi in piedi, questi si, viBrando la scimmia con la chitarra, scimitarra, affron tasse il pagànò esattore e cogliesse l’attimo, di timo profumato, donandolo senza dolo a se stesso di cuius sopra. La dove? Lìolà? OvunQue ovo contenga principio vitale e quale visi nascondesse l’originaria questio: prima l’ovo o la gallica gallina? Alla ricetta l’ardua sententia. Poiché è in cucina che mestolando con gli addendi l’ingredienti, dividendo l’inevitabile scarto di senso e sottraendo la differenza scartata nell’indifferenziato, prenderà forma e sostanza l’impasto creato ed il settimo giorno lo degustò, idem con patate. Pane al pane, vino al Divino. Se non è zuppa, cameriereee! Perché se per preparare la tavola i camer’ieri, come oggi, servono 4 assi di 4 semi diversi, è più facile che a Mister Chef convinca ma non vinca un cuoco dè noatri, con le mani nell’impasto della pasta, le dita nella marmellata, il pollice verde e l’indice puntato all’ascolto, un gambo normale e l’altro di sedano, una spalla di suino, la barba bietola, un occhio al prezzo e l’altro pesto, la lingua salmistrata di Menelik, il pomod’oro d’Adamo e la fila cosparsa d’olio, perché tutto fili liscio. Tanto è. Quanto è? Caro scontrino alquanto scontroso, mi scrivi facendomi la somma del pro pasto, avendolo preferito all’antipasto, del secondo fine e del dolce abbastanza salato che l’amaro in bocca m’hai lasciato. Credevo fosse amore ed invece era birra. E non farmi gli occhi dolci che sono a posto così, grazie. Magari un digestivo, limon c’è?

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Stessa spiaggia, stesso mare, stessa barca.

stessa barca

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VIRALE

Brexit

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Chi ha tempo aspetta.

Aspetto

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Altan ed io.

Altan ed io

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pro o contro verbi.

atn ccc

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vignetta doppiata.

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Cantami o diva che non riesco a prendere sonno.

Datemi un martello. Che cosa ne vuoi fare? Appendere un quadro!

Rose rosse per te ho comprato stasera e il tuo cuore lo sa cosa voglio da te. Un vaso dove metterle?

Nessuno mi può giudicare nemmeno tu. Lo so che ho sbagliato una volta e non sbaglio più. Ma il cartello di divieto di sosta prima non c’era.

Non gioco più, me ne vado, non gioco più, davvero, il pallone no, non ve lo lascio, che poi non lo rivedo.

Prendi questa mano, zingara, dimmi pure che destino avrò, ma  almeno i documenti ridammeli.

Sapore di sale, ma quanto ce ne hai messo?

Guarda come dondolo, guarda come dondolo con il twist. Con le gambe ad angolo, con le gambe ad angolo ballo il twist. Sarà perché io dondolo, saranno gli occhi tuoi che brillano ma vedo mille mille mille lucciole, venirmi incontro, incontro insieme a quell’agente della Stradale.

Se bruciasse la città, c’ho l’alibi!

Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare, pero a giugno che costa meno!

Sei diventata nera, nera, nera, sei diventata nera come il carbon, ma non puoi prendertela così, scherzavo quando dicevo che sei una donna di peso.

L’estate sta finendo, e un anno se ne va, sto diventando grande e c’ho il materassino da sgonfià.

Sotto questo sole è bello pedalare sì ma c’è da sudare. Volevo vedere se pioveva!

Lisa dagli occhi blu senza le trecce la stessa non sei più. Vestita da uomo non t’avevo riconosciuta.

Ciao, sono io. Buonasera dottore. Amore mio. Ha sbagliato numero!

Mi ricordo montagne verdi, e le corse di una bambina, con l’amico mio più sincero, un coniglio dal muso nero. Aspetta un poco che in queste condizioni a casa nun ce poi tornà!

Pazza idea. Tientela per te.

Siamo solo noi. La prossima volta col binocolo…

Buona domenica. Anche a lei e famiglia.

Every little thing she does is magic. Ma tirar fuori un cilindro da un coniglio non l’avevo mai visto.

Delle cicale, ci cale ci cale ci cale, della formica invece non ci cale mica, automobili telefoni tivu’, nella scatola del mondo io tu, per cui la quale, ci cale ci cale ci cale. Adesso scrivile che se passa l’effetto te le scordi!

Più crudele è la guerra, e l’uomo sa cos’è la guerra. Caldo e tenero è l’amore, e l’uomo sa cos’è l’amore…Sandokan ma se te chiedo l’area del rombo, l’uomo sa qual è l’area del rombo?

Si può dare di più. Parla per te!

Paese mio che stai sulla collina, col prossimo condono lo mettiamo a posto!

Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi…qualche altro particolare che ci aiuti a trovare la truffatrice?

Che sarà, che sarà, che sarà. Che ne so, che ne so, che ne so.

Knock, knock, knockin’ on heaven’s door. Testimoni di Geova? E’ la porta accanto!

Nel continente nero, alle falde del Kilimangiaro, non trovi un tabaccaio neanche a pagarlo oro.

Blu, le mille bolle blu, blu, le vedo intorno a me, blu, le mille bolle blu, che volano e volano e volano. Blu, le mille bolle blu, blu, mi sento dondolar, blu, tra mille bolle blu che danzano…No signorina, non sono bolle blu ma è il lampeggiante. Favorisca libretto e patente!

Dio delle città, e dell’immensità, se è vero che ci sei…solo 5 numeri sulla ruota di Milano!

 

 

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Intilli mani VS Intelli gente

Chissà com’era la vita prima di Wikipedia…?

Vado a cercarlo su Wikipedia!

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Tra paranormale e paradossale l’importante è imparare.

Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te ma chiediti perché no?

L’altra mattina mi sono svegliato che era già pomeriggio. (notte a margine)

L’esperienza mi dice che tra il bene e il male vincerà sempre il male, perché bara.

Se è vero che Adamo ed Eva sono stati cacciati dal Paradiso allora è anche vero che una mela al giorno leva Dio di torno.

Marco Polo quando ha scoperto quello al Nord gli ha dato il suo nome, il Polo Sud è venuto di conseguenza.

“Stay hungry. Stay foolish”, ovvero se vuoi fare strada devi imparare l’inglese.

Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te ma chiediti dove si mangia bene spendendo poco?

Hai voluto la bici? Se prima volevi un box adesso sapevi dove metterla!

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Milanesi a Milano

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Sapessi com’è strano, sentirsi milanesi a Milano, a Milano.

E cinesi in Paolo Sarpi, tra le scritte in mandarino, e come essere a Pechino, un pochino.

Fra la gente, tanta gente, c’è ancora un negozio, con l’insegna in italiano, che vende occhiali ma con le lenti a mandorla, ola.

Sapessi com’è strano, darsi appuntamento a Milano, a Milano.
In una grande churrascaria, con un pizzaiolo egiziano, in un ristorante indiano o in una gelateria siciliana, che pazzia, che pazzia.

Eppure in questo posto impossibile, tu mi hai detto “Ti che te tachet i tac, tacum i tac a mi”, io ti ho detto “mi tacat i tac a ti, tachet ti i to tac”.

Sapessi com’e’ strano mangiare milanese a Milano, a Milano.
Tra un sushi e un sashimi, tra una empanadas e una mousakaa,  tra una salsa piccante ed un tango argentino tu mi hai detto “la buca l’è minga straca se la sa nò de vaca”,
io ti ho detto “per pacià el paciotta per bev  bevòtta l’è a laurà ch’el barbotta”

Fra la gente, tanta gente, sapessi com’è strano
sentire chiamare Mohamed o Edmundo, Darid o Roman, a Milan, a Milan.

Eppure in questo posto impossibile, tu mi hai detto “ti amo”
io ti ho detto “ti amo, ti amo, ti amo”.

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Il tempo scaduto va nell’indifferenziato.

Guardo il tempo passare. E’ il mio passatempo.

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Ogni mattina mi sveglio che è già pomeriggio. Mi alzo e mi metto a sedere sul bordo del letto e, nel frattempo, penso. Penso a come era la vita prenatale, a tutte le cose da fare prima del 25 dicembre. A tutti i pacchi da prendere, da incartare e da tirare. Penso che dovrei alzarmi, lazzarone che non sono altro, e darmi da fare. Andare in cucina a preparare la collezione. Ho una bellissima collezione di tazze da caffè. Le tengo tutte in bella mostra su un ripiano della parete di fronte. Ho anche imparato a leggere i fondi del caffè. La prima volta che ci sono riuscito c’era scritto: Lavami.
Penso che dovrei uscire, affrontare la strada da fare ad ampie falcate, pedalare con la bici che ho voluto, mettere l’auto in moto senza farmi aiutare da nessuno. E se non ci riesco provare a fare il contrario, mettere la moto in auto. La verità è che sono pigro. Non farei mai oggi qualcosa che potrei far fare ad un robot domani. Ma questa è fantascienza.
Sono un poltrone su un divano. Passo molte ore a guardare la televisione e penso. Quando non ho nulla a cui pensare l’accendo. Passo da un canale all’altro senza trovare pace, solo film di guerra. Così è la vita, non lo penso ma è il titolo di un film alla tv. Quando mi scade il permesso di soggiorno mi sposto in cucina. Lì ne vedo di cotte e di crude. C’è sempre qualcosa che bolle in pentola.
Questa sera avrò ospiti. Forse è giunto il momento di non star più con le mani in mano ma averle in pasta.
Sono in dubbio se preparare un Pan Egirico o la Torta Successo. Potrei unire le forze e gli ingredienti, frullare il frullabile, aprire la dispensa cercando l’indispensabile, soppesare un velo di zucchero, sale a occhio (anche se brucia) e croce, cercare la soluzione ed accorgersi che è finita e che ormai è troppo tardi per scendere nel negozio sotto casa o salire dall’inquì lì no… potrei. Ma forse non basta il pensiero, penso.
Potrei allora darmi da fare, darla a bere, lasciarla soffriggere nel suo brodo, cogliere l’attimo per piantarlo in un vaso più grande, spegnere la tv con l’estintore, assaporare la vita se va bene di sale, sbattere le uova contro il muro di gomma da masticare, calpestare i sentimenti di chi li ha nascosti sotto il tappeto… potrei.
Penso che potrei potare i fiori, spellare le patate ancora vive, quelle Ogm, affrancare lettere dell’alfabeto, ricordarmi d’annegare ricordi nel…, ascoltare le ragioni di un folle innamorato di se, aprire la porta al futuro prima che bussi, cantare sottovoce meglio che a squarciagola, salire una scala dove ogni gradino è una nota… potrei.
Sono pigro ed osservo ogni mio piccolo particolare, in particolare unisco i nei con il tratto della penna. Tutto d’un tratto. Metto i puntini sulle i, l’accento nel circo ‘nverso e la parentesi graffa con la crema. Poi prendo la palla al balzo incurante delle urla del bambino a cui l’ho sottratta. La palla è rotonda e si può giocare in casa con la squadra ospite che ha portato il gelato. Di stucco? No, fior di latte.
Ma quando l’atmosfera sembra sciogliersi ecco che suonano alla porta. Non ne riconosco il motivo. A volte ritornello. Decido di restare chiuso in me, immobile mi metto comodino. E penso. Penso a quanto sarebbe bello se il sole tramon senza tasse da pagare. Se l’isola che non c’è non fosse piena di persone che la citano, se ci fossero più frasi con ma e se il tempo non si fermasse solo ad Eboli. Che poi, dove Cristo è Eboli? Questo dev’essere il posto, senza farlo apposta, dove poter sotterrare l’ascia, lascia che ti spieghi, l’ascia che ha dato un taglio netto al passato ed ha lasciato, qui ed ora, solo Ricordi a trentatré giri da fare, con ed ego eccentrici, aspettando che la solita solfa finisca e che gli amici se ne vadano. Mentre alla porta continuano a suonare, senza motivo, sarà jazz.
Sarà, ed è già passato, il tempo. Il mio spassatempo.

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u curtu (per farla breve).

Questa è l’idea per un “corto”. Io ci metto il testo. Voi…immaginatevelo.

Titolo: AUDIOGUIDA

(di Guido Penzo)

Interno / sala di un museo: Alcuni visitatori si aggirano all’interno di una sala espositiva della mostra su Piero Manzoni che si tiene a Milano, Palazzo Reale fino al 2 giugno (o altra mostra a vostra scelta).PIERO MANZONI 1933-1963 Milano, Palazzo Reale

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Tra di essi vi è Michele, il nostro protagonista. E’ fermo davanti ad un’opera, la osserva mentre ascolta la descrizione dall’audio-guida che indossa: “…Dall’autunno 1961 Manzoni sperimentò ulteriori percorsi innovativi, dando vita alle tanto controverse quanto geniali scatolette di “Merda d’artista”. L’estremizzazione di un pensiero, già in precedenza espresso dall’artista, riguardo la concretezza materiale del corpo e alla artisticità implicita in ogni atto dell’autore e, quindi, nelle sue “reliquie”…

Poi Michele si sposta davanti ad un’altra opera del Manzoni. Altro audio fuori campo con altra descrizione dell’opera davanti alla quale si è fermato.

Così abbiamo presentato i due protagonisti: Michele, un giovane studente d’arte di 23 anni di Lucca e per quel giorno turista a Milano, e la “voce” dell’audioguida che lo sta accompagnando nel percorso espositivo. Fin qui niente di strano. Senonché al termine della visita, prima di uscire dall’ultima stanza, Michele decide di…rubare la cuffia che indossa con il relativo “lettore”. Non chiedetemi perchè lo fa, non c’è tempo per chiederselo, qualcuno potrebbe accorgersene.

Esterno / Giorno. Michele è all’esterno di Palazzo Reale. E’ fuori con l’audioguida. Nessun allarme ha suonato. Forse perchè nessuno si aspetta che qualcuno possa rubare un’audioguida, forse. Chissà perchè. Michele la tira fuori dal maglione, la guarda domandandosi cosa potrà ricavarne…indossa ancora una volta la cuffia e si accorge che non è spenta. La cosa più strana è che l’audio che gli arriva alle orecchie descrive esattamente quello che lui sta guardando. Si gira verso il Duomo e: “…Lo stile del Duomo, essendo frutto di lavori secolari, non risponde a un preciso movimento, ma segue piuttosto un’idea di “gotico” mastodontico e fantasmagorico via via reinterpretata. Nonostante ciò, e nonostante le contraddizioni stilistiche nell’architettura, il Duomo si presenta come un organismo unitario. La gigantesca macchina di pietra infatti affascina e attrae l’immaginazione popolare, in virtù anche della sua…”.

Alza gli occhi verso la Madonnina posta in cima ed inizia una nuova descrizione: “…Inaugurata il 30 dicembre 1774, la Madonnina del Duomo di Milano è il punto più alto della chiesa. La statua venne disegnata dallo scultore Giuseppe Perego e fusa dall’orafo Giuseppe Bini, per un’altezza di 4,16 metri. L’interno della statua conserva…”.

Possibile? Si domanda Michele, eppure su ogni cosa sulla quale lui sofferma lo sguardo ascolta una descrizione proveniente dall’audioguida. Possibile che l’audioguida funzioni anche al di fuori del Museo? Questo è ormai certo. Possibile che sia sufficiente guardare, per esempio, quella statua, chi cazzo è?, dalla parte opposta del Duomo per ascoltare: “… Il monumento venne commissionato allo scultore italiano Ercole Rosa da Umberto I dopo la morte del padre nel 1878, ma venne posta in centro alla piazza solo nel 1896 in quanto lo scultore morì prima di aver terminato il monumento che venne finito da altri e poi inaugurato…”.

Michele non credeva alle sue orecchie, era proprio il caso di dirlo, eppure…

Michele adesso ce l’aveva tra le mani. La guardava con un misto di curiosità e di paura. D’accordo, si convinse, probabilmente funzioni solo qui a poca distanza dal museo. Con questa speranza Michele s’incamminò alla ricerca di un posto economico dove mangiare qualcosa.

Esterno / Giorno. Michele si muove per alcune vie. Dopo una decina di minuti, ormai lontano da Palazzo Reale, si trovò davanti ad una trattoria… greca. Perché no? “Esperides” era scritto sull’insegna. Chissà com’è? Si domandò. Chissà? Così fece quello a cui aveva rifiutato di pensare fino a quel momento. Prese l’audioguida e si mise in testa la cuffia, ascoltando: “Esperides è aperto da oltre 10 anni ed è ormai un punto di riferimento della ristorazione milanese. Si inizia con un misto di antipasti, pikilia 12 euro, che comprendono taramosalata, melizanosalata, dolmadakia, olive, feta e un notevole tzatziki. Godetevi la moussaka, 9 euro, e continuate con una progressione deliziosa che attraversa il gyros con patate, 9 euro e 50 centesimi, carne cotta su uno spiedo…”. Funziona!

Interno / Giorno. Sala della trattoria. Ma la cosa più incredibile gli capitò dopo aver terminato l’ultimo pezzettino di pane spalmato di tzatziki in attesa che gli portassero la moussaka. Più per gioco che per curiosità s’infilò ancora una volta in testa la cuffia dell’audioguida e “puntò” la ragazza che era seduta al tavolo vicino all’ingresso assieme ad un tipo di spalle, molto più anziano. “Francesca, 25 anni, nata a Salerno il…”. Michele era già innamorato e l’ultima cosa che gli “disse” l’audioguida era che Francesca non era fidanzata. Bene, pensò Michele!

Fu a quel punto che…

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